Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 28338

Cassazione, sentenza n. 28338 del 5/11/2019

Sentenza n. 28338 del 05/11/2019

La controversia riguardava la detrazione dell’IVA assolta su servizi di formazione del personale finanziati mediante sovvenzioni, che la CTR aveva negato considerando l’erogazione estranea all’imposta. La Cassazione ha affermato che il finanziamento pubblico non esclude di per sé la detrazione: occorre verificare se i beni e servizi acquistati siano impiegati per operazioni imponibili o comunque attributive del relativo diritto. Rigettata la censura sulla motivazione e accolto il motivo sostanziale, ha cassato la sentenza con rinvio alla CTR per tale accertamento, assorbendo le questioni sul parere amministrativo e sulle sanzioni.

N. 28355

Cassazione, sentenza n. 28355 del 5/11/2019

Sentenza n. 28355 del 05/11/2019

Una banca contestava l’indeducibilità dei costi sostenuti per transazioni con clienti su investimenti e per l’acquisizione di un diritto di superficie; l’Amministrazione impugnava invece il riconoscimento dell’ammortamento relativo a una lista clienti. La Cassazione considera inerenti e deducibili le somme transattive con funzione risarcitoria, perché collegate all’attività bancaria, e applica al diritto di superficie il principio di derivazione rafforzata, valorizzando la disponibilità del bene anziché il suo uso concreto. Accoglie il ricorso principale, rigetta quello incidentale e rinvia alla Commissione regionale in diversa composizione.

  • IRES
  • Imprese
  • Contabilità e Bilancio
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 28337

Cassazione, sentenza n. 28337 del 5/11/2019

Sentenza n. 28337 del 05/11/2019

In una controversia su maggiori dazi antidumping e sanzioni, la CTR aveva annullato gli atti per un vizio della loro notificazione al rappresentante doganale indiretto, mentre l’importatrice aveva originariamente contestato la diversa notificazione del verbale di revisione. La Cassazione ha rilevato extrapetizione e giudicato interno: la censura respinta in primo grado richiedeva appello incidentale, mentre la diversa nullità degli avvisi non poteva essere introdotta d’ufficio in appello. Accolti i primi due motivi e dichiarato inammissibile il terzo, ha cassato con rinvio alla CTR.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 28354

Cassazione, sentenza n. 28354 del 5/11/2019

Sentenza n. 28354 del 05/11/2019

La cartella IVA derivava dal controllo automatico di una dichiarazione contenente imposte indicate come versate e compensazioni eccedenti il credito dichiarato; i giudici di merito l’avevano annullata. La società aveva però presentato nel 2013 un’istanza di sospensione della riscossione e l’Amministrazione non aveva risposto entro 220 giorni. Applicando la disciplina allora vigente, che comportava l’annullamento di diritto delle partite anche in pendenza del giudizio, la Cassazione dichiara cessata la materia del contendere e compensa integralmente le spese, senza esaminare nel merito i motivi dell’Agenzia.

N. 28336

Cassazione, sentenza n. 28336 del 5/11/2019

Sentenza n. 28336 del 05/11/2019

La lite concerneva dazi antidumping e sanzioni su merci dichiarate di origine filippina, con atti annullati dalla CTR per una ritenuta irregolarità della notificazione al rappresentante doganale indiretto. La Cassazione ha osservato che l’importatrice aveva dedotto il diverso vizio relativo alla notificazione del verbale di revisione, già respinto in primo grado e non impugnato incidentalmente: su tale questione si era formato il giudicato, mentre la nullità degli avvisi non era rilevabile d’ufficio in appello. Ha accolto i primi due motivi, dichiarato inammissibile il terzo e rinviato alla CTR.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 28353

Cassazione, sentenza n. 28353 del 5/11/2019

Sentenza n. 28353 del 05/11/2019

La controversia riguardava la tempestività del ricorso contro un avviso di accertamento notificato mediante deposito postale per temporanea assenza della destinataria. La Cassazione ha chiarito che il perfezionamento della notificazione va provato con l’avviso di ricevimento della comunicazione di avvenuto deposito e che, decorsi dieci giorni dalla sua spedizione, restano irrilevanti il successivo ritiro del plico e l’annotazione della compiuta giacenza. Ritenuta rituale la notificazione accertata dalla CTR, la Corte ha respinto il ricorso e confermato l’inammissibilità dell’impugnazione introduttiva perché tardiva.

N. 28335

Cassazione, sentenza n. 28335 del 5/11/2019

Sentenza n. 28335 del 05/11/2019

L’Amministrazione doganale contestava all’importatrice diritti evasi su merci introdotte mediante documentazione ritenuta fittizia o falsificata; la CTR aveva escluso la responsabilità valorizzando l’estraneità alle condotte degli spedizionieri e l’anticipo delle somme dovute. La Cassazione ha distinto l’obbligazione derivante dalla dichiarazione da quella conseguente all’introduzione irregolare o alla sottrazione al controllo doganale, precisando che una dichiarazione fittizia può equivalere a mancata dichiarazione e che la buona fede non esonera chi abbia proceduto all’importazione irregolare. Il testo fornito si interrompe durante l’esame della responsabilità e non consente di ricostruire prudentemente l’esito finale.

  • Estero
  • Accertamento e riscossione
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 28352

Cassazione, sentenza n. 28352 del 5/11/2019

Sentenza n. 28352 del 05/11/2019

Una società aveva chiesto il rimborso di IRES e IRAP versate in eccesso, mentre l’Agenzia delle Entrate contestava la tardività delle dichiarazioni integrative poste a fondamento delle istanze. La Cassazione ha distinto la dichiarazione integrativa in favore del contribuente, soggetta al termine previsto per la dichiarazione del periodo successivo, dall’autonoma istanza di rimborso, proponibile entro quarantotto mesi dal versamento: si tratta di rimedi concorrenti operanti, rispettivamente, nell’accertamento e nella riscossione. Confermato il diritto al rimborso riconosciuto dalla CTR, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

N. 28334

Cassazione, sentenza n. 28334 del 5/11/2019

Sentenza n. 28334 del 05/11/2019

Società e soci contestavano un accertamento analitico-induttivo fondato sui movimenti di magazzino e sulle dichiarazioni del legale rappresentante, che la CTR aveva integralmente confermato; la documentazione sulla rottamazione non è stata ritenuta sufficiente a chiudere la lite. La Cassazione ha ribadito che gli indizi devono essere valutati prima singolarmente e poi complessivamente, mentre la decisione regionale risultava contraddittoria sui prezzi e richiamava genericamente dichiarazioni non identificate. Accolto il ricorso nei limiti consentiti dal giudicato formatosi sulla sentenza di primo grado, ha cassato con rinvio alla CTR.

N. 28351

Cassazione, sentenza n. 28351 del 5/11/2019

Sentenza n. 28351 del 05/11/2019

Il giudizio verteva su avvisi che avevano rideterminato i redditi e l’ILOR di una società in nome collettivo per più annualità, senza la partecipazione dei soci nei diversi gradi di merito. La Cassazione ha rilevato d’ufficio che la rettifica dei redditi di una società di persone, quando investe elementi comuni dell’obbligazione tributaria, coinvolge inscindibilmente società e soci e determina un litisconsorzio necessario originario. Poiché il contraddittorio non era stato integrato, la Corte ha dichiarato nullo l’intero giudizio, cassato la sentenza e rinviato alla Commissione tributaria di primo grado.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28333

Cassazione, sentenza n. 28333 del 5/11/2019

Sentenza n. 28333 del 05/11/2019

Una società comunitaria chiedeva il rimborso dell’IVA sugli acquisti di macchinari in Italia, sostenendo che montaggio e installazione fossero accessori a un leasing finanziario; la CTR, in sede di rinvio, aveva negato il rimborso per mancata prova del contenuto del rapporto. La Cassazione ha confermato che, nelle liti sul diniego, il contribuente deve provare tutti i presupposti del credito, compresa l’assenza di operazioni attive in Italia, e che il contratto era necessario per qualificare le prestazioni. Ritenuto rispettato il precedente giudizio di rinvio, ha rigettato il ricorso.

N. 28349

Cassazione, sentenza n. 28349 del 5/11/2019

Sentenza n. 28349 del 05/11/2019

La controversia concerneva il recupero delle accise sull’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili da una società consortile e ceduta ai consorziati, nonché l’invocato affidamento derivante da precedenti indicazioni dell’Amministrazione doganale. La Cassazione ha escluso che prassi o atti interpretativi generali eliminino il tributo e ha affermato che l’esenzione riguarda soltanto l’energia prodotta e consumata in proprio, non quella ceduta a soggetti giuridicamente distinti; una risposta non resa mediante regolare interpello non vincola l’Amministrazione. Nel testo fornito risultano respinte tali censure, ma non è riportato il dispositivo conclusivo.

N. 22209

Cassazione, sentenza n. 22209 del 5/11/2019

Sentenza n. 22209 del 05/11/2019

L’Ufficio aveva recuperato l’IVA detratta su una compravendita immobiliare infragruppo ritenuta oggettivamente inesistente; dopo la parziale autotutela, la CTR aveva confermato la pretesa residua sulla prima operazione. La Cassazione ha ribadito che, forniti dall’Amministrazione elementi anche presuntivi dell’inesistenza, spetta al contribuente dimostrare l’effettività dell’operazione, senza potersi limitare a fatture, contabilità o pagamenti formali; risultano invece irrilevanti buona fede, vantaggio fraudolento e danno erariale. Le censure non incidevano sull’accertamento della fittizietà e invocavano una disciplina estranea all’IVA: il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

N. 28311

Cassazione, ordinanza n. 28311 del 4/11/2019

Ordinanza n. 28311 del 04/11/2019

Un avviso fondato sulla ritenuta inesistenza di un’operazione fatturata era stato annullato in appello perché notificato dopo il termine ordinario, senza che la denuncia penale fosse stata presentata tempestivamente. La Corte ha ricordato che, nella disciplina applicabile, il raddoppio dei termini opera in presenza di seri indizi di reato che impongano la denuncia, indipendentemente dalla sua effettiva presentazione. Poiché l’avviso era stato notificato entro il 31 dicembre 2015, la CTR avrebbe dovuto verificare anche la conoscenza tempestiva del processo verbale; la sentenza è stata quindi cassata con rinvio.

N. 28056

Cassazione, sentenza n. 28056 del 31/10/2019

Sentenza n. 28056 del 31/10/2019

L’accertamento aveva recuperato ricavi e imposte relativi a gasolio ceduto mediante fatture recanti kerosene e a successive cessioni di kerosene non fatturate; i giudici regionali avevano escluso quest’ultima ripresa richiamando il divieto di doppia imposizione. La Cassazione chiarisce che l’IVA indicata in fatture per operazioni inesistenti costituisce un’obbligazione isolata rispetto alle operazioni effettive: la fatturazione infedele del gasolio non impedisce quindi di tassare la distinta vendita non fatturata del kerosene. Accoglie il quarto motivo, dichiara assorbiti gli altri, cassa la sentenza e rinvia alla Commissione tributaria regionale.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28054

Cassazione, sentenza n. 28054 del 31/10/2019

Sentenza n. 28054 del 31/10/2019

Una società importatrice di oli lubrificanti comunitari contestava l’imposta di consumo richiesta per il 2005, e i giudici regionali avevano ritenuto il prodotto imponibile soltanto dal recepimento interno della direttiva europea nel 2007. La Cassazione afferma invece che la disciplina nazionale era vigente e compatibile con il diritto dell’Unione: per gli oli destinati a usi diversi dalla carburazione o combustione, gli Stati membri conservavano la facoltà impositiva, purché senza formalità di frontiera. Accoglie il primo motivo, dichiara inammissibile il secondo, cassa la sentenza e respinge nel merito il ricorso originario.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28053

Cassazione, sentenza n. 28053 del 31/10/2019

Sentenza n. 28053 del 31/10/2019

L’accertamento aveva richiesto l’IVA sulle vendite non fatturate di kerosene e applicato le relative sanzioni, mentre i giudici regionali avevano ravvisato una doppia imposizione perché la stessa quantità risultava già indicata in fatture emesse per kerosene. La Cassazione rileva però che quelle fatture documentavano falsamente come kerosene cessioni di gasolio, mentre il kerosene era stato successivamente venduto senza fattura: si trattava dunque di operazioni distinte e l’IVA esposta per l’operazione inesistente restava dovuta separatamente. Accoglie il ricorso, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, respinge l’impugnazione originaria.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 28052

Cassazione, sentenza n. 28052 del 31/10/2019

Sentenza n. 28052 del 31/10/2019

La controversia riguardava una cartella per tassa sui rifiuti solidi urbani relativa al 2003, notificata nel febbraio 2008; la Commissione regionale, riformando il primo grado, l’aveva annullata perché successiva alla scadenza del termine triennale. L’Agente della riscossione sosteneva la tempestività dell’iscrizione a ruolo e l’assenza di decadenza, ma la Cassazione distingue tali profili dalla notificazione della cartella. Poiché il tributo era stato liquidato direttamente sui dati dichiarati, senza rettifica, conferma l’applicazione del termine triennale e rigetta il ricorso.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28051

Cassazione, sentenza n. 28051 del 31/10/2019

Sentenza n. 28051 del 31/10/2019

La controversia riguardava maggiori importi TARSU per gli anni 2008-2011, calcolati applicando tariffe comunali maggiorate; i giudici di merito avevano accolto parzialmente il ricorso del contribuente. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’ente impositore perché, a fronte della mancata costituzione dell’intimato, non era stato prodotto l’avviso di ricevimento della notificazione postale. Tale documento è l’unico idoneo a provare consegna, data e destinatario, sicché la sua assenza impediva di verificare la valida instaurazione del contraddittorio; nulla è stato disposto sulle spese.

  • Tributi locali
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 28050

Cassazione, sentenza n. 28050 del 31/10/2019

Sentenza n. 28050 del 31/10/2019

La Commissione regionale aveva annullato una cartella TARSU del 2009, ritenendo che la tariffa fosse stata determinata da un organo comunale incompetente. La Corte ha affermato che, nei comuni siciliani, la determinazione annuale della tariffa non spetta al consiglio comunale ma, in via residuale, al sindaco, salvo che lo statuto attribuisca tale competenza alla giunta. Accolto il motivo dell’ente impositore, la sentenza è stata cassata con rinvio per verificare tempestività e fondatezza delle contestazioni sulla ratifica sindacale e per esaminare le questioni rimaste assorbite.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario

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