Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 29537

Cassazione, sentenza n. 29537 del 16/11/2018

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE (TRIBUTI ANTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE E ALL'ESPORTAZIONE Dazi doganali - Classificazione doganale - Criteri - Uso previsto e non uso possibile - Fattispecie.

La contribuente contestava la riclassificazione doganale di apparecchi a motore e loro parti, originariamente dichiarati come veicoli per invalidi, nonché il conseguente recupero di dazi e IVA. La Corte ha escluso che l’avviso di rettifica possa ridursi a una mera sollecitazione all’impugnazione: esso deve esporre le ragioni della pretesa e, nella classificazione tariffaria, indicare le caratteristiche oggettive del prodotto dalle quali desumere l’uso previsto. Non risultando illustrate tali caratteristiche né nell’atto né nella motivazione della sentenza regionale, il primo motivo è stato accolto, gli altri assorbiti e la causa rinviata.

N. 29290

Cassazione, sentenza n. 29290 del 16/11/2018

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - DETERMINAZIONE DELL'IMPOSTA - DETRAZIONI Fatture - Contenuto - Informazioni complementari - Utilizzabilità - Fondamento.

L’accertamento contestava la deduzione di diversi costi d’impresa e la detrazione IVA sulla base di fatture ritenute prive di indicazioni sufficienti, oltre alle spese per carburante. La Cassazione ha affermato che la fattura incompleta perde la propria ordinaria valenza probatoria e che chi domanda la detrazione deve fornire anche informazioni complementari idonee a dimostrare natura, entità e data delle prestazioni; ha quindi accolto la censura sul riparto dell’onere probatorio. Ha invece respinto la doglianza relativa al carburante, poiché la CTR aveva accertato che le fatture contenevano i dati necessari; il testo fornito non riporta il dispositivo finale.

N. 29536

Cassazione, sentenza n. 29536 del 16/11/2018

Sentenza n. 29536 del 16/11/2018

La controversia riguardava diritti di confine richiesti per tabacchi sottratti al controllo doganale e immessi illecitamente nel mercato italiano; il contribuente sosteneva che l’obbligazione dovesse essere localizzata in Germania o che la merce fosse giunta a Tangeri. La Corte ha ritenuto decisivo il luogo della sottrazione alla vigilanza doganale, osservando che l’accertamento di merito individuava in Italia l’introduzione clandestina mediante documenti contraffatti e che non erano stati offerti elementi idonei a riferire la contestazione ad altra spedizione. Respinte anche le ulteriori censure processuali e sul contraddittorio, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.

  • Imposte indirette
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 29287

Cassazione, sentenza n. 29287 del 16/11/2018

MEDIAZIONE - IN GENERE (NOZIONI, CARATTERI, DISTINZIONI) Mediazione negoziale cd. atipica - Incarico unilaterale - Configurabilità - Caratteristiche.

Gli avvisi recuperavano IRPEF, IRAP e IVA su provvigioni che, secondo l’Ufficio, erano state percepite e non dichiarate per attività di intermediazione immobiliare. La Cassazione ha ritenuto configurabile anche una mediazione unilaterale o atipica, poiché l’incarico proveniente da una sola parte non esclude l’attività mediatoria quando manchino vincoli di collaborazione, dipendenza o rappresentanza; ha inoltre considerato corretta la valutazione presuntiva della CTR circa l’attività svolta e i compensi incassati. I primi due motivi risultano respinti o dichiarati inammissibili, mentre il testo fornito non consente di ricostruire il dispositivo complessivo.

N. 29535

Cassazione, sentenza n. 29535 del 16/11/2018

Dazi doganali - Sottrazione di merci al controllo - Poteri di accertamento e riscossione - Spettanza allo Stato del luogo di commissione della prima infrazione - Impossibilità di accertamento - Conseguenze - Competenza dello Stato dell'ufficio di partenza - Incompetenza dell'autorità procedente - Conseguenze.

La controversia riguardava il recupero di diritti doganali su tabacchi sottratti al controllo e, secondo l’accertamento di merito, immessi clandestinamente in Italia mediante documenti contraffatti; il contribuente sosteneva invece la competenza di un altro Stato membro. La Corte ha affermato che riscuote lo Stato nel cui territorio si verifica la prima sottrazione al controllo, mentre soltanto l’impossibilità di localizzarla determina la presunzione a favore dello Stato dell’ufficio di partenza. Ritenuta confermata la sottrazione in Italia e inammissibile la nuova questione sul contraddittorio, ha rigettato il ricorso.

  • Imposte indirette
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29534

Cassazione, sentenza n. 29534 del 16/11/2018

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE (TRIBUTI ANTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) - IMPOSTE DI FABBRICAZIONE - GAS ED ENERGIA ELETTRICA (IMPOSTA DI CONSUMO SUL) Imposta sul consumo di energia elettrica e addizionali - Esenzioni - Presupposti rispettivi.

Una società chiedeva il rimborso dell’imposta sul consumo e delle addizionali relative all’energia elettrica impiegata per riscaldare barre d’acciaio destinate allo stampaggio a caldo; il giudice di rinvio aveva riconosciuto entrambe le esenzioni. La Corte ha distinto i presupposti: per l’imposta principale rileva il riscaldamento indispensabile al processo industriale, mentre per le addizionali l’energia deve operare come materia prima, modificando anche la struttura fisico-meccanica del prodotto. Mancando accertamenti su quest’ultimo profilo, ha cassato parzialmente la sentenza e rinviato alla CTR, rigettando le censure relative all’imposta principale.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29533

Cassazione, sentenza n. 29533 del 16/11/2018

Sentenza n. 29533 del 16/11/2018

L’Amministrazione doganale aveva recuperato il dazio antidumping e irrogato sanzioni per l’importazione di parti di biciclette senza preventiva autorizzazione alla destinazione particolare; la contribuente invocava l’esenzione per quantitativi inferiori a 300 unità mensili e il legittimo affidamento. La Corte ha stabilito che l’autorizzazione preventiva resta necessaria indipendentemente dal quantitativo e non è sostituita dal solo possesso dei requisiti materiali; ha inoltre escluso l’affidamento, non risultando un errore attivo dell’autorità. Il ricorso è stato integralmente rigettato.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 29532

Cassazione, sentenza n. 29532 del 16/11/2018

Sentenza n. 29532 del 16/11/2018

La controversia concerneva il recupero del dazio antidumping e le sanzioni per importazioni di parti di biciclette prive dell’autorizzazione alla destinazione particolare, nonché la validità degli avvisi e l’esimente del legittimo affidamento. La Corte ha confermato sia i poteri della struttura doganale procedente sia la necessità dell’autorizzazione preventiva anche sotto la soglia di 300 unità mensili. Ha però giudicato apparente la motivazione con cui la CTR aveva escluso la buona fede, cassando su tale punto e rinviando per un nuovo esame.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 29531

Cassazione, sentenza n. 29531 del 16/11/2018

Sentenza n. 29531 del 16/11/2018

L’Amministrazione aveva recuperato il dazio antidumping e applicato sanzioni per importazioni di parti di biciclette senza autorizzazione alla destinazione particolare; la contribuente riteneva sufficiente il rispetto del limite mensile di 300 unità. La Corte ha confermato che l’autorizzazione preventiva è indispensabile anche sotto tale soglia e ha respinto le contestazioni sulla pretesa daziaria e sul legittimo affidamento. Ha tuttavia rilevato l’omessa pronuncia della CTR su diversi motivi riguardanti le sanzioni, cassando limitatamente a essi e rinviando al giudice regionale.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29530

Cassazione, sentenza n. 29530 del 16/11/2018

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - OBBLIGHI DEI CONTRIBUENTI - PAGAMENTO DELL'IMPOSTA - RIMBORSI Rimborso - Meccanismo ex art. 30, comma 3, lett. a), del d.P.R. n. 633 del 1972 - Pluralità di operazioni attive o passive - Necessità - Esclusione - Fondamento.

L’Agenzia delle Entrate aveva chiesto la restituzione di un rimborso IVA ottenuto da un’impresa immobiliare, sostenendo che un’unica operazione attiva, costituita dalla fatturazione di un acconto su preliminare, non consentisse il confronto tra aliquote richiesto dalla disciplina. La Corte ha escluso che siano necessarie più operazioni: è sufficiente almeno un’operazione attiva e una passiva, purché l’attività d’impresa sia effettiva, circostanza già accertata dalla CTR. Ritenuto fiscalmente rilevante anche l’acconto sul preliminare, ha rigettato il ricorso dell’Amministrazione.

N. 29529

Cassazione, sentenza n. 29529 del 16/11/2018

Norme contro le doppie imposizioni - Detrazione imposta pagata all'estero - Deducibilità - Principio di competenza.

L’accertamento riguardava numerose riprese su reddito d’impresa, IRAP e IVA, tra cui indennità di clientela, ammortamento di software, royalties infragruppo e credito d’imposta su dividendi francesi; la CTR aveva accolto solo in parte le contestazioni dell’Ufficio. La Corte ha confermato che l’indennità suppletiva maturata dopo la riforma dell’articolo 1751 del codice civile è deducibile per competenza e che l’imposta estera è detraibile soltanto nei limiti in cui il relativo reddito concorra alla base imponibile italiana. Accolti vari motivi dell’Agenzia, ha cassato con rinvio e rigettato il ricorso incidentale.

N. 29528

Cassazione, sentenza n. 29528 del 16/11/2018

Sentenza n. 29528 del 16/11/2018

Una società contestava il diniego della definizione agevolata degli omessi o tardivi versamenti, sostenendo tra l’altro la duplicazione di un precedente provvedimento, il difetto di motivazione e il perfezionamento del condono mediante pagamento della prima rata. La Corte ha ritenuto inammissibili o infondate le censure processuali e considerato sufficiente il riferimento dell’atto a versamenti incapienti. Ha inoltre qualificato la definizione come condono clemenziale, subordinato al pagamento integrale di quanto dovuto: l’omissione delle rate successive impedisce il perfezionamento, sicché il ricorso è stato rigettato.

N. 29527

Cassazione, sentenza n. 29527 del 16/11/2018

Sentenza n. 29527 del 16/11/2018

La cartella derivava dal controllo automatizzato delle dichiarazioni per imposte dichiarate ma omesse o tardivamente versate; la contribuente ne contestava, fra l’altro, l’assenza di comunicazione preventiva, la notificazione postale e la prova della pretesa. La Corte ha escluso l’obbligo di contraddittorio quando non emergano incertezze rilevanti, ha ritenuto sufficiente la consegna postale senza apposita relata e comunque sanabile l’eventuale nullità mediante tempestiva impugnazione. Poiché il debito risultava dalle dichiarazioni della stessa contribuente, ha rigettato integralmente il ricorso.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Adempimenti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29526

Cassazione, sentenza n. 29526 del 16/11/2018

Sentenza n. 29526 del 16/11/2018

Un professionista contestava la ripresa di costi per servizi, collaborazione occasionale e locazione di un recapito, che la CTR aveva ritenuto non documentati, duplicativi di prestazioni contrattualmente affidate a una società o non inerenti all’attività. La Corte ha rilevato che la questione sul termine successivo al verbale di constatazione non era stata riproposta in appello e risultava coperta da giudicato interno. Le ulteriori doglianze chiedevano una nuova valutazione dei fatti senza colpire la motivazione decisiva della CTR; il ricorso è stato pertanto respinto.

  • IRPEF
  • Professionisti
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29525

Cassazione, sentenza n. 29525 del 16/11/2018

Sentenza n. 29525 del 16/11/2018

La controversia riguardava un accertamento IVA, IRPEG e IRAP per costi non documentati o imputati a un diverso esercizio e per somme escluse dall’IVA nell’ambito di un contratto di marketing e distribuzione. La Cassazione ha confermato che l’avviso non deve esplicitare la valutazione delle osservazioni difensive, che la deduzione richiede prova del costo e corretta imputazione temporale e che le risultanze del processo verbale non sono superate da mere allegazioni. Rigettato il ricorso, la Corte ha tuttavia cassato la decisione sulla determinazione delle sanzioni, rinviando alla CTR per applicare la disciplina sopravvenuta più favorevole.

N. 29551

Cassazione, ordinanza n. 29551 del 16/11/2018

Imposte indirette - IVA - Accertamento - Omessa presentazione della dichiarazione - Affitto di azienda - Processo tributario.

L’accertamento contestava l’omessa dichiarazione IVA e qualificava come cessione di beni il trasferimento delle rimanenze compreso in una scrittura integrativa di affitto d’azienda non autenticata né registrata. La Corte ha precisato che la forma scritta prevista per l’affitto d’azienda è richiesta soltanto a fini probatori tra le parti: il contratto, anche verbale o privo della forma prescritta, resta esistente e valido nei confronti del fisco. Accolto il relativo motivo della contribuente, la decisione è stata cassata con rinvio affinché il giudice regionale rivaluti la pretesa impositiva secondo tale principio.

N. 29524

Cassazione, sentenza n. 29524 del 16/11/2018

Sentenza n. 29524 del 16/11/2018

L’accertamento recuperava costi risultanti da fatture per operazioni ritenute inesistenti, con maggiori IRPEF, IRAP e IVA; il contribuente contestava anche la motivazione per relationem. La Cassazione ha ritenuto sufficiente la riproduzione del contenuto essenziale degli interrogatori richiamati, ma ha giudicato contraddittoria la decisione d’appello, che aveva ridotto la ripresa pur avendo respinto tutti i motivi del contribuente. Rigettato il ricorso principale e accolto quello incidentale dell’Agenzia, la causa è stata rinviata anche per verificare, sulle imposte dirette, l’eventuale prova di componenti positivi fittizi correlati ai costi non effettivi.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRPEF
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 29539

Cassazione, sentenza n. 29539 del 16/11/2018

Sentenza n. 29539 del 16/11/2018

La controversia riguardava il giudice competente su un canone comunale relativo a impianti pubblicitari, dopo che il tribunale aveva dichiarato la giurisdizione tributaria e la corte d’appello aveva ravvisato sul punto un giudicato esterno. La Cassazione non ha esaminato nel merito la questione di giurisdizione: il ricorso del concessionario era stato notificato oltre il termine di sessanta giorni decorrente dalla notificazione della sentenza d’appello. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile, con condanna della ricorrente alle spese e obbligo di versare l’ulteriore contributo unificato.

N. 29491

Cassazione, ordinanza n. 29491 del 16/11/2018

Imposta di registro - Avviso di liquidazione - Mancata allegazione sentenza civile oggetto di registrazione - Nullità dell'atto per difetto di motivazione.

Una contribuente contestava un avviso di liquidazione dell’imposta di registro che riportava soltanto data e numero del provvedimento civile tassato, senza allegarlo né fornire ulteriori elementi utili a comprenderne il contenuto. La Cassazione ha affermato che tale motivazione è insufficiente, poiché l’obbligo di allegazione tutela l’immediato esercizio della difesa ed evita che il contribuente debba svolgere ricerche durante il termine d’impugnazione. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo sulla base imponibile, la Corte ha cassato la sentenza e accolto nel merito il ricorso originario.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29538

Cassazione, sentenza n. 29538 del 16/11/2018

Sentenza n. 29538 del 16/11/2018

La lite concerneva l’IVA agevolata applicata all’importazione di apparecchi a motore e ricambi destinati a persone con difficoltà di deambulazione, successivamente riclassificati dall’Agenzia delle Dogane come autoveicoli per il trasporto di persone. La Corte ha affermato che la classificazione doganale dipende dall’uso previsto, desunto dalle caratteristiche e proprietà oggettive del prodotto al momento dell’importazione, non dal suo uso soltanto possibile. Poiché la sentenza regionale non aveva individuato le caratteristiche concrete poste a fondamento della classificazione agevolata, il ricorso dell’Agenzia è stato accolto e la causa rinviata al giudice regionale.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario

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