Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 10105

Cassazione, sentenza n. 10105 del 28/05/2020

Sentenza n. 10105 del 28/05/2020

La società chiedeva il rimborso dell’IVA incorporata in buoni sconto, che aveva restituito ai rivenditori dopo l’utilizzo da parte dei consumatori; la CTR aveva fatto decorrere la decadenza biennale dal versamento dell’imposta. La Corte ha chiarito che, nell’azione generale di rimborso, il pagamento diviene indebito quando il fornitore rimborsa al rivenditore la quota di prezzo comprensiva d’imposta, non quando versa originariamente l’IVA né quando emette la nota di variazione. Non essendo stata verificata tale data, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9897

Cassazione, sentenza n. 9897 del 27/05/2020

Sentenza n. 9897 del 27/05/2020

L’accertamento recuperava un rimborso IVA ottenuto in relazione all’acquisto di immobili dichiarati strumentali a un’attività di locazione, sul presupposto erariale che l’operazione fosse elusiva e diretta a generare vantaggi fiscali. La Corte ha escluso che la questione dell’abuso del diritto fosse nuova e ha affermato che, per i fatti anteriori alla disciplina sopravvenuta, essa era rilevabile anche d’ufficio; il disegno elusivo poteva inoltre essere dimostrato con presunzioni gravi, precise e concordanti. Il ricorso dell’Amministrazione è stato accolto, con cassazione e rinvio alla CTR.

N. 9892

Cassazione, sentenza n. 9892 del 27/05/2020

Sentenza n. 9892 del 27/05/2020

La controversia verteva sull’esenzione dai dazi antidumping e compensativi per PET fatturato da un produttore asiatico a un importatore dell’Unione, ma materialmente consegnato in Italia a un’altra impresa. La Corte ha stabilito che i regolamenti applicabili richiedevano fatturazione e spedizione dirette all’importatore comunitario, non anche la consegna materiale presso quest’ultimo; la verifica concreta di tali condizioni restava riservata al giudice di merito, che aveva escluso l’illecita triangolazione. Il ricorso dell’Agenzia delle Dogane è stato rigettato, con condanna alle spese.

N. 9891

Cassazione, sentenza n. 9891 del 27/05/2020

Sentenza n. 9891 del 27/05/2020

L’accertamento riguardava IRPEG, IRAP e IVA, con contestazioni di costi indeducibili e irregolarità IVA nell’ambito di operazioni che l’Ufficio riteneva realizzate con società cartiere. La CTR aveva ravvisato, attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti e il vantaggio economico conseguito, la consapevole partecipazione della contribuente alla frode; la Cassazione ha giudicato tale motivazione, benché sintetica, sufficiente e ha escluso di poter riesaminare i fatti. Sono state respinte anche le censure processuali sull’atto impositivo e sull’appello: il ricorso della società è stato rigettato con condanna alle spese.

N. 9890

Cassazione, sentenza n. 9890 del 27/05/2020

Sentenza n. 9890 del 27/05/2020

La controversia riguardava l’inclusione, nel valore doganale delle merci importate, delle royalties corrisposte dalla contribuente alla licenziante; la CTR le aveva escluse perché non considerate condizione della vendita. La Cassazione ha precisato che il controllo sulla corretta riconduzione dei fatti accertati alla disciplina applicabile integra un sindacato di legittimità per falsa applicazione della legge, senza comportare un nuovo esame del fatto o del contratto. Ha quindi ritenuto fondato il motivo dell’Agenzia delle Dogane, richiamando il principio secondo cui il valore doganale deve riflettere il valore economico reale della merce.

N. 9889

Cassazione, sentenza n. 9889 del 27/05/2020

Sentenza n. 9889 del 27/05/2020

Gli avvisi rettificavano il valore doganale delle merci importate per la mancata inclusione delle royalties; la CTR aveva inoltre annullato uno degli atti per decadenza e ritenuto, per gli altri, che i diritti di licenza non costituissero condizione della vendita. La Cassazione ha qualificato la censura dell’Agenzia delle Dogane come questione di falsa applicazione della legge, sindacabile senza modificare l’accertamento fattuale o l’interpretazione contrattuale compiuti nel merito. Il motivo principale è stato ritenuto fondato, poiché il valore doganale deve riflettere tutti i fattori economicamente rilevanti, compresi i corrispettivi di licenza alle condizioni previste.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
N. 9908

Cassazione, sentenza n. 9908 del 27/05/2020

Sentenza n. 9908 del 27/05/2020

Per l’anno 2003, l’Amministrazione aveva disconosciuto le minusvalenze derivanti dalla cessione infragruppo di un ramo d’azienda, qualificando l’operazione come elusiva; la Commissione regionale ne aveva invece riconosciuto le ragioni economiche, riducendo comunque le minusvalenze deducibili. La Cassazione ha affermato che, escluso l’intento elusivo, non poteva dichiararsi l’inopponibilità parziale dell’operazione per ragioni estranee alla motivazione dell’accertamento. Accolti parzialmente entrambi i ricorsi, e confermata la valutazione sulle spese di viaggio, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 9907

Cassazione, sentenza n. 9907 del 27/05/2020

Sentenza n. 9907 del 27/05/2020

L’accertamento relativo al 2002 aveva recuperato a tassazione le minusvalenze prodotte dalla cessione infragruppo di un ramo d’azienda, ritenuta elusiva; la Commissione regionale aveva riconosciuto valide ragioni economiche, ma aveva ugualmente ridotto la perdita deducibile e annullato le sanzioni. La Cassazione ha chiarito che il riconoscimento di tali ragioni escludeva l’inopponibilità prevista dalla disciplina antielusiva, mentre eventuali diverse contestazioni sostanziali non potevano essere introdotte oltre la motivazione dell’atto. Accolti il terzo e quarto motivo principale e il ricorso incidentale, ha cassato con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
  • IRES
  • Sanzioni
N. 9906

Cassazione, sentenza n. 9906 del 27/05/2020

Sentenza n. 9906 del 27/05/2020

Per l’anno 2004, la Commissione regionale aveva confermato il recupero delle minusvalenze originate dalla cessione infragruppo di un ramo d’azienda, giudicando l’operazione priva di ragioni economiche e finalizzata al vantaggio fiscale. La Cassazione ha rilevato che la motivazione si era fermata a un confronto quantitativo, senza esaminare le allegazioni della contribuente sulla dismissione di una produzione strutturalmente in perdita, sulla liquidazione dell’attività e sulla tutela del personale. Accolti tre motivi per omesso esame di fatti decisivi, ha cassato la decisione con rinvio per una valutazione complessiva, anche qualitativa.

N. 9905

Cassazione, sentenza n. 9905 del 27/05/2020

Sentenza n. 9905 del 27/05/2020

Due accertamenti sintetici avevano ricostruito i redditi del 2003 e 2004 sulla base della disponibilità di immobili, autovettura e altri indici, mentre la contribuente allegava mutui, risparmi pregressi, disinvestimenti e apporti del convivente. La Cassazione ha censurato la Commissione regionale perché aveva aderito alla ricostruzione dell’Ufficio senza esaminare puntualmente gli elementi offerti per superare la presunzione redditometrica. Ha accolto il primo motivo, assorbendone altri, accolto anche il ricorso incidentale dell’Agenzia e rinviato alla Commissione regionale in diversa composizione.

N. 9904

Cassazione, sentenza n. 9904 del 27/05/2020

Sentenza n. 9904 del 27/05/2020

L’Ufficio aveva ricostruito maggiori ricavi di un commerciante mediante il confronto delle percentuali di ricarico e aveva rettificato la plusvalenza derivante dalla cessione dell’azienda; i giudici di merito avevano annullato l’accertamento. La Cassazione ha ritenuto necessario valutare con motivazione adeguata tutti gli indizi concreti addotti dall’Amministrazione, precisando inoltre che il valore definito ai fini del registro non può, da solo, determinare il corrispettivo rilevante per l’IRPEF, ma va considerato insieme agli ulteriori indizi qualificati. Accolti due motivi, ha cassato con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • IRPEF
  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 9903

Cassazione, sentenza n. 9903 del 27/05/2020

Sentenza n. 9903 del 27/05/2020

L’accertamento per il 2005 aveva assoggettato a IRPEF versamenti rilevati sui conti della contribuente, che allegava la provenienza delle somme dal convivente e altri riscontri documentali; la Commissione regionale aveva giudicato tali prove inconsistenti. La Cassazione ha affermato che il contribuente deve giustificare specificamente ogni movimentazione, anche mediante presunzioni semplici, ma che il giudice deve verificarne analiticamente l’efficacia, correlando gli indizi ai singoli movimenti senza valutazioni generiche o cumulative. Accolti il quarto e il quinto motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 9902

Cassazione, sentenza n. 9902 del 27/05/2020

Sentenza n. 9902 del 27/05/2020

Per il 2006 l’Agenzia aveva recuperato maggiore IRPEF sui versamenti affluiti nei conti della contribuente, mentre questa sosteneva di averne documentato la provenienza, anche riferendoli a operazioni del convivente delegato. La Cassazione ha ribadito che la prova contraria deve indicare le cause delle singole movimentazioni e la loro estraneità a fatti imponibili, ma impone al giudice una verifica puntuale dei documenti e degli eventuali indizi, non liquidabile con affermazioni apodittiche. Accolti il quarto e il quinto motivo, ha cassato la decisione con rinvio.

N. 9901

Cassazione, sentenza n. 9901 del 27/05/2020

Sentenza n. 9901 del 27/05/2020

L’accertamento aveva recuperato ricavi non dichiarati e costi non inerenti ai fini IRPEG, IRAP e IVA, valorizzando l’antieconomicità della gestione e un ricarico del 120 per cento desunto da annotazioni a matita sulle fatture. La Cassazione ha escluso che l’Amministrazione avesse ampliato in giudizio la motivazione dell’atto, ma ha giudicato insufficiente la verifica compiuta dalla Commissione regionale sul campione documentale: occorreva accertare su quante fatture comparisse realmente l’annotazione decisiva. Accolto il relativo motivo, ha cassato la sentenza con rinvio.

N. 9900

Cassazione, sentenza n. 9900 del 27/05/2020

Sentenza n. 9900 del 27/05/2020

Una società aveva impugnato la cartella emessa mediante controllo automatizzato per IVA dichiarata ma non versata, contestandone la motivazione e l’assenza di un previo invito a fornire chiarimenti. La Cassazione ha confermato che, quando il debito deriva dalla dichiarazione del contribuente, la cartella può essere motivata mediante il richiamo a essa; per omessi o tardivi versamenti, inoltre, la comunicazione preventiva non è necessaria, salvo incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

N. 9899

Cassazione, sentenza n. 9899 del 27/05/2020

Sentenza n. 9899 del 27/05/2020

La controversia riguardava il calcolo dell’assegno straordinario di sostegno al reddito riconosciuto a un ex dipendente bancario nell’ambito di un esodo incentivato, che i giudici tributari avevano assoggettato al criterio richiesto dal beneficiario. La Cassazione ha stabilito che le ritenute da sommare al trattamento pensionistico netto, per determinare l’importo lordo dell’assegno, devono essere calcolate con il medesimo criterio agevolato applicabile all’intera prestazione, così da neutralizzarne l’incidenza fiscale. Accolto il ricorso dell’INPS, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato la domanda originaria.

  • Lavoro e previdenza
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9898

Cassazione, sentenza n. 9898 del 27/05/2020

Sentenza n. 9898 del 27/05/2020

La controversia riguardava il recupero IRES dell’agevolazione applicata all’acquisto di immobili qualificati come beni strumentali, mentre l’Amministrazione sosteneva che fossero beni-merce inseriti in un’operazione elusiva. La Corte ha chiarito che, nel regime anteriore all’articolo 10-bis dello Statuto del contribuente, l’abuso del diritto era rilevabile anche d’ufficio e poteva essere provato dall’Amministrazione mediante presunzioni semplici gravi, precise e concordanti. Accolto il ricorso erariale, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR per gli accertamenti di fatto.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 15811

Cassazione, sentenza n. 15811 del 26/05/2020

Reati tributari - Documentazione contabile incompleta - Reato del liquidatore.

Il liquidatore era stato condannato per bancarotta fraudolenta documentale dopo la consegna di una contabilità incompleta, sebbene l’imputazione contestasse la sottrazione delle scritture. La Corte ha distinto la sottrazione o distruzione, che richiede il dolo specifico, dalla tenuta irregolare impeditiva della ricostruzione patrimoniale, che richiede il dolo generico; quest’ultimo non può essere desunto dalla sola irregolarità contabile. Rilevata la contraddittorietà della motivazione sulla condotta e sull’elemento soggettivo, la sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d’appello per una nuova qualificazione e valutazione del dolo.

  • Procedure concorsuali
  • Crisi impresa
  • Contabilità
N. 9567

Cassazione, ordinanza n. 9567 del 25/05/2020

Ordinanza n. 9567 del 25/05/2020

La CTR aveva dichiarato tardivo il ricorso contro un avviso IRPEF, considerando valida la notifica presso la residenza anagrafica anziché al domicilio fiscale precedentemente comunicato all’Agenzia delle Entrate. La Cassazione ha affermato che la variazione indicata nella dichiarazione o in altro atto comunicato all’Amministrazione è efficace ai fini delle notificazioni, nel rispetto della buona fede e dell’affidamento. La notifica eseguita altrove è stata qualificata nulla, non inesistente, e l’impugnazione tempestiva; l’ordinanza ha quindi cassato la decisione con rinvio alla CTR.

N. 9388

Cassazione, sentenza n. 9388 del 21/05/2020

Sentenza n. 9388 del 21/05/2020

La lite riguardava costi sostenuti nel 2003 verso un’impresa domiciliata in un Paese a fiscalità privilegiata, disconosciuti per mancata prova dell’interesse economico e omessa indicazione separata in dichiarazione. La Corte ha escluso che quest’ultima omissione determinasse da sola l’indeducibilità, ma ha chiarito che restavano applicabili le specifiche sanzioni previste dalla disciplina transitoria se provate le condizioni sostanziali; in mancanza di tale prova opera invece la sanzione per dichiarazione infedele. Ha respinto il primo motivo erariale e accolto quelli relativi alla domanda nuova in appello e all’erronea esclusione delle sanzioni.

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