Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 31402

Cassazione, sentenza n. 31402 del 5/12/2018

Sentenza n. 31402 del 05/12/2018

La controversia concerneva il recupero di IRPEG e ILOR per costi documentati da fatture ritenute soggettivamente inesistenti, emesse nell’ambito di contratti di soccida connessi alle quote latte. La Cassazione attribuisce efficacia riflessa al giudicato che aveva escluso la simulazione nei rapporti con una delle emittenti, ma non lo estende all’altra, rimasta estranea a quei giudizi; precisa inoltre i limiti delle censure sull’onere della prova e sulle presunzioni. Accolti il primo motivo limitatamente ai relativi costi e l’ottavo motivo, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR.

N. 31203

Cassazione, ordinanza n. 31203 del 3/12/2018

Accertamento - Riscossione - Cartella di pagamento - Rateazione - Idonee garanzie - Mancata prestazione - Conseguenze.

La debitrice chiedeva la restituzione degli interessi riscossi in eccedenza dopo avere pagato solo alcune rate di una cartella, sostenendo che il calcolo dovesse decorrere dall’ultima rata versata. La Cassazione rileva però che il piano era sospensivamente condizionato alla prestazione, entro il termine previsto, di una garanzia bancaria o assicurativa, mai fornita; la rateazione non aveva quindi prodotto effetti e i pagamenti valevano come acconti. Gli interessi erano correttamente calcolati dalle scadenze originarie e il ricorso, non confrontandosi con tale ragione decisiva, è dichiarato inammissibile.

N. 31173

Cassazione, ordinanza n. 31173 del 3/12/2018

Processo tributario - Documenti provenienti dalla parte - Prova a favore - Esclusione.

Nel giudizio di opposizione allo stato passivo, il Tribunale aveva ritenuto provato il pagamento del TFR sulla base del CUD, della busta paga e della conseguente riliquidazione fiscale, tutti fondati sulle dichiarazioni del datore di lavoro. La Cassazione stabilisce che i documenti provenienti dalla parte che intende avvalersene non provano fatti a essa favorevoli né invertono l’onere probatorio; il CUD privo della quietanza del lavoratore non dimostrava quindi il pagamento. Il ricorso è accolto, con cassazione del decreto e rinvio al Tribunale in diversa composizione.

  • Lavoro e previdenza
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
N. 31117

Cassazione, ordinanza n. 31117 del 3/12/2018

Ordinanza n. 31117 del 03/12/2018

L’accertamento IRES, IVA e IRAP era fondato su movimentazioni bancarie, ma i giudici di merito avevano recepito le conclusioni della consulenza tecnica d’ufficio senza chiarire gli elementi esaminati. La Cassazione ribadisce che i dati dei conti soddisfano l’onere dell’Amministrazione e impongono al contribuente una prova analitica, per ciascun versamento, della sua estraneità a operazioni imponibili; i poteri istruttori del giudice possono solo integrare elementi già acquisiti, non colmare carenze probatorie. Respinto il vizio di motivazione, sono accolti gli altri motivi e la causa è rinviata alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31115

Cassazione, ordinanza n. 31115 del 3/12/2018

Contenzioso tributario - Ricorso per cassazione - Notifica a mezzo posta o consegna diretta - Inapplicabilità - Notifiche ammissibili.

Dopo l’accoglimento in appello della pretesa dell’Agenzia delle Entrate relativa a un accertamento in materia di imposta di registro, la contribuente aveva spedito direttamente per posta il ricorso per cassazione tramite il difensore. La Corte precisa che le modalità semplificate previste per ricorso e appello tributari non valgono nel giudizio di legittimità, dove la notificazione deve rispettare il codice di procedura civile o la disciplina delle notifiche eseguite dall’avvocato. Mancando relazione di notifica, autorizzazione, registro cronologico e vidimazione richiesti, il ricorso è dichiarato inammissibile.

  • Imposta di registro
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31025

Cassazione, sentenza n. 31025 del 30/11/2018

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TRIBUTI LOCALI POSTERIORI ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972 ICI - Esenzione in favore dell'Accademia nazionale dei Lincei - Art. 1, comma 328, l. n. 205 del 2017 - Efficacia retroattiva - Conseguenze.

La controversia riguardava l’ICI 2008 su un immobile concesso in locazione e adibito ad albergo, rispetto al quale i giudici di merito avevano confermato l’accertamento comunale. La Cassazione afferma che l’esenzione prevista per l’ente proprietario non è mai venuta meno, poiché la norma del 2017 ha natura interpretativa e opera retroattivamente, ma resta circoscritta ai tributi inerenti alle attività istituzionali non esercitate in regime d’impresa. Poiché l’immobile era utilizzato a fini imprenditoriali da un terzo, la Corte rigetta il ricorso e compensa le spese.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31024

Cassazione, sentenza n. 31024 del 30/11/2018

Sentenza n. 31024 del 30/11/2018

Il Comune aveva impugnato la decisione regionale che aveva annullato un accertamento IMU 2012 relativo a un immobile adibito ad albergo, riconoscendo l’esenzione invocata dal proprietario. Nel corso del giudizio risultavano però presentata l’istanza di definizione agevolata della controversia e pagate integralmente le relative rate. La Cassazione esclude che residui un interesse alla decisione di merito: il perfezionamento della definizione determina la cessazione della materia del contendere e l’estinzione del processo, che viene dichiarata con compensazione delle spese.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31023

Cassazione, sentenza n. 31023 del 30/11/2018

Sentenza n. 31023 del 30/11/2018

La contribuente aveva impugnato la conferma dell’accertamento comunale per l’ICI 2010 dovuta su un immobile adibito ad albergo, sostenendo la perdurante efficacia di un’esenzione soggettiva. Prima della decisione di legittimità, tuttavia, la controversia era stata definita in via agevolata e tutte le rate erano state pagate. La Cassazione ritiene che il pagamento perfezioni la definizione, facendo venir meno sia il rapporto tributario così rideterminato sia l’interesse a una pronuncia sul merito; dichiara quindi estinto il giudizio e compensa le spese.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31022

Cassazione, sentenza n. 31022 del 30/11/2018

Sentenza n. 31022 del 30/11/2018

La domanda riguardava il rimborso dell’ICI versata dal 2003 al 2008 su un terreno inizialmente edificabile e successivamente interessato da una variante comunale preliminare che ne prevedeva il declassamento ad area agricola. La Cassazione conferma che, secondo il regolamento comunale applicabile, il rimborso presupponeva l’entrata in vigore dello strumento urbanistico regionale definitivo: la sola deliberazione preliminare, ancora modificabile o revocabile, non consolidava l’inedificabilità. Sono inoltre respinte o dichiarate inammissibili le censure sul diniego, sulla sua sottoscrizione, sulla motivazione dei giudici di merito e sulle spese processuali.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31021

Cassazione, sentenza n. 31021 del 30/11/2018

TRIBUTI (IN GENERALE) - "SOLVE ET REPETE" - CONDONO FISCALE Condono - Avvenuta definizione agevolata della controversia - Conseguenze - Dichiarazione d'ufficio di cessazione della materia del contendere - Sussistenza - Effetti.

Il Comune aveva impugnato l’annullamento di un accertamento ICI 2007 relativo a un immobile adibito ad albergo, ma durante il giudizio la contribuente aveva aderito alla definizione agevolata della lite e pagato tutte le rate. La Cassazione precisa che la sospensione richiede l’istanza di parte soltanto per consentire la verifica del perfezionamento; quando il pagamento risulta già eseguito, il giudice può rilevare d’ufficio la cessazione della materia del contendere. Il processo viene pertanto dichiarato estinto, con compensazione delle spese.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31020

Cassazione, sentenza n. 31020 del 30/11/2018

Sentenza n. 31020 del 30/11/2018

L’Amministrazione finanziaria sosteneva che una convenzione urbanistica, con cui il Comune modificava la destinazione dell’area e i privati finanziavano opere scolastiche, costituisse un atto traslativo oneroso soggetto alle imposte di registro e ipotecaria proporzionali. La Cassazione qualifica invece l’intesa come accordo pubblicistico integrativo o sostitutivo del provvedimento di pianificazione, privo di corrispettività e di effetti traslativi su diritti edificatori. Conferma quindi l’imposta di registro fissa e l’esenzione dalle imposte ipotecaria e catastale, rigettando il ricorso dell’Agenzia delle Entrate con condanna alle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 31018

Cassazione, sentenza n. 31018 del 30/11/2018

Sentenza n. 31018 del 30/11/2018

La controversia concerneva una convenzione urbanistica che prevedeva la cessione di particelle al Comune, la variazione del piano urbanistico su altri terreni e un conguaglio; l’Agenzia delle Entrate pretendeva le imposte di registro e ipotecaria proporzionali sull’intero contratto. La Cassazione esclude che la pianificazione comunale rappresenti una prestazione permutativa o la costituzione onerosa di diritti edificatori, qualificando l’accordo come strumento pubblicistico di trasformazione del territorio. Poiché la convenzione rientra nel regime dell’imposta di registro fissa e dell’esenzione ipotecaria e catastale, il ricorso dell’Agenzia è rigettato con condanna alle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 31017

Cassazione, sentenza n. 31017 del 30/11/2018

Sentenza n. 31017 del 30/11/2018

L’Agenzia delle Entrate riteneva che l’attribuzione di maggiore cubatura, prevista da una convenzione urbanistica in cambio di un contributo ai costi di parcheggi pubblici, realizzasse un trasferimento di diritti edificatori soggetto a imposta di registro proporzionale. La Cassazione qualifica invece la convenzione come accordo pubblicistico funzionale alla pianificazione territoriale, senza sinallagma tra l’azione comunale e l’obbligo del privato. Risultano quindi applicabili l’imposta di registro fissa e l’esenzione dalle imposte ipotecaria e catastale; il ricorso dell’Amministrazione viene rigettato, con condanna alle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 31016

Cassazione, sentenza n. 31016 del 30/11/2018

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE (TRIBUTI ANTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) - IMPOSTA DI REGISTRO - ESENZIONI ED AGEVOLAZIONI (BENEFICI) - EDILIZIA Convenzioni provinciali in materia urbanistica - Natura negoziale - Esclusione - Conseguenze.

La lite riguardava una convenzione urbanistica con cui una società si obbligava a costruire e cedere parcheggi pubblici, mentre il Comune riconosceva una maggiore cubatura; l’Agenzia aveva applicato imposte di registro e ipotecaria proporzionali. La Cassazione esclude la natura di contratto a prestazioni corrispettive: l’accordo integra o sostituisce il provvedimento amministrativo di pianificazione e non trasferisce diritti edificatori negoziabili. Confermata l’applicazione dell’imposta di registro fissa e l’esenzione dalle imposte ipotecaria e catastale, la Corte rigetta il ricorso, ritenendo assorbita la censura sulla condizione sospensiva, e condanna l’Agenzia alle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 53637

Cassazione, sentenza n. 53637 del 29/11/2018

Sentenza n. 53637 del 29/11/2018

Gli indagati contestavano l’estensione del sequestro preventivo per equivalente disposto nell’ambito di una frode carosello, sostenendo che i costi delle operazioni soggettivamente inesistenti fossero deducibili e che il profitto confiscabile fosse stato sovrastimato. La Cassazione ribadisce che, quando il contribuente partecipa consapevolmente al meccanismo illecito, i costi riconducibili alla frode difettano di inerenza all’attività d’impresa e non riducono l’imposta evasa ai fini della dichiarazione fraudolenta. Ritenuta adeguata la motivazione del tribunale e insussistente la denunciata violazione di legge, la Corte giudica infondati i ricorsi.

N. 30776

Cassazione, sentenza n. 30776 del 28/11/2018

Sentenza n. 30776 del 28/11/2018

La controversia riguardava versamenti qualificati dall’Agenzia delle Entrate come ricavi non dichiarati, mentre i contribuenti li riconducevano allo smobilizzo di una polizza finanziata con somme derivanti da una precedente transazione. La Cassazione ha ritenuto non apparente la motivazione regionale e ha precisato che la prova contraria alla presunzione sulle movimentazioni bancarie può essere fornita anche mediante presunzioni semplici gravi, precise e concordanti, riferite alle singole operazioni. Poiché la documentazione e la consulenza tecnica avevano ricostruito la provenienza e i successivi trasferimenti delle somme, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

N. 30775

Cassazione, sentenza n. 30775 del 28/11/2018

RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE - RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE SUI REDDITI (DISCIPLINA POSTERIORE ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - MODALITA' DI RISCOSSIONE - RISCOSSIONE MEDIANTE RUOLI - ISCRIZIONE A RUOLO - IN BASE AD ACCERTAMENTI NON DEFINITIVI - IN GENERE Art. 68, comma 1, lett. b) del d.lgs. n. 546 del 1992 - Iscrizione provvisoria a ruolo della somma accertata dalla sentenza della commissione tributaria provinciale - Limite.

La controversia concerneva l’importo riscuotibile provvisoriamente dopo che la Commissione tributaria provinciale aveva accolto solo in parte il ricorso contro un accertamento. La Cassazione ha stabilito che deve iscriversi a ruolo l’intero tributo risultante dalla sentenza di primo grado, purché non superiore ai due terzi dell’importo originariamente accertato; il limite non va quindi calcolato sulla somma rideterminata dal giudice. Accolto il motivo dell’Agenzia e rigettata la censura sul ruolo straordinario, la sentenza è stata cassata con rinvio, dovendosi considerare anche la successiva decisione regionale favorevole all’Ufficio.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 30774

Cassazione, sentenza n. 30774 del 28/11/2018

Sentenza n. 30774 del 28/11/2018

La società contestava un accertamento integrativo IVA relativo a merci immesse in depositi fiscali e a operazioni che l’Ufficio riteneva inserite in una frode mediante società cartiere. La Cassazione ha confermato che sono elementi sopravvenuti quelli conosciuti dall’ufficio procedente soltanto dopo il primo accertamento, anche se già disponibili presso un diverso ufficio fiscale; ha inoltre giudicato inammissibili le censure sulla motivazione dell’atto e sulla ricostruzione delle operazioni, perché formulate senza la necessaria autosufficienza o secondo un paradigma motivazionale non più applicabile. Il ricorso della società è stato quindi rigettato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 30773

Cassazione, sentenza n. 30773 del 28/11/2018

Sentenza n. 30773 del 28/11/2018

La società aveva chiesto la revocazione di una sentenza tributaria sostenendo che il giudice d’appello avesse erroneamente escluso dagli atti un bilancio rilevante per il recupero di costi IRES; la Commissione regionale aveva dichiarato tardiva l’impugnazione. La Cassazione ha chiarito che la revocazione per errore di fatto deve essere proposta entro sessanta giorni dalla notificazione della sentenza oppure, se questa non è notificata, entro il termine lungo semestrale dalla pubblicazione. Poiché la sentenza non era stata notificata e i sei mesi non erano scaduti, la decisione è stata cassata con rinvio, restando assorbite le altre questioni.

N. 30772

Cassazione, sentenza n. 30772 del 28/11/2018

Sentenza n. 30772 del 28/11/2018

La Commissione regionale aveva annullato una cartella da controllo automatizzato, ritenendone inesistente la notificazione eseguita presso il curatore dopo la chiusura del fallimento della società. L’Agenzia delle Entrate sosteneva invece che la notificazione fosse soltanto nulla e sanata dal raggiungimento dello scopo, ma nel giudizio di legittimità non ha eseguito, entro il termine assegnato, il rinnovo della notifica del ricorso disposto dalla Corte. La Cassazione ha pertanto dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di notificazione, senza esaminare la qualificazione del vizio originariamente controverso e senza statuire sulle spese.

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