Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 5405

Cassazione, ordinanza n. 5405 del 29/02/2024

Accertamento - SRL socio unico - Scudo fiscale

La massima afferma che una società a responsabilità limitata con socio unico non può opporre, contro l’accertamento di utili non dichiarati, lo scudo fiscale attivato dal socio quale persona fisica, poiché il beneficio è precluso alle società di capitali. Il testo associato riguarda però una diversa controversia bancaria sulla ricostruzione del saldo di conto corrente mediante consulenza tecnica, anche in assenza della serie completa degli estratti. In tale giudizio la Cassazione dichiara inammissibili tutti i motivi della banca e la condanna alle spese; i dati non consentono di collegare questo esito alla questione tributaria indicata nella massima.

  • Rapporto banca impresa
  • Contenzioso
N. 8653

Cassazione, sentenza n. 8653 del 28/02/2024

Penale tributario - Acquisto di crediti fiscali fittizi

Il legale rappresentante di una società era stato condannato per dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, avendo indicato crediti d’imposta inesistenti acquistati da altre società e utilizzati per compensare l’IRES. La Cassazione ritiene logicamente motivata la consapevolezza dell’inesistenza e il fine di evasione, desunti dall’assenza delle formalità e del nulla osta, dalle caratteristiche dei cedenti, dalla sproporzione economica dell’operazione e dalle anomalie documentali; reputa invece inconcludenti le allegazioni difensive sulla buona fede. Esclude una nuova valutazione delle prove in sede di legittimità e considera il ricorso non fondato.

N. 5104

Cassazione, sentenza n. 5104 del 26/02/2024

Sentenza n. 5104 del 26/02/2024

La lite riguarda la rettifica, da 100.000 a un milione di euro, del valore di immobili compravenduti ai fini dell’imposta di registro, confermata in appello sulla base dell’ubicazione, dei valori medi e della vocazione edificatoria dei terreni. La Cassazione reputa valida la notificazione diretta dell’appello tramite raccomandata consegnata presso lo studio professionale, senza necessità di identificazione completa del ricevente o di raccomandata informativa. Afferma inoltre che le eccezioni assorbite in primo grado, se non riproposte dall’appellato anche contumace, si intendono rinunciate; il ricorso della contribuente non è accolto.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
N. 5096

Cassazione, sentenza n. 5096 del 26/02/2024

Sentenza n. 5096 del 26/02/2024

L’Ufficio aveva applicato l’imposta di registro proporzionale al conferimento di immobili italiani in una società inglese, negando l’aliquota fissa perché la sede estera era ritenuta meramente formale; i giudici di merito avevano confermato la pretesa. La Cassazione identifica la sede dell’amministrazione nel luogo di effettivo svolgimento della direzione societaria, da accertare mediante elementi sostanziali e non solo documentali. Ritiene coerente la valutazione che collocava in Italia la gestione, considerando l’amministratore residente, le dichiarazioni IVA e IRAP, gli immobili conferiti, la mera segreteria londinese e l’assenza di attività britannica; il ricorso è rigettato.

  • Imposta di registro
  • Estero
  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 5075

Cassazione, sentenza n. 5075 del 26/02/2024

Sentenza n. 5075 del 26/02/2024

Il contribuente chiedeva il rimborso delle ritenute IRPEF applicate a straordinari e premi di produttività, sostenendo che l’università non statale datrice di lavoro appartenesse al settore privato e consentisse l’imposta sostitutiva del 10%. Dopo l’accoglimento in primo grado e il rigetto in appello, la Cassazione esclude l’agevolazione: l’attività dell’università non è economica, rivolta al mercato e diretta alla produzione di utili, né attiene alla competitività aziendale perseguita dalla disciplina. Il ricorso è pertanto rigettato, con condanna alle spese.

  • IRPEF
  • Agevolazioni Fiscali
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5073

Cassazione, sentenza n. 5073 del 26/02/2024

Sentenza n. 5073 del 26/02/2024

Una società chiedeva il rimborso della maggiore IRES versata dal 2011 al 2014, rivendicando la deduzione ACE per un aumento di capitale deliberato nel dicembre 2010 e sottoscritto nel gennaio successivo. Confermando il diniego già ritenuto legittimo nei gradi di merito, la Cassazione afferma che l’ACE riguarda soltanto gli aumenti deliberati dopo il 31 dicembre 2010: il decreto attuativo esplicita una condizione già ricavabile dalla disciplina primaria e dalla sua finalità incentivante. Il ricorso è rigettato, con condanna alle spese.

  • IRES
  • Agevolazioni Fiscali
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5068

Cassazione, sentenza n. 5068 del 26/02/2024

IRAP - Diniego rimborso - Plusvalenze da cessione di calciatori

Una società calcistica chiedeva il rimborso dell’IRAP applicata alle plusvalenze derivanti dal trasferimento, prima della scadenza contrattuale, dei diritti alle prestazioni di calciatori professionisti, qualificando i relativi proventi come straordinari e non imponibili. La Cassazione riconduce invece l’operazione alla cessione del contratto: con il consenso dell’atleta viene trasferito il diritto al suo utilizzo esclusivo, bene immateriale strumentale ammortizzabile suscettibile di produrre plusvalenze rilevanti ai fini IRAP. Il ricorso è rigettato e la società è condannata alle spese.

  • IRAP
  • Enti Sportivi
  • Lavoro sportivo
  • Società, imprese e Professionisti
  • Contenzioso
N. 5021

Cassazione, sentenza n. 5021 del 26/02/2024

Sentenza n. 5021 del 26/02/2024

La controversia riguardava un accertamento IRES sulla plusvalenza da cessione di ramo d’azienda e, in particolare, la deducibilità di poste riferite al fondo svalutazione crediti, oltre a numerose contestazioni formali e sanzionatorie della contribuente. La Cassazione rigetta il ricorso principale, ma accoglie quello incidentale dell’Agenzia: la CTR aveva erroneamente ravvisato una mancata contestazione dell’Ufficio e ritenuto sufficienti dichiarazioni fiscali e documentazione contabile incompleta, senza esaminare le specifiche obiezioni sulla composizione e consistenza del fondo. La sentenza è cassata sui motivi accolti, con rinvio al giudice tributario regionale.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Società, imprese e Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5016

Cassazione, sentenza n. 5016 del 26/02/2024

Sentenza n. 5016 del 26/02/2024

L’Agenzia aveva riqualificato come cessione di ramo d’azienda una compravendita di reti e impianti del servizio idrico, collegandola a una precedente operazione e liquidando una maggiore imposta di registro. La Cassazione conferma la decisione regionale favorevole alle contribuenti: l’articolo 20 del testo unico del registro non consente di superare lo schema della vendita di singoli beni mediante elementi extratestuali o atti collegati, né il mero richiamo alla gestione dei beni dimostra effetti giuridici equivalenti al trasferimento d’azienda. Il ricorso dell’Agenzia è rigettato, con condanna alle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5011

Cassazione, sentenza n. 5011 del 26/02/2024

Sentenza n. 5011 del 26/02/2024

I contribuenti avevano impugnato la rettifica del valore di terreni oggetto di permuta, contestando la stima posta a base delle maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale. Durante il giudizio di cassazione la società aderiva alla rottamazione-quater per i carichi comprendenti la pretesa controversa, otteneva il piano rateale e versava le prime due rate, chiedendo la cessazione della materia del contendere. La Corte ravvisa una sopravvenuta carenza d’interesse alla prosecuzione e dichiara il ricorso inammissibile, compensando le spese e senza raddoppio del contributo unificato.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Pace Fiscale
  • Rottamazione quater
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5003

Cassazione, sentenza n. 5003 del 26/02/2024

Sentenza n. 5003 del 26/02/2024

Due contribuenti contestavano l’imposta di registro proporzionale applicata al conferimento di immobili in una società formalmente avente sede nel Regno Unito, sostenendo che spettasse la misura fissa prevista per le società stabilite in un altro Stato membro. La Cassazione ritiene ammissibile l’appello cumulativo dell’Ufficio e considera corretta la verifica concreta della sede effettiva: la CTR aveva accertato, mediante presunzioni e senza invertire l’onere probatorio, l’assenza di collegamenti operativi con lo Stato estero e il radicamento dell’attività in Italia. Sono quindi respinte le censure dei contribuenti contro tale accertamento.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Estero
  • Società
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4986

Cassazione, sentenza n. 4986 del 26/02/2024

Sentenza n. 4986 del 26/02/2024

L’Amministrazione doganale contestava l’introduzione nell’Unione, senza pagamento dei diritti di confine e dell’IVA all’importazione, di un’autovettura immatricolata in Libia e utilizzata da una persona residente nell’UE. La CTR aveva escluso l’illecito anche per la situazione di emergenza connessa alle condizioni politico-sociali del Paese di provenienza; la Cassazione reputa inammissibile la contestazione dell’accertamento fattuale e precisa che l’emergenza deve essere valutata al momento dell’ingresso nel territorio doganale, rispetto al luogo di originaria provenienza. Consolidata questa autonoma ragione decisoria, rigetta il ricorso dell’Ufficio.

  • IVA
  • Sanzioni
  • Estero
  • Autovetture e Fisco
  • Contenzioso
N. 4946

Cassazione, sentenza n. 4946 del 23/02/2024

Sentenza n. 4946 del 23/02/2024

La controversia riguardava l’imposta di registro applicabile alla sentenza, anteriore al 1° luglio 1986, di omologazione di un concordato preventivo con garanzia, che il giudice precedente aveva assoggettato a imposizione proporzionale. La Cassazione, attraverso un’interpretazione costituzionalmente orientata della disciplina allora vigente, ha stabilito che tale provvedimento rientra tra gli atti di omologazione soggetti a imposta fissa. Ha quindi accolto il ricorso, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto l’impugnazione originaria della contribuente, compensando integralmente le spese.

N. 4884

Cassazione, sentenza n. 4884 del 23/02/2024

Sentenza n. 4884 del 23/02/2024

Un avviso di liquidazione aveva tassato come trasferimento l’eccedenza superiore al cinque per cento emersa da una divisione immobiliare, sebbene la rinuncia al conguaglio fosse stata qualificata dalle parti come donazione. La Cassazione ha affermato che l’art. 34 del testo unico dell’imposta di registro pone una presunzione assoluta: l’eccedenza è considerata vendita, indipendentemente dal pagamento del conguaglio e dalla causa liberale dichiarata. Ritenuta corretta la decisione regionale favorevole all’Amministrazione, la Corte ha rigettato il ricorso, con condanna alle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 4878

Cassazione, sentenza n. 4878 del 23/02/2024

Sentenza n. 4878 del 23/02/2024

La controversia concerneva una divisione immobiliare con attribuzioni eccedenti le quote di diritto oltre il cinque per cento, indicate nell’atto come donazioni e accompagnate dalla richiesta dell’agevolazione prima casa. La Cassazione ha ribadito che l’art. 34 del testo unico dell’imposta di registro configura una presunzione assoluta: l’eccedenza è tassata come vendita anche quando l’avente diritto rinunci al conguaglio con intento liberale. Confermata la correttezza della decisione regionale, la Corte ha rigettato il ricorso e posto le spese a carico del ricorrente.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 4871

Cassazione, sentenza n. 4871 del 23/02/2024

Sentenza n. 4871 del 23/02/2024

L’avviso di liquidazione aveva rideterminato, in una divisione immobiliare, i valori della nuda proprietà e dell’usufrutto applicando i coefficienti normativi, facendo così emergere un conguaglio tassabile. La Cassazione ha escluso che si trattasse di un’inammissibile rettifica del valore complessivo: se la rendita indicata non corrisponde ai parametri catastali correttamente applicati, la valutazione automatica non preclude il recupero, effettuabile mediante avviso di liquidazione quale imposta principale. Ha inoltre confermato la presunzione assoluta di vendita dell’eccedenza e ha rigettato integralmente il ricorso, con condanna alle spese.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 4863

Cassazione, sentenza n. 4863 del 23/02/2024

Sentenza n. 4863 del 23/02/2024

Una società contestava la rettifica del valore di due suoli edificabili compravenduti, nonché la validità della notificazione postale e la motivazione dell’atto relativo alle maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale. La Cassazione ha ritenuto inammissibile e comunque infondata la censura sulla notifica; ha inoltre giudicato adeguata la motivazione della rettifica, fondata su una perizia e sul confronto con cessioni di terreni similari, come già valutato in appello. Il ricorso è stato rigettato, con condanna della contribuente alle spese.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 4858

Cassazione, sentenza n. 4858 del 23/02/2024

Sentenza n. 4858 del 23/02/2024

L’Amministrazione aveva tassato come trasferimenti le eccedenze superiori al cinque per cento risultanti da una divisione immobiliare, benché nell’atto fossero presentate come donazioni derivanti dalla rinuncia materna al conguaglio. La Cassazione ha precisato che l’art. 34 del testo unico dell’imposta di registro predetermina il trattamento tributario della divisione non proporzionale alle quote: l’eccedenza è considerata vendita in forza di una presunzione assoluta, senza rilievo dell’intento liberale o dell’assenza di corrispettivo. La Corte ha rigettato il primo motivo, assorbito il secondo e condannato il ricorrente alle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 4842

Cassazione, sentenza n. 4842 del 23/02/2024

Sentenza n. 4842 del 23/02/2024

La domanda riguardava il rimborso dell’imposta di registro versata sul prezzo di aggiudicazione di un immobile, presentata dopo la pronuncia costituzionale che aveva esteso il criterio del prezzo-valore agli acquisti in sede esecutiva. La Cassazione ha stabilito che la precedente norma ostativa non impediva giuridicamente di azionare il diritto e non sospendeva il termine triennale: gli effetti retroattivi della dichiarazione d’illegittimità non incidono sui rapporti già esauriti per decadenza. Ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, respinto la domanda originaria di rimborso.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 4950

Cassazione, sentenza n. 4950 del 23/02/2024

Sentenza n. 4950 del 23/02/2024

La controversia concerneva la tassazione della sentenza civile che aveva accertato la simulazione relativa, per interposizione fittizia, di una compravendita immobiliare e la simulazione assoluta di un successivo trasferimento dello stesso bene. La CTR aveva applicato in misura proporzionale le imposte di registro, ipotecaria e catastale, trattando gli accertamenti come ritrasferimenti dell’immobile; la contribuente contestava inoltre specificità dell’appello e motivazione dell’atto. La Cassazione respinge la censura sull’appello, dichiara inammissibile quella motivazionale e accoglie il motivo contro la qualificazione dei contratti simulati, assorbendo i restanti motivi.

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  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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