Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 20457

Cassazione, sentenza n. 20457 del 30/07/2019

Sentenza n. 20457 del 30/07/2019

La controversia riguardava una cartella fondata su diritti doganali iscritti integralmente a ruolo mentre era pendente l’impugnazione dell’avviso di rettifica. La Corte ha ritenuto che la riscossione frazionata prevista dall’art. 68 del D.Lgs. 546/1992 operi soltanto per i tributi che la contemplano e nella fase successiva alla decisione, mentre per i dazi l’impugnazione non sospende l’esecuzione; ha quindi respinto tale censura. Ha inoltre dichiarato inammissibili le doglianze sui vizi dell’atto presupposto, non specificamente dedotte e non proponibili contro la sola cartella quando la pretesa era già conosciuta.

  • Riscossione
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20479

Cassazione, sentenza n. 20479 del 30/07/2019

Sentenza n. 20479 del 30/07/2019

L’Agenzia contestava l’annullamento di un accertamento sintetico fondato su acquisti immobiliari, sostenendo che il contribuente dovesse dimostrare non solo la disponibilità di risorse ulteriori, ma anche il loro impiego per quelle spese. La Corte ha precisato che la documentazione deve attestare entità e durata del possesso dei redditi, così da renderne plausibile la destinazione agli incrementi patrimoniali, senza richiedere una prova diretta di ciascun impiego. Poiché la CTR aveva esaminato fonti, importi e riferimenti temporali e ritenuto documentato il collegamento, il ricorso principale è stato rigettato e quello incidentale condizionato dichiarato assorbito.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20456

Cassazione, sentenza n. 20456 del 30/07/2019

Sentenza n. 20456 del 30/07/2019

La società contestava la cartella relativa a sanzioni doganali, sostenendo l’illegittimità dell’iscrizione integrale durante il giudizio e l’assenza della responsabilità solidale. La Corte ha escluso che l’art. 68 del D.Lgs. 546/1992 impedisca, prima della decisione di primo grado, la riscossione integrale delle pretese doganali, la cui esecuzione non è sospesa dalla sola impugnazione. Ha inoltre giudicato inammissibili le contestazioni sul merito della pretesa, poiché l’atto sanzionatorio presupposto non era stato impugnato e le ulteriori doglianze difettavano di specificità.

  • Riscossione
  • Sanzioni
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
N. 20478

Cassazione, sentenza n. 20478 del 30/07/2019

Sentenza n. 20478 del 30/07/2019

La controversia riguardava una cartella per IRPEF relativa a due annualità e il successivo diniego di definizione della lite. Prima della domanda di definizione e del ricorso per cassazione, l’Agenzia aveva annullato integralmente l’iscrizione a ruolo e l’agente della riscossione aveva eseguito lo sgravio: la Corte ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere e cassato senza rinvio la sentenza impugnata. Il ricorso contro il diniego della definizione è stato dichiarato inammissibile per difetto d’interesse, non essendovi più alcun atto o lite da definire.

  • Riscossione
  • Autotutela
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20477

Cassazione, sentenza n. 20477 del 30/07/2019

Sentenza n. 20477 del 30/07/2019

Una società contestava un accertamento IVA, IRPEG e IRAP per ricavi immobiliari non dichiarati, eccependo vizi della notificazione e la conseguente decadenza dell’Ufficio; la CTR aveva attribuito al ricorso introduttivo efficacia sanante retroattiva. La Corte ha chiarito che la proposizione del ricorso sana la nullità della notifica per raggiungimento dello scopo soltanto se interviene prima della scadenza del termine entro cui deve essere esercitato il potere di accertamento. Poiché il ricorso era successivo alla decadenza allegata da entrambe le parti, il relativo motivo è stato accolto e la causa rinviata per esaminare ritualità della notifica e documenti utilizzabili.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 20476

Cassazione, sentenza n. 20476 del 30/07/2019

Sentenza n. 20476 del 30/07/2019

L’Amministrazione aveva recuperato a tassazione, ai fini IRES e IRAP, somme registrate come finanziamenti infruttiferi dei soci, ritenendole incompatibili con la loro capacità reddituale e riconducibili a ricavi occultati. La Corte ha rilevato che la CTR aveva esaminato l’allegata provenienza da risparmi personali e familiari, escludendo quindi il denunciato omesso esame; ha inoltre chiarito che il riferimento alle sopravvenienze era marginale rispetto alla qualificazione delle somme come ricavi non dichiarati. Non essendo stata provata la fonte oggettiva dei fondi, il ricorso della società è stato rigettato.

N. 20475

Cassazione, sentenza n. 20475 del 30/07/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE GIURIDICHE (I.R.P.E.G.) - ENTI NON COMMERCIALI - COMPONENTI NEGATIVI Deducibilità - Disciplina di cui all'art. 21, comma 3, del d.P.R. n. 598 del 1973 - Portata - Applicabilità - Condizioni - Fondamento.

Un ente previdenziale non commerciale chiedeva il rimborso dell’IRPEG, sostenendo la deducibilità proporzionale degli accantonamenti anche in assenza di attività commerciale; i giudici tributari avevano respinto la domanda. La Cassazione afferma che il criterio proporzionale dell’art. 21, comma 3, del d.P.R. n. 598/1973 riguarda soltanto gli enti con attività istituzionale e commerciale promiscua, senza contabilità separata. Poiché l’ente svolgeva esclusivamente attività istituzionale e i relativi redditi erano già assunti al netto, la Corte rigetta il ricorso.

  • IRES
  • Società, imprese e Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20474

Cassazione, sentenza n. 20474 del 30/07/2019

Sentenza n. 20474 del 30/07/2019

Una società contestava il recupero, ai fini IRES e IRAP, di provvigioni intra-UE ritenute non documentate e non inerenti; dopo l’accoglimento in primo grado, la CTR aveva escluso la deducibilità per mancata prova dell’effettività e dell’utilità delle prestazioni. La Cassazione ribadisce che il contribuente deve dimostrare inerenza, effettività e coerenza economica dei costi dedotti. Poiché il ricorso censurava il ragionamento presuntivo senza confrontarsi con la decisiva carenza probatoria rilevata dalla CTR, viene dichiarato inammissibile.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Società, imprese e Professionisti
  • Contenzioso
N. 20473

Cassazione, sentenza n. 20473 del 30/07/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.) - REDDITI DIVERSI - OPERAZIONI SPECULATIVE Plusvalenze realizzate mediante la cessione di terreni - Imposta sostitutiva ex art. 7 della l. n. 448 del 2001 - Presupposto - Capacità edificatoria dei terreni - Esclusione - Proprietà o possesso dei terreni - Conseguenze.

La contribuente chiedeva il rimborso della prima imposta sostitutiva versata per rivalutare un terreno, sostenendo che il successivo pagamento riferito a un diverso terreno, dotato della medesima capacità edificatoria, producesse doppia imposizione. La Cassazione chiarisce che il presupposto della rideterminazione è la proprietà o il possesso dello specifico terreno, non la relativa cubatura: pagamenti concernenti beni diversi non integrano duplicazione. Esclusa anche l’omessa pronuncia, poiché la CTR aveva implicitamente respinto la deduzione sull’errore essenziale, la Corte rigetta il ricorso.

N. 20340

Cassazione, sentenza n. 20340 del 26/07/2019

Sentenza n. 20340 del 26/07/2019

Il contribuente, aderente al concordato preventivo biennale, contestava un accertamento basato su indagini bancarie per maggiori imposte dirette e IVA, ridotto in appello dopo il riconoscimento di alcune movimentazioni. La Corte ha precisato che la soglia del 50% va verificata sul maggior reddito effettivamente accertabile mediante i poteri non inibiti dal concordato, dopo la valutazione delle prove e delle giustificazioni, non sull’importo originariamente indicato nell’avviso. Poiché il giudice regionale non aveva ripetuto tale verifica dopo la riduzione, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Concordato preventivo biennale
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Processo tributario
N. 20338

Cassazione, sentenza n. 20338 del 26/07/2019

Sentenza n. 20338 del 26/07/2019

L’accertamento sintetico IRPEF considerava le spese di gestione dell’abitazione effettivamente utilizzata dal contribuente, sebbene questi ne fosse soltanto nudo proprietario, oltre ad altri indici di capacità contributiva. La Cassazione conferma che rileva la disponibilità materiale del bene e che il lascito ereditario, da solo, non prova la possibilità di finanziare le spese contestate. Accoglie però la censura sull’omesso esame delle certificazioni anagrafiche relative ad altri occupanti dell’immobile, circostanza potenzialmente decisiva per ripartirne disponibilità e costi, e rinvia alla CTR.

N. 20337

Cassazione, sentenza n. 20337 del 26/07/2019

Sentenza n. 20337 del 26/07/2019

L’Ufficio aveva negato la deduzione, quale sopravvenienza passiva del 2005, della nota di credito emessa per stornare una fattura del 2003 relativa a operazioni ritenute oggettivamente inesistenti. La Cassazione reputa corretta la valutazione degli indizi compiuta dalla CTR e precisa che lo storno mediante nota di credito presuppone un’operazione effettiva: l’inesistenza originaria non integra il mancato conseguimento di ricavi né la sopravvenuta insussistenza di attività. Poiché la rettifica non può essere collocata discrezionalmente in un esercizio successivo, il ricorso è rigettato.

N. 20336

Cassazione, sentenza n. 20336 del 26/07/2019

Sentenza n. 20336 del 26/07/2019

Gli accertamenti recuperavano costi e IVA riferiti a fatture per operazioni oggettivamente inesistenti, sulla base del processo verbale della Guardia di Finanza e di molteplici elementi indiziari. La Cassazione afferma che, una volta forniti dall’Ufficio indizi adeguati, spetta al contribuente dimostrare l’effettività delle prestazioni; riconosce inoltre valore indiziario alle dichiarazioni di terzi riportate anche sinteticamente nel verbale. Le ulteriori doglianze miravano a una nuova valutazione del materiale probatorio, preclusa in sede di legittimità, sicché il ricorso è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRPEF
  • IRAP
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 20335

Cassazione, sentenza n. 20335 del 26/07/2019

Sentenza n. 20335 del 26/07/2019

La CTR aveva rideterminato induttivamente i maggiori ricavi di una società valorizzando i finanziamenti dei soci lavoratori e la gratuità dell’incarico dell’amministratore, dopo avere escluso l’attendibilità di uno studio compartimentale del 1971. La Cassazione ritiene però incompleto il ragionamento presuntivo, perché non aveva considerato la dichiarata congruità allo studio di settore, fatto discusso tra le parti e potenzialmente idoneo a contrastare l’inferenza di ricavi non dichiarati. Accoglie quindi il ricorso principale su tale punto, dichiara inammissibile quello incidentale dell’Agenzia e rinvia alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IVA
  • IRAP
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 20334

Cassazione, sentenza n. 20334 del 26/07/2019

Sentenza n. 20334 del 26/07/2019

Una società sportiva dilettantistica chiedeva l’esenzione ICI per l’immobile destinato, secondo la propria prospettazione, ad attività sportive e ricreative; il Comune aveva invece rilevato anche attività commerciali e di servizi. La Cassazione conferma che forma societaria, riconoscimento sportivo e attestazioni formali non bastano: il contribuente deve provare in concreto i requisiti soggettivi e l’esclusivo svolgimento, con modalità non commerciali, dell’attività agevolata. Esclusa anche un’incertezza normativa oggettiva idonea a eliminare le sanzioni, il ricorso è respinto.

  • Tributi locali
  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Agevolazioni Fiscali
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 20332

Cassazione, sentenza n. 20332 del 26/07/2019

Sentenza n. 20332 del 26/07/2019

La controversia riguardava l’inclusione, nell’agevolazione incidente sull’IRAP, di proventi finanziari derivanti dai rapporti tra una società e la controllante; la CTR li aveva esclusi dal reddito industriale agevolato, ma aveva disapplicato le sanzioni per obiettiva incertezza normativa. La Cassazione rigetta il ricorso incidentale della contribuente, lasciando ferma la ripresa dei proventi, e accoglie quello dell’Agenzia sul trattamento sanzionatorio. Poiché la richiesta di disapplicazione era stata formulata soltanto in appello, la considera nuova e inammissibile, cassando sul punto senza rinvio.

  • IRAP
  • Agevolazioni Fiscali
  • Sanzioni
  • Processo tributario
  • Società
N. 20359

Cassazione, sentenza n. 20359 del 26/07/2019

Sentenza n. 20359 del 26/07/2019

L’Amministrazione contestava il rimborso IRAP riconosciuto a una società finanziaria per le quote annuali di svalutazioni di crediti verso la clientela operate prima del 2005. La Corte ha affermato che tali svalutazioni incidono subito sul valore fiscale dei ricavi e che la deduzione ripartita nei nove esercizi successivi costituisce soltanto una modalità temporale: la successiva indeducibilità non riguarda quindi i cosiddetti noni pregressi, già consolidati sotto la disciplina anteriore. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • IRAP
  • Società, imprese e Professionisti
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
N. 20345

Cassazione, sentenza n. 20345 del 26/07/2019

Sentenza n. 20345 del 26/07/2019

L’accertamento riguardava la deducibilità, ai fini IRPEG e IRAP, della perdita di valore di quote in una SICAV lussemburghese detenute da un’impresa assicurativa, nonché la legittimità della verifica svolta dalla Direzione centrale dell’Agenzia delle Entrate. La contribuente sosteneva che l’organismo conservasse natura di SICAV anche con un solo investitore e che la minusvalenza fosse integralmente deducibile. La Corte ha escluso i denunciati vizi della verifica e della motivazione e, lasciando ferme le riprese sulla deduzione pluriennale e sull’irrilevanza IRAP degli investimenti durevoli, ha rigettato il ricorso.

  • IRAP
  • IRES
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 20344

Cassazione, sentenza n. 20344 del 26/07/2019

Sentenza n. 20344 del 26/07/2019

Il contribuente contestava un accertamento sintetico IRPEF fondato sul divario tra reddito dichiarato e capacità contributiva, deducendo redditi esenti, rimborsi forfettari e l’uso professionale di un immobile. La Corte ha ribadito che la prova contraria deve documentare entità e durata della disponibilità finanziaria; ha però rilevato che le censure erano generiche o miravano a una nuova valutazione delle prove, mentre i rimborsi indicati non erano stati computati dall’Ufficio. Esclusi anche i vizi processuali denunciati, il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Professionisti
  • Processo tributario
N. 20343

Cassazione, sentenza n. 20343 del 26/07/2019

Sentenza n. 20343 del 26/07/2019

Un contribuente residente in una provincia colpita dal sisma del 1990 chiedeva il rimborso del 90% di IRPEF e ILOR versate per gli anni agevolati; i giudici di merito avevano dichiarato tardiva l’istanza presentata nel 2007. La Corte ha applicato la norma interpretativa secondo cui, per i soggetti non esercenti attività d’impresa, il termine biennale decorre dal 1° marzo 2008, data di entrata in vigore della legge di conversione richiamata. Ha quindi accolto il ricorso, cassato la sentenza e riconosciuto nel merito la domanda originaria.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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