Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 25065

Cassazione, sentenza n. 25065 del 8/10/2019

Sentenza n. 25065 del 08/10/2019

Il contribuente contestava un accertamento ICI sostenendo sia l’inammissibilità dell’appello comunale per difetto di motivi specifici, sia l’invalidità dell’atto perché privo di firma autografa o digitale qualificata. La Corte ritiene sufficiente una censura d’appello ricavabile inequivocamente dall’atto nel suo complesso e conferma che, per gli accertamenti automatizzati relativi a tributi locali, la firma può essere sostituita dall’indicazione a stampa del responsabile individuato con provvedimento dirigenziale. Non essendo contestate qualifica e legittimazione del funzionario, il ricorso è rigettato.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 25064

Cassazione, sentenza n. 25064 del 8/10/2019

Sentenza n. 25064 del 08/10/2019

Il gestore del servizio rifiuti sosteneva che la mancata impugnazione delle precedenti fatture e del sollecito avesse consolidato la pretesa TIA e contestava la classificazione dell’attività come birreria anziché ristorazione. La Corte precisa che gli atti atipici recanti una pretesa tributaria possono essere impugnati, ma tale impugnazione costituisce una facoltà e la sua omissione non preclude il ricorso contro la successiva cartella; considera inoltre insindacabile la motivata valutazione delle prove compiuta dal giudice regionale. Il ricorso è rigettato e resta dovuta la tariffa prevista per la birreria.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 25063

Cassazione, sentenza n. 25063 del 8/10/2019

Sentenza n. 25063 del 08/10/2019

Il contribuente chiedeva l’applicazione del ravvedimento operoso alla TARSU dovuta dal 2005 al 2008, sostenendo che la denuncia presentata nel 2010 dovesse valere anche per le annualità precedenti. La Corte chiarisce che, se manca una denuncia originaria, l’obbligo dichiarativo e la relativa violazione si rinnovano per ciascun anno; la dichiarazione tardiva non consente quindi il ravvedimento oltre il termine previsto, mentre il richiamo alla successiva modifica normativa era formulato genericamente. Il ricorso è rigettato, con condanna alle spese.

N. 25062

Cassazione, sentenza n. 25062 del 8/10/2019

Sentenza n. 25062 del 08/10/2019

Una società contestava sanzioni e interessi applicati per il ritardato pagamento di fatture TIA, mentre il gestore assumeva che il precedente sollecito rendesse tardiva e preclusa l’impugnazione della cartella. La Corte afferma che l’impugnazione immediata di un atto atipico espressivo della pretesa tributaria è facoltativa e che il sollecito non può sostituire la consegna delle fatture quale presupposto della decorrenza di sanzioni e interessi, esclusa ogni estensione analogica sfavorevole. Il ricorso del gestore è rigettato, con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 25061

Cassazione, sentenza n. 25061 del 8/10/2019

Sentenza n. 25061 del 08/10/2019

L’Agenzia delle Dogane contestava l’esenzione dall’imposta sul consumo di energia elettrica autoprodotta e consumata nel sedime aeroportuale, nonché il cumulo dei consumi propri e di terzi, chiedendo l’applicazione delle relative sanzioni. La Corte rileva che il giudice regionale aveva escluso le sanzioni per il legittimo affidamento generato da una nota dell’Amministrazione del 2002 e dalle successive conferme dei verificatori; il motivo dell’Agenzia, concentrato invece sulle convenzioni, non colpiva tale autonoma ragione decisoria. Il motivo è dichiarato inammissibile e le ulteriori censure sull’illecito tributario risultano assorbite.

N. 41070

Cassazione, sentenza n. 41070 del 7/10/2019

Reati tributari - Sanzioni - Omesso versamento IVA - Reato ex art. 10-ter decreto legislativo n. 74/2000 - Emissione fatture - Mancato versamento.

Il ricorrente contestava la condanna per omesso versamento dell’IVA, richiamando il mancato incasso delle fatture, la crisi di liquidità, la riduzione dei fidi e la priorità attribuita agli stipendi. La Cassazione ha affermato che il reato richiede il dolo generico e che, fuori dal regime IVA per cassa, l’obbligo derivante dalla dichiarazione annuale prescinde dall’effettiva riscossione; neppure la preferenza dei crediti di lavoro, propria delle procedure esecutive e fallimentari, giustifica l’omissione. Non risultando dimostrata l’adozione di tutte le iniziative necessarie per pagare il tributo, il ricorso è stato rigettato.

N. 25021

Cassazione, sentenza n. 25021 del 7/10/2019

Imposta di registro - Registrazione degli atti - Scioglimento della comunione ereditaria - Equiparabilità ad atto di alienazione inter vivos - Fondamento.

Nella controversia sullo scioglimento di una comunione ereditaria comprendente un fabbricato parzialmente abusivo, i giudici di merito avevano respinto la domanda della curatela fallimentare, ritenendo la divisione soggetta alla nullità prevista per gli atti tra vivi privi delle necessarie menzioni urbanistiche. Le Sezioni Unite hanno confermato che la divisione ereditaria è un atto inter vivos, plurilaterale e a effetti reali, ma hanno riconosciuto l’eccezione per lo scioglimento necessario nell’espropriazione di beni indivisi in sede concorsuale. Rigettato il primo motivo e accolto il secondo, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Immobili
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
N. 25013

Cassazione, ordinanza n. 25013 del 7/10/2019

Accertamento imposte - Avviso di accertamento - Termini per l'accertamento tributario - Presentazione denuncia penale - Accertamento già notificato - Tempestività.

La controversia riguardava un accertamento IVA per il 2006, fondato su operazioni soggettivamente inesistenti, che la CTR aveva confermato applicando il raddoppio dei termini e addebitando alla contribuente la mancata prova della buona fede. La Cassazione ha ritenuto tempestivo l’atto: in presenza di seri indizi di reato, il termine applicabile ratione temporis raddoppia anche se la denuncia è tardiva o archiviata. Ha però giudicato insufficiente, per provare la consapevolezza della frode, la sola inadeguatezza della sede del fornitore; accolto il secondo motivo, ha cassato con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31770

Cassazione, sentenza n. 31770 del 5/10/2019

Sentenza n. 31770 del 05/10/2019

L’accertamento aveva disconosciuto la non imponibilità IVA di prestazioni fatturate per lavori propedeutici al prolungamento di un’opera portuale; la CTR aveva escluso dal regime le attività di progettazione e assistenza soltanto connesse ai lavori. La Cassazione ha stabilito che i servizi di progettazione, inclusi saggi e sondaggi, rientrano tra quelli di ampliamento e ammodernamento degli impianti portuali quando siano direttamente funzionali alla realizzazione delle opere, indipendentemente dal luogo materiale della prestazione. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, ha cassato con rinvio per un nuovo esame.

N. 24682

Cassazione, sentenza n. 24682 del 3/10/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE (TRIBUTI ANTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - SANZIONI PER LE VIOLAZIONI - IN GENERE Merci in transito comunitario esterno - Irregolarità - Sanzioni - Irrogazione - Competenza.

La CTR aveva annullato le sanzioni relative a merci in transito comunitario esterno, considerando meramente formale la diversa descrizione dei beni e competente l’ufficio doganale di destinazione. La Cassazione ha chiarito che una violazione è non punibile come formale solo se non pregiudica i controlli e non incide su base imponibile o versamento, mentre il giudice d’appello aveva valutato soltanto l’assenza di danno erariale. Ha inoltre attribuito all’ufficio di partenza, responsabile della vigilanza sull’intero transito, il potere sanzionatorio; il ricorso dell’Amministrazione è stato accolto con cassazione e rinvio.

  • Sanzioni
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 24681

Cassazione, sentenza n. 24681 del 3/10/2019

Sentenza n. 24681 del 03/10/2019

L’accertamento aveva recuperato l’IVA detratta sul riacquisto di beni strumentali nell’ambito di operazioni che la CTR, pur ritenendole inesistenti, aveva considerato fiscalmente neutrali e compiute in buona fede. La Cassazione ha affermato che la detrazione richiede l’effettiva realizzazione dell’operazione e che la buona fede non supplisce alla sua inesistenza; inoltre, l’IVA indicata in una fattura per operazioni inesistenti resta dovuta finché non sia eliminato tempestivamente ogni rischio di perdita di gettito. Ritenuto altresì errato il riparto dell’onere probatorio operato in appello, ha accolto il ricorso e disposto il rinvio.

N. 24678

Cassazione, sentenza n. 24678 del 3/10/2019

Sentenza n. 24678 del 03/10/2019

Una società contestava le sanzioni relative al trattamento agevolato dell’energia, sostenendo di poter cumulare i propri consumi con quelli di imprese funzionalmente integrate, di essersi conformata alle indicazioni dell’ufficio e di essere stata sanzionata da un organo incompetente. La Cassazione ha ritenuto correttamente limitato il giudicato esterno alla mancanza dei presupposti dell’esenzione e ha escluso violazioni di competenza, poiché il direttore regionale poteva delegare l’ufficio periferico. Le ulteriori doglianze miravano a una nuova valutazione del verbale e dei fatti, non consentita come violazione di legge; il ricorso è stato respinto.

N. 24677

Cassazione, sentenza n. 24677 del 3/10/2019

Sentenza n. 24677 del 03/10/2019

La domanda riguardava il rimborso del 90% di IRPEF, ILOR e IVA versate per il triennio 1990-1992 da un soggetto residente nell’area colpita dal sisma siciliano; la CTR, pur riconoscendo in astratto il beneficio, aveva reputato tardiva l’istanza. La Cassazione ha ritenuto applicabile la norma sopravvenuta che fa decorrere dal 1° marzo 2008 il termine biennale, precisando tuttavia che il rimborso IVA è escluso. Poiché era stata allegata un’attività d’impresa, ha richiesto al giudice di merito di verificare compatibilità dell’aiuto, soglia de minimis e collegamento con i danni subiti.

N. 24676

Cassazione, sentenza n. 24676 del 3/10/2019

Sentenza n. 24676 del 03/10/2019

L’Amministrazione aveva richiesto accise e sanzioni per gas acquistato ma non fatturato, mentre i giudici di merito avevano attribuito lo scostamento a possibili dispersioni della rete e posto sull’ufficio l’onere di provare l’effettiva sottrazione all’imposta. La Cassazione ha rilevato che, per il cliente grossista, gli ammanchi eccedenti la tolleranza sono assistiti dalla presunzione legale di immissione in consumo: spetta quindi al soggetto obbligato dimostrare una diversa destinazione o la causa della variazione quantitativa. Accolti i primi due motivi, assorbiti gli altri e dichiarato inammissibile il ricorso incidentale, ha cassato con rinvio.

N. 24675

Cassazione, sentenza n. 24675 del 3/10/2019

TRIBUTI (IN GENERALE) - IN GENERE Apparecchi e congegni di intrattenimento da gioco di cui all'art. 110, comma 7, TULPS - Imposta ex art. 14 bis del d.P.R. n. 640 del 1972 - Pagamento in un'unica soluzione - Obbligo - Sussistenza - Frazionamento dell'imposta - Condizioni - Apparecchi rimossi o demoliti entro il 31 maggio 2004 - Frazionamento dell'imposta in relazione all'effettivo utilizzo - Possibilità - Esclusione - Fondamento.

Una società chiedeva il rimborso dell’imposta sugli intrattenimenti per apparecchi da gioco rimossi e demoliti nel 2004, ottenendolo nei due gradi di merito in proporzione al periodo di mancato utilizzo. La Cassazione ha stabilito che, per gli apparecchi posseduti al 1° gennaio, l’imposta forfetaria annuale deve essere versata in unica soluzione e non può essere rapportata ai mesi di effettivo esercizio; il frazionamento riguarda soltanto quelli installati dopo il 1° marzo. La riduzione prevista per il 2004 considerava già la necessaria rimozione: accolto il ricorso, la Corte ha deciso nel merito rigettando la domanda originaria.

N. 24674

Cassazione, sentenza n. 24674 del 3/10/2019

Sentenza n. 24674 del 03/10/2019

La controversia riguardava il recupero di dazi antidumping e delle relative sanzioni per l’importazione dalla Cina di parti di biciclette in quantità inferiori alla soglia agevolata, ma senza preventiva autorizzazione doganale. La Corte ha stabilito che l’esenzione, di stretta interpretazione, richiede l’autorizzazione e il controllo della destinazione particolare; la mera accettazione della dichiarazione non costituisce comportamento attivo idoneo a fondare la buona fede dell’importatore. Accolto il ricorso dell’Amministrazione e respinto il motivo incidentale sul contraddittorio, la sentenza è stata cassata con rigetto dei ricorsi originari.

  • Accertamento e riscossione
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24673

Cassazione, sentenza n. 24673 del 3/10/2019

Sentenza n. 24673 del 03/10/2019

Una società conferitaria d’azienda aveva impugnato la decisione resa sulla pretesa IGE originariamente contestata all’imprenditore individuale conferente, sostenendo di essere successore a titolo particolare. La Corte ha precisato che il conferimento, anteriore all’instaurazione del primo grado, aveva determinato distinti rapporti obbligatori solidali, non una successione nel diritto controverso in corso di causa; il coobbligato non evocato, in una causa scindibile, non può proporre appello. Pur rilevando un’erronea valutazione di merito della Corte territoriale, la Cassazione ne ha confermato l’inammissibilità dell’appello con diversa motivazione e ha rigettato il ricorso.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Operazioni straordinarie
  • Società di capitali
N. 24672

Cassazione, sentenza n. 24672 del 3/10/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE (TRIBUTI ANTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - IN GENERE Dazi doganali - Criteri di determinazione del valore della merce ex art. 30 codice doganale comunitario - Trasferimento nell'UE presso il rappresentante fiscale dell'esportatore - Operatività - Fondamento.

La Dogana aveva rideterminato maggiori dazi e IVA applicando direttamente il criterio fondato sul prezzo delle successive vendite, poiché le merci erano state trasferite dalla casa madre estera al proprio rappresentante fiscale senza una vendita all’ingresso nell’Unione. La Corte ha affermato che anche in tale ipotesi devono essere rispettati, in sequenza, i criteri dell’art. 30 del codice doganale, iniziando dal valore di merci identiche o similari prima del metodo sussidiario. Ha respinto il secondo motivo e dichiarato inammissibile il terzo; il dispositivo conclusivo non è riportato nei dati forniti.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • IVA
  • Estero
  • Contenzioso
N. 24671

Cassazione, sentenza n. 24671 del 3/10/2019

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - DETERMINAZIONE DELL'IMPOSTA - DETRAZIONI IVA - Detrazioni - Contratto preliminare - Condizioni. TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - OGGETTO - CESSIONE DI BENI - IN GENERE. In genere.

Due società contestavano il disconoscimento della detrazione IVA relativa a fatture emesse per vendite e permute immobiliari previste da un preliminare, sostenendo che fatturazione e pagamento anticipato rendessero imponibile l’operazione. La Corte ha riconosciuto che il preliminare accompagnato dall’anticipo integra normalmente il presupposto IVA nei limiti fatturati o pagati, ma ha confermato che la detrazione può essere negata quando sia accertata la natura fittizia dell’operazione sulla base di elementi oggettivi complessivi. Nel testo disponibile risultano respinti i primi sette motivi; non è riportato il dispositivo conclusivo.

  • IVA
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24683

Cassazione, sentenza n. 24683 del 3/10/2019

Sentenza n. 24683 del 03/10/2019

Due contribuenti contestavano un accertamento per imposta pubblicitaria intestato al nome di fantasia di un’impresa individuale, sostenendo che mancasse un soggetto passivo identificabile e richiamando un precedente giudicato relativo al fermo di un veicolo. La Cassazione ha escluso l’efficacia di quel giudicato perché riferito a una fattispecie diversa e ha precisato che l’obbligazione grava sull’imprenditore, non sulla ditta, ma l’indicazione di quest’ultima determina nullità soltanto se crea incertezza assoluta sulla persona destinataria. Poiché tale incertezza non era emersa, il ricorso è stato rigettato.

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