Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 10513

Cassazione, sentenza n. 10513 del 18/04/2024

Sentenza n. 10513 del 18/04/2024

L’avviso richiedeva l’imposta di registro annuale calcolata sul canone originario di una locazione, nonostante il rapporto fosse stato risolto e sostituito da due contratti registrati con canoni inferiori. La Corte lascia ferma la qualificazione novativa adottata dalla CTR e rileva l’omessa tempestiva comunicazione della risoluzione, ma esclude che tale inadempimento possa perpetuare l’imposizione su un contratto ormai cessato, del quale l’Agenzia aveva comunque acquisito conoscenza. Accolto un motivo, cassa la sentenza, decide nel merito e annulla l’avviso, evitando una duplicazione dell’imposta sui nuovi rapporti.

  • Imposta di registro
  • Locazione immobili
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 10510

Cassazione, sentenza n. 10510 del 18/04/2024

Sentenza n. 10510 del 18/04/2024

La controversia riguardava la base di calcolo della sanzione per la tardiva registrazione di una locazione pluriennale non abitativa, che le contribuenti avevano regolarizzato mediante ravvedimento operoso assumendo il canone annuale. La Cassazione ha ribadito che il carattere annuale dell’imposta non viene meno per la facoltà di versarla anticipatamente in unica soluzione: la sanzione deve quindi essere ragguagliata all’imposta della prima annualità, non al corrispettivo dell’intera durata. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Imposta di registro
  • Locazione immobili
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10505

Cassazione, sentenza n. 10505 del 18/04/2024

Registro - Contratto di locazione pluriennale - Tardiva registrazione - Calcolo della sanzione - Regime sanzionatorio-

La questione concerneva la sanzione applicabile alla tardiva registrazione di un contratto pluriennale di locazione non abitativa, già oggetto di ravvedimento operoso calcolato dalle contribuenti sul canone annuo. La Corte ha affermato che la possibilità di pagare anticipatamente l’imposta per l’intera durata non elimina la natura annuale del tributo; pertanto, la sanzione va commisurata all’imposta dovuta per la prima annualità. Poiché la decisione regionale rispettava tale principio, il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Imposta di registro
  • Locazione immobili
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10411

Cassazione, sentenza n. 10411 del 17/04/2024

Sentenza n. 10411 del 17/04/2024

L’accertamento per IRES, IRAP e IVA attribuiva alla stabile organizzazione italiana un’attività di vendita che, secondo l’Ufficio, era stata occultata; i giudici di merito avevano dichiarato decaduta l’Amministrazione escludendo il raddoppio dei termini. La Cassazione ha ritenuto applicabile, per IRES e IVA, la disciplina transitoria relativa agli avvisi già notificati entro il 2 settembre 2015, indipendentemente dalla data della denuncia, mentre ha escluso il raddoppio per l’IRAP. Ha quindi cassato con rinvio limitatamente a IRES e IVA, confermando la decisione sull’IRAP; il ricorso incidentale è stato dichiarato inammissibile.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10397

Cassazione, sentenza n. 10397 del 17/04/2024

Sentenza n. 10397 del 17/04/2024

L’Ufficio aveva recuperato maggiori IRES, IRAP e IVA, sostenendo che la stabile organizzazione italiana svolgesse anche attività di vendita; la decisione regionale aveva annullato l’accertamento sia per decadenza sia con una motivazione sul merito. La Cassazione ha riconosciuto il raddoppio dei termini per IRES e IVA secondo la disciplina transitoria degli avvisi già notificati e ha giudicato apparente la motivazione con cui erano state svalutate le prove dell’attività commerciale. Accolti i primi due motivi, ha cassato con rinvio per tali imposte, confermando invece la decadenza dell’accertamento IRAP, cui il raddoppio non si applica.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10395

Cassazione, sentenza n. 10395 del 17/04/2024

Sentenza n. 10395 del 17/04/2024

La controversia derivava da un accertamento IRES, IRAP e IVA fondato sull’asserito occultamento dell’attività di vendita svolta dalla stabile organizzazione italiana; i giudici di merito avevano dichiarato decaduto l’Ufficio, qualificando diversamente la condotta contestata. La Cassazione ha stabilito che, per gli avvisi già notificati entro il 2 settembre 2015, opera la precedente disciplina del raddoppio dei termini, senza rilievo della data di trasmissione della notizia di reato; tale estensione non vale però per l’IRAP. Il ricorso principale è stato accolto con rinvio per IRES e IVA, mentre la decisione è stata confermata per l’IRAP.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10365

Cassazione, sentenza n. 10365 del 17/04/2024

Sentenza n. 10365 del 17/04/2024

L’accertamento imputava alla stabile organizzazione italiana maggiori IRES, IRAP e IVA, sul presupposto che essa avesse occultato un’attività di vendita; la CTR aveva escluso il raddoppio dei termini e dichiarato decaduta l’Amministrazione. La Corte ha ritenuto che agli avvisi notificati prima del 2 settembre 2015 si applicasse la disciplina transitoria previgente, indipendentemente dal momento della denuncia penale, ma ha escluso tale regime per l’IRAP. Ha pertanto accolto il ricorso dell’Agenzia con cassazione e rinvio limitatamente a IRES e IVA, confermando la decisione per l’IRAP e dichiarando inammissibile il ricorso incidentale.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10356

Cassazione, ordinanza n. 10356 del 17/04/2024

Ordinanza n. 10356 del 17/04/2024

Il contribuente contestava una cartella per dazi doganali, sostenendo di averla conosciuta soltanto attraverso una successiva intimazione e denunciando l’assenza della raccomandata informativa prevista per l’irreperibilità relativa. La Cassazione ha accertato che il messo notificatore, verificata la residenza, aveva depositato l’atto nella casa comunale e inviato la raccomandata, poi restituita per compiuta giacenza; la notificazione era quindi regolare, sebbene con motivazione diversa da quella adottata in appello. Il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato alle spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10298

Cassazione, sentenza n. 10298 del 16/04/2024

Sentenza n. 10298 del 16/04/2024

La contribuente chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva confermato l’accertamento IRPEF fondato su disponibilità finanziarie presso una banca svizzera, sostenendo che la Corte avesse ignorato contestazioni e documenti sulla riferibilità delle somme. La Cassazione chiarisce che l’errore revocatorio deve essere una svista percettiva immediata, decisiva e relativa a un fatto non controverso, non una valutazione giudiziale né un errore imputabile alla decisione di merito da denunciare con l’impugnazione ordinaria. Esclude inoltre effetti della definizione agevolata dei carichi sul giudizio già definitivo e dichiara inammissibile il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • IRPEF
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10168

Cassazione, sentenza n. 10168 del 16/04/2024

Sentenza n. 10168 del 16/04/2024

La lite riguarda la TARSU 2008 applicata a immobili che i giudici di merito avevano considerato stalla e fienile, escludendoli dal tributo perché destinati ad attività agricola e produttivi di rifiuti speciali. La Cassazione ribadisce che il contribuente deve indicare nella denuncia le condizioni di esclusione e provare l’esistenza e la delimitazione delle aree, la non assimilabilità dei rifiuti e il relativo smaltimento; tali condizioni non possono essere riconosciute in via presuntiva. Accertata l’assenza di denuncia e di prova, nonché una delibera comunale comprendente la paglia, la Corte cassa e rigetta il ricorso originario.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Adempimenti
N. 10282

Cassazione, sentenza n. 10282 del 16/04/2024

Sentenza n. 10282 del 16/04/2024

Gli accertamenti recuperavano maggiori ricavi immobiliari ai fini IRES, IRAP e IVA e utili occulti ai soci; la CTR aveva spostato alcuni ricavi agli anni dei rogiti definitivi. La Corte dichiara inammissibile il ricorso dei contribuenti, perché mescolava indistintamente censure di fatto e di diritto, e respinge la doglianza erariale basata sull’abuso, non specificamente contestato negli atti impositivi. Afferma tuttavia che, per la competenza dei ricavi, il giudice non può assumere necessariamente il solo rogito, ma deve verificare natura ed effetti dei negozi anteriori, reputando sul punto erroneo il criterio adottato dalla CTR.

N. 10166

Cassazione, sentenza n. 10166 del 16/04/2024

Processo tributario - Onere probatorio

Il contribuente contestava per prescrizione una cartella relativa al bollo auto 2005 e 2006; il giudice d’appello aveva escluso la prescrizione per il 2005 utilizzando documenti acquisiti d’ufficio presso la Regione. La Cassazione stabilisce che i poteri istruttori del giudice tributario possono integrare prove in situazioni di oggettiva incertezza, ma non supplire all’inerzia dell’ente gravato della prova; la documentazione così ottenuta è quindi inutilizzabile. Per il 2006 rileva inoltre la prescrizione triennale, non essendo emersi atti interruttivi: la sentenza è cassata e il ricorso originario accolto per entrambe le annualità.

  • Autovetture e Fisco
  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 10279

Cassazione, sentenza n. 10279 del 16/04/2024

Sentenza n. 10279 del 16/04/2024

A seguito di controllo automatizzato, l’Amministrazione aveva disconosciuto un credito IRPEF portato in detrazione; il contribuente sosteneva che le irregolarità dipendessero dal distacco lavorativo nel Regno Unito e da errori del datore. La Cassazione ritiene legittimo l’art. 36-bis quando il disconoscimento deriva dal riscontro cartolare dei dati dichiarati, senza valutazioni ulteriori, e afferma che spettava al contribuente provare l’effettiva residenza e produzione del reddito all’estero, non dimostrate dalla sola iscrizione AIRE. Conferma inoltre motivazione e tempestività della cartella, respingendo integralmente il ricorso.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Estero
N. 10270

Cassazione, sentenza n. 10270 del 16/04/2024

Sentenza n. 10270 del 16/04/2024

L’Amministrazione aveva recuperato ai fini IRAP l’ammortamento di un avviamento derivante da un conferimento d’azienda, ritenendolo fittizio nell’ambito di operazioni asseritamente dirette a produrre costi indebiti; i conseguenti maggiori redditi erano stati imputati ai soci della società di persone. Dopo esiti non uniformi in primo grado, la CTR aveva confermato le pretese dell’Ufficio, mentre società e soci avevano dedotto, tra l’altro, la violazione del litisconsorzio necessario. La Cassazione dispone la riunione di tutti i ricorsi per connessione e per la natura litisconsortile del contenzioso; nei passaggi forniti non è riportata la decisione conclusiva sui motivi.

  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società di persone
  • Operazioni straordinarie
N. 10265

Cassazione, sentenza n. 10265 del 16/04/2024

Sentenza n. 10265 del 16/04/2024

Alcuni professionisti contestavano la riscossione fondata su avvisi di accertamento che assumevano di non avere conosciuto; la CTR aveva giudicato inesistenti le notifiche perché la raccomandata informativa era stata affidata a un operatore postale privato. La Cassazione precisa che, nel regime vigente nel 2014, la notifica di un atto amministrativo tributario tramite operatore privato munito di licenza individuale era valida e che andavano esaminate consegna al domicilio, compiuta giacenza e presunzione di conoscenza. Accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa la sentenza e rinvia per un nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Professionisti
N. 10243

Cassazione, sentenza n. 10243 del 16/04/2024

Sentenza n. 10243 del 16/04/2024

L’Ufficio aveva applicato l’imposta proporzionale di registro riqualificando come cessione d’azienda il trasferimento del 100% delle quote societarie; entrambi i giudici di merito avevano annullato l’avviso di liquidazione. La Cassazione afferma che l’art. 20 del testo unico dell’imposta di registro impone di considerare gli effetti giuridici, non quelli meramente economici, del singolo atto: la cessione totalitaria delle partecipazioni trasferisce lo status di socio e non produce gli effetti propri della cessione aziendale. Il ricorso dell’Agenzia viene pertanto respinto, con conferma dell’imposta in misura fissa.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Società di capitali
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 10323

Cassazione, sentenza n. 10323 del 16/04/2024

Sentenza n. 10323 del 16/04/2024

Un ex liquidatore ha proposto personalmente ricorso per cassazione contro la decisione che aveva dichiarato inammissibili le impugnazioni presentate nei gradi di merito dalla società già cancellata dal Registro delle imprese. La Corte ha affermato che può impugnare soltanto chi abbia formalmente assunto la qualità di parte nel precedente giudizio e ha inoltre rilevato che, senza un’espressa volontà contraria, la procura speciale vale per il solo grado nel quale è conferita. Poiché il ricorrente in proprio non era stato parte dei giudizi di merito, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

  • Società
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10226

Cassazione, sentenza n. 10226 del 16/04/2024

Contenzioso tributario - Notifiche tramite PEC - Sottoscrizione digitale del ricorso - Mancanza- Applicabilità art. 125 codice procedura civile . -- Nullità atto-Inesistenza atto non sussiste-Principio raggiungimento scopo-Applicabilità.

La CTR aveva annullato un accertamento sul reddito di partecipazione, ritenendolo un’integrazione priva di elementi nuovi rispetto a un precedente accertamento sintetico. La Cassazione chiarisce che costituiscono elementi sopravvenuti anche i dati già conosciuti da un altro ufficio ma non ancora nella disponibilità di quello procedente; nella specie la CTR non aveva verificato quando fosse stato trasmesso il processo verbale della Guardia di Finanza. Respinte anche le eccezioni sulla notifica PEC, poiché la paternità e la firma digitale risultavano comprovate, la Corte accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa e rinvia.

N. 10321

Cassazione, sentenza n. 10321 del 16/04/2024

Imposta di registro - Applicazione dell'imposta - Atti giudiziari - Procedura fallimentare - Sentenza ammissione passivo fallimento - Tassazione proporzionale - Assoggettabilita'-

La controversia riguardava l’imposta di registro proporzionale applicata a sentenze che, all’esito di opposizioni, avevano ammesso al passivo fallimentare crediti precedentemente ammessi con riserva; per cinque avvisi la contribuente aveva aderito alla definizione agevolata. La Cassazione ha qualificato tali pronunce come esito di giudizi contenziosi di cognizione che accertano esistenza ed efficacia del credito verso la procedura, consentendo la partecipazione al concorso, e ha quindi confermato la tassazione proporzionale. Il processo è stato dichiarato estinto per i cinque avvisi definiti, mentre per i restanti il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Procedure concorsuali
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10221

Cassazione, sentenza n. 10221 del 16/04/2024

Sentenza n. 10221 del 16/04/2024

Il contribuente chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva confermato l’accertamento IRPEF fondato sulle disponibilità finanziarie risultanti dalla cosiddetta lista Falciani, sostenendo che la Corte non avesse considerato le proprie contestazioni e produzioni. La Cassazione esclude l’errore revocatorio: l’affermazione sull’insufficienza delle giustificazioni derivava da una valutazione giudiziale, non da una svista percettiva, e la titolarità delle somme avrebbe dovuto essere contestata con l’originario ricorso di legittimità. La definizione agevolata dei carichi non incide sul giudizio ormai definitivo relativo all’accertamento; il ricorso è dichiarato inammissibile.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Processo tributario
  • Pace Fiscale

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