Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 19314

Cassazione, sentenza n. 19314 del 18/07/2019

Sentenza n. 19314 del 18/07/2019

La controversia riguardava avvisi TIA, la tempestività del ricorso dopo un accertamento con adesione concluso senza accordo, l’esclusione della quota variabile per superfici produttive di rifiuti speciali e l’applicazione dell’IVA. La Cassazione ha confermato che il verbale di mancato accordo non interrompe la sospensione di novanta giorni e che la TIA, avendo natura tributaria, non è soggetta a IVA. Ha tuttavia ravvisato una motivazione meramente apparente sull’accertamento della natura dei rifiuti, accolto il quarto motivo, cassato la sentenza sul punto e rinviato alla CTR.

  • Tributi locali
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19329

Cassazione, sentenza n. 19329 del 18/07/2019

Sentenza n. 19329 del 18/07/2019

L’accertamento riguardava la tassa rifiuti su un magazzino e alcuni uffici utilizzati da un’impresa di autotrasporto, che allegava l’assenza di produzione di rifiuti e contestava anche l’IVA; la CTR aveva annullato integralmente la pretesa. La Cassazione conferma la giurisdizione tributaria e la non assoggettabilità a IVA della TIA applicabile al periodo 2004-giugno 2009, ma richiama la presunzione di produttività dei locali e l’onere del contribuente di provare le condizioni di esclusione. Accoglie il terzo e il quarto motivo, cassa la sentenza e rinvia alla CTR.

  • Tributi locali
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 19313

Cassazione, sentenza n. 19313 del 18/07/2019

Sentenza n. 19313 del 18/07/2019

Nel giudizio su avvisi TIA, la società di gestione contestava sia la tempestività dell’impugnazione, proposta dopo un procedimento di adesione concluso senza accordo, sia l’esonero dalla quota variabile per aree produttive di rifiuti speciali e l’esclusione dell’IVA. La Cassazione ha ritenuto che il mancato accordo non faccia cessare la sospensione di novanta giorni e ha confermato la natura tributaria, non soggetta a IVA, della TIA. Ha però annullato con rinvio la decisione regionale perché priva di effettiva motivazione sulla prova della natura dei rifiuti prodotti.

  • Tributi locali
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19328

Cassazione, sentenza n. 19328 del 18/07/2019

Sentenza n. 19328 del 18/07/2019

La società contestava la TARSU applicata a un’area scoperta adibita a parcheggio, sostenendone la natura non operativa e l’inidoneità a produrre rifiuti; i giudici di merito avevano confermato gli avvisi per il 2006-2010. La Cassazione afferma che i parcheggi, perché frequentati da persone, sono presuntivamente produttivi di rifiuti e che spetta al contribuente dimostrarne la concreta inutilizzabilità o inidoneità. Rilevata inoltre la doppia conforme sulle circostanze di fatto, rigetta il ricorso e conferma la pretesa comunale.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 19312

Cassazione, sentenza n. 19312 del 18/07/2019

Sentenza n. 19312 del 18/07/2019

La società incaricata della gestione dei rifiuti impugnava la decisione che aveva giudicato tempestivo il ricorso contro gli avvisi TIA, escluso la quota variabile per le superfici produttive di rifiuti speciali e negato l’applicazione dell’IVA. La Cassazione ha confermato che il verbale di mancato accordo nell’accertamento con adesione non interrompe la sospensione di novanta giorni e che la TIA non è soggetta a IVA per la sua natura tributaria. Riscontrata però una motivazione apparente sulla prova relativa ai rifiuti, ha cassato sul quarto motivo e rinviato alla CTR.

  • Tributi locali
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19343

Cassazione, sentenza n. 19343 del 18/07/2019

Sentenza n. 19343 del 18/07/2019

Il giudizio riguardava un accertamento ICI per il 2002, annullato in sede di rinvio perché la CTR aveva individuato nel 31 dicembre 2006 il termine di decadenza, nonostante la spedizione dell’atto nel dicembre 2007. La Cassazione ha riconosciuto la rilevanza del regolamento comunale che, in forza della disciplina richiamata, aveva fissato un termine quinquennale entro il limite consentito; ha inoltre osservato che il precedente giudizio di legittimità presupponeva la scadenza al 31 dicembre 2007. Il ricorso del Comune è stato accolto, con cassazione e nuovo rinvio alla CTR.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19327

Cassazione, sentenza n. 19327 del 18/07/2019

Sentenza n. 19327 del 18/07/2019

L’accertamento TARSU per il 2008 includeva, oltre all’area dei macchinari, spazi adiacenti destinati a magazzino di semilavorati e al transito dei carrelli; la contribuente ne sosteneva l’esclusione e segnalava modifiche dell’immobile successive all’anno d’imposta. La Cassazione rileva la doppia conforme sull’accertamento fattuale e precisa che l’esclusione riguarda le superfici nelle quali, per struttura e destinazione, si formano rifiuti speciali, mentre depositi e altri locali restano tassabili se tale condizione non è provata. Il ricorso è dichiarato inammissibile.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 19311

Cassazione, sentenza n. 19311 del 18/07/2019

Sentenza n. 19311 del 18/07/2019

La controversia riguarda avvisi TIA per il 2001-2004, contestati anche per le superfici produttive di rifiuti speciali e per l’applicazione dell’IVA. La Cassazione conferma che il verbale di mancato accordo nell’accertamento con adesione non interrompe la sospensione di novanta giorni del termine d’impugnazione e ribadisce che la TIA1, avendo natura tributaria, non è soggetta a IVA. Accoglie però la censura sulla motivazione meramente apparente relativa alla natura dei rifiuti, cassa sul punto e rinvia alla Commissione regionale in diversa composizione.

  • Tributi locali
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 19182

Cassazione, sentenza n. 19182 del 17/07/2019

Sentenza n. 19182 del 17/07/2019

Oggetto del giudizio era il disconoscimento delle agevolazioni applicate all’acquisto di terreni da una società agricola, motivato dall’assenza d’iscrizione del suo amministratore alla gestione previdenziale e assistenziale agricola. La Cassazione ha respinto la tesi secondo cui sarebbero bastati la qualifica societaria o contributi versati ad altro titolo: la disposizione applicabile subordina il beneficio alla presenza, nella società di capitali, di almeno un amministratore coltivatore diretto iscritto nella gestione pertinente. La CTR aveva inoltre implicitamente escluso la richiesta subordinata di diversa liquidazione dell’imposta; il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
  • Imprese
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 19166

Cassazione, sentenza n. 19166 del 17/07/2019

Sentenza n. 19166 del 17/07/2019

La società concedente chiedeva il rimborso dell’IMU versata dopo la risoluzione anticipata di un leasing immobiliare, sostenendo che il bene era rimasto nella materiale detenzione dell’utilizzatore; i giudici di merito avevano invece collegato il ritorno della soggettività passiva alla sola risoluzione. La Cassazione ha ritenuto che, nel leasing, l’utilizzatore resti soggetto passivo sino all’effettiva riconsegna dell’immobile, momento in cui si spoglia delle facoltà, degli obblighi e dei rischi connessi al rapporto. Ha quindi cassato la decisione e, senza ulteriori accertamenti, accolto nel merito il ricorso originario per il rimborso.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 19197

Cassazione, sentenza n. 19197 del 17/07/2019

Sentenza n. 19197 del 17/07/2019

Il giudizio concerne avvisi ICI per il 2004-2007 relativi a fabbricati che il contribuente assumeva rurali e strumentali all’attività agricola, successivamente classificati in categoria D/10. La Cassazione precisa che la retroattività quinquennale del classamento rurale opera soltanto per le domande presentate secondo la procedura introdotta nel 2011, non per richieste formulate nel 2009 e 2010; considera invece il contrasto testuale tra motivazione e dispositivo un errore materiale correggibile. Accolto il secondo motivo, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, rigetta i ricorsi originari.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 19181

Cassazione, sentenza n. 19181 del 17/07/2019

Sentenza n. 19181 del 17/07/2019

I contribuenti contestavano l’ICI richiesta dal Comune su un’area urbanisticamente edificabile, affermando che fosse invece adibita a giardino pertinenziale; i giudici di merito avevano respinto l’impugnazione. La Cassazione ha rilevato che la pertinenzialità era stata indicata soltanto nella dichiarazione ICI-IMU del 2012 e ha ribadito che chi non evidenzia la pertinenza nella dichiarazione rilevante non può dedurla per la prima volta in giudizio contro l’assoggettamento dell’area a imposta. Poiché le ulteriori allegazioni non incidevano su tale ragione decisiva, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 19160

Cassazione, sentenza n. 19160 del 17/07/2019

Sentenza n. 19160 del 17/07/2019

L’accertamento IVA riguardava l’importo della “tassa marmi” riaddebitato ai clienti da un’impresa di trasporto, che la CTR aveva escluso dalla base imponibile ritenendo il tributo gravante sul proprietario dei beni. La Cassazione ha individuato il soggetto passivo in chi effettua, nel proprio nome, il trasporto oltre i confini comunali e ha precisato che solo le anticipazioni eseguite in nome e per conto del committente, se documentate, restano fuori dalla base imponibile. Accolto il primo motivo, ha cassato con rinvio affinché siano verificati rappresentanza, condizioni negoziali e debenza del costo traslato.

  • IVA
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 19196

Cassazione, sentenza n. 19196 del 17/07/2019

Sentenza n. 19196 del 17/07/2019

La controversia riguarda l’ICI 2004-2007 su immobili indicati dal contribuente come rurali e funzionali all’attività agricola, alcuni dei quali classificati D/10 nel 2009 e nel 2010. La Corte esclude che a tali classamenti possa applicarsi la retroattività quinquennale prevista dalla procedura introdotta soltanto nel 2011; rileva inoltre che l’incongruenza letterale tra motivazione e dispositivo configurava un errore materiale, non un vizio cassatorio. Dichiarato inammissibile il primo motivo e accolto il secondo, la sentenza è cassata e i ricorsi originari sono rigettati nel merito.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 19180

Cassazione, sentenza n. 19180 del 17/07/2019

Sentenza n. 19180 del 17/07/2019

Un ente religioso chiedeva l’esenzione ICI per un terreno sul quale, nell’anno d’imposta, era in costruzione un edificio poi destinato al culto; la CTR aveva negato il beneficio perché l’attività religiosa non era ancora concretamente esercitata. La Cassazione ha affermato che l’esenzione opera anche durante l’edificazione quando l’area sia univocamente e conformemente destinata alla realizzazione dell’immobile agevolato, rilevando inoltre il giudicato formatosi per le annualità precedente e successiva sulla destinazione del bene. Accolto il ricorso, la Corte ha cassato la sentenza e accolto nel merito l’impugnazione originaria, compensando le spese.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 19159

Cassazione, sentenza n. 19159 del 17/07/2019

Sentenza n. 19159 del 17/07/2019

Per l’anno 2000 l’Ufficio aveva recuperato l’IVA sulla “tassa marmi” addebitata ai clienti da un trasportatore, mentre i giudici di merito avevano considerato l’importo un’anticipazione estranea alla base imponibile. La Cassazione ha chiarito che il tributo grava sul soggetto nel cui nome il marmo è trasportato fuori dal territorio comunale: l’esclusione dall’IVA opera soltanto per somme anticipate in nome e per conto del committente e regolarmente documentate. La sentenza è stata cassata con rinvio per accertare in quale veste fosse avvenuto il pagamento e se il costo riaddebitato fosse effettivamente dovuto.

  • IVA
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 19195

Cassazione, sentenza n. 19195 del 17/07/2019

Sentenza n. 19195 del 17/07/2019

La contribuente aveva impugnato un’iscrizione ipotecaria lamentando di non essere stata previamente avvertita, mentre il concessionario sosteneva che non fosse necessaria l’intimazione di pagamento prevista per l’espropriazione forzata. La Cassazione conferma che l’ipoteca non richiede tale intimazione, ma deve essere preceduta dalla comunicazione e dalla concessione di trenta giorni per pagare o presentare osservazioni: l’omesso contraddittorio determina la nullità dell’iscrizione. Il ricorso del concessionario è pertanto rigettato e le spese sono compensate.

N. 19179

Cassazione, sentenza n. 19179 del 17/07/2019

Sentenza n. 19179 del 17/07/2019

Due società contestavano il recupero di maggiori ricavi non dichiarati, relativi alla vendita di appartamenti, che i giudici di merito avevano confermato sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti. La Cassazione afferma che tali indizi consentono l’accertamento analitico-induttivo anche prescindendo dall’irregolarità delle scritture contabili; precisa inoltre che l’applicazione retroattiva delle sanzioni più favorevoli richiede un confronto concreto tra i due trattamenti, non specificamente prospettato dalle ricorrenti. Il ricorso è quindi rigettato, con condanna solidale alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 19158

Cassazione, sentenza n. 19158 del 17/07/2019

Sentenza n. 19158 del 17/07/2019

La lite verteva sull’IVA relativa alla “tassa marmi” riaddebitata ai committenti per servizi di trasporto nell’anno 2002; la CTR ne aveva escluso l’inclusione nella base imponibile, attribuendo il tributo al proprietario del marmo. La Cassazione ha invece collegato la soggettività passiva al trasporto effettuato in nome proprio oltre i confini comunali, distinguendolo dall’anticipazione compiuta, con rappresentanza e adeguata documentazione, in nome e per conto del cliente. Accolto il primo motivo e dichiarati inammissibili gli altri, ha cassato con rinvio per le necessarie verifiche fattuali e contrattuali.

  • IVA
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 19194

Cassazione, sentenza n. 19194 del 17/07/2019

Sentenza n. 19194 del 17/07/2019

Società e soci contestavano accertamenti induttivi sul reddito d’impresa e la conseguente cartella, ma la Commissione regionale aveva dichiarato inammissibile l’appello per asserita genericità. La Cassazione chiarisce che, nel processo tributario, anche la riproposizione delle ragioni originarie soddisfa l’onere di specificità quando esprima, pure implicitamente ma inequivocabilmente, il dissenso rispetto alla decisione di primo grado; nel caso concreto le censure erano state puntualmente riferite alla motivazione impugnata. Accoglie quindi il terzo motivo, cassa la sentenza e rinvia alla Commissione regionale in diversa composizione.

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