Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 10321

Cassazione, sentenza n. 10321 del 16/04/2024

Imposta di registro - Applicazione dell'imposta - Atti giudiziari - Procedura fallimentare - Sentenza ammissione passivo fallimento - Tassazione proporzionale - Assoggettabilita'-

La controversia riguardava l’imposta di registro proporzionale applicata a sentenze che, all’esito di opposizioni, avevano ammesso al passivo fallimentare crediti precedentemente ammessi con riserva; per cinque avvisi la contribuente aveva aderito alla definizione agevolata. La Cassazione ha qualificato tali pronunce come esito di giudizi contenziosi di cognizione che accertano esistenza ed efficacia del credito verso la procedura, consentendo la partecipazione al concorso, e ha quindi confermato la tassazione proporzionale. Il processo è stato dichiarato estinto per i cinque avvisi definiti, mentre per i restanti il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Procedure concorsuali
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10221

Cassazione, sentenza n. 10221 del 16/04/2024

Sentenza n. 10221 del 16/04/2024

Il contribuente chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva confermato l’accertamento IRPEF fondato sulle disponibilità finanziarie risultanti dalla cosiddetta lista Falciani, sostenendo che la Corte non avesse considerato le proprie contestazioni e produzioni. La Cassazione esclude l’errore revocatorio: l’affermazione sull’insufficienza delle giustificazioni derivava da una valutazione giudiziale, non da una svista percettiva, e la titolarità delle somme avrebbe dovuto essere contestata con l’originario ricorso di legittimità. La definizione agevolata dei carichi non incide sul giudizio ormai definitivo relativo all’accertamento; il ricorso è dichiarato inammissibile.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Processo tributario
  • Pace Fiscale
N. 10310

Cassazione, sentenza n. 10310 del 16/04/2024

Sentenza n. 10310 del 16/04/2024

Nell’accertamento sintetico relativo al 2007 e 2008, il contribuente sosteneva che le spese contestate fossero coperte da consistenti disponibilità bancarie accumulate negli anni precedenti. La Corte afferma che non occorre dimostrare la destinazione puntuale delle ulteriori entrate, ma serve documentazione idonea a provarne entità e durata, così da collegarle oggettivamente alla capacità contributiva accertata; il mero saldo pregresso non basta se non ne risulta la persistente disponibilità. Ritenuta conforme a tale criterio la valutazione della CTR, la Cassazione rigetta il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRPEF
N. 10216

Cassazione, sentenza n. 10216 del 16/04/2024

TARSU - Disapplicazione- Omessa produzione di rifiuti - Onere della prova - Spetta al contribuente.

Il Comune aveva accertato la TARSU su locali non dichiarati, mentre la CTR aveva annullato la pretesa reputandone plausibile l’impiego agricolo e la produzione di rifiuti speciali smaltiti autonomamente. La Cassazione afferma che l’esenzione costituisce eccezione alla generale imponibilità degli immobili: il contribuente deve indicare nella denuncia le aree interessate e provare, mediante elementi obiettivi, l’inidoneità a produrre rifiuti oppure la produzione e lo smaltimento diretto di rifiuti speciali non assimilabili. Ritenendo che la CTR avesse riconosciuto il beneficio in via presuntiva, la Corte accoglie il ricorso comunale per i motivi relativi all’onere dichiarativo e probatorio.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 10308

Cassazione, sentenza n. 10308 del 16/04/2024

Sentenza n. 10308 del 16/04/2024

La controversia riguardava il rimborso delle ritenute IRPEF applicate a pensioni italiane percepite da un residente in Turchia, riconosciuto nei due gradi di merito. La Corte esclude, contrariamente alla tesi dell’Agenzia, che il rimborso richieda la prova dell’effettiva tassazione anche nello Stato di residenza: la convenzione attribuisce alla Turchia la potestà impositiva esclusiva ed è sufficiente l’astratta imponibilità in tale Stato. Accertata in fatto la residenza turca, la Cassazione rigetta il ricorso dell’Agenzia e conferma il diritto al rimborso.

  • IRPEF
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10215

Cassazione, sentenza n. 10215 del 16/04/2024

Sentenza n. 10215 del 16/04/2024

L’Amministrazione aveva qualificato come elusiva la fusione per incorporazione di una società con perdite pregresse in un’altra società del medesimo consolidato, ritenendo perseguito l’indebito utilizzo di perdite anteriori al consolidamento; i giudici di merito avevano confermato la ripresa IRES. La Cassazione rileva però che la CTR non aveva concretamente esaminato le ragioni organizzative e gestionali dedotte dalla contribuente, né la reale fungibilità dell’operazione alternativa prospettata dal Fisco. Accolto il motivo sulla motivazione apparente, la sentenza è cassata con rinvio affinché tali elementi siano verificati nel giudizio sull’elusività.

  • IRES
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 10307

Cassazione, sentenza n. 10307 del 16/04/2024

Sentenza n. 10307 del 16/04/2024

La CTR aveva ritenuto inesistenti le notifiche degli avvisi di accertamento presupposti a un preavviso di fermo, perché la raccomandata informativa era stata affidata nel 2014 a un operatore postale privato. La Corte distingue gli atti tributari amministrativi dagli atti giudiziari: nel periodo tra le liberalizzazioni del 2011 e del 2017, la notifica dei primi era valida se l’operatore possedeva la licenza individuale; andava inoltre valutata la consegna al domicilio e la presunzione di conoscenza. Accoglie quindi il ricorso dell’Agenzia, cassa e rinvia per nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10214

Cassazione, sentenza n. 10214 del 16/04/2024

Sentenza n. 10214 del 16/04/2024

L’Ufficio aveva assoggettato a imposta proporzionale di registro la cessione dell’intero capitale di una società, riqualificandola come trasferimento d’azienda; i giudici di merito avevano annullato l’avviso. La Cassazione ribadisce che l’art. 20 consente di valorizzare soltanto natura intrinseca ed effetti giuridici dell’atto: la vendita totalitaria delle quote trasferisce la partecipazione e lo status di socio, non l’azienda appartenente alla società, pur potendo produrre un risultato economico analogo. Dichiarato il motivo in parte inammissibile e in parte infondato, la Corte respinge il ricorso dell’Agenzia.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Società di capitali
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 10306

Cassazione, sentenza n. 10306 del 16/04/2024

Sentenza n. 10306 del 16/04/2024

La controversia concerneva la commutazione sul professionista, definitivamente condannato per essersi appropriato delle somme affidategli, delle sanzioni IRAP e IVA derivanti anche da omissioni dichiarative e contabili. La Corte giudica sufficiente l’atto di contestazione che indicava fatti, prove, norme e calcolo, richiamando una sentenza penale già nota e allegando lo stralcio pertinente dell’accertamento; afferma inoltre che la commutazione non è limitata alle sole sanzioni per omesso versamento, ma comprende le violazioni connesse alla condotta fraudolenta. Accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa e, decidendo nel merito, respinge il ricorso originario.

N. 10207

Cassazione, sentenza n. 10207 del 16/04/2024

Sentenza n. 10207 del 16/04/2024

Un’organizzazione di volontariato chiedeva l’esenzione dall’imposta di registro sui contratti di locazione commerciale, sostenendo che i canoni finanziassero le proprie attività solidaristiche; la CTR aveva invece confermato gli avvisi di liquidazione. La Cassazione interpreta restrittivamente l’agevolazione: non basta la qualità soggettiva dell’ente né la destinazione dei proventi ai fini istituzionali, poiché l’atto deve essere direttamente connesso e immediatamente attuativo dell’attività di volontariato. I contratti conclusi a condizioni di mercato costituivano ordinaria gestione patrimoniale e presentavano soltanto una strumentalità indiretta; il ricorso è quindi respinto.

  • Imposta di registro
  • Locazione immobili
  • Enti terzo settore
  • Volontariato
  • Agevolazioni Fiscali
N. 10305

Cassazione, sentenza n. 10305 del 16/04/2024

Sentenza n. 10305 del 16/04/2024

L’accertamento aveva tassato dividendi transitati da controllate tedesca e inglese ma originati da una partecipata di Singapore, mentre i giudici di merito avevano applicato l’esenzione prevista dalla convenzione italo-tedesca. La Corte afferma che la generale prevalenza della disciplina pattizia non impedisce l’applicazione delle norme interne antielusive alle società schermo: occorre verificare concretamente se le entità interposte svolgano attività economica genuina e siano beneficiarie effettive, valutando gli indici indicati nella pronuncia. Ne deriva l’insufficienza della decisione della CTR, che si era limitata a richiamare la convenzione senza svolgere tale verifica.

  • Estero
  • IRES
  • Società
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 10204

Cassazione, sentenza n. 10204 del 16/04/2024

Sentenza n. 10204 del 16/04/2024

La controversia riguarda il rimborso del credito per imposte pagate negli Stati Uniti su redditi da partecipazioni e dividendi assoggettati obbligatoriamente in Italia a imposta sostitutiva, riconosciuto nei gradi di merito. La Cassazione dichiara inammissibili le censure dell’Agenzia sul riparto della potestà impositiva, perché nuove o aspecifiche, e ritiene infondata l’esclusione dell’imposta sostitutiva dall’ambito della Convenzione Italia-USA: tale prelievo svolge una funzione analoga alla ritenuta a titolo d’imposta. Dalla motivazione disponibile risulta quindi confermato il riconoscimento della disciplina convenzionale contro la doppia imposizione.

  • Estero
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10303

Cassazione, sentenza n. 10303 del 16/04/2024

Dichiarazione dei redditi - Obblighi tributari - Assolvimento - Affidamento incombenza al professionista - Non sufficienza - Controllo e vigilanza - Obbligo del contribuente - Necessità

Dopo la condanna definitiva del professionista che aveva trattenuto le somme destinate alle imposte, l’Ufficio gli aveva imputato sanzioni IRAP e IVA anche per omissioni dichiarative e contabili; CTP e CTR avevano annullato la pretesa. La Corte ritiene adeguata la contestazione motivata per richiamo ad atti già noti o riprodotti nelle parti essenziali e chiarisce che la commutazione comprende le violazioni connesse alla frode professionale, non soltanto l’omesso versamento. Accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, respinge il ricorso introduttivo.

N. 10199

Cassazione, sentenza n. 10199 del 16/04/2024

Sentenza n. 10199 del 16/04/2024

L’Amministrazione aveva riqualificato come cessione d’azienda il trasferimento totalitario delle quote di una società, liquidando l’imposta di registro proporzionale; la decisione d’appello aveva convalidato la pretesa valorizzando il risultato sostanziale dell’operazione. La Cassazione precisa che l’articolo 20 del testo unico del registro impone di considerare la natura intrinseca e gli effetti giuridici del singolo atto, non il suo risultato economico: cessione di quote e cessione d’azienda restano giuridicamente distinte. Accolti i primi due motivi e assorbito il terzo, la Corte decide nel merito e annulla l’avviso.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Società di capitali
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 10302

Cassazione, sentenza n. 10302 del 16/04/2024

Sentenza n. 10302 del 16/04/2024

La controversia riguardava la commutazione sul professionista, condannato definitivamente per appropriazione delle somme destinate ai tributi, delle sanzioni connesse a omissioni di versamento, dichiarazione e contabilità. La Corte afferma che gli atti già noti possono essere richiamati per relationem e che la commutazione prevista dalla legge comprende anche le sanzioni per condotte formali funzionali alla frode, come l’omessa trasmissione della dichiarazione, non solo quelle da omesso versamento. Accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa la decisione della CTR e, decidendo nel merito, respinge il ricorso originario del professionista.

N. 10188

Cassazione, sentenza n. 10188 del 16/04/2024

Sentenza n. 10188 del 16/04/2024

Un professionista contestava l’accertamento sintetico del reddito per il 2007, sostenendo che saldi bancari formatisi negli anni precedenti fossero sufficienti a giustificare le spese considerate dall’Ufficio. La Cassazione chiarisce che non occorre dimostrare la destinazione diretta delle risorse a ogni acquisto, ma il contribuente deve documentarne entità e durata, offrendo elementi oggettivi che ne rendano plausibile l’impiego; il semplice saldo pregresso non basta se non ne è provata la persistente disponibilità. Ritenuta conforme a tale criterio la decisione d’appello, la Corte rigetta il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Professionisti
  • Processo tributario
N. 10101

Cassazione, sentenza n. 10101 del 15/04/2024

Sentenza n. 10101 del 15/04/2024

L’accertamento IRPEF imputava a un socio il maggior reddito da capitale derivante da utili extracontabili di una società a ristretta base familiare; i giudici regionali lo avevano annullato sul presupposto dell’annullamento dell’accertamento societario. La Cassazione rileva che il successivo giudicato ha invece confermato l’atto rivolto alla società, facendo venir meno il fondamento della decisione sul socio; resta pertanto necessario esaminare le questioni di merito da lui originariamente sollevate. Accolto il ricorso dell’Agenzia nei limiti indicati, la Corte cassa la sentenza e rinvia al giudice tributario regionale in diversa composizione.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 9947

Cassazione, sentenza n. 9947 del 12/04/2024

Sentenza n. 9947 del 12/04/2024

L’Ufficio aveva recuperato IRPEF e IVA sulla cessione di un terreno ricevuto per successione, qualificandolo come edificabile ma non ancora lottizzato e contestando l’omessa dichiarazione della plusvalenza; i giudici di merito avevano invece valorizzato l’attività di lottizzazione già intrapresa. La Cassazione distingue l’edificabilità derivante dagli strumenti urbanistici dalla lottizzazione promossa dal proprietario e precisa che quest’ultima può configurarsi anche prima della convenzione, quando siano state compiute attività tecniche dirette al frazionamento o all’utilizzazione edificatoria. Considerate le iniziative anteriori alla vendita e l’approvazione comunale dello schema, ritiene infondati i motivi dell’Agenzia.

N. 9903

Cassazione, sentenza n. 9903 del 11/04/2024

Sentenza n. 9903 del 11/04/2024

La Provincia e l’agente della riscossione contestavano il rimborso del 50% della tassa automobilistica 2016 riconosciuto per un veicolo storico ultraventennale, sostenendo che la dicitura «uso promiscuo» fosse compatibile con l’impiego professionale escluso dall’agevolazione. La Cassazione distingue la classificazione tecnica del mezzo dal suo utilizzo economico concreto: il trasporto promiscuo di persone e cose non dimostra, da solo, una destinazione professionale, che non risultava dalla carta di circolazione. L’interpretazione non estende il beneficio, ma applica la regola agevolativa senza fondare l’esclusione su un uso meramente ipotetico; il ricorso è quindi rigettato.

  • Autovetture e Fisco
  • Agevolazioni Fiscali
  • Tributi locali
  • Contenzioso
N. 9901

Cassazione, sentenza n. 9901 del 11/04/2024

Sentenza n. 9901 del 11/04/2024

Il giudice tributario d’appello aveva riconosciuto il rimborso parziale della tassa automobilistica 2016 per un veicolo d’epoca ultraventennale registrato per uso promiscuo; la Provincia e il concessionario sostenevano che tale indicazione consentisse di presumere l’uso professionale, escluso dal beneficio. La Cassazione osserva che l’uso professionale dipende dalle concrete modalità e finalità d’impiego, non dalle sole caratteristiche del mezzo: la dicitura «uso promiscuo», ricondotta alla categoria del trasporto di persone, esprime soltanto una compatibilità astratta. Non essendo desumibile un effettivo utilizzo professionale dal documento di circolazione, la Corte rigetta il ricorso.

  • Autovetture e Fisco
  • Agevolazioni Fiscali
  • Tributi locali
  • Contenzioso

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