Enti terzo settore

Enti del Terzo settore e Codice di riferimento: qualificazione come ODV, APS, ente filantropico o impresa sociale, iscrizione al RUNTS e adeguamento statutario. Analizziamo attivita di interesse generale e attivita diverse, regimi fiscali e contabili, bilancio sociale, raccolta fondi, cinque per mille e social bonus. Guide operative sui rapporti con volontari e lavoratori, sulle scritture contabili e sugli adempimenti verso il Registro unico, in vista della piena operativita della riforma.

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19ott 2026
Enti Sportivi dilettantistici

Yoga riconosciuto come attività sportiva: cosa cambia per ASD, SSD e istruttori

Il riconoscimento ministeriale permette ad ASD e SSD di registrare lo yoga come attività autonoma nel RASD, tramite gli enti di promozione sportiva. L’accesso ai benefici richiede però statuto conforme, affiliazione regolare e pratica sportiva effettiva. Quote dei soci, servizi didattici e ricavi commerciali seguono regole distinte per Ires e IVA; il regime 398 resta subordinato ai suoi requisiti. Per gli istruttori vanno verificati contratto e mansioni prima di applicare le franchigie del lavoro sportivo: 15.000 euro fiscali e 5.000 previdenziali.

16ott 2026
Enti Sportivi dilettantistici

Cessione dell’atleta e premi di formazione tecnica: IVA e imposte per ASD e SSD

Per ASD e SSD, cessione del contratto di un atleta e premio di formazione tecnica hanno trattamenti distinti. La prima sconta l’IVA al 22%; ai fini Ires può restare esclusa se ricorrono affiliazione comune, assenza di speculazione e requisiti statutari. Il premio per il primo contratto di lavoro sportivo è esente da IVA e, per gli enti in regime 398, non incide su reddito, soglia di 400.000 euro e Irap. Fuori da quel regime resta imponibile ai fini diretti. Contratti, fatture e registrazioni devono separare le somme e documentarne il diverso titolo.

13ott 2026
Enti Sportivi dilettantistici

Sponsorizzazioni ASD: l’inerenza e la specifica attività promozionale

Le sponsorizzazioni a enti sportivi dilettantistici beneficiano, entro 200.000 euro annui e con i requisiti di legge, della presunzione di spesa pubblicitaria deducibile. Una lettura dottrinale collega la specifica attività del beneficiario ai fini statutari e considera la congruità già valutata dal legislatore. Mancano però chiarimenti di prassi e le pronunce non sono uniformi. Imprese e ASD devono documentare contratto, pagamenti e promozione effettiva: la tesi favorevole offre un argomento difensivo, senza dispensare dalla prova dell’operazione.

12ott 2026
Enti Sportivi dilettantistici

Licenziamento del direttore sportivo: la giusta causa e l’ambiente sportivo

La giusta causa del direttore sportivo richiede un esame delle condotte, del ruolo apicale e dell’ambiente di lavoro. Nel caso deciso dalla Cassazione, il messaggio offensivo al presidente, insieme ad assenze e dichiarazioni pubbliche, ha reso irrecuperabile la fiducia; gli addebiti minori non sarebbero bastati da soli. Società e lavoratori devono valutare il peso concreto dei comportamenti e documentarne il contesto. La controversia segue la legge 91/1981, mentre per i rapporti attuali occorre considerare la riforma del lavoro sportivo vigente dal luglio 2023.

3set 2026
Enti Sportivi dilettantistici

Agevolazioni fiscali Asd dipendono dall’attività in concreto

Un’associazione sportiva dilettantistica conserva le agevolazioni fiscali quando le attività svolte, anche se riferite a discipline diverse da quella principale e praticate dalla maggioranza degli iscritti, restano funzionali agli scopi statutari. La pronuncia della Corte di giustizia tributaria pugliese esclude che bastino la prevalenza dei tesserati o una lettura formale dello statuto per negare il regime dell’articolo 148 del Tuir: occorre valutare la sostanza dell’attività, la sua organizzazione e il collegamento con le finalità sportive dichiarate.

27ago 2026
Enti Sportivi dilettantistici

Dispensa adempimenti Iva enti sportivi: il via libera dell’Agenzia

La circolare 7/E/2026 ammette che ASD, SSD ed enti senza scopo di lucro possano scegliere la dispensa dagli obblighi di fatturazione e registrazione prevista dall’articolo 36-bis del Dpr 633/1972 per le prestazioni esenti direttamente connesse alla pratica sportiva. Restano necessarie le condizioni dell’esenzione e la comunicazione dell’opzione, che vincola l’ente secondo le regole applicabili. La semplificazione non riguarda le operazioni imponibili e comporta la rinuncia alla detrazione dell’Iva sugli acquisti collegati a tali servizi.

24ago 2026
Enti Sportivi dilettantistici

Decadenza dal regime 398/91: gli enti sportivi hanno diritto ai costi forfetari

La perdita del regime agevolato della legge 398/1991 da parte di un’associazione sportiva dilettantistica non consente di tassare integralmente i maggiori ricavi accertati senza considerare i costi sostenuti per produrli. Secondo la Cassazione, anche negli accertamenti induttivi devono essere riconosciuti i costi forfetari dell’ente, perché la determinazione del reddito deve rispettare la capacità contributiva. L’Amministrazione deve quindi quantificare il reddito netto, senza trasformare l’accertamento dei ricavi in una tassazione del loro ammontare lordo.

20ago 2026
Enti Sportivi dilettantistici

Circolare 7/E 2026 agenzia delle entrate: cosa cambia per ASD e SSD

La circolare 7/E del 7 agosto 2026 offre il primo quadro organico dell’Agenzia delle Entrate sul lavoro sportivo e modifica la gestione di ASD e SSD. Conferma che la soglia dei 15.000 euro vale anche per i dipendenti, estende agli 85.000 euro IRAP le mansioni amministrative e ammette la dispensa IVA per le attività esenti; considera invece soggetti a IVA piena i corrispettivi per la cessione del contratto dell’atleta. I rimborsi forfetari ai volontari possono diventare reddito: vanno quindi rivisti statuti, inquadramenti e procedure.