Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 3389

Cassazione, sentenza n. 3389 del 12/02/2020

Sentenza n. 3389 del 12/02/2020

L’accertamento recuperava maggiori ricavi derivanti dalla vendita di appartamenti, con effetti su reddito d’impresa, IRAP, IVA e redditi imputati ai soci per trasparenza. La CTR aveva ritenuto provati i corrispettivi non dichiarati attraverso preliminari e controscritture, dichiarazioni degli acquirenti, mutui superiori ai prezzi dei rogiti e pagamenti non contabilizzati. La Cassazione ha giudicato inammissibili o infondate le censure, perché dirette prevalentemente a ottenere una nuova valutazione del quadro probatorio, adeguatamente motivato; ha inoltre escluso che la definizione della lite di una socia sospendesse gli autonomi giudizi riuniti, rigettando integralmente il ricorso.

N. 3387

Cassazione, sentenza n. 3387 del 12/02/2020

Sentenza n. 3387 del 12/02/2020

La controversia riguardava, da un lato, la deducibilità dell’IVA sugli indumenti di lavoro obbligatoriamente forniti ai dipendenti e, dall’altro, la ripartizione pluriennale delle spese sostenute per nuovi punti vendita in immobili locati. La Cassazione ha escluso che la consegna degli indumenti costituisse cessione gratuita, qualificandola come messa a disposizione di strumenti di lavoro senza possibilità di rivalsa; ha inoltre ritenuto corretto commisurare l’ammortamento delle migliorie alla prima scadenza della locazione, senza includere l’eventuale rinnovo. Il ricorso dell’Agenzia è stato integralmente rigettato.

N. 3386

Cassazione, sentenza n. 3386 del 12/02/2020

Sentenza n. 3386 del 12/02/2020

La cartella recava interessi e sanzioni per il tardivo versamento di ritenute alla fonte già indicate dalla società nella dichiarazione. La Cassazione ha stabilito che, nel controllo automatizzato, tali importi derivano direttamente dalla legge e possono essere iscritti a ruolo senza previo avviso di accertamento o comunicazione d’irregolarità, necessaria invece quando emergano risultati diversi dalla dichiarazione o incertezze rilevanti. Poiché non vi era difformità tra dichiarato e riscontrato, la Corte ha rigettato il ricorso, escludendo anche che l’omesso avviso imponesse di riconoscere la riduzione sanzionatoria richiesta.

N. 3385

Cassazione, sentenza n. 3385 del 12/02/2020

Sentenza n. 3385 del 12/02/2020

L’accertamento analitico-induttivo contestava a un’impresa di panetteria ricavi non dichiarati e costi indeducibili, valorizzando anche le dichiarazioni rese dal titolare durante la verifica. La Cassazione ha rilevato che tali dichiarazioni hanno natura confessoria e possono costituire prova diretta; la contabilità formalmente regolare, inoltre, non impedisce la rettifica quando ricorrano elementi gravi, precisi e concordanti. Ha anche ricordato che nel processo tributario nuovi documenti possono essere prodotti in appello e che la prova della deducibilità dei costi grava sul contribuente. Il ricorso, formulato mediante censure cumulative e indistinte, è stato dichiarato inammissibile.

N. 3384

Cassazione, sentenza n. 3384 del 12/02/2020

Sentenza n. 3384 del 12/02/2020

La controversia verteva su un accertamento induttivo nei confronti di un commerciante di abbigliamento, fondato sulla ritenuta inattendibilità della contabilità e sulla ricostruzione dei ricavi mediante percentuale di ricarico. La Cassazione ha osservato che la CTR aveva esaminato alcune circostanze soltanto per ridurre il ricarico, ma non aveva valutato specificamente le contestazioni decisive sui conti bancari, sui rapporti con il fornitore e sull’attendibilità complessiva delle scritture. Ritenuta meramente apparente la motivazione sul presupposto stesso dell’accertamento induttivo, ha cassato con rinvio, dichiarando assorbite le ulteriori questioni sulla quantificazione.

N. 3382

Cassazione, sentenza n. 3382 del 12/02/2020

Sentenza n. 3382 del 12/02/2020

L’accertamento riguardava operazioni soggettivamente inesistenti nel commercio di autoveicoli e la conseguente detrazione IVA, mentre la CTR aveva ritenuto effettivi i rapporti e insufficienti gli indizi dell’interposizione fittizia. La Cassazione ha accolto la censura dell’Amministrazione perché la sentenza d’appello non aveva esaminato circostanze dedotte come decisive: assenza di strutture aziendali dei fornitori, irreperibilità o detenzione di alcuni titolari e operatività di soggetti sconosciuti al fisco. Senza pronunciarsi sulla fondatezza sostanziale della ripresa, ha cassato la decisione e rinviato alla CTR per un nuovo esame.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Autovetture e Fisco
N. 3381

Cassazione, sentenza n. 3381 del 12/02/2020

Sentenza n. 3381 del 12/02/2020

La controversia riguardava viaggi turistici offerti a un gruppo di clienti al raggiungimento di determinati volumi d’acquisto, qualificati dalla società come sconti in natura e dall’Ufficio come operazioni a premio, nonché recuperi per perdite su crediti ed esportazioni non imponibili IVA. La Cassazione ha confermato la natura premiale dei viaggi, perché estranei alla merce venduta e promessi unilateralmente a una platea omogenea, rigettando il ricorso principale. Sul ricorso incidentale erariale ha invece ravvisato una motivazione apparente riguardo all’inesigibilità dei crediti e alla prova dell’uscita delle merci dall’Unione, assorbendo le ulteriori censure.

N. 3380

Cassazione, sentenza n. 3380 del 12/02/2020

Sentenza n. 3380 del 12/02/2020

L’Ufficio aveva tassato come plusvalenza da cessione di terreno edificabile la vendita di un’area già occupata da un fabbricato, destinato dall’acquirente a demolizione, ricostruzione e ampliamento. La Cassazione ha escluso che l’articolo 67 TUIR consenta di riqualificare tale vendita in base alla futura capacità edificatoria o alle intenzioni dei contraenti: rileva l’oggetto formalmente ceduto, che nella specie era un terreno già edificato. Ha quindi accolto il ricorso, cassato la decisione impugnata e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario del contribuente.

N. 3379

Cassazione, sentenza n. 3379 del 12/02/2020

Sentenza n. 3379 del 12/02/2020

La lite concerneva l’imposta di registro applicata a decreti ingiuntivi, interessi collegati a operazioni soggette a IVA e una scrittura privata di ricognizione del debito. La Cassazione ha ritenuto ammissibile l’appello erariale anche se riproponeva le difese di primo grado; ha però confermato la tassazione fissa degli interessi corrispettivi da dilazione, distinti da quelli moratori. Ha inoltre qualificato la ricognizione come atto dichiarativo patrimoniale soggetto, in linea di principio, all’aliquota proporzionale dell’1%, accogliendo sul punto la censura dell’Agenzia; il testo disponibile non riporta il dispositivo conclusivo.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • IVA
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 3378

Cassazione, sentenza n. 3378 del 12/02/2020

Sentenza n. 3378 del 12/02/2020

Il contribuente aveva contestato un preavviso di fermo perché le cartelle presupposte erano state notificate con il rito degli irreperibili presso il domicilio fiscale, benché l’agente della riscossione conoscesse il diverso domicilio effettivo. La Cassazione ha affermato che l’irreperibilità assoluta richiede ricerche effettive e l’assenza, nel comune, di elementi idonei a eseguire diversamente la notifica; le sole risultanze anagrafiche hanno valore presuntivo. Poiché l’indirizzo effettivo era già noto per precedenti notifiche, ha rigettato il ricorso dell’agente della riscossione, confermando l’invalidità delle notifiche prodromiche.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 3416

Cassazione, ordinanza n. 3416 del 12/02/2020

Riscossione - natura accessoria dell'aggio.

La controversia riguardava l’aggio richiesto in una cartella relativa a imposte di un’annualità anteriore alla disciplina applicata dall’agente della riscossione. La Cassazione ha qualificato l’aggio come compenso retributivo dell’attività esattoriale, non come sanzione: deve quindi essere determinato secondo la normativa vigente quando si svolge la riscossione, indipendentemente dall’anno d’imposta del ruolo e dal soggetto posto a carico del pagamento. Ha accolto il ricorso dell’agente, cassato la decisione e rigettato nel merito l’impugnazione originaria della cartella.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3377

Cassazione, sentenza n. 3377 del 12/02/2020

Sentenza n. 3377 del 12/02/2020

La controversia riguardava una maggiore plusvalenza IRPEF sulla cessione di un terreno edificabile, determinata dall’Ufficio assumendo il maggior valore definito ai fini dell’imposta di registro. La Cassazione ha ribadito che tale valore, da solo, non consente di presumere il maggior corrispettivo ai fini delle imposte sui redditi: occorrono ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti, restando poi al contribuente la prova contraria. Poiché l’Amministrazione non aveva fornito riscontri patrimoniali o bancari, la Corte ha rigettato il ricorso erariale e confermato la decisione favorevole ai contribuenti.

N. 3394

Cassazione, sentenza n. 3394 del 12/02/2020

Ricorso per Cassazione - Tecnica copia incolla - Ricorso sandwich - Ammissibilità.

Nel giudizio sul rimborso IRAP richiesto da una banca, la contribuente eccepiva sia l’inammissibilità del ricorso per la tecnica del cosiddetto ricorso “sandwich”, sia la tardività della notificazione. La Cassazione ha ritenuto superabile il massiccio inserimento di documenti perché residuava una sufficiente sintesi dei fatti, ma ha rilevato che, fallito il primo tentativo di notifica, l’Agenzia non aveva riattivato tempestivamente il procedimento entro il limite indicato dalla giurisprudenza. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile, senza esaminare la questione sostanziale sull’aliquota IRAP.

N. 3376

Cassazione, sentenza n. 3376 del 12/02/2020

Sentenza n. 3376 del 12/02/2020

Il giudizio riguardava un fermo amministrativo fondato su cartelle in parte sgravate e, per le residue pretese relative alla tassa automobilistica, ritenute prescritte dai giudici di merito. La Cassazione ha escluso l’ultrapetizione, rilevando che la prescrizione era stata eccepita dal contribuente, e ha dichiarato inammissibili le altre censure perché non incidevano sulla ragione decisiva della pronuncia: il venir meno del presupposto del fermo per sgravio e prescrizione. Il ricorso dell’agente della riscossione è stato pertanto rigettato.

N. 3393

Cassazione, sentenza n. 3393 del 12/02/2020

Sentenza n. 3393 del 12/02/2020

La controversia riguardava la legittimazione dell’ex liquidatrice di una società fallita a impugnare un accertamento IRES, IRAP e IVA relativo a fatti anteriori al fallimento. La Cassazione ha confermato che il difetto di capacità processuale è rilevabile d’ufficio, ma ha precisato che il fallito può agire eccezionalmente se la curatela resta inerte per totale disinteresse, non quando abbia valutato la lite non conveniente. Poiché la CTR aveva escluso la legittimazione senza compiere tale verifica, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
  • Accertamento fiscale
N. 3392

Cassazione, sentenza n. 3392 del 12/02/2020

Sentenza n. 3392 del 12/02/2020

Gli accertamenti contestavano ritenute IRPEF non operate e versate su compensi che, secondo l’Amministrazione, erano stati corrisposti a lavoratori irregolari o fuori busta. La Cassazione ha ritenuto insufficiente la motivazione con cui la CTR aveva annullato la pretesa, poiché non aveva esaminato gli specifici elementi addotti dall’Agenzia, tra cui indagini bancarie, documentazione contabile e passaggi dei lavoratori tra libri matricola. Accolto il ricorso principale, ha dichiarato inammissibile quello incidentale condizionato e rinviato alla CTR, senza decidere la fondatezza dell’accertamento.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
N. 3391

Cassazione, sentenza n. 3391 del 12/02/2020

Sentenza n. 3391 del 12/02/2020

La controversia concerneva l’accertamento sintetico del reddito IRPEF 1998 di una minorenne, fondato sull’acquisto di un immobile e di una partecipazione societaria. La Cassazione ha affermato che ogni persona fisica, indipendentemente dall’età, può essere soggetto passivo d’imposta; ha però rilevato che la CTR non aveva esaminato l’obiezione secondo cui il metodo applicato implicava la produzione di un rilevante reddito annuo sin dall’età di quattro anni. Accolto il relativo motivo per vizio motivazionale, ha cassato con rinvio, assorbendo la questione dell’usufrutto legale dei genitori.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 3240

Cassazione, sentenza n. 3240 del 11/02/2020

Sentenza n. 3240 del 11/02/2020

L’accertamento recuperava ritenute IRPEF non operate e applicava sanzioni, sul presupposto che i lavoratori impiegati nell’attività produttiva tramite un appaltatore fossero oggetto di interposizione illecita. La Cassazione ha rilevato che la CTR aveva soltanto presunto tale interposizione, valorizzando circostanze compatibili anche con un appalto genuino, senza verificare organizzazione dei mezzi, esercizio del potere direttivo e assunzione del rischio d’impresa. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, ha cassato la sentenza con rinvio alla CTR per un nuovo accertamento della natura del rapporto.

  • Accertamento fiscale
  • Lavoro e previdenza
  • Imprese
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 3239

Cassazione, sentenza n. 3239 del 11/02/2020

Sentenza n. 3239 del 11/02/2020

La controversia riguardava due accertamenti sintetici dei redditi 2004 e 2005, che la CTR aveva confermato ritenendo insufficiente la prova della donazione ricevuta dal contribuente, nonostante l’atto e gli estratti bancari prodotti. La Cassazione afferma che, nel regime applicabile, qualsiasi documentazione oggettivamente riferibile all’entità e alla durata delle risorse può contrastare la presunzione, inclusi gli estratti conto. Poiché il giudice regionale non aveva adeguatamente valutato tale materiale, la Corte accoglie i ricorsi riuniti, cassa entrambe le sentenze e rinvia alla CTR in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3237

Cassazione, sentenza n. 3237 del 11/02/2020

Sentenza n. 3237 del 11/02/2020

La CTR aveva annullato l’accertamento IRPEF e ILOR sul reddito di partecipazione, valorizzando perizie penali attestanti la falsità di alcune firme apposte su atti societari. La Cassazione precisa che il giudicato formatosi sul reddito della società di persone non opera automaticamente contro il socio, ma deve comunque essere considerato insieme alla qualità e alla quota sociale non contestate; la falsità delle sottoscrizioni, da sola, non giustificava la decisione adottata. Accolti i motivi relativi ai vizi motivazionali, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR.

  • IRPEF
  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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