Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 4842

Cassazione, sentenza n. 4842 del 23/02/2024

Sentenza n. 4842 del 23/02/2024

La domanda riguardava il rimborso dell’imposta di registro versata sul prezzo di aggiudicazione di un immobile, presentata dopo la pronuncia costituzionale che aveva esteso il criterio del prezzo-valore agli acquisti in sede esecutiva. La Cassazione ha stabilito che la precedente norma ostativa non impediva giuridicamente di azionare il diritto e non sospendeva il termine triennale: gli effetti retroattivi della dichiarazione d’illegittimità non incidono sui rapporti già esauriti per decadenza. Ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, respinto la domanda originaria di rimborso.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 4794

Cassazione, sentenza n. 4794 del 22/02/2024

Sentenza n. 4794 del 22/02/2024

L’Agenzia sosteneva che un accordo, avente a oggetto il futuro trasferimento di immobili e l’esecuzione di lavori in parziale estinzione di un debito pecuniario, integrasse una delegazione soggetta a imposta di registro proporzionale. La Cassazione ha invece escluso tale qualificazione: la delegazione modifica il soggetto dell’obbligazione senza mutarne l’oggetto e richiede un incarico gestorio, mentre nell’operazione esaminata l’obbligazione originaria era stata sostituita con prestazioni diverse e mancava l’incarico al nuovo debitore. La Corte ha quindi rigettato il ricorso dell’Amministrazione, condannandola alle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 4754

Cassazione, sentenza n. 4754 del 22/02/2024

Sentenza n. 4754 del 22/02/2024

La controversia concerneva la tassazione della rinuncia del socio alla restituzione di un finanziamento infruttifero, che il giudice regionale aveva ricondotto a un versamento in conto capitale o a copertura delle perdite, applicando l’imposta di registro fissa. La Cassazione ha distinto gli atti propri della società, disciplinati dall’art. 4 della tariffa, dagli atti del socio: la mera rinuncia al credito non diviene un atto societario solo perché produce effetti sul patrimonio della società. Nei passaggi forniti la Corte reputa quindi erronea la qualificazione operata in appello, senza che sia riportato il dispositivo conclusivo.

  • Imposta di registro
  • Società
  • Finanziamenti
  • Processo tributario
N. 4638

Cassazione, sentenza n. 4638 del 21/02/2024

Sentenza n. 4638 del 21/02/2024

La società contestava un accertamento IRES relativo a una plusvalenza e a una compensazione ritenuta indebita, deducendo anche vizi di sottoscrizione, motivazione e contraddittorio, questioni sull’ammortamento di fondi e irregolarità nel calcolo di interessi e sanzioni. La Corte ritiene valida la delega di firma al funzionario di carriera direttiva, senza necessità di qualifica dirigenziale, nominativo o durata espressamente indicati, e respinge le censure sugli interessi perché generiche. Dichiara inoltre inammissibili, per difetto di specificità, le doglianze sul cumulo giuridico e sul favor rei, rilevando comunque che la continuazione avrebbe richiesto la sanzione base più grave.

N. 4624

Cassazione, ordinanza n. 4624 del 21/02/2024

Operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti - Efficacia probatoria delle dichiarazioni rese da terzi riportate in un avviso di accertamento

L’accertamento IVA contestava operazioni documentate come eseguite da un’impresa priva di struttura, ma materialmente realizzate da un diverso subappaltatore. La Corte qualifica quindi le operazioni come soggettivamente inesistenti e ribadisce che l’Ufficio deve provare, anche per indizi, la fittizietà del fornitore e la consapevolezza del destinatario; solo dopo tale prova spetta al contribuente dimostrare buona fede e massima diligenza esigibile. Le dichiarazioni di terzi riportate nell’avviso non sono irrilevanti, ma costituiscono fatti o indizi valutabili insieme ai riscontri: nella specie, il processo verbale e gli accertamenti sulla società interposta sostenevano la ripresa.

N. 4611

Cassazione, sentenza n. 4611 del 21/02/2024

Sentenza n. 4611 del 21/02/2024

La controversia concerneva l’IVA su cessioni di imballaggi verso la Svizzera, per le quali l’Amministrazione aveva escluso il regime di esenzione perché le fatture erano prive della vidimazione doganale. In pendenza del ricorso, la contribuente dichiarava di avere definito in via agevolata le cartelle collegate e chiedeva la cessazione della materia del contendere, ma le parti non documentavano la completa coincidenza tra definizione e oggetto della lite. La Corte considera comunque tale condotta manifestazione della sopravvenuta carenza d’interesse, dichiara inammissibile il ricorso, compensa le spese e non applica il raddoppio del contributo unificato.

N. 4675

Cassazione, ordinanza n. 4675 del 21/02/2024

Società non operative - Accertamento

Per l’anno d’imposta contestato, una precedente sentenza definitiva aveva annullato la cartella emessa mediante controllo automatizzato e aveva anche accertato, sulla base della documentazione prodotta, l’inapplicabilità della disciplina delle società non operative. La Cassazione ha ritenuto che tale valutazione di merito, non meramente incidentale o apodittica, costituisse giudicato esterno sul punto decisivo comune anche al successivo avviso di accertamento. Ha pertanto confermato la decisione regionale e rigettato il ricorso dell’Agenzia, senza statuire sulle spese per la tardività del controricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • IRES
  • IRAP
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 4668

Cassazione, sentenza n. 4668 del 21/02/2024

Sentenza n. 4668 del 21/02/2024

La controversia riguardava l’imposta regionale applicata a una concessione del demanio marittimo rilasciata dall’Autorità portuale, nonché sanzioni, interessi moratori e raddoppio del contributo unificato disposto in appello. La Corte conferma la debenza del tributo, respingendo la tesi secondo cui la concessione non sarebbe statale, ma riconosce l’obiettiva incertezza normativa e dichiara non dovuti sanzione e interessi. Accoglie inoltre la censura sul contributo unificato, poiché il relativo raddoppio non si applica al giudizio tributario di merito, e compensa integralmente le spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 4653

Cassazione, sentenza n. 4653 del 21/02/2024

Sentenza n. 4653 del 21/02/2024

L’accertamento aveva recuperato costi indeducibili e IVA detratta su acquisti di autovetture ritenuti inseriti in operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte rileva che il giudice regionale aveva motivatamente desunto la consapevolezza della contribuente dalle anomalie dei rapporti con la società interposta; il preventivo versamento dell’IVA richiesto per l’immatricolazione non crea, infatti, una presunzione di buona fede. Le ulteriori censure risultano inammissibili o infondate perché generiche, rivolte direttamente contro l’avviso o tese a una nuova valutazione delle prove; il ricorso è quindi rigettato con condanna alle spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Autovetture e Fisco
  • Processo tributario
N. 4642

Cassazione, sentenza n. 4642 del 21/02/2024

Sentenza n. 4642 del 21/02/2024

La lite verteva sul recupero dell’IVA relativa a cessioni di imballaggi verso la Svizzera, per le quali l’Ufficio aveva negato il regime di esenzione in assenza della vidimazione doganale delle fatture. Dopo avere chiesto la definizione agevolata delle cartelle collegate all’accertamento, la contribuente aveva domandato la cessazione della materia del contendere, senza che le parti chiarissero la piena corrispondenza tra definizione e giudizio. La Corte non dichiara l’estinzione, ma ravvisa nella richiesta una sopravvenuta carenza d’interesse, dichiara inammissibile il ricorso e compensa le spese.

N. 4641

Cassazione, sentenza n. 4641 del 21/02/2024

Accertamento - Documentazione extracontabile - Paese dalla fiscalità privilegiata - Euroritenuta - Reddito di capitale non dichiarato - Imposta sostitutiva - Quadro RW dichiarazione dei redditi

L’accertamento riguardava redditi di capitale e attività finanziarie non dichiarati, detenuti in Svizzera mediante un rapporto formalmente assicurativo, oltre alle violazioni del quadro RW. La Corte distingue la presunzione legale di evasione, avente natura sostanziale e non retroattiva, dal raddoppio dei termini di accertamento e sanzionatori, che ha natura procedimentale e opera anche per periodi precedenti; i medesimi fatti possono inoltre assumere valore di presunzioni semplici. Poiché la disponibilità estera risultava incontestata e il raddoppio dei termini era applicabile, il ricorso contro la conferma dell’avviso è rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • IRPEF
  • Dichiarazioni
  • Sanzioni
N. 4508

Cassazione, ordinanza n. 4508 del 20/02/2024

Processo tributario - Fallimento - Competenza

Nel giudizio sull’accertamento di un maggior reddito, la commissione regionale aveva dichiarato estinto l’appello dell’Agenzia per tardiva riassunzione dopo un’ordinanza d’interruzione motivata dal fallimento del contribuente. La Corte chiarisce che i crediti tributari continuano a essere accertati dal giudice tributario durante la procedura concorsuale e che la costituzione del curatore impedisce l’interruzione. Poiché il curatore era intervenuto già in primo grado ed era stato evocato in appello, l’ordinanza d’interruzione era priva di presupposti e la riassunzione non soggiaceva al termine assegnato; la sentenza è cassata con rinvio.

  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
  • Accertamento fiscale
N. 4493

Cassazione, sentenza n. 4493 del 20/02/2024

Sentenza n. 4493 del 20/02/2024

L’accertamento contestava redditi di capitale e disponibilità finanziarie non dichiarati, detenuti in Svizzera mediante un rapporto formalmente assicurativo, oltre all’omessa compilazione del quadro RW. La Corte precisa che la presunzione legale relativa alle attività in Paesi a fiscalità privilegiata è sostanziale e non retroattiva, mentre il raddoppio dei termini per accertamento e sanzioni è procedimentale e si applica anche ai periodi precedenti. La detenzione dei fondi risultava comunque incontestata e sorretta dalla documentazione extracontabile, senza prova contraria; il ricorso è pertanto rigettato con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • IRPEF
  • Dichiarazioni
  • Sanzioni
N. 4478

Cassazione, sentenza n. 4478 del 20/02/2024

Sentenza n. 4478 del 20/02/2024

La domanda chiedeva il rimborso dell’IRPEF trattenuta sull’assegno vitalizio parlamentare percepito da una familiare di una vittima del terrorismo; i giudici di merito avevano negato l’esenzione perché il trattamento non avrebbe natura previdenziale. La Corte esclude il difetto di giurisdizione e, limitatamente alla speciale disciplina antiterrorismo, riconosce al vitalizio natura sostanzialmente previdenziale, tale da ricadere nell’esenzione prevista per i trattamenti diretti dei beneficiari. Stabilisce inoltre che il rimborso, essendo fondato su un beneficio direttamente accordato dalla legge, non è soggetto alla decadenza ordinaria ma alla prescrizione, non ancora maturata, e accoglie le relative censure.

N. 4453

Cassazione, sentenza n. 4453 del 20/02/2024

Sentenza n. 4453 del 20/02/2024

Era controversa la legittimità dell’imposta regionale 2014 su una concessione del demanio marittimo rilasciata dall’Autorità portuale, nonché la validità della notificazione via PEC dell’accertamento, eseguita prima dell’introduzione della relativa modalità. La Cassazione ha ritenuto la notificazione non inesistente ma, al più, nulla e sanata dal raggiungimento dello scopo, poiché l’atto era stato conosciuto e tempestivamente impugnato. Ha inoltre escluso i denunciati vizi della sentenza e confermato la debenza del tributo, rigettando il ricorso.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4439

Cassazione, sentenza n. 4439 del 20/02/2024

Sentenza n. 4439 del 20/02/2024

La contribuente contestava l’imposta regionale 2012 applicata a concessioni demaniali marittime rilasciate dall’Autorità portuale, sostenendo che queste non fossero concessioni statali e che il canone fosse determinato senza adeguati parametri legislativi. La Cassazione ha confermato che il presupposto dipende dalla concessione di un bene appartenente allo Stato e situato nel territorio regionale, non dall’autorità competente al rilascio; ha inoltre ritenuto rispettata la riserva di legge. Il ricorso è stato rigettato, con compensazione delle spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4438

Cassazione, sentenza n. 4438 del 20/02/2024

Sentenza n. 4438 del 20/02/2024

Un professionista chiedeva il rimborso dell’IRAP versata dal 2012 al 2016, deducendo di avere operato senza studio o dipendenti propri, all’interno della struttura organizzativa dell’unico committente; il giudice d’appello aveva riconosciuto il rimborso. La Cassazione ha affermato che l’uso e il coordinamento di risorse altrui non integrano autonoma organizzazione quando titolarità e responsabilità della struttura appartengono a un distinto soggetto. Accertata in sede di merito l’assenza del presupposto impositivo e il corretto assolvimento dell’onere probatorio, il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato rigettato.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4432

Cassazione, sentenza n. 4432 del 20/02/2024

Sentenza n. 4432 del 20/02/2024

La controversia riguardava l’imposta regionale 2008 su concessioni demaniali marittime dell’Autorità portuale, oltre a sanzioni e interessi: la contribuente negava la natura statale delle concessioni e invocava affidamento e incertezza normativa. La Cassazione ha confermato la debenza del tributo, collegato alla proprietà statale del bene e non all’autorità concedente. Ha però riconosciuto l’obiettiva incertezza normativa, accogliendo il secondo motivo e, decidendo nel merito, dichiarando non dovuti sanzione amministrativa e interessi moratori; gli altri motivi sono stati rigettati.

  • Tributi locali
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4425

Cassazione, sentenza n. 4425 del 20/02/2024

Sentenza n. 4425 del 20/02/2024

La contribuente contestava l’imposta regionale 2006 su concessioni demaniali marittime rilasciate dall’Autorità portuale, assumendo che non fossero concessioni statali e che la disciplina non determinasse adeguatamente la base imponibile. La Cassazione ha ricondotto il presupposto alla concessione di un bene appartenente allo Stato e situato nella regione, reputando irrilevante l’identità dell’autorità concedente; ha inoltre ritenuto gli elementi essenziali del tributo fissati dalla legge, pur con determinazioni secondarie del canone. Entrambi i motivi sono stati respinti e il ricorso rigettato, con spese compensate.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4379

Cassazione, sentenza n. 4379 del 19/02/2024

Imposta ipotecaria - Permuta - Base imponibile

La controversia concerneva la liquidazione delle imposte ipotecaria e catastale su una permuta di immobili strumentali tra soggetti IVA: il giudice d’appello aveva applicato entrambe le imposte proporzionali a ciascun immobile. La Cassazione ha distinto i presupposti: la permuta comporta un’unica formalità ipotecaria, tassata sul valore del bene che determina la maggiore imposta, mentre ogni distinta voltura catastale è autonomamente imponibile. L’assoggettamento della permuta a IVA e dell’imposta di registro in misura fissa non altera tali criteri; le doglianze sono state ritenute fondate nei limiti indicati.

  • Imposte indirette
  • Imposta di registro
  • IVA
  • Immobili
  • Contenzioso

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