Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.954 documenti

N. 499

Cassazione, sentenza n. 499 del 9/01/2025

Sentenza n. 499 del 09/01/2025

Una contribuente aveva impugnato un accertamento induttivo relativo a redditi da numerosi immobili locati, ma il ricorso di primo grado era stato dichiarato inammissibile per mancata notificazione all’Agenzia delle Entrate. La Cassazione ha distinto la mera anomalia di una notifica telematica dalla mancanza dei suoi elementi essenziali: nel caso concreto erano stati trasmessi più volte atti relativi a un diverso accertamento e a un’altra annualità, mentre non risultava depositato il ricorso notificato pertinente. Confermata l’inammissibilità, il ricorso è stato integralmente respinto.

  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Locazione immobili
N. 498

Cassazione, sentenza n. 498 del 9/01/2025

Sentenza n. 498 del 09/01/2025

La lite concerneva recuperi IRES, IRAP e IVA relativi, tra l’altro, a rimanenze di commesse, provvigioni e detrazioni. La Cassazione ha confermato che alle opere di durata effettivamente ultrannuale si applica il criterio dell’art. 93 TUIR anche se il contratto prevedeva una durata inferiore all’anno, e ha respinto le contestazioni erariali sulla deducibilità delle provvigioni; ha però rilevato l’omessa pronuncia sui conteggi e sulle sanzioni. Dichiarato estinto il giudizio per l’annualità definita in via agevolata, ha cassato con rinvio sui motivi accolti.

N. 497

Cassazione, sentenza n. 497 del 9/01/2025

Sentenza n. 497 del 09/01/2025

Una società chiedeva di rimuovere in autotutela una comunicazione di irregolarità ormai definita, per recuperare una detassazione ambientale inizialmente non utilizzata insieme alla tariffa incentivante per impianti fotovoltaici. La Cassazione ha ribadito che il sindacato sul diniego di autotutela riguarda soltanto eventuali illegittimità connesse a ragioni di rilevante interesse generale, non la fondatezza della pretesa individuale né il riesame del rapporto tributario definitivo. Poiché erano stati prospettati esclusivamente interessi propri della contribuente, il ricorso è stato integralmente respinto.

  • Autotutela
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 320

Cassazione, sentenza n. 320 del 8/01/2025

Sentenza n. 320 del 08/01/2025

L’ente previdenziale subentrato a un istituto pubblico contestava una cartella IRES per tardivo versamento, sostenendo che l’ente originario fosse equiparato a un’amministrazione statale o svolgesse esclusivamente attività previdenziale. La Cassazione ha escluso un’esenzione generale: l’elenco degli enti non soggetti a IRES è tassativo, mentre per gli enti previdenziali la non commercialità riguarda l’attività istituzionale e non si estende automaticamente a redditi fondiari, di capitale o derivanti da altre attività. Ritenute infondate o inammissibili le censure, il ricorso è stato respinto.

N. 300

Cassazione, ordinanza n. 300 del 8/01/2025

Processo tributario - Notificazione atti

La controversia riguardava l’inammissibilità dell’appello dell’agente della riscossione, dichiarata perché non erano stati prodotti gli avvisi di ricevimento delle notifiche postali alle parti rimaste contumaci. La Cassazione ha chiarito che, nella disciplina anteriore alla riforma del 2023, l’assenza agli atti del dispositivo sottoscritto non invalida la sentenza, la cui esistenza deriva dal deposito; ha inoltre confermato che l’appellante deve depositare l’avviso di ricevimento prima della discussione oppure chiedere tempestivamente la rimessione in termini, documentando l’attivazione per ottenerne il duplicato. Il ricorso è stato rigettato.

N. 530

Cassazione, sentenza n. 530 del 8/01/2025

Penale tributario - Omesso versamento di ritenute - Necessità consegna ai sostituti

L’amministratore di una società era stato condannato per omesso versamento di ritenute, ritenendo i giudici di merito sufficiente la documentazione trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate. La Cassazione ha invece affermato che l’inoltro delle certificazioni e del modello 770 all’Amministrazione non prova né sostituisce la materiale consegna delle certificazioni ai sostituiti, necessaria per integrare la fattispecie contestata. Accolto il motivo relativo alla carenza di tale prova, la sentenza è stata annullata con rinvio a un’altra sezione della Corte d’appello.

N. 426

Cassazione, sentenza n. 426 del 8/01/2025

Sentenza n. 426 del 08/01/2025

L’Amministrazione aveva assoggettato a imposta di registro una cessione dell’intero capitale sociale, riqualificandola come cessione d’azienda; i giudici di merito avevano confermato l’atto. La Cassazione ha stabilito che la cessione totalitaria di quote non può essere qualificata come trasferimento d’azienda senza elementi intrinseci all’atto che rivelino una diversa volontà, poiché l’imposta di registro colpisce l’atto presentato e non consente, salvo eccezioni, il ricorso a elementi esterni o negozi collegati. Accolto il relativo motivo, ha annullato definitivamente l’avviso di liquidazione.

  • Imposta di registro
  • Società
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 325

Cassazione, ordinanza n. 325 del 8/01/2025

Accertamento - Costi deducibili - Personale dipendente - Deduzione nell'esercizio di competenza o quote costanti negli esercizi successivi

L’Agenzia delle Entrate contestava, nell’ambito del consolidato nazionale, la deduzione dei costi sostenuti per l’aggiornamento del personale dipendente e di spese riferite al software. La Cassazione ha confermato che i corsi di formazione rientrano nelle spese per studi e ricerche, comprendenti gli esborsi destinati a potenziare l’impresa mediante energie intellettuali: il contribuente può quindi dedurli nell’esercizio di competenza oppure ripartirli in quote costanti negli esercizi successivi. Le ulteriori contestazioni non hanno superato i limiti di ammissibilità e il ricorso erariale è stato integralmente rigettato.

N. 305

Cassazione, sentenza n. 305 del 7/01/2025

Penale tributario - Sequestro - Possesso fiscale

Una terza proprietaria contestava il sequestro preventivo di un immobile destinato alla confisca allargata, deducendo la mancata prova del reimpiego di proventi illeciti e l’assenza di pericolo di dispersione. La Cassazione ha riconosciuto al terzo legittimato alla restituzione la possibilità di censurare anche i presupposti della misura, ma ha ritenuto sufficienti la sproporzione patrimoniale accertata e la motivazione sugli stratagemmi impiegati per occultare i proventi. Precisato che il pericolo deve essere motivato secondo adeguatezza e proporzionalità, ha rigettato il ricorso e condannato la ricorrente alle spese.

N. 166

Cassazione, sentenza n. 166 del 7/01/2025

Accertamento con adesione - Annualità successive

L’accertamento recuperava IRES, IVA e IRAP per costi relativi a contratti di interest rate swap, mentre la società invocava la finalità di copertura e il precedente riconoscimento dell’inerenza, ottenuto con adesione per un’altra annualità. La Cassazione ha escluso che l’accordo riferito a un periodo d’imposta generi affidamento o vincoli l’Amministrazione per anni diversi; ha inoltre affermato che la società non finanziaria deve provare la funzione di copertura e l’inerenza dei costi all’attività d’impresa. Il dispositivo conclusivo non è riportato nei dati disponibili.

N. 8

Cassazione, ordinanza n. 8 del 2/01/2025

Accertamento - Associazioni non lucrative - Esenzioni fiscali

L’Amministrazione aveva disconosciuto a un’associazione sportiva dilettantistica il regime agevolato, ritenendo che l’ente celasse un’attività imprenditoriale individuale; il primo giudice aveva annullato l’accertamento, mentre la CTR lo aveva confermato sulla base delle risultanze della verifica. La Cassazione ha ribadito che le agevolazioni richiedono requisiti formali e sostanziali e che spetta all’associazione provare l’effettivo esercizio senza fini di lucro, non essendo sufficiente la veste associativa. Ritenuta adeguata la valutazione degli elementi presuntivi compiuta in appello e inammissibili o infondate le censure processuali, ha rigettato il ricorso.

  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 12

Cassazione, sentenza n. 12 del 2/01/2025

Sentenza n. 12 del 02/01/2025

La controversia verteva sulla deducibilità, ai fini IRES e IRAP, di costi per consulenze rese da un soggetto domiciliato in un Paese a fiscalità privilegiata e di ulteriori costi non documentati. La CTR aveva accolto l’appello delle società richiamando genericamente decisioni e consulenze relative ad annualità diverse, annullando inoltre un rilievo contestato soltanto in appello. La Cassazione ha ravvisato motivazione apparente e ultrapetizione: ha accolto il primo e il quinto motivo, assorbito gli altri, cassato la sentenza e rinviato al giudice tributario regionale in diversa composizione.

N. 10

Cassazione, sentenza n. 10 del 2/01/2025

Sentenza n. 10 del 02/01/2025

Nel giudizio relativo alla rettifica del reddito d’impresa, la CTR aveva dichiarato tardivo l’appello dell’Amministrazione applicando il termine semestrale introdotto durante il procedimento, dopo un rinvio disposto dalla Cassazione. La Corte ha chiarito che il giudizio di rinvio costituisce una fase dell’originario processo, senza che la distinzione tra rinvio prosecutorio e restitutorio incida sulla disciplina transitoria. Poiché la causa era iniziata nel 1995, restava applicabile il precedente termine annuale e l’appello era tempestivo; il ricorso è stato accolto, con cassazione e rinvio al giudice regionale.

N. 35147

Cassazione, ordinanza n. 35147 del 31/12/2024

Diniego tacito rimborso tributi

La controversia riguardava il diniego tacito di rimborso di un credito IVA: i giudici di merito avevano riconosciuto il credito e l’Amministrazione aveva dedotto in appello il mancato assolvimento dell’onere probatorio da parte della contribuente. La Cassazione ha confermato che chi chiede il rimborso è attore sostanziale e deve provarne i presupposti, mentre le contestazioni dell’Ufficio sono mere difese proponibili anche in appello. Nel caso concreto, tuttavia, la mancata impugnazione specifica dell’accertata esistenza del credito aveva formato giudicato interno; il ricorso dell’Agenzia è stato quindi rigettato.

N. 34549

Cassazione, sentenza n. 34549 del 27/12/2024

Accertamento - Avvisi notificati a società estinta prima dell'entrata in vigore del D.Lgs. n. 175/2014

Gli accertamenti riguardavano una società cancellata prima dell’entrata in vigore della norma che differisce per cinque anni, ai soli fini tributari e contributivi, gli effetti dell’estinzione, nonché i maggiori redditi attribuiti ai soci sulla base di utili extracontabili. La Cassazione ha escluso la retroattività della disposizione e cassato senza rinvio la sentenza limitatamente alla società estinta. Ha però precisato che l’invalidità processuale dell’accertamento societario non elimina automaticamente le pretese verso i soci, i quali possono contestarne i fatti costitutivi; per le loro posizioni il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Processo tributario
  • IRES
  • IRPEF
N. 33702

Cassazione, ordinanza n. 33702 del 20/12/2024

Ordinanza n. 33702 del 20/12/2024

Una ONLUS aveva ottenuto in appello l’annullamento delle sanzioni per omesso pagamento del contributo unificato, sul presupposto di obiettive condizioni d’incertezza normativa. La Cassazione ha escluso tale incertezza, osservando che la propria giurisprudenza era consolidata nel negare alle ONLUS l’esenzione fondata sulla sola qualità soggettiva e che eventuali contrasti tra giudici di merito non erano decisivi. Accolto il ricorso del Ministero dell’economia e delle finanze, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario della contribuente.

  • Processo tributario
  • Sanzioni
  • Enti terzo settore
N. 33364

Cassazione, ordinanza n. 33364 del 19/12/2024

IVA - Società non operative - Volume d'affari minimo

L’accertamento applicava la disciplina delle società non operative, azzerava il credito IVA e irrogava sanzioni; dopo la cancellazione della società, il giudizio era stato promosso anche dall’ex liquidatore e dai soci. La Cassazione ha ribadito che l’estinzione produce una successione dei soci nei rapporti obbligatori e nella legittimazione processuale, mentre il liquidatore non succede nel debito sociale e può rispondere soltanto in un’autonoma azione. Accolti il quarto e il quinto motivo sulle ulteriori questioni relative al regime di non operatività, la sentenza è stata cassata con rinvio; i primi tre motivi sono stati rigettati.

  • Società di capitali
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 32925

Cassazione, ordinanza n. 32925 del 17/12/2024

Redditi di lavoratore dipendente - Indennità di trasferta - Somme corrisposte dal datore di lavoro - Art. 51 TUIR

La controversia riguardava l’imponibilità IRPEF delle somme corrisposte a un dipendente inviato temporaneamente presso un’altra sede, qualificate dalla CTR come rimborsi delle spese di viaggio. La Cassazione ha distinto il rimborso analitico, non imponibile se documentato, da quello forfettario, tassabile soltanto oltre i limiti dell’art. 51 TUIR, precisando che le spese di viaggio restano escluse dal reddito anche se rimborsate mediante indennità chilometrica. Non avendo l’Ufficio indicato voci estranee ai viaggi né eventuali eccedenze, il ricorso è stato rigettato.

  • Lavoro e previdenza
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32732

Cassazione, ordinanza n. 32732 del 16/12/2024

Accertamento - Valore probatorio del PVC

L’accertamento analitico-induttivo contestava a un professionista compensi non contabilizzati, valorizzando irregolarità delle fatture, variabilità dei corrispettivi e scostamento dallo studio di settore; la CTR aveva annullato la ripresa perché generica. La Cassazione ha chiarito che il PVC ha efficacia differenziata secondo la natura dei fatti attestati e che gli indizi devono essere esaminati prima singolarmente e poi nel loro complesso. Ha quindi ritenuto fondato il primo motivo dell’Agenzia, rilevando che le risultanze verbalizzate e le presunzioni non potevano essere trascurate senza un’adeguata valutazione probatoria.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32700

Cassazione, ordinanza n. 32700 del 16/12/2024

IVA - Locazioni turistiche - Soggiorno del medesimo inquilino - Operazioni di pulizia e cambio biancheria - Cambio di inquilino e non giornalmente o ripetutamente - Mera prestazione di riassetto dei locali - Attività alberghiera - Inconfigurabilità

L’Agenzia sosteneva che la locazione di appartamenti turistici, accompagnata da pulizia e fornitura di biancheria, integrasse attività alberghiera ai fini IVA. La Cassazione ha ribadito che i servizi personali ripetuti durante il soggiorno distinguono l’attività alberghiera dalla mera locazione; nel caso concreto, tuttavia, la pulizia e il cambio della biancheria avvenivano soltanto tra un inquilino e l’altro ed erano funzionali alla consegna dell’immobile. Confermato l’accertamento di merito, il ricorso principale è stato rigettato e quello incidentale dichiarato assorbito.

  • IVA
  • Locazione immobili
  • Affitti brevi
  • Immobili
  • Contenzioso

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