Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 14331

Cassazione, sentenza n. 14331 del 22/05/2024

Sentenza n. 14331 del 22/05/2024

La lite riguardava un avviso di liquidazione dell’imposta di registro relativo alla locazione di un immobile, che l’ufficio aveva trattato come abitativo, mentre il giudice d’appello aveva confermato il prelievo qualificandolo come strumentale. La Corte ha affermato che il processo tributario resta delimitato dalle ragioni dell’atto impositivo e dai motivi del contribuente: il giudice non può ricostruire un rapporto tributario diverso né integrare la motivazione dell’atto. Ravvisata l’ultrapetizione, ha accolto il primo motivo, assorbito gli altri e cassato la sentenza con rinvio.

  • Imposta di registro
  • Locazione immobili
  • IVA
  • Processo tributario
N. 14317

Cassazione, sentenza n. 14317 del 22/05/2024

Sentenza n. 14317 del 22/05/2024

La controversia concerneva la base imponibile dell’imposta di successione relativa a titoli e disponibilità bancarie intestati al coniuge defunto, che la contribuente assumeva appartenenti per metà alla comunione legale. La Corte ha ricordato che titoli acquistati durante il matrimonio e saldi riconducibili alla comunione de residuo possono restare fuori dall’asse per la quota del coniuge superstite, ma la loro appartenenza deve essere provata secondo le regole ordinarie. Poiché i documenti in tedesco erano stati esclusi solo perché privi di traduzione asseverata, la sentenza è stata cassata con rinvio per il loro esame.

  • Imposte indirette
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 14312

Cassazione, sentenza n. 14312 del 22/05/2024

Sentenza n. 14312 del 22/05/2024

La controversia riguarda la prescrizione della tassa automobilistica regionale dopo la tempestiva notifica dell’avviso di accertamento e la successiva, tardiva ingiunzione di pagamento. La Cassazione afferma che il termine triennale della riscossione decorre da quando l’atto impositivo diviene definitivo, ossia dopo i sessanta giorni utili per impugnarlo, e va calcolato dalla relativa data, senza differirne la scadenza al 31 dicembre del terzo anno successivo. Ritenuta infondata la diversa tesi della Regione, la Corte conferma la prescrizione del credito.

  • Tributi locali
  • Autovetture e Fisco
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14193

Cassazione, sentenza n. 14193 del 22/05/2024

Sentenza n. 14193 del 22/05/2024

L’Amministrazione aveva riqualificato una sequenza di cessioni di quote come un’unitaria cessione indiretta d’azienda, liquidando imposte di registro, ipotecarie e catastali; il giudice regionale aveva confermato l’atto. La Cassazione ribadisce che l’imposta di registro è imposta d’atto: l’interpretazione deve fondarsi sul contenuto del singolo atto registrato, senza elementi extratestuali o atti collegati, salva una distinta contestazione antielusiva. Poiché il termine triennale decorreva dalla registrazione degli atti del marzo 2009, l’avviso del febbraio 2014 era decaduto; la sentenza è cassata e il ricorso originario accolto.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13979

Cassazione, sentenza n. 13979 del 22/05/2024

Sentenza n. 13979 del 22/05/2024

Una società francese chiedeva il rimborso delle ritenute sugli interessi corrisposti da una società italiana, invocando l’esenzione prevista per società consociate dell’Unione europea; la CTR aveva riconosciuto il beneficio assimilando la richiedente alla controllata spagnola interposta nella catena partecipativa. La Cassazione precisa che la partecipazione minima del 25% richiesta dall’art. 26-quater deve essere diretta, mentre il controllo soltanto indiretto non consente l’esenzione. Accolto il motivo dell’Agenzia su tale requisito, la sentenza è cassata con rinvio al giudice tributario regionale in diversa composizione.

  • Estero
  • Agevolazioni Fiscali
  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14102

Cassazione, ordinanza n. 14102 del 21/05/2024

Accertamento - IVA - Assenza adeguata manodopera - Falsità fatture di acquisto

L’accertamento aveva negato la detrazione IVA su acquisti ritenuti soggettivamente inesistenti, valorizzando la carente organizzazione del fornitore; la CTR aveva inoltre escluso l’utilizzabilità delle dichiarazioni rese dai dipendenti nel processo penale. La Cassazione precisa che l’Amministrazione deve provare, anche presuntivamente, la conoscenza o conoscibilità della frode, senza pretendere dal cessionario verifiche complesse equiparabili a quelle degli uffici, e che le dichiarazioni di terzi possono valere come indizi anche a favore del contribuente. Accolti i primi due motivi, la sentenza è cassata con rinvio per una nuova valutazione probatoria.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 14090

Cassazione, sentenza n. 14090 del 21/05/2024

Sentenza n. 14090 del 21/05/2024

Una società contestava l’imposta sugli intrattenimenti recuperata per serate con DJ set, sostenendone l’incompatibilità con l’IVA e qualificando le esibizioni come spettacoli soggetti soltanto a quest’ultima. La Cassazione esclude il contrasto con il diritto unionale, poiché l’imposta sugli intrattenimenti riguarda categorie limitate, non colpisce ogni fase produttiva e non è un’imposta sulla cifra d’affari; precisa inoltre che la distinzione dipende dalla prevalenza della musica dal vivo, circostanza non adeguatamente dimostrata. Il primo motivo è respinto e il secondo dichiarato inammissibile, con conferma della pretesa.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14084

Cassazione, sentenza n. 14084 del 21/05/2024

Sentenza n. 14084 del 21/05/2024

Il titolare di un’impresa di gestione di apparecchi con vincite contestava un accertamento per maggiori ricavi e IVA, deducendo vizi della delega di firma e della notifica, l’efficacia di un giudicato relativo a un’altra annualità e l’errata valutazione delle movimentazioni bancarie. La Cassazione chiarisce che il giudicato sulle imposte periodiche non si estende a fatti variabili, che la delega di firma può individuare il funzionario per qualifica e che la prova contraria sui conti deve essere analitica. Ritenute infondate o inammissibili le doglianze, il ricorso è rigettato.

N. 14078

Cassazione, sentenza n. 14078 del 21/05/2024

Sentenza n. 14078 del 21/05/2024

Nel giudizio su un accertamento relativo a maggiori ricavi e IVA derivanti anche da movimenti su conti familiari, il contribuente aveva proposto sia ricorso per cassazione sia revocazione, richiamando un giudicato formatosi per una diversa annualità. La Cassazione dichiara inammissibile la revocazione, perché l’asserito errore richiedeva valutazioni giuridiche e mancava la prova della notificazione idonea a far decorrere il termine breve; esclude inoltre l’estensione del giudicato a fatti variabili tra periodi d’imposta. Ritiene però fondati i motivi contro la motivazione per relationem della sentenza d’appello, priva di un’autonoma disamina delle censure.

N. 14064

Cassazione, ordinanza n. 14064 del 21/05/2024

Accertamento - Omessa dichiarazione - Presunzioni

Un agente di commercio, che aveva omesso le dichiarazioni fiscali, contestava l’accertamento d’ufficio di imposte dirette, IVA e IRAP fondato sui dati della società committente. La Cassazione afferma che, pur potendo utilizzare presunzioni prive dei requisiti ordinari, l’Ufficio deve stimare induttivamente anche i costi inerenti ai maggiori ricavi; precisa inoltre che l’inserimento dell’agente nell’organizzazione altrui non dimostra una sua autonoma organizzazione ai fini IRAP, ma può escluderla. Accolti i motivi relativi a costi e IRAP, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Dichiarazioni
  • IRAP
  • IRPEF
  • Processo tributario
N. 14031

Cassazione, sentenza n. 14031 del 21/05/2024

Sentenza n. 14031 del 21/05/2024

La controversia riguardava la riqualificazione, ai fini dell’imposta di registro, della cessione dell’intero capitale sociale come cessione d’azienda, confermata dai giudici di merito. La Cassazione afferma che l’art. 20 del d.P.R. n. 131/1986 non consente di oltrepassare lo schema negoziale tipico sulla sola base dell’equivalenza economica o del risparmio fiscale, in assenza di clausole modificative o di un accertamento dell’abuso del diritto con le relative garanzie. Accolti i motivi pertinenti, la sentenza è cassata e gli originari ricorsi dei contribuenti sono accolti nel merito.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13989

Cassazione, sentenza n. 13989 del 20/05/2024

Sentenza n. 13989 del 20/05/2024

La contribuente impugnava cartella e intimazione relative a IRPEF, IRAP, IVA e addizionali, invocando le proroghe e sospensioni riconosciute alle vittime di usura ed estorsione; il giudice regionale aveva confermato gli atti, riducendo gli interessi. La Cassazione distingue la sospensione dell’esecuzione forzata dalla proroga delle scadenze fiscali e dalle sospensioni incidenti sul processo di cognizione, attribuendo carattere vincolante al provvedimento favorevole del pubblico ministero competente. Accolto il secondo motivo, cassa la sentenza e rinvia al giudice tributario regionale in diversa composizione.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13986

Cassazione, sentenza n. 13986 del 20/05/2024

Sentenza n. 13986 del 20/05/2024

L’accertamento contestava, ai fini IRPEF, IRAP e IVA, l’interposizione di una società estera nell’acquisto di traffico telefonico, dalla quale sarebbero derivati evasione dell’imposta e maggiori ricavi; la CTR aveva ritenuto insufficienti gli indizi dell’Ufficio, reputando indispensabile uno specifico documento del fornitore. La Cassazione afferma che l’interposizione può essere dimostrata mediante presunzioni gravi, precise e concordanti, da valutare singolarmente e nel loro complesso. Accolto il secondo motivo dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio per un nuovo esame degli elementi presuntivi.

N. 13975

Cassazione, sentenza n. 13975 del 20/05/2024

Sentenza n. 13975 del 20/05/2024

L’Ufficio aveva recuperato IRPEF, IRAP e IVA, sostenendo che nell’acquisto di traffico telefonico fosse stata interposta una società estera; i giudici di merito avevano annullato l’atto perché la simulazione non sarebbe stata documentata con prova certa. La Cassazione precisa che anche l’interposizione può essere provata tramite presunzioni gravi, precise e concordanti, che il giudice deve esaminare prima dell’eventuale prova contraria del contribuente. Accolto il primo motivo dell’Agenzia e assorbito il secondo, la decisione è cassata con rinvio.

N. 13973

Cassazione, sentenza n. 13973 del 20/05/2024

Sentenza n. 13973 del 20/05/2024

La controversia riguardava la definizione agevolata delle sanzioni per l’omessa compilazione del quadro RW nel 2009, dopo precedenti violazioni riferite al 2004-2008; la CTR aveva riconosciuto come ancora dovuta la differenza risultante dal cumulo giuridico applicato all’intero periodo. La Cassazione conferma che l’importo definibile doveva rispettare il limite di un terzo dei minimi edittali per le violazioni più gravi, detraendo quanto già versato, e giudica non specifica la censura sulla disparità di trattamento. Il ricorso della contribuente è quindi rigettato.

N. 13970

Cassazione, sentenza n. 13970 del 20/05/2024

Sentenza n. 13970 del 20/05/2024

L’accertamento aveva disconosciuto a un’associazione i benefici dell’articolo 148 TUIR e della legge n. 398/1991, rilevando carenze documentali e mancata tracciabilità dei versamenti; la CTR aveva confermato la ripresa. La Cassazione stabilisce che la decadenza per difetto di tracciabilità ripristina il regime fiscale ordinario e non costituisce una sanzione, neppure impropria: la successiva abolizione di tale causa di decadenza non opera quindi retroattivamente secondo il favor rei. Ritenuta sufficiente questa autonoma ragione decisoria, la Corte respinge il ricorso dell’associazione.

N. 13965

Cassazione, sentenza n. 13965 del 20/05/2024

Sentenza n. 13965 del 20/05/2024

L’accertamento riguardava IRPEF, IRAP e IVA per una plusvalenza immobiliare non dichiarata, derivante da una vendita successivamente risolta giudizialmente per mancato pagamento del prezzo; la CTR aveva escluso la plusvalenza ritenendo la compravendita sostanzialmente priva di effetti. La Cassazione afferma che la plusvalenza si realizza con la conclusione del contratto e con il relativo effetto traslativo, senza che assumano rilievo il successivo inadempimento o lo scioglimento. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio anche per accertare l’effettivo prezzo della cessione.

N. 13959

Cassazione, sentenza n. 13959 del 20/05/2024

Sentenza n. 13959 del 20/05/2024

La società contestava accertamenti IRES, IRAP e IVA relativi, tra l’altro, a cessioni in sospensione d’imposta fondate su dichiarazioni d’intento false e a operazioni soggettivamente inesistenti; la CTR aveva confermato le principali riprese. La Cassazione ritiene legittimo il raddoppio dei termini in presenza di seri indizi comportanti l’obbligo di denuncia e precisa che l’assoluzione penale è soltanto un elemento liberamente valutabile nel giudizio tributario. Confermata inoltre la responsabilità del fornitore che conosceva o avrebbe dovuto sospettare la falsità della dichiarazione d’intento, il ricorso è rigettato.

N. 13948

Cassazione, sentenza n. 13948 del 20/05/2024

Sentenza n. 13948 del 20/05/2024

L’ordinanza-ingiunzione sanzionava il conferimento di un incarico professionale a un dipendente comunale senza la prescritta autorizzazione e senza le comunicazioni all’amministrazione di appartenenza; la Corte d’appello aveva ritenuto non scusabile l’errore dei committenti. La Cassazione conferma che il conferimento deve essere comunicato anche in caso di rapporto a tempo parziale, affinché l’ente valuti preventivamente eventuali conflitti d’interessi. Rilevato tuttavia il venir meno di parte delle sanzioni relative alla comunicazione dei compensi, accoglie l’ottavo motivo e cassa con rinvio.

N. 14025

Cassazione, sentenza n. 14025 del 20/05/2024

Sentenza n. 14025 del 20/05/2024

L’accertamento per IRES, IRAP e IVA relativo al 2015 verteva su sovrafatturazioni, operazioni oggettivamente inesistenti, sponsorizzazioni e accantonamenti al fondo svalutazione crediti. La Cassazione ritiene legittima la notifica durante la sospensione pandemica quando la frode IVA renda configurabile una notizia di reato, esclude vizi del contraddittorio e conferma la valutazione indiziaria della sovrafatturazione e l’impiego della redditività 2017 come parametro presuntivo. Conferma inoltre la deducibilità delle sponsorizzazioni sportive in presenza dei presupposti legali; nei passaggi forniti non compare il dispositivo conclusivo.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
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  • Processo tributario

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