Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 31597

Cassazione, sentenza n. 31597 del 6/12/2018

Sentenza n. 31597 del 06/12/2018

L’accertamento d’ufficio recuperava redditi non dichiarati, utili extracontabili e altre componenti sulla base dell’omessa dichiarazione e della ritenuta posizione del contribuente quale socio occulto e dominus di una società. La Cassazione ha rilevato che, in caso di omessa dichiarazione, l’Ufficio può utilizzare anche presunzioni prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza e che, per gli utili extracontabili, non rileva la regola della distribuzione successiva all’approvazione del bilancio. Esclusi i denunciati vizi motivazionali e dichiarate inammissibili le censure non rivolte alla sentenza, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Dichiarazioni
  • IRPEF
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 31596

Cassazione, sentenza n. 31596 del 6/12/2018

Sentenza n. 31596 del 06/12/2018

Gli accertamenti contestavano a due società fatture per operazioni inesistenti, costi verso fornitori situati in Paesi a fiscalità privilegiata e, alla socia, utili extracontabili presuntivamente distribuiti per la ristretta base partecipativa. La Cassazione ha giudicato apparente la motivazione della CTR, perché formulata in termini astratti senza indicare i fatti posti a fondamento dell’inesistenza delle operazioni né spiegare l’assenza dei requisiti per dedurre i costi; tale vizio si rifletteva anche sull’accertamento della socia. Accolti i motivi pertinenti e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Estero
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 31595

Cassazione, sentenza n. 31595 del 6/12/2018

Sentenza n. 31595 del 06/12/2018

La controversia riguardava un avviso per maggiori IRPEF, IVA e IRAP, annullato in appello per vari vizi, tra cui il richiamo ad atti non allegati e la genericità del PVC. La Cassazione ha ritenuto la motivazione regionale sufficientemente intelligibile e valida la notifica postale dell’appello, poiché l’avviso di ricevimento era sottoscritto e il timbro dell’ufficio non era necessario, in assenza di querela di falso. Ha dichiarato inammissibili le censure sull’omessa allegazione del PVC e sulla novità del regime speciale, rispettivamente per difetto di autosufficienza e perché non dedotte nel merito, rigettando i ricorsi riuniti.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
  • IRPEF
N. 31408

Cassazione, sentenza n. 31408 del 5/12/2018

Sentenza n. 31408 del 05/12/2018

L’accertamento aveva recuperato ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA costi ritenuti non inerenti, documentati da fatture con descrizioni generiche. La Corte ha ribadito che contabilizzazione ed effettivo sostenimento non bastano: il contribuente deve dimostrare il collegamento della spesa con l’attività d’impresa mediante documentazione idonea a chiarirne ragione e coerenza economica. Ha rigettato il ricorso principale; ha inoltre dichiarato inammissibile quello incidentale dell’Agenzia, perché l’assenza totale di motivazione sul costo riconosciuto doveva essere denunciata come violazione processuale, regolando le spese prevalentemente a carico della società.

N. 31407

Cassazione, sentenza n. 31407 del 5/12/2018

Sentenza n. 31407 del 05/12/2018

La CTR aveva annullato il recupero di costi per “management fee” dell’anno 2005 facendo leva sul giudicato formatosi, tra le stesse parti, per il 2004. La Corte ha stabilito che il giudicato relativo a un’annualità si estende alle successive soltanto per elementi tendenzialmente permanenti, non per presupposti fattuali mutevoli o dati contabili differenti; la verifica concreta dell’inerenza dei costi appartiene a questa seconda categoria. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rinviato alla CTR anche per valutare gli effetti della disciplina sopravvenuta sulle sanzioni.

N. 31406

Cassazione, sentenza n. 31406 del 5/12/2018

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI (TRIBUTI POSTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) - ACCERTAMENTI E CONTROLLI - AVVISO DI ACCERTAMENTO - MOTIVAZIONE

L’accertamento IRPEF imputava a un socio di una società di capitali a ristretta base il maggior reddito risultante da un accertamento societario divenuto definitivo. La Corte ha ritenuto legittima la motivazione per relationem al processo verbale consegnato al curatore fallimentare, poiché il socio poteva consultare il fascicolo, e ha confermato la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili, salva prova di accantonamento o reinvestimento. Accolto il ricorso dell’Agenzia e respinto quello incidentale, ha cassato con rinvio, escludendo che il socio potesse rimettere in discussione l’accertamento definitivo della società.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Procedure concorsuali
  • Processo tributario
N. 31405

Cassazione, sentenza n. 31405 del 5/12/2018

Sentenza n. 31405 del 05/12/2018

La controversia riguardava la deducibilità ai fini IRPEG e IRAP di costi per servizi infragruppo, riconosciuta dalla CTR sulla base del contratto e di ulteriore documentazione genericamente richiamata. La Cassazione afferma che la società beneficiaria deve provare esistenza, inerenza, utilità effettiva o potenziale e vantaggio ricevuto, non essendo sufficienti contratto e fatture generiche. Accolto il primo motivo dell’Agenzia delle Entrate e dichiarato inammissibile il ricorso incidentale, la sentenza è cassata con rinvio anche per riesaminare le sanzioni alla luce dello ius superveniens.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Società
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31404

Cassazione, sentenza n. 31404 del 5/12/2018

Sentenza n. 31404 del 05/12/2018

L’accertamento aveva rideterminato la plusvalenza derivante dalla cessione dell’intera partecipazione in una società, imputando al cedente anche somme formalmente corrisposte ad altri soci per crediti da finanziamento. La Cassazione reputa inammissibili le censure dirette a ottenere una nuova valutazione dei fatti e conferma, sul punto, la ricostruzione della CTR circa il corrispettivo percepito e l’assenza di documentazione dei finanziamenti. Accoglie però la doglianza sull’aliquota: alla rivalutazione della partecipazione qualificata doveva applicarsi l’imposta sostitutiva del 4%, non l’aliquota del 27%.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31403

Cassazione, sentenza n. 31403 del 5/12/2018

Sentenza n. 31403 del 05/12/2018

L’Ufficio aveva recuperato l’IVA detratta su acquisti di latte, ritenendo soggettivamente inesistenti le operazioni fatturate da due apparenti soccidanti nell’ambito di contratti collegati alle quote latte. La Cassazione riconosce efficacia riflessa al giudicato che aveva escluso la simulazione del contratto relativo a una delle emittenti, rendendo effettivi i relativi acquisti; esclude invece tale effetto per l’altra emittente, estranea ai precedenti giudizi. Le ulteriori doglianze esaminate, formulate come violazioni dell’onere probatorio o vizi motivazionali ma rivolte alla rivalutazione dei fatti, sono dichiarate inammissibili o respinte nei limiti illustrati.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31402

Cassazione, sentenza n. 31402 del 5/12/2018

Sentenza n. 31402 del 05/12/2018

La controversia concerneva il recupero di IRPEG e ILOR per costi documentati da fatture ritenute soggettivamente inesistenti, emesse nell’ambito di contratti di soccida connessi alle quote latte. La Cassazione attribuisce efficacia riflessa al giudicato che aveva escluso la simulazione nei rapporti con una delle emittenti, ma non lo estende all’altra, rimasta estranea a quei giudizi; precisa inoltre i limiti delle censure sull’onere della prova e sulle presunzioni. Accolti il primo motivo limitatamente ai relativi costi e l’ottavo motivo, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR.

N. 31445

Cassazione, ordinanza n. 31445 del 5/12/2018

TRUST - Imposta di donazione - Patrimonio immobiliare - Imposta proporzionale.

La questione concerneva la tassazione del conferimento di immobili in un trust destinato all’eventuale soddisfacimento dei creditori, con restituzione finale ai disponenti dei beni residui. La Cassazione ha escluso l’imposta di donazione proporzionale, rilevando che assumono rilievo i vincoli capaci di produrre un trasferimento non oneroso e un incremento patrimoniale stabile, mentre la segregazione meramente transitoria non manifesta di per sé tale capacità contributiva. Poiché non erano individuabili beneficiari reali e non era escluso il ritorno dei beni ai disponenti, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

  • Trust
  • Imposte indirette
  • Imposta di registro
  • Processo tributario
N. 31401

Cassazione, sentenza n. 31401 del 5/12/2018

Sentenza n. 31401 del 05/12/2018

L’accertamento aveva recuperato IRPEG e ILOR per costi relativi ad acquisti di latte, reputando simulate le soccide e soggettivamente inesistenti le fatture emesse dagli apparenti soccidanti. La Cassazione riconosce efficacia riflessa al giudicato che, per la medesima annualità, aveva escluso la simulazione nei rapporti con una delle emittenti: i corrispondenti costi devono quindi considerarsi certi, effettivi e deducibili. L’effetto non opera per l’altra emittente, estranea ai precedenti giudizi, mentre le censure sulla valutazione delle prove e delle presunzioni sono dichiarate inammissibili o infondate nei termini esaminati.

N. 31443

Cassazione, ordinanza n. 31443 del 5/12/2018

Cartella esattoriale - Iscrizione ipotecaria - Cancellazione.

Il giudizio riguardava la cancellazione di un’ipoteca iscritta a garanzia di crediti risultanti da quattro cartelle, che la CTR aveva disposto considerando l’annullamento giudiziale di una sola di esse. La Cassazione ha escluso l’ultrapetizione, poiché la richiesta di cancellazione era compresa nell’impugnazione dell’iscrizione, ma ha precisato che la cancellazione presuppone un giudicato formale e richiede la verifica di tutti i titoli posti a fondamento della garanzia. Ha quindi accolto i motivi relativi all’omesso esame delle altre cartelle, cassando la sentenza con rinvio per una valutazione complessiva.

N. 31399

Cassazione, sentenza n. 31399 del 5/12/2018

Sentenza n. 31399 del 05/12/2018

La controversia riguardava la plusvalenza derivante dalla cessione di un terreno edificabile ricevuto per successione e l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate aveva corretto in autotutela un macroscopico errore di calcolo dell’imposta. La Cassazione conferma che l’atto correttivo costituiva l’oggetto del giudizio e che l’edificabilità rendeva tassabile la plusvalenza indipendentemente dal titolo successorio, dal tempo trascorso e dall’intento speculativo del cedente. Le ulteriori censure processuali risultano infondate o inammissibili; il ricorso è pertanto rigettato.

  • Immobili
  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31415

Cassazione, ordinanza n. 31415 del 5/12/2018

IRAP - Determinazione dell'imposta - Maggiorazioni Regionali con superamento delle aliquote in vigore nel 2002 - Possibilità - Esclusione.

La controversia riguardava una cartella emessa dopo controllo automatizzato per l’IRAP 2003, calcolata applicando a un istituto finanziario la maggiorazione regionale veneta. La Corte ha precisato che il controllo automatizzato può correggere l’aliquota indicata in dichiarazione e che, sospesa la maggiorazione eccedente quella vigente nel 2002, sarebbe applicabile l’aliquota del 4,75%; tuttavia, un precedente giudicato relativo alla medesima annualità e pretesa impediva una decisione difforme. Ha quindi rigettato il ricorso dell’Agenzia, assorbito quello incidentale e compensato le spese.

N. 31414

Cassazione, sentenza n. 31414 del 5/12/2018

Sentenza n. 31414 del 05/12/2018

Un ente locale contestava la tassa di concessione governativa sugli abbonamenti di telefonia mobile, invocando l’abrogazione della precedente licenza, l’esenzione riconosciuta allo Stato e la decadenza dell’accertamento. La Corte ha confermato che il contratto di abbonamento sostituisce la licenza, che il soggetto passivo è l’utente e che l’esenzione statale non si estende agli enti locali; ha però ritenuto maturata la decadenza triennale per le mensilità fino a luglio 2004. Ha inoltre riconosciuto fondata la censura sulle sanzioni, in presenza dell’affidamento derivante dall’interpretazione amministrativa richiamata.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 31413

Cassazione, sentenza n. 31413 del 5/12/2018

Sentenza n. 31413 del 05/12/2018

L’Amministrazione aveva riqualificato come cessione d’azienda il conferimento di un complesso aziendale in una società appena costituita, seguito dalla cessione delle relative quote, liquidando imposte proporzionali di registro e ipocatastali. La Corte ha escluso che l’improprio richiamo della CTR a una cessione “a spezzatino” avesse alterato la fattispecie esaminata, ma ha rilevato l’omessa pronuncia sulle eccezioni di decadenza, inosservanza del termine successivo al processo verbale e mancato contraddittorio preventivo. Ha cassato la sentenza su tali punti, rinviando alla CTR e assorbendo le questioni sulla riqualificazione e sull’elusione.

  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 31412

Cassazione, sentenza n. 31412 del 5/12/2018

Sentenza n. 31412 del 05/12/2018

La rettifica delle imposte di registro, ipotecaria e catastale riguardava il valore di un terreno con manufatto non ultimato e abusivo, destinatario di ordini di demolizione. La Corte ha chiarito che la stima dell’ufficio tecnico è una perizia di parte: prova la propria provenienza, ma il giudice deve verificarne l’attendibilità rispetto alle contestazioni e motivare sulla comparabilità dei beni. Poiché la CTR non aveva adeguatamente valutato l’incidenza dell’abusività e della demolizione sul valore commerciale, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 31411

Cassazione, sentenza n. 31411 del 5/12/2018

Sentenza n. 31411 del 05/12/2018

Una società contestava la maggiore imposta ipotecaria e catastale liquidata sul valore venale di immobili strumentali ceduti con operazione soggetta a IVA, sostenendo l’incompatibilità tra basi imponibili differenti. La Corte ha confermato che tali tributi, distinti dall’IVA, seguono le regole dell’imposta di registro e possono essere applicati proporzionalmente anche ai fabbricati strumentali non ultimati. Ha però giudicato insufficiente la valutazione fondata sui soli dati OMI e sui listini degli agenti immobiliari, considerate le caratteristiche dei cespiti e la perizia prodotta, cassando con rinvio.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 31410

Cassazione, sentenza n. 31410 del 5/12/2018

Sentenza n. 31410 del 05/12/2018

Il contribuente impugnava una cartella per il recupero di un’agevolazione sull’imposta di registro, deducendo vizi della notificazione, assenza di sottoscrizione e carenza di motivazione, benché il credito fosse già stato definitivamente accertato. La Corte ha qualificato le difformità della notifica come nullità sanata dalla tempestiva impugnazione, escludendo l’inesistenza dell’atto; ha inoltre affermato che la cartella non richiede firma autografa quando la provenienza sia certa. Ha respinto anche le contestazioni sulla motivazione e sulla reiterazione della cartella sostitutiva, confermando la pretesa.

  • Riscossione
  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario

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