Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 24488

Cassazione, ordinanza n. 24488 del 10/08/2023

IVA — Aliquota agevolata prima casa — Residenza — Termine perentorio.

L’Ufficio aveva recuperato la maggiore IVA dopo il mancato trasferimento della residenza nel Comune dell’immobile entro diciotto mesi, mentre il giudice regionale aveva ritenuto il termine meramente sollecitatorio e valorizzato la buona fede dell’acquirente. La Cassazione afferma invece che il termine è perentorio e che il trasferimento costituisce elemento necessario per conservare l’agevolazione prima casa. La decadenza è esclusa soltanto per una forza maggiore sopravvenuta, inevitabile, imprevedibile e non imputabile; la sentenza è quindi cassata con rinvio per tale verifica.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IVA
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24432

Cassazione, sentenza n. 24432 del 10/08/2023

Sentenza n. 24432 del 10/08/2023

La revocazione riguardava una precedente sentenza di cassazione relativa a dazi antidumping e sanzioni per merci dichiarate di origine filippina ma ritenute provenienti da Taiwan, con possibile responsabilità solidale del dichiarante doganale. La Corte precisa che l’errore revocatorio deve essere percettivo, evidente e decisivo, non potendo coincidere con contestazioni interpretative o valutative già affrontate; la precedente pronuncia, inoltre, aveva disposto un nuovo esame della diligenza senza accertare definitivamente la responsabilità. Le inesatte denominazioni e descrizioni della merce sono meri errori materiali: il ricorso è dichiarato inammissibile.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24351

Cassazione, ordinanza n. 24351 del 10/08/2023

Accertamento - Motivazione - Spesometro integrato.

L’accertamento aveva ricostruito maggiori ricavi ai fini IRES, IRAP e IVA mediante i dati dello spesometro integrato, dopo che la società non aveva risposto alla richiesta di documentazione; la Commissione regionale aveva annullato la ripresa reputando insufficientemente verificabili tali dati. La Cassazione ritiene legittimo, in questa situazione, l’accertamento induttivo puro fondato anche su presunzioni prive dei requisiti ordinari. Per la motivazione basta riprodurre o allegare il contenuto essenziale del documento richiamato, senza produrlo integralmente: accolto il secondo motivo dell’Ufficio, la decisione è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24316

Cassazione, ordinanza n. 24316 del 9/08/2023

IVA — Società estinta - Recupero sanzione.

L’Agenzia contestava l’applicazione della continuazione alle sanzioni derivanti da indebite compensazioni IVA operate da una società successivamente cancellata, notificando il ricorso ai soci. La Cassazione rileva d’ufficio che l’estinzione della società rende intrasmissibili le sanzioni amministrative tributarie sia ai soci sia al liquidatore, quale conseguenza della responsabilità personale e della loro riferibilità esclusiva alla persona giuridica. Non essendo configurabile neppure in astratto la responsabilità sanzionatoria dei soci, il ricorso dell’Amministrazione è rigettato.

  • Sanzioni
  • IVA
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24295

Cassazione, sentenza n. 24295 del 9/08/2023

Sentenza n. 24295 del 09/08/2023

La controversia concerne gli interessi esclusi dal rimborso di un credito IVA durante periodi collegati a richieste documentali e di garanzia, carichi pendenti e un procedimento penale poi archiviato. La Cassazione esclude che il giudicato relativo a un’altra annualità si estenda automaticamente, poiché le circostanze considerate non presentano carattere durevole; conferma inoltre che rimborso e interessi possono essere sospesi nelle specifiche ipotesi legislative, compresa la mancata tempestiva produzione della garanzia. Nei passaggi forniti alcune censure risultano rigettate o inammissibili, ma non è riportato il dispositivo conclusivo.

N. 24205

Cassazione, sentenza n. 24205 del 9/08/2023

Sentenza n. 24205 del 09/08/2023

Un istituto di credito chiedeva il risarcimento del maggior danno da svalutazione monetaria conseguente al ritardato rimborso di crediti d’imposta; il giudice del rinvio aveva adottato il rendimento dei titoli di Stato, affermando che non fosse provato un danno superiore. La Cassazione considera proponibile anche nel giudizio di rinvio la contestazione dell’Amministrazione sul metodo di calcolo, trattandosi di mera difesa. Tuttavia, la generica esclusione del maggior danno non esamina le allegazioni probatorie e integra motivazione apparente: accolto il terzo motivo, la sentenza è cassata con rinvio.

N. 24204

Cassazione, sentenza n. 24204 del 9/08/2023

Sentenza n. 24204 del 09/08/2023

Una società italiana chiedeva il rimborso dell’IVA fatturata alla controllante svizzera, sostenendo che le prestazioni fossero fuori campo per difetto di territorialità; la Commissione regionale aveva escluso sia la prova del credito sia, per un’annualità, la tempestività dell’istanza. La Cassazione ritiene insindacabile la valutazione di merito secondo cui non era dimostrato che le attività, riferite a cantieri italiani, fossero esenti o territorialmente irrilevanti; considera inoltre non decisiva la risposta amministrativa resa alla diversa società controllante. Le censure sulla decadenza restano prive d’interesse e il ricorso è rigettato.

N. 24199

Cassazione, sentenza n. 24199 del 8/08/2023

Sentenza n. 24199 del 08/08/2023

Una cessionaria di crediti fiscali aveva impugnato come diniego di rimborso la risposta con cui l’Agenzia delle Entrate dichiarava di attendere documenti, senza specificarli; i giudici di merito avevano invece qualificato la comunicazione come interlocuzione istruttoria. La Cassazione rileva che la CTR non ha indicato gli elementi alla base di tale qualificazione, rendendo la motivazione meramente apodittica e impedendo il controllo sul ragionamento decisorio. Accolto il motivo relativo alla motivazione apparente e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio al giudice tributario regionale in diversa composizione.

N. 24194

Cassazione, sentenza n. 24194 del 8/08/2023

Sentenza n. 24194 del 08/08/2023

La controversia riguardava il rimborso dell’IVA erroneamente applicata a una cessione poi qualificata come cessione d’azienda, soggetta a imposta di registro; la cedente sosteneva che il termine decorresse dalla successiva richiesta restitutoria della cessionaria. La Cassazione afferma che, fuori dalle ipotesi specificamente disciplinate, il rimborso IVA è soggetto al termine biennale di decadenza e che, quando l’indebito esiste sin dall’origine, tale termine decorre dal versamento, senza rilievo dell’incertezza soggettiva o di eventi successivi. Poiché l’istanza era stata presentata molti anni dopo il pagamento, le censure contro la decadenza sono respinte.

  • IVA
  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24052

Cassazione, sentenza n. 24052 del 7/08/2023

Sentenza n. 24052 del 07/08/2023

La lite concerneva un accertamento per IVA e sanzioni relativo al 2008, derivante dall’autofatturazione senza diritto alla detrazione sugli acquisti di tartufi effettuati presso raccoglitori occasionali non muniti di partita IVA. Dopo avere censurato in Cassazione la conformità del regime nazionale ai principi unionali di neutralità, non discriminazione e parità di trattamento, la contribuente ha rinunciato al ricorso per adesione alla definizione agevolata prevista dal decreto-legge n. 119 del 2018. La Corte reputa rituale la rinuncia, dichiara estinto il processo, compensa le spese ed esclude il raddoppio del contributo unificato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
N. 24049

Cassazione, sentenza n. 24049 del 7/08/2023

Sentenza n. 24049 del 07/08/2023

La controversia aveva per oggetto un accertamento per IVA e sanzioni, collegato al previgente obbligo di autofatturare senza detrazione gli acquisti di tartufi da raccoglitori dilettanti o occasionali privi di partita IVA. La contribuente aveva contestato davanti alla Cassazione la compatibilità di tale disciplina con il diritto unionale, ma ha poi dichiarato di rinunciare al ricorso in seguito all’adesione alla definizione agevolata prevista dal decreto-legge n. 119 del 2018. Accertati la tempestività, la sottoscrizione e la comunicazione della rinuncia, la Corte dichiara estinto il giudizio, compensa le spese ed esclude il raddoppio del contributo unificato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
N. 24046

Cassazione, sentenza n. 24046 del 7/08/2023

Sentenza n. 24046 del 07/08/2023

Gli atti doganali recuperavano dazi antidumping e irrogavano sanzioni sul presupposto dell’origine cinese del silicio importato; la CTP aveva riconosciuto tale origine, annullando però gli atti per l’esimente della buona fede, mentre la CTR aveva nuovamente esaminato l’origine della merce. La Cassazione rileva che, in mancanza di impugnazione sul punto da parte delle contribuenti, sull’origine cinese si era formato il giudicato interno: il giudice d’appello ha quindi pronunciato oltre i limiti devoluti e omesso di esaminare le questioni sulla diligenza e sulla buona fede sollevate dall’Ufficio. Accolto il relativo motivo, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24031

Cassazione, sentenza n. 24031 del 7/08/2023

Sentenza n. 24031 del 07/08/2023

La questione riguardava il calcolo degli interessi su un rimborso IVA accelerato e, in particolare, i periodi impiegati per prestare le garanzie richieste dall’Amministrazione. La Cassazione qualifica tali interessi come moratori: non maturano quando il ritardo è imputabile alla mancata cooperazione del creditore, compreso il tempo necessario per fornire una garanzia legittimamente richiesta; maturano invece durante i periodi collegati a garanzie ulteriori che duplicano una cautela già ottenuta, poiché tale duplicazione è illegittima. Accolti nei limiti indicati i primi due motivi dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio per il nuovo calcolo e le spese.

N. 24003

Cassazione, sentenza n. 24003 del 7/08/2023

Sentenza n. 24003 del 07/08/2023

L’Amministrazione doganale aveva contestato contrabbando, IVA all’importazione e confisca per pietre preziose trasportate tra due Stati dell’Unione su un treno transitato attraverso la Svizzera; i giudici di merito avevano annullato l’atto perché la merce risultava già immessa in libera pratica. La Cassazione conferma che le merci comunitarie possono attraversare un Paese EFTA in regime di transito comunitario interno senza perdere la propria posizione doganale, quando ricorrono le condizioni dell’accordo internazionale applicabile. Poiché le bollette provavano il previo assolvimento dei diritti e non era contestata la conformità del transito, sono esclusi contrabbando e nuova obbligazione doganale; il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

N. 23998

Cassazione, sentenza n. 23998 del 7/08/2023

Sentenza n. 23998 del 07/08/2023

La controversia riguardava il rimborso dell’IVA versata nel 2015 e 2016 mediante autofatture per acquisti di tartufi da raccoglitori occasionali privi di partita IVA, rimborso riconosciuto in appello dopo il diniego dell’Amministrazione. La Cassazione ha ritenuto incompatibile con la direttiva IVA il regime interno che imponeva il versamento senza detrazione, poiché lesivo della neutralità dell’imposta e non riconducibile alle deroghe unionali consentite. Ha quindi rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, confermando il diritto al rimborso.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24058

Cassazione, sentenza n. 24058 del 7/08/2023

Sentenza n. 24058 del 07/08/2023

Un’impresa chiedeva il rimborso dell’IVA versata nel 2015 e 2016 mediante autofattura sugli acquisti di tartufi da raccoglitori occasionali privi di partita IVA; la CTR aveva disapplicato il divieto interno di detrazione, ritenendolo contrario alla disciplina unionale. La Cassazione conferma che quel regime, pur allora vigente, violava il principio di neutralità perché assoggettava a imposta operazioni del cedente non soggetto passivo e negava all’acquirente la detrazione, senza rientrare nelle deroghe consentite. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è quindi rigettato, con conferma del diritto al rimborso riconosciuto in appello.

N. 24056

Cassazione, sentenza n. 24056 del 7/08/2023

Sentenza n. 24056 del 07/08/2023

La controversia traeva origine da un accertamento per IVA e sanzioni relativo al 2012, connesso all’autofatturazione degli acquisti di tartufi da raccoglitori occasionali privi di partita IVA e alla prevista indetraibilità dell’imposta. In Cassazione la contribuente contestava la compatibilità di tale disciplina con il diritto unionale, ma ha poi rinunciato al ricorso dichiarando di avere aderito alla definizione agevolata prevista dal decreto-legge n. 119 del 2018. Verificata la ritualità della rinuncia, sottoscritta e comunicata prima dell’udienza, la Corte dichiara estinto il giudizio, compensa le spese ed esclude il raddoppio del contributo unificato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
N. 24054

Cassazione, sentenza n. 24054 del 7/08/2023

Sentenza n. 24054 del 07/08/2023

Il giudizio riguardava un avviso di accertamento per IVA e sanzioni relativo al 2010, fondato sul regime di autofatturazione e indetraibilità applicabile agli acquisti di tartufi da raccoglitori occasionali senza partita IVA. La contribuente aveva impugnato in Cassazione la decisione regionale, deducendo il contrasto della disciplina nazionale con i principi unionali, ma ha successivamente rinunciato al ricorso dopo l’adesione alla definizione agevolata prevista dal decreto-legge n. 119 del 2018. Ritenuta rituale la rinuncia, la Corte dichiara estinto il giudizio, compensa le spese e nega l’applicazione del raddoppio del contributo unificato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
N. 23852

Cassazione, sentenza n. 23852 del 4/08/2023

Sentenza n. 23852 del 04/08/2023

La controversia concerneva l’imposta regionale sulle concessioni di aree del demanio marittimo occupate nel porto di Livorno, richiesta per il 2008; il giudice d’appello aveva confermato il tributo, escludendo però le sanzioni per incertezza normativa. La Cassazione ha ritenuto che il presupposto risieda nell’occupazione e nell’uso assentiti di beni demaniali statali e che il canone concessorio costituisca la base imponibile, senza rilievo decisivo dell’autorità che rilascia la concessione. Ha respinto il ricorso della concessionaria, lasciando ferma la decisione regionale.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 23776

Cassazione, sentenza n. 23776 del 3/08/2023

Sentenza n. 23776 del 03/08/2023

La lite riguardava tre avvisi relativi all’imposta regionale sulle concessioni di aree demaniali nel porto di Livorno per il 2007: il primo giudice aveva annullato la pretesa, mentre l’appello regionale l’aveva ripristinata. La Cassazione ha affermato che il presupposto è l’occupazione e l’uso assentiti del bene demaniale statale, indipendentemente dall’autorità competente al rilascio, e che il canone costituisce la base imponibile; ha inoltre escluso la nullità della sentenza d’appello per carenze espositive. Dal testo disponibile risulta un accoglimento soltanto parziale del ricorso, senza indicazione del relativo capo finale.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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