Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 38289

Cassazione, sentenza n. 38289 del 3/12/2021

Sentenza n. 38289 del 03/12/2021

L’accertamento IVA contestava sia la mancata documentazione di apparecchiature sostituite in garanzia, ritenute cessioni gratuite imponibili, sia la non imponibilità di operazioni formalmente dirette a una società sammarinese ma considerate destinate a un soggetto italiano; i giudici di merito avevano accolto il ricorso della contribuente. Durante il giudizio di legittimità è stata documentata l’adesione alla definizione agevolata. In assenza di diniego e di istanza di trattazione entro il termine previsto, la Cassazione ha dichiarato estinto il processo, con spese compensate e senza doppio contributo unificato.

N. 38288

Cassazione, sentenza n. 38288 del 3/12/2021

Sentenza n. 38288 del 03/12/2021

La CTR aveva dichiarato tardivi i ricorsi contro avvisi di liquidazione che revocavano le agevolazioni prima casa, escludendo la sospensione conseguente all’istanza di accertamento con adesione perché riteneva gli atti meramente liquidatori. La Cassazione ha invece qualificato gli avvisi come sostanzialmente impositivi, poiché fondati su una valutazione tecnica diretta a recuperare maggiori imposte e sanzioni. Ha quindi riconosciuto l’applicabilità della sospensione di novanta giorni, accolto il ricorso e rinviato alla CTR per un nuovo esame e per le spese.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
N. 38039

Cassazione, sentenza n. 38039 del 2/12/2021

Sentenza n. 38039 del 02/12/2021

L’accertamento IRPEF aveva attribuito alla cedente una maggiore plusvalenza sulla base del solo valore dell’avviamento concordato, ai fini dell’imposta di registro, nell’adesione conclusa dalla società acquirente; i giudici di merito avevano confermato la ripresa. La Cassazione ha precisato che quel valore non basta da solo a dimostrare induttivamente un maggior corrispettivo, occorrendo ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti, tanto più che l’adesione non coinvolgeva la cedente. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, ha cassato la sentenza e rinviato alla CTR per verificare l’esistenza di ulteriori elementi e regolare le spese.

  • IRPEF
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
  • Imposta di registro
  • Contenzioso
N. 37949

Cassazione, sentenza n. 37949 del 2/12/2021

Sentenza n. 37949 del 02/12/2021

Gli accertamenti avevano ricostruito induttivamente ricavi e maggiori imponibili IRPEF, IRAP e IVA, valorizzando anche l’indicazione globale e non articolata delle rimanenze di magazzino. La Corte ha ribadito che tale indicazione legittima l’accertamento induttivo e trasferisce sul contribuente l’onere di documentare le rimanenze per categorie omogenee; il giudice di rinvio non poteva rimettere in discussione questo principio, già fissato nella precedente cassazione, ma doveva verificare la prova offerta e pronunciarsi sulla pretesa. Sono state accolte la censura sul mancato rispetto del vincolo del rinvio e, nei termini esaminati, quella relativa alla ricostruzione dei ricavi.

N. 38038

Cassazione, sentenza n. 38038 del 2/12/2021

Sentenza n. 38038 del 02/12/2021

L’Agenzia aveva negato la deducibilità degli oneri finanziari connessi a un contratto di stock lending, ritenuto privo di effettiva alea e diretto essenzialmente a conseguire un indebito vantaggio fiscale; la CTR aveva confermato l’accertamento IRES. La Cassazione ha escluso che la motivazione d’appello fosse apparente, poiché indicava comprensibilmente la natura potestativa dell’operazione e l’assenza di una causa meritevole diversa dal beneficio fiscale. Le ulteriori censure non affrontavano specificamente tale fondamento e sono state dichiarate inammissibili; il ricorso è stato rigettato, con spese e doppio contributo a carico della società.

N. 37910

Cassazione, sentenza n. 37910 del 2/12/2021

Sentenza n. 37910 del 02/12/2021

Tre giudizi connessi riguardavano accertamenti di primo e secondo livello nel consolidato fiscale nazionale, relativi al disconoscimento per difetto d’inerenza di costi per servizi infragruppo, oltre a un ricorso per revocazione. Le società avevano aderito alla definizione agevolata per l’avviso di secondo livello e l’Agenzia aveva riconosciuto il pagamento necessario al perfezionamento. La Corte ha dichiarato estinto quel giudizio per cessazione della materia del contendere e ha rilevato il conseguente venir meno dell’interesse ai ricorsi riguardanti l’accertamento di primo livello e la relativa revocazione.

  • Accertamento fiscale
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 38037

Cassazione, sentenza n. 38037 del 2/12/2021

Sentenza n. 38037 del 02/12/2021

La controversia riguardava la determinazione, ai fini IRES, IVA e IRAP, dei proventi derivanti dalla locazione di immobili storico-artistici impiegati nell’attività d’impresa, che la CTR aveva ricondotto al criterio catastale agevolato. La Cassazione afferma che tale criterio riguarda il solo reddito fondiario: quando gli immobili sono oggetto dell’attività imprenditoriale, i canoni costituiscono ricavi imponibili secondo le regole del reddito d’impresa, in simmetria con la deducibilità dei relativi costi. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR.

N. 37909

Cassazione, sentenza n. 37909 del 2/12/2021

Sentenza n. 37909 del 02/12/2021

La lite, di natura non tributaria, concerneva contributi richiesti da un consorzio per gestione ordinaria e vigilanza a un’amministrazione proprietaria di beni esterni al comprensorio, ritenuta dai giudici di merito obbligata quale utente non consorziato. La Cassazione ha rilevato d’ufficio il giudicato esterno formatosi tra le stesse parti, che aveva già escluso qualsiasi titolo a fondamento di un’analoga pretesa per altra annualità; essendo immutati quadro fattuale e disciplina, tale accertamento non poteva essere nuovamente discusso. Il ricorso è stato accolto e, decidendo nel merito, la pretesa creditoria è stata respinta, con spese compensate.

N. 38036

Cassazione, sentenza n. 38036 del 2/12/2021

Sentenza n. 38036 del 02/12/2021

La lite verteva sulla tassazione, mediante imposta di registro, di una sentenza relativa all’ammissione di crediti al passivo di un’amministrazione straordinaria e all’enunciazione di fideiussioni. La Cassazione non esamina il merito: accerta che la sentenza d’appello era stata notificata il 31 marzo 2017 e che, applicata la sospensione semestrale prevista per le controversie definibili, il ricorso dell’Agenzia scadeva il 30 novembre, senza ulteriore cumulo con la sospensione feriale già assorbita. Il ricorso principale, notificato il 5 dicembre, è dichiarato inammissibile; quello incidentale tardivo diviene inefficace, con spese compensate.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Imposta di registro
  • Pace Fiscale
N. 37854

Cassazione, sentenza n. 37854 del 2/12/2021

Sentenza n. 37854 del 02/12/2021

L’Amministrazione aveva rettificato il valore dichiarato di un immobile ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, richiamando ubicazione, un’altra compravendita e quotazioni OMI; i giudici di merito avevano rideterminato il valore facendo leva su queste ultime. La Corte ha affermato che i valori OMI costituiscono soltanto un indizio e non possono assumere autonomamente efficacia decisiva, dovendo essere valutati insieme agli altri elementi acquisiti, comprese le produzioni della contribuente. Accolti i primi due motivi, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 38035

Cassazione, sentenza n. 38035 del 2/12/2021

Sentenza n. 38035 del 02/12/2021

La controversia concerneva un avviso di liquidazione dell’imposta di registro applicata a una sentenza civile, del quale le contribuenti contestavano la motivazione perché indicava soltanto gli estremi del provvedimento e l’importo richiesto. La Cassazione precisa che la sentenza tassata, se conosciuta dalla parte, non deve necessariamente essere allegata; l’avviso deve però indicare base imponibile, aliquota e criteri di calcolo, affinché la pretesa sia immediatamente comprensibile e contestabile. Riscontrata l’omessa pronuncia della CTR e l’insufficienza dell’avviso, la Corte cassa la decisione e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso introduttivo.

  • Imposta di registro
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento e riscossione
N. 37853

Cassazione, sentenza n. 37853 del 2/12/2021

Sentenza n. 37853 del 02/12/2021

La controversia riguardava il trattamento fiscale del reddito derivante dall’esercizio e dalla successiva cessione di azioni ottenute mediante stock option, nonché la rilevanza di una precedente rivalutazione assoggettata a imposta sostitutiva. La Commissione regionale aveva, nel dispositivo, confermato la tassazione IRPEF ordinaria e negato rilievo alla rivalutazione, mentre nella motivazione sembrava riconoscere l’applicabilità del precedente regime agevolato. La Corte ha giudicato insanabile il contrasto, perché impediva di individuare la statuizione effettiva; ha quindi cassato la sentenza e rinviato, assorbendo ogni questione sostanziale.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 38011

Cassazione, sentenza n. 38011 del 2/12/2021

Sentenza n. 38011 del 02/12/2021

L’Agenzia aveva impugnato la decisione che aveva annullato un accertamento IVA relativo alla sostituzione, in garanzia, di apparecchiature che l’Ufficio considerava cessioni gratuite non adeguatamente documentate. Nel giudizio di cassazione la contribuente ha però dichiarato di avere presentato domanda di definizione agevolata e versato quanto dovuto; non risultavano né un diniego notificato né un’istanza di trattazione entro il termine previsto. La Corte non affronta quindi i motivi fiscali e dichiara estinto il processo, lasciando le spese a carico di chi le aveva anticipate.

  • IVA
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 37852

Cassazione, sentenza n. 37852 del 2/12/2021

Sentenza n. 37852 del 02/12/2021

I contribuenti avevano chiesto in autotutela il passaggio catastale di un’abitazione dalla categoria A/1 alla A/2; il diniego era stato confermato nel merito dai giudici tributari per insufficienza degli elementi prodotti e assenza di modifiche rilevanti dell’immobile. La Corte ha chiarito che il sindacato sul rifiuto di autotutela riguarda soltanto la sua eventuale illegittimità per ragioni di interesse generale, non la fondatezza di una pretesa ormai definitiva; ha inoltre ritenuto le censure inammissibili o dirette a rivalutare i fatti. Il ricorso principale è stato rigettato e quello incidentale dell’Agenzia dichiarato assorbito.

  • Autotutela
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 38010

Cassazione, sentenza n. 38010 del 2/12/2021

Sentenza n. 38010 del 02/12/2021

La società contestava un accertamento analitico-induttivo per imposte dirette e IVA, deducendo irregolarità della notifica postale diretta, difetto di legittimazione del sottoscrittore, inadeguatezza delle presunzioni e mancato riconoscimento forfetario dei costi. La Cassazione ritiene rituale la notificazione diretta dell’avviso impoesattivo, senza relata, e valida la sottoscrizione del direttore dell’ufficio; conferma inoltre che la valutazione delle prove compiuta dalla CTR non è riesaminabile in quella sede. Poiché nell’accertamento analitico-induttivo spetta al contribuente provare i costi deducibili correlati ai maggiori ricavi, il ricorso è integralmente rigettato.

N. 37851

Cassazione, sentenza n. 37851 del 2/12/2021

Sentenza n. 37851 del 02/12/2021

La controversia riguardava la rettifica del valore dichiarato per una compravendita immobiliare ai fini dell’imposta di registro, contestata per difetto di motivazione e per l’impiego di un solo atto comparativo. La Cassazione ha affermato che anche un unico immobile similare, trasferito nel triennio, può costituire valido elemento di valutazione e che le presunzioni non devono essere necessariamente plurime. Dichiarate inammissibili le censure prive della trascrizione degli atti rilevanti e infondata quella sulla pluralità dei confronti, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 38009

Cassazione, sentenza n. 38009 del 2/12/2021

Sentenza n. 38009 del 02/12/2021

La CTR aveva annullato il diniego di definizione agevolata ritenendo condonabile una controversia che, alla data indicata dalla disciplina, risultava pendente, sebbene fosse già intervenuto il giudicato prima dell’entrata in vigore della norma. La Cassazione chiarisce che la lite doveva essere ancora pendente anche alla data di entrata in vigore del decreto; una controversia già definita con sentenza passata in giudicato non può quindi accedere alla definizione. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte cassa la sentenza e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso originario, compensando le spese.

N. 38008

Cassazione, sentenza n. 38008 del 2/12/2021

Sentenza n. 38008 del 02/12/2021

La controversia riguardava gli interessi di mora applicati, dopo l’inadempimento di una cartella per imposte dirette e IVA, nell’intimazione di pagamento; la CTR aveva sostituito il tasso speciale con quello legale perché mancava un nuovo provvedimento annuale. La Cassazione stabilisce che l’omessa adozione del successivo decreto o provvedimento dell’Agenzia non determina l’applicazione del tasso codicistico: resta efficace l’ultima misura validamente fissata, nella specie quella del decreto ministeriale del 28 luglio 2000. Accolti i motivi dell’agente della riscossione, la sentenza è cassata e il ricorso introduttivo della contribuente è respinto.

N. 37971

Cassazione, sentenza n. 37971 del 2/12/2021

Sentenza n. 37971 del 02/12/2021

Il contribuente aveva impugnato pignoramenti presso terzi e cartelle, sostenendo che queste ultime non gli fossero mai state notificate; i giudici di merito avevano dichiarato il difetto di giurisdizione tributaria sull’opposizione esecutiva. La Cassazione afferma che, quando il pignoramento è contestato per omessa o invalida notificazione dell’atto prodromico, esso rappresenta il primo atto con cui si manifesta la pretesa di riscossione del credito tributario e va impugnato davanti al giudice tributario. La sentenza è cassata e la causa rimessa alla Commissione tributaria provinciale competente, con assorbimento degli altri motivi.

N. 37970

Cassazione, sentenza n. 37970 del 2/12/2021

Sentenza n. 37970 del 02/12/2021

Dopo avere aderito integralmente a un processo verbale di constatazione, il contribuente aveva impugnato gli atti di definizione per asseriti errori poi trasfusi negli stessi e, durante il giudizio di cassazione, aveva chiesto la definizione agevolata della controversia, negata dall’Ufficio. La Corte distingue tali atti da quelli di mera riscossione: la loro emissione richiede valutazioni dell’Agenzia sui presupposti dell’adesione e manifesta per la prima volta la pretesa di maggiori tributi, mentre il verbale della Guardia di Finanza ha natura istruttoria. I dinieghi sono quindi annullati e il giudizio è dichiarato estinto.

  • Accertamento fiscale
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso

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