Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 1747

Cassazione, sentenza n. 1747 del 23/01/2019

Sentenza n. 1747 del 23/01/2019

Per il 2003 l’Ufficio contestava sia il calcolo dell’agevolazione DIT sia il carattere elusivo dell’acquisto dell’usufrutto triennale di partecipazioni; la CTR aveva escluso l’elusione ritenendo esistenti valide ragioni economiche. La Cassazione considera insufficiente questa motivazione perché non esamina concretamente la sproporzione del prezzo, l’assenza del diritto di opzione, le limitate prospettive di utili e il piano di risanamento; ribadisce inoltre che gli incrementi patrimoniali successivi al 30 giugno 2001 non rilevano per la DIT, mentre rilevano i decrementi. Accoglie il ricorso principale, rigetta l’incidentale, cassa e rinvia.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1787

Cassazione, sentenza n. 1787 del 23/01/2019

PROCEDIMENTO CIVILE - ATTI E PROVVEDIMENTI IN GENERE - IN GENERE Atti processuali - Interpretazione "utile" - Necessità - Fondamento - Fattispecie.

La società contestava una rettifica doganale anche perché la CTR aveva indicato nel corpo della sentenza un numero di avviso diverso da quello riportato correttamente nell’epigrafe. La Cassazione ha escluso la violazione della corrispondenza tra chiesto e pronunciato: gli atti processuali affetti da ambiguità superabile devono essere interpretati in modo utile, preservando l’effettività della tutela, e l’errore non aveva prodotto un concreto pregiudizio difensivo. Accolte invece le doglianze sul contraddittorio e sulla valutazione doganale, la Corte ha cassato la decisione con rinvio alla CTR.

N. 1762

Cassazione, sentenza n. 1762 del 23/01/2019

Sentenza n. 1762 del 23/01/2019

L’accertamento per il 2004 derivava dalla riduzione delle perdite fiscali riportate dagli esercizi precedenti e comprendeva maggiori imposte, sanzioni e interessi; la CTR lo aveva confermato richiamando soltanto la riforma delle sentenze relative alle annualità presupposte. La Cassazione ha stabilito che la motivazione per relationem a decisioni non definitive è ammissibile solo se autosufficiente, con riproduzione dei contenuti richiamati e loro autonoma valutazione critica. Poiché il giudice regionale aveva effettuato un mero rinvio senza esporre il proprio percorso argomentativo, la Corte ha dichiarato nulla la sentenza e disposto il rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società, imprese e Professionisti
N. 1746

Cassazione, sentenza n. 1746 del 23/01/2019

Sentenza n. 1746 del 23/01/2019

Gli accertamenti recuperavano maggiori imposte e sanzioni anche sulla base di versamenti e prelevamenti rilevati nei conti della società, dei soci e di soggetti collegati; la CTR li aveva annullati richiamando l’assoluzione penale sulle operazioni con un fornitore e l’indicazione dei beneficiari degli assegni. La Cassazione chiarisce che i dati bancari soddisfano l’onere probatorio dell’Amministrazione e devono essere superati con giustificazioni analitiche per ciascun movimento. Ritenuta generica la motivazione della CTR e non spiegata la rilevanza delle prove richiamate, accoglie il ricorso, cassa e rinvia per un nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1786

Cassazione, sentenza n. 1786 del 23/01/2019

Sentenza n. 1786 del 23/01/2019

L’Ufficio doganale aveva recuperato dazi e sanzioni per sottofatturazione e falsa origine delle merci, chiamando a risponderne solidalmente lo spedizioniere quale rappresentante indiretto dell’importatore. La Cassazione ha escluso la prescrizione, poiché le rettifiche derivavano da perquisizioni disposte nell’ambito di un procedimento penale già avviato nel termine, e ha ritenuto adeguatamente motivati gli avvisi, che riproducevano il contenuto essenziale delle liste di carico e del verbale di revisione. Quanto alle censure esaminate, ha inoltre giudicato in parte infondati e in parte inammissibili i rilievi sulla rideterminazione del valore e sul contraddittorio.

N. 1761

Cassazione, sentenza n. 1761 del 23/01/2019

Sentenza n. 1761 del 23/01/2019

L’Ufficio aveva determinato sinteticamente un maggior reddito Irpef sulla base dell’acquisto di un immobile e di un’autovettura, mentre la contribuente sosteneva che i beni fossero stati finanziati dai genitori; i giudici di merito avevano ritenuto sufficiente la convivenza familiare. La Cassazione ha chiarito che, una volta emersi indici certi di capacità di spesa incompatibili con il reddito dichiarato, spetta al contribuente fornire prove certe o indizi gravi, precisi e concordanti della provenienza liberale delle risorse. Ritenuta meramente congetturale la valutazione della CTR, ha accolto il ricorso e rinviato.

N. 1745

Cassazione, sentenza n. 1745 del 23/01/2019

Sentenza n. 1745 del 23/01/2019

La controversia riguardava l’accertamento di maggiori ricavi, con conseguenti IRES, IRAP, IVA e sanzioni, derivanti dalla vendita di appartamenti e autorimesse a prezzi ritenuti sottostimati. La Cassazione ha dichiarato inammissibile la censura sulla motivazione dell’atto, poiché il ricorso non ne riproduceva il contenuto, e ha confermato che mutui superiori ai prezzi dichiarati, differenze tra immobili comparabili e incoerenza tra costi e ricavi potevano integrare indizi gravi, precisi e concordanti. Il ricorso della contribuente è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 1785

Cassazione, sentenza n. 1785 del 23/01/2019

Sentenza n. 1785 del 23/01/2019

La contribuente aveva impugnato il diniego di autotutela relativo a due cartelle, sostenendo l’irregolarità delle notifiche eseguite secondo la procedura prevista per l’irreperibilità; CTP e CTR avevano dichiarato inammissibile il ricorso. La Cassazione ha ribadito che il giudice può verificare soltanto la legittimità del rifiuto rispetto a ragioni di rilevante interesse generale, senza sostituirsi all’Amministrazione né riesaminare attraverso l’autotutela un atto ormai definitivo. Il ricorso, anche carente nella riproduzione del diniego, è stato dichiarato inammissibile e comunque infondato, con condanna alle spese.

  • Autotutela
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1760

Cassazione, sentenza n. 1760 del 23/01/2019

Sentenza n. 1760 del 23/01/2019

La cartella derivava dal controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi per il 2001 ed era stata notificata l’11 gennaio 2005; i giudici di merito l’avevano annullata ritenendo decorso il termine di decadenza. La Cassazione ha applicato la disciplina transitoria introdotta nel 2005, secondo cui, per le dichiarazioni presentate entro il 31 dicembre 2001, la notifica poteva avvenire entro il quinto anno successivo alla presentazione. Ha quindi giudicato tempestiva la cartella, accogliendo il ricorso dell’Agenzia e rinviando alla CTR per l’esame di eventuali ulteriori ragioni d’impugnazione.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1744

Cassazione, sentenza n. 1744 del 23/01/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE GIURIDICHE (I.R.P.E.G.) (TRIBUTI POSTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) - DETERMINAZIONE - IN GENERE "Dual income tax" - Art. 5, comma 1, lett. b) della l. n. 383 del 2001 - Fruizione delle agevolazioni di cui al d.lgs. n. 466 del 1997 - Operazioni eseguite fino alla data del 30 giugno 2001 - Rilevanza - Limiti.

La società contestava la rettifica dell’agevolazione Dual Income Tax per il 2002, sostenendo che incrementi patrimoniali successivi al 30 giugno 2001 neutralizzassero la distribuzione di riserve intervenuta nello stesso periodo. La Cassazione ha affermato che continuano a produrre effetti agevolativi soltanto le variazioni in aumento eseguite entro quella data, mentre i decrementi successivi rilevano in diminuzione; gli incrementi posteriori non possono ripristinare il beneficio. Dichiarata inoltre inammissibile la censura sulle spese, la Corte ha rigettato integralmente il ricorso e condannato la contribuente alle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRES
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 1784

Cassazione, sentenza n. 1784 del 23/01/2019

Sentenza n. 1784 del 23/01/2019

La controversia riguarda un accertamento IVA, IRPEG e IRAP fondato sulle differenze quantitative tra scritture ausiliarie di magazzino e rimanenze finali, annullato integralmente dalla CTR. La Cassazione afferma che le presunzioni di cessione e acquisto sono presunzioni legali relative “miste” e richiedono una prova contraria, non una mera allegazione; per i beni impiegati nella produzione sono ammesse anche presunzioni semplici, purché sorrette da riscontri obiettivi. Le correzioni contabili, la complessità delle movimentazioni e le compensazioni solo dichiarate non bastano: il ricorso dell’Agenzia è ritenuto fondato.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1759

Cassazione, sentenza n. 1759 del 23/01/2019

TRIBUTI (IN GENERALE) - REPRESSIONE DELLE VIOLAZIONI DELLE LEGGI FINANZIARIE - SANZIONI CIVILI E AMMINISTRATIVE - IN GENERE Soprattasse e pene pecuniarie - Sospensione della riscossione nel caso di violazione dovuta a condotta illecita di terzi, ai sensi della legge n. 423 del 1995 - Portata applicativa - Adempimenti previsti dalla legge - Necessità - Esclusione - Applicazione anche in caso di pagamento già effettuato - Legittimità - Possibilità di fornire in giudizio la prova delle condizioni previste dalla legge - Sussistenza.

Il contribuente aveva impugnato una cartella chiedendo di attivare la sospensione della riscossione delle sanzioni, poiché gli omessi versamenti sarebbero dipesi dalla condotta penalmente rilevante del professionista incaricato; la CTR aveva invece annullato le sanzioni. La Cassazione ha precisato che le condizioni sostanziali per la non debenza possono essere provate nel giudizio tributario anche senza gli adempimenti procedurali previsti dalla legge, ma occorre una specifica domanda di annullamento. Poiché era stata richiesta soltanto la tutela sospensiva e mancava una condanna penale definitiva, ha ravvisato ultrapetizione, cassando con rinvio.

N. 1783

Cassazione, sentenza n. 1783 del 23/01/2019

Sentenza n. 1783 del 23/01/2019

L’accertamento IVA traeva origine da differenze quantitative riscontrate confrontando la contabilità di magazzino con le rimanenze finali; la CTR lo aveva annullato ritenendo attendibili le spiegazioni della contribuente. La Cassazione precisa che la presunzione legale di cessione può essere superata soltanto mediante prova, mentre la mera correzione delle divergenze o l’allegazione di compensazioni tra comparti non sono sufficienti. Se si deduce l’impiego dei beni nella produzione, la prova può essere fornita anche mediante presunzioni semplici basate su riscontri obiettivi; il ricorso dell’Agenzia è giudicato fondato.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1758

Cassazione, sentenza n. 1758 del 23/01/2019

Sentenza n. 1758 del 23/01/2019

L’accertamento per il 2002 comprendeva numerose riprese ai fini Irpeg, Irap e IVA, relative, tra l’altro, a costi ritenuti non deducibili o non inerenti, competenza temporale, fatture per cartolarizzazioni e servizi resi a soggetti esteri; la CTR aveva integralmente confermato l’atto. La Cassazione ha rilevato che la motivazione regionale esponeva principi generali e valutazioni cumulative senza esaminare distintamente le contestazioni né spiegare il collegamento con il caso concreto. Accolto il motivo sulla motivazione apparente, ha dichiarato nulla la sentenza, assorbito le altre censure e rinviato alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
N. 1781

Cassazione, sentenza n. 1781 del 23/01/2019

Sentenza n. 1781 del 23/01/2019

La legale rappresentante contestava le sanzioni relative a IVA, IRPEG e ILOR, richiamando il giudicato, la mancanza dell’elemento soggettivo e la riduzione della percentuale di ricarico intervenuta nel contenzioso sugli accertamenti. La Cassazione dichiara inammissibili, per difetto di autosufficienza, le censure sul giudicato interno e sulla quantificazione, e ritiene adeguatamente valutata la colpevolezza alla luce degli indizi sull’interposizione fittizia. Esclude inoltre l’efficacia esterna di una decisione concernente un diverso periodo d’imposta e rigetta i restanti motivi, confermando l’atto sanzionatorio.

  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
  • Accertamento fiscale
N. 1757

Cassazione, sentenza n. 1757 del 23/01/2019

Sentenza n. 1757 del 23/01/2019

L’accertamento per il 2003 contestava l’omessa contabilizzazione di ricavi e la riportabilità di una perdita Irpeg maturata nel 2002; la CTR, accogliendo l’appello dell’Ufficio, aveva confermato integralmente la pretesa. La Cassazione ha constatato che il giudice regionale aveva omesso ogni esame dei maggiori ricavi e aveva trattato le perdite con argomentazioni generiche, in parte mutuate dalla diversa controversia sul 2002 e riferite anche a questioni IVA estranee al giudizio. Ritenuta la motivazione apparente o incomprensibile, ha dichiarato nulla la sentenza e disposto il rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società, imprese e Professionisti
N. 1779

Cassazione, sentenza n. 1779 del 23/01/2019

Sentenza n. 1779 del 23/01/2019

La controversia verte sulla qualificazione come sopravvenienza attiva delle somme ricevute da una società a responsabilità limitata dal socio di maggioranza e contabilizzate come finanziamento. La Cassazione esclude l’applicabilità delle disposizioni invocate, circoscritte alle società in nome collettivo e in accomandita semplice, e ribadisce che le scritture contabili hanno efficacia presuntiva superabile dall’Amministrazione mediante elementi contrari. Poiché la CTR aveva esaminato la contabilizzazione e l’aveva ritenuta insufficiente a dimostrare un obbligo di restituzione, il ricorso della contribuente è integralmente respinto.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Contabilità
  • Contenzioso
N. 1756

Cassazione, sentenza n. 1756 del 23/01/2019

Sentenza n. 1756 del 23/01/2019

Una banca aveva chiesto il rimborso dell’IRAP versata per il 2003 e il 2004, sostenendo che le maggiorazioni regionali fossero sospese; la CTR aveva riconosciuto l’intera somma calcolando l’imposta all’aliquota ordinaria. La Cassazione ha confermato che gli incrementi regionali eccedenti l’aliquota vigente nel 2002 erano sospesi, ma ha ritenuto applicabile, per banche e soggetti finanziari, l’aliquota del 4,75% già prevista per quell’anno. Accolto il secondo motivo dell’Agenzia, ha deciso nel merito riconoscendo il rimborso della sola eccedenza rispetto al 4,75% e compensando le spese.

N. 1217

Cassazione, sentenza n. 1217 del 21/01/2019

Sentenza n. 1217 del 21/01/2019

L’accertamento recuperava ricavi e IVA sulla merce rinvenuta in un deposito non dichiarato, negava costi per utenze intestate al proprietario dei locali e applicava una percentuale di ricarico indicata nel verbale di verifica. La Cassazione ha ritenuto che l’immediata esibizione del contratto di comodato potesse costituire comportamento concludente idoneo a escludere la presunzione di cessione, censurando anche l’insufficiente motivazione sull’inerenza delle utenze. Ha però riconosciuto che l’accettazione sottoscritta della percentuale di ricarico poteva essere valutata come confessione stragiudiziale, ritenendo fondati anche i primi due motivi dell’Amministrazione e assorbito il terzo.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 1303

Cassazione, sentenza n. 1303 del 18/01/2019

IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - VARIAZIONE DELL'IMPONIBILE O DELL'IMPOSTA - Dipendenza da eventi successivi all'emissione della fattura - Possibilità ex art. 26 D.P.R. n. 633 del 1972 - Presupposti.

La controversia comprendeva maggiori ricavi da una cessione immobiliare ritenuta antieconomica, IVA detratta su due acquisti e una nota di credito emessa per stornare precedenti fatture. La Cassazione ha censurato la motivazione relativa alla vendita, perché l’accertamento confrontava il prezzo con i valori contabilizzati dalla stessa contribuente, e ha precisato che la variazione IVA richiede una corrispondenza dimostrabile tra operazione originaria e sopravvenuta, anche mediante prove ulteriori se i documenti contabili non bastano. Accolti il primo e il quinto motivo dell’Amministrazione, ha cassato parzialmente la sentenza con rinvio.

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