Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 28672

Cassazione, sentenza n. 28672 del 7/11/2019

Sentenza n. 28672 del 07/11/2019

L’accertamento aveva recuperato maggiori imposte e sanzioni per operazioni infragruppo ritenute soggettivamente inesistenti e dirette a ridurre l’imponibile della capogruppo; la società le giustificava come strategia di gestione delle scorte. La CTR aveva invece rilevato indisponibilità della merce, prezzi anomali, modalità di pagamento eccentriche e discrepanze tra registri IVA e prospetti extracontabili. La Corte ha ritenuto la motivazione analitica e sufficiente, dichiarando inammissibile la richiesta di riesame dei fatti e infondate le residue censure; il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Società
  • Società di capitali
  • IRES
  • IVA
  • Contenzioso
N. 28671

Cassazione, sentenza n. 28671 del 7/11/2019

Sentenza n. 28671 del 07/11/2019

La controversia riguardava la validità della notifica postale delle cartelle e la necessità dell’intimazione ad adempiere prima dell’iscrizione ipotecaria; la CTR aveva ritenuto regolari le notifiche e legittima l’ipoteca. La Cassazione ha confermato che il concessionario può notificare direttamente la cartella con raccomandata, senza relata, e che l’iscrizione ipotecaria, non appartenendo all’espropriazione forzata, non richiede l’intimazione prevista per l’esecuzione iniziata oltre un anno dopo la cartella. Integrata la motivazione della sentenza d’appello, il ricorso è stato rigettato.

N. 28670

Cassazione, sentenza n. 28670 del 7/11/2019

Sentenza n. 28670 del 07/11/2019

La società contestava la decadenza dal rimborso del credito per accise sull’energia elettrica, chiesto mediante compensazione dopo avere progressivamente detratto le eccedenze dai versamenti mensili; la CTR aveva fatto decorrere il biennio dai singoli pagamenti. La Cassazione ha stabilito che, durante il rapporto tributario, le eccedenze costituiscono anticipazioni soggette a conguaglio e che il termine biennale decorre dalla presentazione dell’ultima dichiarazione annuale da cui emerge il credito. Accolto il primo motivo, la Corte ha cassato la sentenza e annullato nel merito il diniego di rimborso.

  • Imposte indirette
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 28669

Cassazione, sentenza n. 28669 del 7/11/2019

Sentenza n. 28669 del 07/11/2019

La controversia concerneva dazi antidumping e sanzioni su elementi di fissaggio dichiarati di origine malese, ma ritenuti dall’Amministrazione doganale di origine cinese; la CTR aveva confermato la pretesa. La Cassazione ha escluso un’applicazione retroattiva del regolamento che estese successivamente i dazi alle merci spedite dalla Malesia: l’imposizione derivava direttamente dal regolamento già vigente per i prodotti cinesi, essendo stata accertata tale origine effettiva. Ritenuta corretta la decisione d’appello e assorbita la censura sulle sanzioni, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 28668

Cassazione, sentenza n. 28668 del 7/11/2019

Sentenza n. 28668 del 07/11/2019

Gli atti impugnati recuperavano dazi antidumping e applicavano sanzioni per merci dichiarate malesi, ma ritenute di origine cinese; dopo l’annullamento in primo grado, la CTR aveva riconosciuto la legittimità della pretesa doganale. La Cassazione ha chiarito che non era stato applicato retroattivamente il successivo regolamento sulle spedizioni dalla Malesia, bensì il regolamento già vigente per i prodotti originari della Cina, sulla base dell’origine effettivamente accertata. Rigettate le censure principali e assorbite quelle relative alla qualificazione abusiva dell’operazione e al contraddittorio, il ricorso è stato respinto.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 28680

Cassazione, sentenza n. 28680 del 7/11/2019

Sentenza n. 28680 del 07/11/2019

L’accertamento aveva rideterminato ricavi e maggiori imposte IRPEF, IRAP e IVA sulla base dello scostamento dallo studio di settore e di ulteriori elementi, tra cui l’antieconomicità della gestione. La Corte ha ribadito che gli studi di settore generano presunzioni semplici, la cui forza deriva dal contraddittorio e dagli elementi concreti; in mancanza di spiegazioni adeguate del contribuente, anche lo scostamento può assumere valore indiziario sufficiente. La CTR aveva considerato più circostanze e non soltanto il parametro statistico, sicché il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
N. 28679

Cassazione, sentenza n. 28679 del 7/11/2019

Sentenza n. 28679 del 07/11/2019

Un ingegnere chiedeva il rimborso dell’IRAP versata, sostenendo di esercitare senza autonoma organizzazione; la CTR aveva invece confermato il diniego valorizzando redditi, beni strumentali e compensi a terzi. La Corte ha precisato che il livello del reddito e il superamento dei parametri del regime dei minimi non dimostrano automaticamente l’autonoma organizzazione: occorre verificare se i beni eccedano il minimo indispensabile e quale natura abbia il lavoro altrui. Non essendo stati compiuti chiaramente tali accertamenti, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28678

Cassazione, sentenza n. 28678 del 7/11/2019

Sentenza n. 28678 del 07/11/2019

L’accertamento analitico-induttivo aveva rettificato IRPEF, IRAP e IVA di un esercente carburanti, poiché i ricavi dichiarati risultavano inferiori al costo del venduto; il contribuente contestava, tra l’altro, il ricarico applicato e chiedeva una consulenza estimatoria. La Corte ha ritenuto inammissibili le censure prive di autosufficienza o dirette a ottenere una nuova valutazione delle presunzioni, rilevando che la CTR aveva attribuito valore decisivo all’inverosimiglianza economica riscontrata. Il mancato esercizio dei poteri istruttori, rimesso alla valutazione discrezionale del giudice, non era censurabile; il ricorso è stato rigettato.

N. 28677

Cassazione, sentenza n. 28677 del 7/11/2019

Sentenza n. 28677 del 07/11/2019

Una società contestava l’accertamento di maggiori ricavi, sostenendo che le anomalie derivassero dalla contabilizzazione dei pagamenti in valuta; la CTR aveva invece confermato integralmente la ripresa. La Corte ha qualificato l’accertamento come analitico-induttivo, perché fondato sull’esame di specifiche poste, versamenti e irregolarità contabili, escludendo che l’Ufficio fosse obbligato a ricorrere al metodo induttivo puro. In tale ambito i costi correlati ai maggiori ricavi non sono riconosciuti forfetariamente, ma devono essere provati dal contribuente; non essendo stata fornita prova, il ricorso è stato rigettato.

N. 28676

Cassazione, sentenza n. 28676 del 7/11/2019

Sentenza n. 28676 del 07/11/2019

L’Amministrazione aveva recuperato il vantaggio fiscale derivante da operazioni su titoli e derivati, qualificandole come simulate e abusive; la CTR aveva accolto l’appello dell’Ufficio sulla base anche di una consulenza tecnica. La Corte ha escluso che l’asserita errata valutazione della consulenza o l’omesso esame di motivi integrassero un errore revocatorio, ma ha accolto il ricorso ordinario perché l’accertamento antielusivo era stato emesso senza il contraddittorio preventivo rafforzato richiesto. Riuniti i giudizi, il ricorso sulla revocazione non ha avuto seguito, mentre la sentenza d’appello è stata cassata e il ricorso originario della contribuente accolto nel merito.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
  • IRES
N. 28559

Cassazione, sentenza n. 28559 del 6/11/2019

Sentenza n. 28559 del 06/11/2019

La lite verteva sulla registrazione di un decreto ingiuntivo relativo a compensi professionali, con tassazione del contratto verbale sottostante e degli interessi moratori. La Corte ha escluso l’imposta fissa sul mandato professionale, perché il decreto non ne enunciava espressamente gli elementi costitutivi, ma lo presupponeva soltanto; ha invece ritenuto soggetti all’imposta proporzionale del 3% gli interessi dovuti per il ritardato pagamento, estranei alla base imponibile IVA. Riconosciuta anche la sufficiente motivazione dell’avviso, ha cassato e deciso nel merito, accogliendo parzialmente il ricorso originario limitatamente all’atto enunciato.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28543

Cassazione, sentenza n. 28543 del 6/11/2019

Sentenza n. 28543 del 06/11/2019

La CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello dell’agente della riscossione contro l’annullamento di due cartelle, ritenendo invalida la procura perché collocata su un foglio separato, spillato all’atto, e priva di data. La Cassazione afferma che la procura su foglio materialmente congiunto si considera apposta in calce e si presume riferita al giudizio cui accede; nei procedimenti introdotti con ricorso, inoltre, l’assenza della data non ne determina l’inesistenza, presumendosi il conferimento alla data del deposito. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR.

  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28558

Cassazione, sentenza n. 28558 del 6/11/2019

Sentenza n. 28558 del 06/11/2019

La contribuente contestava un accertamento ICI per il 2005, sostenendo che i fabbricati, allora censiti soltanto al catasto terreni, avessero carattere rurale; CTP e CTR avevano respinto la domanda senza esaminare la documentazione catastale indicata. La Corte ha precisato che l’iscrizione nel catasto fabbricati va verificata con riferimento all’annualità accertata e che, per immobili non iscritti, il giudice deve accertare i requisiti di ruralità, la cui prova grava sul contribuente. Ha quindi accolto il primo motivo, assorbito il secondo e cassato con rinvio alla CTR.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28542

Cassazione, sentenza n. 28542 del 6/11/2019

Sentenza n. 28542 del 06/11/2019

La società contestava cinque cartelle da cui era derivato un preavviso di fermo amministrativo; la CTR, tuttavia, motivava per il rigetto dell’appello mentre nel dispositivo lo accoglieva, annullando peraltro una cartella estranea alla controversia. La Cassazione ritiene ammissibile la censura benché rubricata come vizio motivazionale, poiché dalle argomentazioni emergeva chiaramente la nullità denunciata e l’erronea indicazione della norma non era vincolante. L’inconciliabilità tra motivazione e dispositivo impediva di individuare con certezza la decisione. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la Corte cassa e rinvia alla CTR per verificare le notifiche delle cartelle.

N. 28557

Cassazione, sentenza n. 28557 del 6/11/2019

Sentenza n. 28557 del 06/11/2019

La controversia riguardava l’ICI 2006 su fabbricati che la contribuente assumeva essere ancora rurali prima del nuovo accatastamento, circostanza non verificata dalla CTR attraverso i documenti prodotti. La Corte ha affermato che la situazione catastale va riferita all’annualità d’imposta e che le modifiche delle risultanze operano, di regola, dall’anno successivo, salvo correzioni di errori materiali o variazioni di consistenza o destinazione denunciate dal contribuente. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, ha cassato con rinvio per verificare ruralità ed eventuali eccezioni alla regola temporale.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28541

Cassazione, sentenza n. 28541 del 6/11/2019

Sentenza n. 28541 del 06/11/2019

La controversia riguarda l’ICI 2005 applicata a un fabbricato interessato da lavori di demolizione e ad alcuni terreni, con contestazioni sulla motivazione dell’accertamento e sul valore imponibile. La Cassazione ritiene legittimo assumere la rendita catastale sino alla demolizione effettiva e nega la riduzione per inagibilità, non risultando tale condizione accertata; considera inoltre sufficiente il richiamo dell’avviso alla delibera comunale sui valori delle aree edificabili. Le censure esaminate sono dichiarate, secondo i rispettivi profili, infondate o inammissibili per difetto di specificità.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28556

Cassazione, sentenza n. 28556 del 6/11/2019

Sentenza n. 28556 del 06/11/2019

La contribuente impugnava l’accertamento ICI relativo al 2004, deducendo che gli immobili erano allora censiti al catasto terreni e possedevano carattere rurale; i giudici di merito avevano negato l’esenzione senza valutare la visura storica e la pratica DOCFA richiamate. La Corte ha chiarito che l’iscrizione catastale deve essere verificata rispetto all’anno accertato e che, per fabbricati non iscritti nel catasto fabbricati, la ruralità può essere accertata dal giudice sulla base della prova offerta dal contribuente. Ha accolto il primo motivo, assorbito il secondo e rinviato alla CTR.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28540

Cassazione, sentenza n. 28540 del 6/11/2019

Sentenza n. 28540 del 06/11/2019

Un’associazione aveva impugnato l’accertamento ICI relativo al 2004, sostenendo il difetto di motivazione e l’esenzione degli immobili impiegati nell’attività istituzionale; i giudici di merito avevano respinto la domanda. In prossimità dell’udienza di legittimità, la ricorrente ha ritualmente rinunciato al ricorso. La Cassazione dichiara estinto il giudizio, precisando che la rinuncia conforme all’art. 390 c.p.c. non richiede l’accettazione della controparte; pone le spese a carico della rinunciante ed esclude l’ulteriore contributo unificato.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28555

Cassazione, sentenza n. 28555 del 6/11/2019

Sentenza n. 28555 del 06/11/2019

Il giudizio concerneva il rimborso dell’ICI 2011 su aree edificabili, riconosciuto nei gradi di merito valorizzando le perizie dei contribuenti e ritenendo non specificamente contestate le loro stime. La Corte ha rilevato che il Comune aveva invece contestato il credito e prodotto le proprie deliberazioni estimative, escludendo quindi l’applicazione del principio di non contestazione. Ha inoltre affermato che i valori comunali costituiscono una fonte presuntiva e che, nel giudizio sul silenzio-rifiuto, spettava ai contribuenti dimostrarne l’incongruità; accolti i primi due motivi, ha cassato con rinvio.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28539

Cassazione, sentenza n. 28539 del 6/11/2019

Sentenza n. 28539 del 06/11/2019

La lite traeva origine da un accertamento ICI per il 2003 su immobili che un’associazione dichiarava destinati direttamente alla propria attività istituzionale e quindi esenti; entrambi i gradi di merito avevano respinto le contestazioni. La ricorrente ha poi depositato una rinuncia rituale al ricorso per cassazione. La Corte dichiara estinto il giudizio, affermando che tale rinuncia produce effetto senza necessaria accettazione della controparte, condanna la rinunciante alle spese ed esclude il raddoppio del contributo unificato.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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