Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 18915

Cassazione, sentenza n. 18915 del 17/07/2018

Sentenza n. 18915 del 17/07/2018

La controversia riguardava maggiori ricavi desunti dalla differenza, registrata nel conto del titolare tra due esercizi, che il contribuente qualificava come finanziamento dell’impresa. La Cassazione ha ritenuto corretta la decisione della CTR: l’accertamento analitico-induttivo può fondarsi anche su un solo indizio, purché grave e preciso, con conseguente onere del contribuente di fornire prova contraria. Ha inoltre escluso l’efficacia del giudicato formatosi in materia IVA rispetto alle diverse imposte sui redditi e ha rigettato il ricorso.

N. 18941

Cassazione, sentenza n. 18941 del 17/07/2018

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI - IMPOSTA DI REGISTRO - DETERMINAZIONE DELLA BASE IMPONIBILE - VALORE VENALE - AZIENDE O DIRITTI REALI SU DI ESSE Cessione di azienda - Valore dell'avviamento - Percentuale di redditività - Calcolo - Criteri.

La rettifica dell’imposta di registro riguardava il valore dell’avviamento di una sola azienda ceduta, che i giudici di merito avevano ricavato dal volume d’affari complessivo dell’impresa affittuaria, dividendolo tra i suoi punti vendita. La Cassazione ha affermato che occorre considerare autonomamente l’azienda trasferita e applicare la percentuale di redditività alla media dei ricavi accertati o dichiarati nei tre periodi precedenti, con il previsto moltiplicatore, assumendo i redditi ritraibili al lordo delle imposte. Ha accolto i primi tre motivi e rinviato alla commissione regionale per il nuovo calcolo.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 18914

Cassazione, sentenza n. 18914 del 17/07/2018

Sentenza n. 18914 del 17/07/2018

Il contribuente contestava una cartella per IRPEF, sanzioni, interessi e diritti camerali, sostenendo di non avere ricevuto l’avviso di accertamento presupposto e di avere pagato soltanto per ottenere la cancellazione di un’ipoteca. La Cassazione ha giudicato inammissibili, per difetto di autosufficienza, le censure sulla tempestività dell’eccezione, sulla notificazione e sul giudicato invocato, non essendo stati riprodotti gli atti necessari alla verifica. Anche la doglianza sull’effetto del pagamento è stata dichiarata inammissibile e comunque infondata; il ricorso è stato rigettato.

N. 18940

Cassazione, sentenza n. 18940 del 17/07/2018

Sentenza n. 18940 del 17/07/2018

L’avviso aveva rideterminato, ai fini dell’imposta di registro, l’avviamento dell’esercizio commerciale ceduto; la commissione regionale lo aveva quantificato nella metà del valore complessivo dell’azienda dell’affittuaria, considerando due punti vendita. La Cassazione ha rilevato che il fatturato dell’altro esercizio era estraneo alla cessione e che la stima doveva riferirsi soltanto ai ricavi e alla redditività dell’azienda trasferita, secondo i criteri applicabili alla determinazione dell’avviamento. Accolti i primi tre motivi, rigettato il quarto e dichiarato inammissibile il quinto, ha cassato con rinvio per un nuovo esame.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 18913

Cassazione, sentenza n. 18913 del 17/07/2018

Sentenza n. 18913 del 17/07/2018

La lite concerneva il rimborso delle ritenute IRPEF applicate alle retribuzioni di un docente supplente presso scuole in Eritrea negli anni 1999 e 2000. La Cassazione ha dichiarato inammissibili le censure fondate sull’asserita esclusione integrale del reddito, ma ha stabilito che, per il personale docente statale all’estero, era imponibile soltanto il 50% dell’assegno base, senza aggiungere per intero le altre componenti stipendiali. Ha quindi cassato la sentenza della CTR e rinviato per determinare il rimborso spettante.

  • IRPEF
  • Estero
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 18939

Cassazione, sentenza n. 18939 del 17/07/2018

Sentenza n. 18939 del 17/07/2018

Una società, dopo avere presentato istanza di accertamento con adesione, aveva dichiarato di accettare integralmente l’accertamento, pagando però oltre sessanta giorni e senza versare l’IRES sul maggior imponibile, che riteneva assorbito da perdite pregresse. La Cassazione ha chiarito che adesione e acquiescenza sono strumenti alternativi: la previa istanza di adesione impediva il beneficio sanzionatorio dell’acquiescenza e, comunque, il pagamento tardivo non ne rispettava i requisiti. Le censure sulla compensazione delle perdite non potevano incidere sull’autonoma ragione della decisione; il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 18912

Cassazione, sentenza n. 18912 del 17/07/2018

ACCERTAMENTO TRIBUTARIO (NOZIONE) - IN GENERE Studi di settore - Società di comodo - Introduzione del n. 6 sexies nell'art. 30, comma 1, l. n. 724 del 1994 - Retroattività - Esclusione - Fondamento.

Gli accertamenti applicavano alla società e ai soci, per il 2005, la disciplina delle società di comodo; la CTR l’aveva esclusa richiamando la congruità e coerenza rispetto agli studi di settore, causa di esclusione introdotta dal 2008. La Cassazione ha qualificato tale previsione come norma sostanziale, incidente direttamente sulla decisione di merito e quindi non retroattiva; ha inoltre negato che il giudicato sull’operatività riferita al 2006 si estendesse automaticamente al 2005. Accolto il primo motivo dell’Agenzia e rigettato il ricorso incidentale, ha cassato con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Società, imprese e Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 18718

Cassazione, ordinanza n. 18718 del 13/07/2018

IRES - Base imponibile - Società di trasporto pubblico - Contributi a ripiano dei disavanzi di esercizio - Componenti positivi del bilancio - Esclusione.

L’accertamento recuperava a IRES e IRAP contributi pubblici destinati a coprire i disavanzi di una società di trasporto locale, mentre i giudici di merito avevano confermato la pretesa. La Cassazione ha distinto i due tributi: tali contributi non costituiscono componenti positivi del reddito ai fini IRES e sono sottratti all’imposizione diretta, mentre concorrono alla base imponibile IRAP secondo il principio richiamato nella decisione. È stato quindi accolto il motivo relativo all’omessa pronuncia sull’esclusione dall’IRES, mentre sono state respinte le censure esaminate sull’assoggettamento a IRAP e sugli altri profili.

  • IRES
  • IRAP
  • Contributi
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 18709

Cassazione, ordinanza n. 18709 del 13/07/2018

IRAP - Accertamento - Riscossione - Cartella di pagamento - Presupposto dell'autonoma organizzazione - Compensi e Spese - Indizi sufficienti - Esclusione.

Un professionista contestava l’accertamento IRAP fondato sull’asserita autonoma organizzazione, che la CTR aveva desunto anche dai costi dedotti e dall’impiego di tecnologie informatiche. La Cassazione ha precisato che, quando è l’Amministrazione ad avanzare la pretesa, spetta a essa indicare gli elementi concreti del presupposto impositivo; compensi, costi e loro rapporto percentuale non bastano, né è decisivo l’uso ordinario dell’informatica. Accolti i motivi sull’onere probatorio e sulla motivazione, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame dei beni strumentali e dell’eventuale lavoro altrui.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 18654

Cassazione, ordinanza n. 18654 del 13/07/2018

IVA - Importazione - Autofattura - Meccanismo dell'inversione contabile - Procedimento.

L’Amministrazione doganale aveva recuperato IVA all’importazione contestando l’uso meramente virtuale di un deposito IVA; la CTR aveva però ritenuto non provata la mancata introduzione fisica delle merci e riconosciuto, salvo autofatture anticipate, l’assolvimento mediante inversione contabile. La Cassazione ha affermato che l’IVA all’importazione appartiene al sistema unitario dell’IVA, pur conservando specifiche modalità procedurali e sanzionatorie, e non è assimilabile a un dazio. Poiché il pagamento, ancorché tardivo, tramite reverse charge escludeva in assenza di specifiche deduzioni un meccanismo fraudolento, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 18643

Cassazione, sentenza n. 18643 del 13/07/2018

Sentenza n. 18643 del 13/07/2018

L’accertamento imputava a un contribuente maggiori redditi fondiari, professionali e di capitale, inclusi utili extracontabili di società partecipate; la Commissione tributaria centrale ne aveva dichiarato genericamente la validità. Lo sgravio parziale disposto in autotutela dall’Ufficio ha determinato la sopravvenuta carenza d’interesse sui motivi riguardanti una specifica ripresa. Per le questioni residue, la Cassazione ha accolto la censura di nullità perché la decisione non spiegava la riforma relativa ai redditi di lavoro autonomo e agli ulteriori redditi, precisando però che la presunzione di distribuzione degli utili nelle società a ristretta base non richiede la definitività dell’accertamento societario.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Professionisti
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 18642

Cassazione, sentenza n. 18642 del 13/07/2018

COSA GIUDICATA CIVILE - GIUDICATO FORMALE - Contrasto della decisione con il diritto dell'Unione europea - Disapplicazione delle norme processuali interne sul giudicato - Necessità - Esclusione - Limiti.

Nel giudizio di rinvio relativo alla stabile organizzazione italiana di una società estera, la contribuente chiedeva di superare il precedente giudicato perché ritenuto contrario al diritto dell’Unione. La Cassazione ha dichiarato inammissibili le censure che rimettevano in discussione l’esistenza della stabile organizzazione, già definitivamente accertata, e ha escluso che il primato unionale imponga ordinariamente di disapplicare le norme interne sull’autorità del giudicato. L’eccezione resta circoscritta alla peculiare ipotesi di una decisione definitiva della Commissione europea, anteriore al giudicato nazionale, in materia di aiuti di Stato, non ricorrente nella fattispecie.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
N. 18633

Cassazione, sentenza n. 18633 del 13/07/2018

Sentenza n. 18633 del 13/07/2018

L’Agenzia aveva disconosciuto la deducibilità degli interessi su un finanziamento infragruppo impiegato per acquistare dalla stessa finanziatrice una partecipazione societaria, mentre la CTR aveva ravvisato valide ragioni economiche nell’operazione complessiva. La Cassazione ha ritenuto erroneo valorizzare la liceità degli strumenti e i vantaggi generali dell’acquisizione, dovendosi verificare l’economicità della specifica operazione finanziaria contestata e il suo eventuale predominante scopo fiscale. Accolto il motivo sull’abuso del diritto, la Corte ha cassato la sentenza e, non occorrendo ulteriori accertamenti, ha deciso nel merito rigettando il ricorso originario della contribuente.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Società
  • Holding
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 18632

Cassazione, sentenza n. 18632 del 13/07/2018

TRIBUTI (IN GENERALE) - IN GENERE Abuso del diritto - Presupposti - Fondamento - Fattispecie.

La controversia verteva sulla deducibilità degli interessi prodotti da un finanziamento infragruppo concesso dalla venditrice alla partecipata italiana per acquistare un’altra società del gruppo. La Cassazione ha confermato la qualificazione abusiva: secondo l’accertamento di merito, l’operazione non presentava ragioni economiche apprezzabili diverse dal trasferimento di interessi passivi sull’imponibile consolidato, con remunerazione dell’investimento tramite interessi anziché dividendi. Ha inoltre ribadito che l’Amministrazione deve provare il disegno elusivo e l’alterazione degli schemi negoziali, mentre il contribuente deve allegare ragioni economiche alternative; i motivi sul merito dell’operazione sono stati rigettati o dichiarati inammissibili.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Società
  • Holding
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 18627

Cassazione, ordinanza n. 18627 del 13/07/2018

Accertamento - Contabilità - Studi di settore - Percentuale di ricarico - Prove presuntive.

Gli avvisi avevano rideterminato ricavi e imposte di una società, nonostante la regolarità formale della contabilità, applicando percentuali di ricarico ricavate da campioni o dagli studi di settore. La Cassazione ha stabilito che lo scostamento dalla media settoriale è un dato statistico e non costituisce, da solo, una presunzione grave, precisa e concordante: occorrono ulteriori elementi concreti, come una difformità abnorme e irragionevole, capaci di incidere sull’attendibilità della dichiarazione. Dichiarata l’estinzione per alcuni contribuenti che avevano definito la lite, la Corte ha accolto i primi due motivi, cassato la sentenza e rinviato alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • Contabilità
  • IVA
  • IRAP
  • IRPEF
  • Processo tributario
N. 18408

Cassazione, sentenza n. 18408 del 12/07/2018

Sentenza n. 18408 del 12/07/2018

La controversia riguardava la tempestività dell’avviso di liquidazione dell’imposta di registro relativa alla determinazione definitiva del corrispettivo per una cessione di ramo d’azienda. La Cassazione ha stabilito che il termine triennale decorre dalla presentazione della denuncia di avveramento della condizione, anche se effettuata presso un ufficio territorialmente incompetente che l’abbia ricevuta e successivamente trattata, non dalla sua registrazione presso l’ufficio competente. Accolti i motivi sulla decadenza e assorbiti gli altri, la Corte ha cassato la decisione regionale e annullato l’atto impositivo.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 18391

Cassazione, sentenza n. 18391 del 12/07/2018

TERRITORIALITA' DELL'IMPOSIZIONE (ACCORDI E CONVENZIONI INTERNAZIONALI PER EVITARE LE DOPPIE IMPOSIZIONI) Convenzione tra Italia e Francia del 5 ottobre 1989 contro le doppie imposizioni - Disciplina dettata dal d.l. n. 269 del 2003 - Contrasto - Esclusione - Fondamento.

Una società francese chiedeva il rimborso del credito d’imposta sui dividendi distribuiti da una controllata italiana utilizzando riserve nel periodo disciplinato dalla normativa transitoria del 2003. La Cassazione ha affermato che il credito limitato, non rimborsabile né riportabile per l’eccedenza, è compatibile con la Convenzione Italia-Francia: riconoscere al non residente un rimborso precluso al residente produrrebbe proprio la disparità che la Convenzione intende evitare. Ritenuta sufficiente la motivazione della CTR e infondata la censura sulla disciplina applicabile, la Corte ha rigettato il ricorso, assorbendo le ulteriori questioni.

N. 18407

Cassazione, sentenza n. 18407 del 12/07/2018

Sentenza n. 18407 del 12/07/2018

Il contribuente contestava una nuova cartella emessa per recuperare somme dopo l’erroneo sgravio di una precedente cartella, mentre la CTR aveva assimilato lo sgravio a un rimborso. La Cassazione ha escluso l’applicabilità della disciplina sul recupero delle somme erroneamente rimborsate: l’Amministrazione può rinnovare la cartella sgravata per errore, ma deve rispettare i termini decadenziali riferiti al periodo d’imposta e l’eventuale giudicato. La Corte ha quindi accolto il ricorso, cassato la sentenza regionale e, decidendo nel merito, annullato l’atto.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 18389

Cassazione, sentenza n. 18389 del 12/07/2018

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.) - REDDITI DIVERSI - IN GENERE Cessione a titolo oneroso di immobili - Plusvalenza - Determinazione - Principio di cassa - Operatività - Limiti.

Gli avvisi recuperavano una plusvalenza da cessione di area edificabile, determinando il corrispettivo in base al valore accertato per l’imposta di registro e imputandolo interamente all’anno della stipula. La Cassazione ha escluso che il valore di registro possa, da solo, fondare l’accertamento della plusvalenza e ha precisato che, in assenza di finalità speculative, opera il principio di cassa: nei pagamenti dilazionati l’imponibile segue le somme effettivamente percepite nei diversi periodi. Il ricorso è stato accolto e la sentenza cassata con rinvio per quantificare l’eventuale IRPEF secondo tali principi.

  • IRPEF
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 18406

Cassazione, sentenza n. 18406 del 12/07/2018

Sentenza n. 18406 del 12/07/2018

La società impugnava il diniego della definizione prevista dall’articolo 9-bis della legge n. 289 del 2002, sostenendo che il versamento integrale, benché tardivo, avesse perfezionato il condono. La Cassazione ha confermato che questa definizione, diversamente dalle forme premiali richiamate dalla contribuente, richiede il pagamento integrale e tempestivo di tutte le rate; la disciplina successiva sulla riscossione non modifica tale condizione. Il ricorso è stato rigettato, restando assorbita la censura sulla motivazione della sentenza regionale.

  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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