Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

Documenti ufficiali conservati in formato PDF e collegati alla fonte originaria

Sentenze

11.957 documenti

N. 25813

Cassazione, sentenza n. 25813 del 27/09/2024

Sentenza n. 25813 del 27/09/2024

La curatela fallimentare impugnava un accertamento relativo a IRPEF, IRES e IVA per il 2012; il giudice regionale aveva dichiarato inammissibile l’appello perché ritenuto privo di censure specifiche e meramente reiterativo delle difese iniziali. La Cassazione afferma che la riproposizione delle ragioni originarie soddisfa l’art. 53 del D.Lgs. 546/1992 quando, leggendo complessivamente il gravame, il dissenso dalla decisione risulti inequivoco anche implicitamente. Accoglie quindi il primo motivo, assorbe il secondo, cassa e rinvia al giudice tributario regionale in diversa composizione.

N. 25809

Cassazione, sentenza n. 25809 del 27/09/2024

Accertamento induttivo - Omessa dichiarazione - Prova contraria

Dopo l’omessa dichiarazione e la mancata produzione delle scritture contabili, l’Ufficio aveva ricostruito induttivamente reddito, IVA, IRAP e IRES; i giudici di merito avevano confermato l’accertamento. La Cassazione ritiene legittimo il metodo induttivo puro fondato anche su presunzioni supersemplici, con onere del contribuente di provare fatti contrari, e respinge le doglianze sull’accertamento e sul contraddittorio, giudicate generiche quanto all’IVA. Accoglie però il motivo sull’omessa pronuncia circa la rideterminazione delle sanzioni secondo il favor rei e cassa la sentenza limitatamente a tale profilo.

N. 25757

Cassazione, ordinanza n. 25757 del 26/09/2024

Accertamento - Principio di competenza per cessione di beni

L’Ufficio aveva recuperato maggiori IRES e IRAP ritenendo che i ricavi di macchinari dovessero essere imputati all’esercizio della consegna effettiva, mentre i giudici di merito avevano valorizzato la precedente messa a disposizione nei magazzini del venditore. La Cassazione conferma la qualificazione dei contratti come vendite di beni mobili, ma precisa che, ai fini dell’art. 109 TUIR, la consegna coincide con il trasferimento della disponibilità materiale, anche se successivo all’effetto traslativo. Accoglie il terzo motivo dell’Agenzia, rigetta gli altri, cassa e rinvia.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Contabilità e Bilancio
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 25664

Cassazione, sentenza n. 25664 del 25/09/2024

Sentenza n. 25664 del 25/09/2024

La contribuente contestava un accertamento IRPEF sulla plusvalenza da cessione immobiliare, confermato nei due gradi di merito perché l’alloggio non era stato adibito ad abitazione principale per il periodo richiesto. La Cassazione considera sanabile per raggiungimento dello scopo l’eventuale nullità della notifica eseguita dal messo comunale, poiché l’atto era stato consegnato personalmente senza allegazione di un concreto pregiudizio difensivo; dichiara inoltre inammissibili alcune censure sulla motivazione per relationem e sulla rivalutazione delle prove. Il testo fornito è tronco e non consente di riferire l’esito complessivo del ricorso.

  • IRPEF
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25657

Cassazione, sentenza n. 25657 del 25/09/2024

Sentenza n. 25657 del 25/09/2024

Una società aveva compensato nel 2009 un credito d’imposta per ricerca e sviluppo maturato nel 2007; l’Agenzia lo aveva recuperato come inesistente per mancanza del nulla osta, applicando anche la sanzione del 100 per cento. La Cassazione accoglie la censura di omessa pronuncia sulla motivazione dell’atto di recupero, mentre conferma che la procedura selettiva e i limiti finanziari sopravvenuti potevano applicarsi anche ai crediti anteriori non ancora fruiti; dichiara nuova la doglianza sulla riduzione quantitativa del recupero. Il testo disponibile non riporta la decisione sul quarto motivo né il dispositivo conclusivo.

  • Ricerca e Sviluppo
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 25648

Cassazione, sentenza n. 25648 del 25/09/2024

Sentenza n. 25648 del 25/09/2024

La società chiedeva il rimborso dell’addizionale IRES per il settore petrolio e gas versata per il 2009 e il 2010, sostenendo che la declaratoria d’illegittimità costituzionale della cosiddetta Robin tax dovesse valere anche per rapporti ancora pendenti. La Cassazione ribadisce che la sentenza costituzionale ha espunto la disciplina soltanto per il futuro e che il limite temporale stabilito dal giudice delle leggi è vincolante, senza distinzioni fondate sulla pendenza della lite o sulla data materiale del versamento. Il testo disponibile dichiara infondato l’unico motivo, ma non riproduce il dispositivo finale.

N. 25642

Cassazione, sentenza n. 25642 del 25/09/2024

Sentenza n. 25642 del 25/09/2024

La domanda riguardava il rimborso dell’addizionale IRES applicata nel settore petrolio e gas per i periodi d’imposta dal 2011 al 2014, sul presupposto che l’illegittimità costituzionale della Robin tax operasse anche sui rapporti non esauriti. La Cassazione afferma che gli effetti della pronuncia costituzionale decorrono soltanto dal giorno successivo alla sua pubblicazione e non consentono il rimborso per periodi chiusi anteriormente; né la data del pagamento costituisce il criterio decisivo. L’unico motivo è dichiarato infondato nel testo fornito, che tuttavia non contiene il dispositivo conclusivo.

N. 25637

Cassazione, sentenza n. 25637 del 25/09/2024

Sentenza n. 25637 del 25/09/2024

La società domandava il rimborso dell’addizionale IRES del settore petrolio e gas relativa agli anni 2011-2014, allegando che la declaratoria d’illegittimità della Robin tax dovesse estendersi ai rapporti ancora pendenti. La Cassazione ritiene invece vincolante la modulazione temporale disposta dalla Corte costituzionale: la norma è eliminata solo per il futuro e resta dovuta per i periodi d’imposta chiusi prima della pubblicazione della pronuncia, indipendentemente dal momento del versamento. Il passaggio disponibile qualifica infondato l’unico motivo, ma non include il dispositivo finale.

N. 25607

Cassazione, ordinanza n. 25607 del 25/09/2024

Contributo Unificato - Avviso irrogazione sanzioni

Nel giudizio contro una sanzione per insufficiente versamento del contributo unificato, il giudice regionale aveva commisurato il valore della lite al solo pignoramento, anziché considerare anche l’avviso di accertamento impugnato con lo stesso ricorso. La Cassazione stabilisce che, nei ricorsi tributari cumulativi, il contributo va calcolato separatamente sul valore di ciascun atto e poi sommato; il valore deve essere indicato nelle conclusioni, altrimenti opera lo scaglione massimo. Accoglie il ricorso del MEF, cassa e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso originario del contribuente.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Riscossione
  • Sanzioni
N. 25606

Cassazione, ordinanza n. 25606 del 25/09/2024

IVA - Costi indeducibili - Esternalizzazione dei lavoratori

La controversia riguardava il recupero di IRES, IRAP e IVA fondato sulla ritenuta intermediazione illecita di manodopera, dissimulata mediante un subappalto. La Corte ha chiarito che la qualificazione dipende dall’assetto concreto: se direzione e organizzazione dei lavoratori spettano al committente e l’appaltatore cura soltanto la gestione amministrativa, le fatture non legittimano la detrazione IVA e rilevano anche ai fini dei componenti negativi. Poiché il giudice d’appello aveva privilegiato le pattuizioni formali trascurando gli indizi dell’Ufficio, il ricorso è stato accolto con cassazione e rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 25668

Cassazione, sentenza n. 25668 del 25/09/2024

Sentenza n. 25668 del 25/09/2024

La controversia riguarda TARES 2013 e TARI 2014-2015 applicate a un magazzino, che la contribuente assumeva escluso perché produttivo di rifiuti da imballaggi autonomamente smaltiti e perché il Comune aveva in precedenza riconosciuto la detassazione. Il giudice regionale aveva ritenuto non vincolante il precedente comportamento comunale e non assolto l’onere di provare natura e riferibilità esclusiva dei rifiuti alle superfici indicate. La Cassazione esclude, nel passaggio disponibile, l’omessa pronuncia sul mutamento impositivo; i dati forniti non contengono però l’esame completo degli altri motivi né il dispositivo finale.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 25520

Cassazione, sentenza n. 25520 del 24/09/2024

Sentenza n. 25520 del 24/09/2024

La curatela fallimentare aveva appellato il rigetto del ricorso contro un accertamento relativo a IRPEF, IRES e IVA, ma il giudice regionale aveva dichiarato il gravame inammissibile per difetto di motivi specifici. La Cassazione ha precisato che, nel processo tributario, anche la riproposizione delle originarie ragioni può soddisfare l’onere di specificità quando dall’atto complessivamente considerato emerga inequivocabilmente il dissenso rispetto alla decisione. Riscontrate puntuali censure alla pronuncia di primo grado, la Corte ha accolto il primo motivo, assorbito il secondo e disposto cassazione con rinvio.

N. 25516

Cassazione, ordinanza n. 25516 del 24/09/2024

Agevolazioni - Imposte dirette - Agevolazioni per il Mezzogiorno - Credito d'imposta - Art.7, Legge n.388/2000

La lite concerneva il recupero di crediti d’imposta utilizzati per assunzioni effettuate nell’ultimo trimestre del 2000, nonché la debenza di sanzioni e interessi. La Corte ha escluso che l’ulteriore beneficio previsto dall’art. 7, comma 10, della legge n. 388/2000 spettasse prima del 1° gennaio 2001 e ha negato l’esistenza di un’incertezza normativa oggettiva; ha inoltre precisato che il potere di disapplicazione riguarda le sanzioni non penali, non gli interessi. Il ricorso dell’Agenzia è stato accolto e la sentenza cassata con rinvio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 25438

Cassazione, sentenza n. 25438 del 23/09/2024

Sentenza n. 25438 del 23/09/2024

Gli accertamenti per IRES, IRAP e IVA derivavano dalla contabilizzazione di fatture relative a operazioni ritenute inesistenti; i giudici di merito avevano confermato riprese e sanzioni. La Cassazione ha ritenuto inammissibili le censure sulla documentazione non esibita durante la verifica, poiché miravano a modificare gli accertamenti di fatto secondo cui vi era stata una richiesta specifica con avvertimento, e ha escluso che potesse ottenersi una nuova valutazione degli indizi. Ha inoltre confermato la valutazione sul dolo del rappresentante e, complessivamente, rigettato il ricorso, con condanna alle spese.

N. 25437

Cassazione, sentenza n. 25437 del 23/09/2024

Sentenza n. 25437 del 23/09/2024

La controversia riguardava la deducibilità, nell’anno 2004, di una quota di ammortamento del disavanzo da annullamento generato da una fusione, contestata dall’Agenzia perché la correlata plusvalenza aveva beneficiato del regime delle cooperative. La Cassazione ha rilevato l’efficacia preclusiva di un precedente giudicato tra le parti sulla medesima fattispecie durevole, già favorevole alla deduzione delle quote, nonostante il diverso periodo d’imposta. Ha inoltre ribadito che la disciplina richiedeva il concorso dei valori alla formazione del reddito, non la loro concreta tassazione, e ha rigettato il ricorso dell’Amministrazione.

  • Operazioni straordinarie
  • IRES
  • Società
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25433

Cassazione, sentenza n. 25433 del 23/09/2024

Processo - Comunicazione data udienza

Nel giudizio relativo ad accertamenti IVA, IRAP e IRES, l’appello dell’Agenzia era stato trattato in pubblica udienza senza che al difensore della società fosse comunicata la data, e la decisione di primo grado era stata integralmente riformata. La Cassazione ha affermato che l’omesso avviso viola difesa e contraddittorio e determina nullità; la causa può evitare il rinvio soltanto quando restino da decidere mere questioni di diritto. Poiché le ulteriori censure richiedevano accertamenti di merito, la Corte ha accolto il primo motivo, assorbito gli altri e cassato con rinvio.

N. 25429

Cassazione, sentenza n. 25429 del 23/09/2024

Sentenza n. 25429 del 23/09/2024

La società contestava accertamenti IRES, IVA e IRAP fondati su operazioni soggettivamente inesistenti e su una prestazione pubblicitaria ritenuta oggettivamente inesistente, mentre ai soci erano stati imputati maggiori utili. La Cassazione ha respinto le censure societarie sulla prova della consapevolezza della frode, ritenendo corretta la valutazione complessiva degli indizi svolta in appello, e quelle sulla prestazione pubblicitaria, non adeguatamente confrontate con la motivazione impugnata; ha inoltre giudicato intelligibile il calcolo dell’IVA e non persuasiva l’invocazione della neutralità. Per i soci ha dichiarato estinto il giudizio a seguito delle rispettive definizioni agevolate.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 25424

Cassazione, sentenza n. 25424 del 23/09/2024

Sentenza n. 25424 del 23/09/2024

Un lavoratore, residente e operante nel Regno Unito nel 2012, aveva chiesto il rimborso dell’IRPEF trattenuta in Italia, deducendo che le medesime retribuzioni erano state tassate all’estero; i giudici di merito avevano accolto la domanda. La Cassazione ha ritenuto sufficienti le certificazioni dell’autorità britannica sulla residenza, sul pagamento delle imposte e sui requisiti convenzionali, escludendo la necessità di formule documentali predeterminate. Ha inoltre affermato l’irrilevanza della nazionalità del datore di lavoro ai fini della disciplina convenzionale applicata e ha rigettato il ricorso dell’Agenzia.

N. 25415

Cassazione, sentenza n. 25415 del 23/09/2024

Sentenza n. 25415 del 23/09/2024

Gli atti impositivi e sanzionatori, relativi a una contestata frode carosello, erano stati impugnati dall’ex liquidatrice in nome di una società già cancellata dal Registro delle imprese prima della loro notificazione. La Cassazione ha stabilito che la cancellazione aveva determinato l’estinzione dell’ente e il venir meno della capacità processuale e della legittimazione dell’ex amministratrice-liquidatrice a rappresentarlo. Accolto il primo motivo dell’Agenzia e assorbiti gli altri, la Corte ha cassato senza rinvio, dichiarato nullo l’intero giudizio e compensato integralmente le spese.

  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25191

Cassazione, sentenza n. 25191 del 19/09/2024

Sentenza n. 25191 del 19/09/2024

Un professionista contestava la tassazione separata dell’intera seconda rata dell’indennità ricevuta per il recesso da un’associazione professionale, sostenendo che essa comprendesse la restituzione, fiscalmente irrilevante, del conferimento iniziale. La CTR aveva invece qualificato l’importo come distribuzione anticipata di utili e ritenuto non provata la componente patrimoniale. La Cassazione ha escluso l’omessa pronuncia sui motivi incidentali, poiché il loro rigetto risultava dal dispositivo e poteva desumersi implicitamente dalla decisione, confermando su tali profili la pronuncia regionale.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Professionisti
  • Processo tributario

Le sintesi editoriali sono generate con Codex esclusivamente sulla base dei documenti acquisiti dalle fonti istituzionali e servono a orientare la consultazione; non sostituiscono la lettura integrale. I PDF sono copie di consultazione dei documenti o delle relative pagine istituzionali. Per verificare eventuali aggiornamenti o allegati, consulta sempre la fonte istituzionale.