Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 4961

Cassazione, sentenza n. 4961 del 2/03/2018

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TASSA RACCOLTA DI RIFIUTI SOLIDI URBANI INTERNI Presupposto applicativo - Conseguenze - Garage interni - Sussistenza.

Il Comune contestava la decisione della CTR che aveva escluso dalla TARSU alcuni garage, ritenuti inidonei a produrre rifiuti. La Cassazione ha affermato che l’occupazione o detenzione dei locali fa presumere la produzione di rifiuti e che spetta al contribuente documentare le condizioni oggettive di esclusione; i garage interni, diversamente dalle autorimesse scoperte pertinenziali, sono normalmente tassabili perché possono produrre rifiuti apprezzabili. Accolto il motivo comunale, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, ha rigettato il ricorso originario del contribuente.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
N. 4943

Cassazione, sentenza n. 4943 del 2/03/2018

Sentenza n. 4943 del 02/03/2018

Un ex dirigente chiedeva il rimborso della maggiore ritenuta applicata al capitale ricevuto da un fondo pensionistico integrativo, sostenendo una più ampia applicazione dell’aliquota del 12,5 per cento. La Cassazione ha confermato che, per gli importi maturati fino al 31 dicembre 2000 dai vecchi iscritti, l’aliquota ridotta riguarda soltanto il rendimento netto effettivamente derivante dalla gestione sul mercato del capitale accantonato; la sorte capitale resta soggetta a tassazione separata, come gli importi successivi. Ritenuta inidonea la certificazione invocata a provare un diverso rendimento, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4960

Cassazione, sentenza n. 4960 del 2/03/2018

Sentenza n. 4960 del 02/03/2018

Un’impresa di autotrasporto chiedeva l’esclusione dalla TIA della superficie di magazzino nella quale dichiarava di produrre imballaggi terziari smaltiti autonomamente; i giudici di merito avevano riconosciuto l’esenzione. La Cassazione ha precisato che tali imballaggi non sono assimilabili ai rifiuti urbani, ma ciò non esenta automaticamente l’intera attività: resta esclusa soltanto la parte di superficie nella quale, per struttura e destinazione, si formano esclusivamente rifiuti speciali, la cui esistenza e delimitazione devono essere provate dal contribuente. La sentenza è stata cassata con rinvio per i necessari accertamenti e per le spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 4942

Cassazione, sentenza n. 4942 del 2/03/2018

Sentenza n. 4942 del 02/03/2018

La controversia riguarda il rimborso delle maggiori ritenute applicate a una prestazione di previdenza integrativa erogata in capitale, che la CTR aveva parzialmente assoggettato all’aliquota del 12,50%. La Cassazione precisa che tale aliquota riguarda, per gli importi maturati entro il 2000, soltanto il rendimento netto derivante dall’effettiva gestione sul mercato del capitale accantonato, mentre non basta una certificazione che indichi genericamente i rendimenti conseguiti. I motivi dell’Agenzia sono ritenuti fondati nei limiti illustrati; il brano disponibile, tuttavia, non riporta il dispositivo e non consente di precisare l’esito conclusivo.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4959

Cassazione, sentenza n. 4959 del 2/03/2018

Sentenza n. 4959 del 02/03/2018

Il Comune aveva impugnato la decisione che riteneva illegittima un’ingiunzione TARSU per mancata previa notificazione della cartella, ma il ricorso per cassazione non risultava notificato alla contribuente. La Corte ha ricordato che, se la notificazione non riesce per causa non imputabile al richiedente, questi deve riattivarla immediatamente e, di regola, entro trenta giorni dalla conoscenza dell’esito negativo, salvo rigorosa prova di circostanze eccezionali. Poiché il Comune aveva chiesto la rinnovazione soltanto dopo quattro anni, senza giustificazioni, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, senza esame delle censure sulla riscossione.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Tributi locali
  • Riscossione
N. 4941

Cassazione, sentenza n. 4941 del 2/03/2018

Sentenza n. 4941 del 02/03/2018

La lite concerne il rimborso delle ritenute su una prestazione in capitale del fondo previdenziale aziendale, riconosciuto dalla CTR applicando il 12,50% al rendimento maturato entro il 2000. La Cassazione chiarisce che il regime favorevole riguarda soltanto il rendimento prodotto dall’effettivo investimento sul mercato, anche non finanziario, e non gli incrementi determinati mediante riserve matematiche o calcoli attuariali; dal 2001 opera integralmente la tassazione separata. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata e, decidendo nel merito, viene respinta la domanda originaria del contribuente.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4958

Cassazione, sentenza n. 4958 del 2/03/2018

Sentenza n. 4958 del 02/03/2018

La società incaricata del servizio contestava la decisione che aveva escluso l’IVA dalle fatture relative alla TIA applicata per il 2009, sostenendo la natura corrispettiva della tariffa. La Cassazione ha invece qualificato la TIA disciplinata dall’art. 49 del d.lgs. n. 22 del 1997 come prelievo tributario, caratterizzato dall’obbligatorietà, dalla predeterminazione pubblica dei costi e dall’assenza di un rapporto sinallagmatico tra servizio e pagamento. Non essendo il tributo un corrispettivo per una prestazione, la Corte ne ha escluso l’assoggettamento a IVA e ha rigettato il ricorso.

  • Tributi locali
  • IVA
  • Processo tributario
N. 4940

Cassazione, sentenza n. 4940 del 2/03/2018

Sentenza n. 4940 del 02/03/2018

La controversia verte sul rimborso delle ritenute applicate al capitale corrisposto da un fondo previdenziale aziendale, che la CTR aveva riconosciuto assumendo come rendimento l’importo indicato in una certificazione del fondo. La Cassazione ritiene tale attestazione inidonea perché menziona genericamente i rendimenti, senza dimostrare che derivino dall’effettiva gestione sul mercato del capitale accantonato; solo questa componente, per gli importi maturati entro il 2000, può beneficiare dell’aliquota del 12,50%. I motivi dell’Agenzia sono dichiarati fondati nei limiti esposti, ma il brano disponibile non contiene il dispositivo conclusivo.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4956

Cassazione, sentenza n. 4956 del 2/03/2018

Sentenza n. 4956 del 02/03/2018

Gli eredi del contribuente avevano chiesto la revocazione della decisione relativa ad avvisi ICI, deducendo sia il mancato rispetto del termine per comunicare l’udienza sia un errore sulla condizione “al rustico” di un immobile. La Cassazione ha chiarito che l’omessa pronuncia deve essere fatta valere con ricorso per cassazione, non con revocazione, e che l’interpretazione delle prove sullo stato dell’immobile costituisce valutazione di giudizio, non errore percettivo su un fatto incontestato. Poiché anche l’asserita contraddittorietà riguardava la sentenza revocanda e doveva essere censurata con l’ordinaria impugnazione, il ricorso è stato rigettato.

N. 4955

Cassazione, sentenza n. 4955 del 2/03/2018

Sentenza n. 4955 del 02/03/2018

La controversia riguardava il calcolo dell’ICI su un complesso turistico-alberghiero inizialmente classificato in categoria A/2 e riclassificato in categoria D dopo che l’ufficio catastale aveva riconosciuto l’errore originario. La Cassazione ha confermato che la decorrenza dall’anno successivo della variazione catastale non opera quando la nuova rendita corregge errori di fatto relativi a caratteristiche già esistenti al momento del primo classamento: in tale caso la rettifica produce effetti dall’origine. Ritenuto congruo l’accertamento della CTR sulla natura dell’errore e sulla destinazione effettiva degli immobili, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 4954

Cassazione, sentenza n. 4954 del 2/03/2018

Sentenza n. 4954 del 02/03/2018

Per l’ICI 2003, un complesso turistico-alberghiero risultava inizialmente classificato come insieme di abitazioni in categoria A/2, prima della rettifica in categoria D eseguita dall’ufficio catastale nel 2005. La Cassazione ha affermato che la regola di efficacia della variazione dall’anno successivo non si applica quando la rettifica corregge un errore di fatto commesso dall’ufficio nella valutazione di caratteristiche dell’immobile già esistenti al momento del classamento: la diversa rendita decorre allora dall’origine. Condividendo l’accertamento della CTR circa l’errore e l’effettiva destinazione alberghiera, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 4953

Cassazione, sentenza n. 4953 del 2/03/2018

Sentenza n. 4953 del 02/03/2018

La controversia riguardava il maggior valore attribuito, ai fini ICI 2003, a un’area edificabile interessata da un procedimento urbanistico di cambio di destinazione. La Cassazione ha ritenuto sufficientemente motivato l’accertamento e legittima la valutazione della potenzialità edificatoria già durante l’iter dell’accordo di programma, escludendo che l’indennità di espropriazione di un terreno limitrofo costituisse un parametro legale pertinente. Confermata la rettifica dell’errore di calcolo operata dalla CTR, le censure della contribuente sono state respinte.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4952

Cassazione, sentenza n. 4952 del 2/03/2018

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - Imposta comunale sugli immobili (ICI) - Determinazione della base imponibile - Aree edificabili - Previsione nel piano regolatore generale del comune - Sufficienza - Ragioni - Fattispecie.

La contribuente contestava il maggior valore attribuito a un’area ai fini ICI 2002, sostenendo che il mutamento urbanistico si fosse perfezionato solo nel 2003 e invocando l’indennità di espropriazione di un terreno vicino. La Cassazione ha affermato che l’edificabilità fiscale deriva già dalla qualificazione del piano regolatore adottato e può riflettere la potenzialità connessa a un accordo di programma, anche prima degli strumenti attuativi. Ha inoltre escluso il ricorso all’equità sostitutiva e al parametro espropriativo, confermando la decisione favorevole al Comune.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4950

Cassazione, sentenza n. 4950 del 2/03/2018

Sentenza n. 4950 del 02/03/2018

Il giudizio concerneva la rettifica, ai fini dell’imposta di registro, del valore dichiarato per un terreno che il contribuente assumeva integralmente inedificabile per vincoli urbanistici, destinazioni pubbliche e vicinanza della ferrovia. La Cassazione ha distinto i vincoli di destinazione dall’inedificabilità assoluta: i primi incidono sul valore venale, ma non eliminano la natura edificabile risultante dagli strumenti urbanistici. Ritenuta corretta la valutazione dell’Ufficio e non decisivo l’ulteriore vincolo ferroviario dedotto, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 4967

Cassazione, sentenza n. 4967 del 2/03/2018

Sentenza n. 4967 del 02/03/2018

Una società contestava la cartella TIA per il 2012, emessa mentre era pendente una controversia sulla richiesta di detassazione degli imballaggi terziari, sostenendo che fosse necessario un previo avviso di accertamento. La Cassazione ha precisato che l’iscrizione diretta a ruolo è ammessa quando non vengono modificate le condizioni dichiarate, mentre l’avviso motivato è necessario in caso di rettifica o diniego di una riduzione o agevolazione richiesta. Ravvisato nella cartella un diniego implicito difforme dalla dichiarazione della contribuente, la Corte l’ha giudicata illegittima, cassando la sentenza e accogliendo il ricorso originario.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
N. 4949

Cassazione, sentenza n. 4949 del 2/03/2018

Sentenza n. 4949 del 02/03/2018

Una società contestava la rettifica del valore di un terreno compravenduto, lamentando extrapetizione, insufficiente motivazione dell’atto e non corretta valutazione delle prove utilizzate dall’Ufficio. La Cassazione ha chiarito che la dichiarazione di successione richiamata costituiva un argomento probatorio, non una nuova domanda o eccezione, e che il controllo sulla concreta adeguatezza della motivazione spettava al giudice di merito. Poiché la CTR aveva fondato la stima anche sulla valutazione UTE, su compravendite confinanti e su una perizia giurata, il ricorso è stato rigettato.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 4966

Cassazione, sentenza n. 4966 del 2/03/2018

Sentenza n. 4966 del 02/03/2018

La Regione aveva applicato una sanzione per avere assoggettato i rifiuti provenienti dallo spazzamento stradale all’aliquota ridotta del tributo speciale sul deposito in discarica, anziché a quella ordinaria; la CTR aveva ritenuto applicabile una successiva norma regionale. La Cassazione ha stabilito che, secondo la disciplina vigente nel 2005, tali rifiuti erano urbani e beneficiavano della riduzione quando il Comune aveva raggiunto la prescritta percentuale di raccolta differenziata. La norma regionale del 2013 aveva carattere innovativo, non interpretativo, e non era retroattiva: la sentenza è stata cassata e il ricorso iniziale accolto.

  • Tributi locali
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Imposte indirette
N. 4948

Cassazione, sentenza n. 4948 del 2/03/2018

Sentenza n. 4948 del 02/03/2018

L’Agenzia contestava la decisione che aveva annullato la rettifica del valore di terreni compravenduti, in parte divenuti edificabili per una deliberazione comunale derogatoria destinata a consentire un insediamento industriale. La Cassazione ha rilevato che la CTR aveva attribuito prevalenza alla residua destinazione agricola senza valutare adeguatamente l’incidenza della sopravvenuta edificabilità sul valore venale. Accolto il ricorso nei limiti della motivazione, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR, chiamata a riesaminare la stima considerando la destinazione edificatoria della parte interessata.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 9378

Cassazione, sentenza n. 9378 del 1/03/2018

Dichiarazione infedele - Condotte elusive - Applicazione articolo 4 D. Lgs. n. 74/2000 - Esclusione.

Nel giudizio di esecuzione era stata negata la revoca di una condanna per dichiarazione infedele, ritenendo inesistenti alcune operazioni societarie e rilevanti le loro finalità extrafiscali. La Cassazione afferma che, dopo l’introduzione dell’articolo 10-bis dello Statuto del contribuente, le operazioni realmente compiute ma meramente elusive non integrano il reato di dichiarazione infedele; inoltre, la condotta non può essere riqualificata in sede esecutiva come fattispecie fraudolenta mai contestata. L’ordinanza è annullata con rinvio affinché il Tribunale verifichi se le operazioni fossero simulate o, invece, effettive e soltanto elusive.

N. 4851

Cassazione, ordinanza n. 4851 del 1/03/2018

Ordinanza n. 4851 del 01/03/2018

Un medico convenzionato con il servizio sanitario chiedeva il rimborso dell’IRAP, ma la CTR aveva ravvisato l’autonoma organizzazione valorizzando soprattutto l’entità dei costi sostenuti. La Cassazione precisa che compensi e costi, considerati in valore assoluto o percentuale, non provano da soli il presupposto impositivo; occorre verificare beni strumentali eccedenti il minimo e modalità concrete d’impiego dei collaboratori, compresi due addetti part-time a segreteria e pulizia. Rigettata la censura sulla motivazione, la Corte accoglie il secondo motivo, cassa la decisione e rinvia alla CTR per un nuovo esame.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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