Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 10889

Cassazione, sentenza n. 10889 del 24/04/2023

Sentenza n. 10889 del 24/04/2023

La controversia riguardava il rimborso dell’IVA erroneamente fatturata e versata per operazioni fuori campo, già recuperata dall’Amministrazione nei confronti della committente che l’aveva detratta. Divenuta definitiva, per mancata specifica impugnazione, la statuizione sulla tempestività dell’istanza, la Cassazione esclude che il rimborso al prestatore richieda anche la previa restituzione dell’imposta alla cliente, in assenza di un provvedimento coattivo e di rischi per il gettito. Il ricorso dell’Agenzia è rigettato, poiché negare il rimborso avrebbe duplicato l’incasso erariale in contrasto con la neutralità dell’IVA.

N. 10888

Cassazione, sentenza n. 10888 del 24/04/2023

Sentenza n. 10888 del 24/04/2023

Nel giudizio sul silenzio-rifiuto relativo a diversi crediti d’imposta, l’Agenzia aveva subordinato i rimborsi alla prestazione di garanzia, richiamando carichi pendenti e comunicazioni inviate al difensore. La Cassazione afferma che il fermo amministrativo può essere opposto anche durante la causa, ma richiede un provvedimento formale, adeguatamente motivato e notificato direttamente al contribuente; le comunicazioni al difensore non lo sostituiscono. Non essendo stato dimostrato neppure un controcredito erariale certo, liquido ed esigibile, la Corte conferma la decisione regionale e rigetta il ricorso dell’Agenzia.

N. 10887

Cassazione, sentenza n. 10887 del 24/04/2023

Sentenza n. 10887 del 24/04/2023

Gli accertamenti recuperavano IRES e IRAP per più annualità, contestando ammortamenti, canoni di leasing, costi pubblicitari e interessi attivi presunti; i giudici di merito li avevano integralmente confermati. La Cassazione ritiene sufficiente, per il raddoppio dei termini delle imposte interessate da reati tributari, l’obbligo di denuncia, ma esclude tale raddoppio per l’IRAP; rileva inoltre carenze motivazionali su pubblicità, operazioni contestate, costi di consulenza coperti dal condono e finanziamento alla partecipata. Accolti il terzo, quarto, quinto e sesto motivo, la sentenza è cassata con rinvio; i primi due motivi sono rigettati.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRAP
  • IRES
N. 10885

Cassazione, sentenza n. 10885 del 24/04/2023

Sentenza n. 10885 del 24/04/2023

La controversia concerneva il recupero di un’agevolazione per investimenti asseritamente non collegati agli eventi calamitosi del 2002, perseguito dall’Amministrazione sia mediante cartella sia mediante separati atti di ingiunzione. Poiché un precedente giudizio aveva ormai reso incontrovertibile la cartella per le stesse annualità e la stessa causale, la Cassazione rileva che l’Ufficio dispone già di un titolo definitivo e non ricava alcuna utilità concreta dall’impugnazione relativa alle ingiunzioni annullate. Il ricorso è quindi dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, con compensazione delle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10884

Cassazione, sentenza n. 10884 del 24/04/2023

Sentenza n. 10884 del 24/04/2023

L’Agenzia contestava il rimborso convenzionale relativo a compensi per servizi, sostenendo che il certificato britannico non provasse l’effettiva tassazione del reddito e che mancassero elementi sul rapporto con il fotografo. La Cassazione considera sufficiente il certificato di residenza fiscale ai fini delle condizioni documentali previste dalla convenzione Italia-Regno Unito e precisa che la sua idoneità, già valutata dal giudice di merito, non integra omesso esame di un fatto storico. Poiché la natura del reddito non era stata discussa nel merito e gli ulteriori rilievi non superano tali accertamenti, il ricorso è respinto.

N. 10883

Cassazione, sentenza n. 10883 del 24/04/2023

Sentenza n. 10883 del 24/04/2023

Una società del settore energetico chiedeva il rimborso dell’addizionale IRES versata nel 2008, richiamando la successiva dichiarazione d’illegittimità costituzionale della cosiddetta Robin tax; CTP e CTR avevano negato il rimborso in ragione degli effetti temporali fissati dalla Corte costituzionale. La Cassazione afferma che tale pronuncia, compresa la decorrenza non retroattiva stabilita mediante bilanciamento dei valori costituzionali, non è impugnabile né può essere riesaminata caso per caso dal giudice tributario. Nel testo riportato resta però non ricostruibile la decisione sul quinto motivo e l’esito complessivo del ricorso.

N. 10779

Cassazione, sentenza n. 10779 del 21/04/2023

Sentenza n. 10779 del 21/04/2023

L’accertamento aveva qualificato come sopravvenienza attiva un contributo destinato a un’attività agrituristica, non contabilizzato né dichiarato; la CTR, riformando il primo grado, aveva confermato la pretesa per mancata dimostrazione della natura e del trattamento contabile dell’erogazione. La Cassazione rileva che la contribuente non aveva allegato nei gradi di merito l’applicazione del regime forfetario e non aveva documentato la contabilizzazione quale contributo in conto impianti; tale regime, comunque, non elimina l’obbligo di contabilizzare e qualificare il contributo. I motivi sono ritenuti inammissibili e manifestamente infondati, mentre l’esito formale non compare nel testo riportato.

  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Contabilità
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10777

Cassazione, sentenza n. 10777 del 21/04/2023

Sentenza n. 10777 del 21/04/2023

La controversia riguardava tre cartelle che la società sosteneva di avere conosciuto solo mediante una verifica presso l’agente della riscossione; i giudici di merito avevano ritenuto irregolari le notifiche per mancata consegna al legale rappresentante. La Cassazione chiarisce che, se la società è irreperibile presso la sede, la notificazione al rappresentante è obbligatoria soltanto quando questi sia indicato nell’atto e risieda nel comune del domicilio fiscale dell’ente. Poiché tale coincidenza territoriale mancava, la Corte accoglie il primo motivo, assorbe il secondo e rinvia per nuovo esame.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10773

Cassazione, sentenza n. 10773 del 21/04/2023

Sentenza n. 10773 del 21/04/2023

L’accertamento recuperava IRES, IRAP e IVA, contestando anche la deduzione, nell’esercizio 2009, della svalutazione di un immobile contabilizzato tra le rimanenze a costo specifico. La Cassazione conferma che il termine di permanenza dei verificatori è ordinatorio, riguarda i giorni di effettiva attività presso la sede e la sua inosservanza non invalida accertamento o prove; ritiene inoltre infondata la pretesa deducibilità fiscale della svalutazione del bene valutato a costo specifico. Le ulteriori questioni sugli effetti negli esercizi successivi non superano i limiti processuali rilevati; il ricorso è integralmente rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
N. 10770

Cassazione, sentenza n. 10770 del 21/04/2023

Sentenza n. 10770 del 21/04/2023

L’accertamento aveva qualificato come contributo in conto capitale, e quindi come sopravvenienza attiva, una somma ricevuta per la ristrutturazione di un agriturismo, mentre la contribuente la riteneva contributo in conto impianti fiscalmente irrilevante. La Cassazione rileva che l’assoggettamento al regime forfetario non era stato adeguatamente allegato nei gradi di merito e che le censure non affrontavano la decisiva omessa contabilizzazione né documentavano il metodo adottato. La qualificazione dipende dalla destinazione oggettiva dell’erogazione e il relativo onere probatorio gravava sulla contribuente; i motivi sono dichiarati inammissibili e comunque manifestamente infondati.

N. 10766

Cassazione, sentenza n. 10766 del 21/04/2023

Sentenza n. 10766 del 21/04/2023

La controversia concerneva accertamenti IVA relativi a fatture per operazioni ritenute inesistenti nell’ambito di rapporti circolari tra società, emessi oltre i termini ordinari in presenza di fatti penalmente rilevanti. Il fallimento contestava, tra l’altro, la tempestività della riassunzione, il diniego di sospensione per querela di falso, il raddoppio dei termini e il mancato riconoscimento della detrazione IVA; la CTR aveva confermato gli atti. La Cassazione giudica corrette le valutazioni compiute dal giudice regionale e non accoglie le ulteriori censure, anche processuali e sanzionatorie, rigettando integralmente il ricorso.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
  • Sanzioni
N. 10739

Cassazione, sentenza n. 10739 del 20/04/2023

Sentenza n. 10739 del 20/04/2023

Gli eredi avevano impugnato cartelle nuovamente notificate nel 2010, sostenendone la tardività; la CTR aveva annullato parte degli atti perché le notifiche originarie, eseguite con l’intervento di un’agenzia privata, erano state reputate irrituali. La Cassazione precisa che l’eventuale nullità della notificazione non ne esclude automaticamente l’efficacia sostanziale interruttiva della prescrizione, quando l’atto sia comunque pervenuto a un indirizzo riferibile al destinatario e abbia raggiunto lo scopo conoscitivo. Accoglie quindi il quinto motivo, assorbe gli altri e rinvia affinché sia verificata concretamente tale efficacia.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10584

Cassazione, sentenza n. 10584 del 19/04/2023

Accertamento - Sospensione dei termini nel periodo feriale - Contratto aleatorio - Nullità dell'operazione e del correlato contratto di finanziamento per illiceità della causa - Ottenimento di un vantaggio fiscale in modo fraudolento.

La società contestava una sanzione collegata a un’operazione finanziaria formalmente aleatoria, che i giudici di merito avevano ritenuto priva di rischio effettivo e diretta a conseguire fraudolentemente crediti d’imposta figurativi. La Cassazione afferma che la sospensione feriale non si applica al termine endoprocedimentale di sessanta giorni, riconosce la competenza istruttoria della Direzione regionale e conferma che il giudice tributario può valutare incidentalmente la validità del negozio per verificare la pretesa fiscale. Le altre censure risultano inammissibili o infondate; il ricorso è rigettato.

N. 10583

Cassazione, sentenza n. 10583 del 19/04/2023

Sentenza n. 10583 del 19/04/2023

L’accertamento recuperava IRES e IRAP, con sanzioni, rispetto a un’operazione finanziaria che la CTR aveva giudicato solo formalmente aleatoria e concretamente orientata a un risparmio d’imposta fraudolento mediante crediti figurativi. La Cassazione esclude che la sospensione feriale incida sul termine endoprocedimentale di sessanta giorni, conferma i poteri istruttori della Direzione regionale e riconosce al giudice tributario la cognizione incidentale sulla validità dei negozi rilevanti per la pretesa. Le contestazioni residue sono infondate, inammissibili o coperte da giudicato; il ricorso viene rigettato.

N. 10559

Cassazione, sentenza n. 10559 del 19/04/2023

Sentenza n. 10559 del 19/04/2023

La controversia riguardava il rimborso previsto per i soggetti colpiti da un evento sismico, riconosciuto in primo grado e confermato senza esaminare la contestazione dell’Ufficio sulla residenza del contribuente. La Cassazione ribadisce che, nei giudizi di rimborso, il contribuente deve provare i fatti costitutivi del beneficio e che le contestazioni dell’Amministrazione su tali fatti sono mere difese proponibili anche in appello. Poiché la residenza risultava in un comune non incluso nell’elenco agevolato, la Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, rigetta la domanda originaria.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10543

Cassazione, sentenza n. 10543 del 19/04/2023

Sentenza n. 10543 del 19/04/2023

Una società chiedeva il rimborso dell’IRAP applicata a un premio di gestione, sostenendo che il disconoscimento dell’inerenza del corrispondente costo presso un diverso soggetto determinasse doppia imposizione e imponesse la detassazione del ricavo. La Cassazione distingue i due autonomi presupposti: l’indeducibilità del costo, dovuta alla mancata prova dell’inerenza, non elimina l’effettivo provento percepito e correttamente dichiarato dal prestatore. Neppure l’affidamento invocato consente il rimborso di un tributo dovuto; le omissioni di pronuncia sono escluse per rigetto implicito e il ricorso è integralmente respinto.

N. 10531

Cassazione, sentenza n. 10531 del 19/04/2023

Sentenza n. 10531 del 19/04/2023

Due società chiedevano la restituzione dell’IVA versata sulla TIA1, ritenuta estranea all’imposta per la sua natura tributaria; la CTR aveva negato il rimborso perché le somme non erano state previamente restituite agli utenti finali. La Cassazione distingue il rimborso speciale dell’IVA indebitamente versata dall’ipotesi eccezionale in cui, dopo il termine biennale, il prestatore agisca a seguito di un provvedimento coattivo favorevole al cliente. Entro il termine ordinario, la preventiva restituzione agli utenti non costituisce condizione della domanda: il motivo è quindi accolto e la decisione d’appello viene censurata.

  • IVA
  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10524

Cassazione, sentenza n. 10524 del 19/04/2023

Sentenza n. 10524 del 19/04/2023

La controversia concerneva le sanzioni collegate al mancato ingresso materiale di imbarcazioni in un deposito IVA, mentre la contribuente sosteneva che l’ormeggio presso una banchina adiacente, nella disponibilità del depositario, integrasse la consegna richiesta. La Cassazione ha precisato che le operazioni svolte in luoghi limitrofi possono valere come introduzione quando il depositario acquisisca possesso e controllo dei beni, assumendone la responsabilità. Ha quindi accolto il primo motivo, assorbito gli altri, cassato la sentenza e rinviato al giudice tributario regionale della Liguria.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10510

Cassazione, sentenza n. 10510 del 19/04/2023

Sentenza n. 10510 del 19/04/2023

Una società non residente chiedeva, tramite rappresentante fiscale, il rimborso dell’IVA assolta su acquisti italiani, pur disponendo di una stabile organizzazione nazionale che, secondo quanto allegato, non aveva partecipato alle operazioni. La Cassazione ha affermato che identificazione e rappresentanza fiscale costituiscono requisiti formali e che la presenza di una stabile organizzazione non esclude automaticamente il rimborso quando essa non intervenga nelle operazioni, salva la prova dei requisiti sostanziali, di frode o abuso. Il testo disponibile non riporta il dispositivo conclusivo del giudizio.

  • IVA
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10422

Cassazione, sentenza n. 10422 del 19/04/2023

Accertamento - Canone per la concessione in uso di spazi commerciali e attrezzature - Concessione di spazi espositivi tra società appartenenti al medesimo gruppo - Non inerenza del costo - Antieconomicità manifesta dell'operazione.

L’accertamento riguardava ricavi non contabilizzati e IVA relativi alla concessione, tra società italiane dello stesso gruppo, di spazi commerciali e attrezzature dietro un canone molto inferiore a quello di mercato. La Cassazione ha ritenuto che il valore normale possa operare come mero indizio di antieconomicità manifesta e macroscopica, idoneo a giustificare l’accertamento analitico-induttivo e a trasferire sul contribuente la prova della regolarità e inerenza dell’operazione, senza applicare il transfer pricing interno. Il primo motivo è stato giudicato infondato; il dispositivo finale non compare nel testo fornito.

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