Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 2367

Cassazione, sentenza n. 2367 del 27/01/2022

Sentenza n. 2367 del 27/01/2022

La lite concerne la restituzione di un rimborso IVA ottenuto dal rappresentante fiscale di un soggetto inglese per prestazioni indicate come servizi e consulenze, ritenute dall’Ufficio non imponibili in Italia. La Corte esclude l’extrapetizione perché la qualificazione come distacco di personale era entrata nel tema della controversia già attraverso le difese introduttive ed era stata esaminata in primo grado; conferma inoltre la valutazione del contratto compiuta dal giudice regionale. L’IVA applicata a operazioni non imponibili non è detraibile: il ricorso è rigettato con condanna alle spese.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2366

Cassazione, sentenza n. 2366 del 27/01/2022

Sentenza n. 2366 del 27/01/2022

L’Ufficio aveva chiesto la restituzione del rimborso IVA e applicato sanzioni per prestazioni rese a una società inglese, considerate consulenze e assistenza non territorialmente imponibili in Italia. La Corte rileva che la decisione regionale aveva implicitamente respinto la censura sulla motivazione dell’atto ed esaminato adeguatamente natura e prevalenza delle prestazioni, ricondotte alla consulenza, nonché il contratto qualificato come distacco di personale. Ribadito che l’IVA erroneamente applicata a operazioni non imponibili non è detraibile, la Cassazione rigetta il ricorso e pone le spese a carico della ricorrente.

N. 2365

Cassazione, sentenza n. 2365 del 27/01/2022

Sentenza n. 2365 del 27/01/2022

La controversia riguardava due cartelle per IVA, IRES, IRAP e sanzioni, contestate per l’asserita mancata notificazione degli atti presupposti, consegnati presso la sede societaria a persona indicata come addetta al ritiro. La Cassazione afferma che i soggetti indicati dall’art. 145 c.p.c. sono destinatari tipici e che, nella notificazione eseguita direttamente dall’ufficio tramite posta ordinaria, non si applicano le formalità della legge n. 890/1982, inclusa la comunicazione di avvenuta notifica. Ritenute inoltre inammissibili le contestazioni sulla qualità del consegnatario, già abbandonate in appello, la Corte rigetta il ricorso.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2364

Cassazione, sentenza n. 2364 del 27/01/2022

Sentenza n. 2364 del 27/01/2022

La società contestava le sanzioni irrogate per avere applicato agli acconti su immobili in costruzione l’IVA agevolata al 4%, senza dimostrare che i requisiti per il beneficio sussistessero al momento dei pagamenti. La Cassazione rileva che la successiva dichiarazione resa nei contratti definitivi non assorbiva tale carenza: in assenza di prova tempestiva, occorreva applicare l’aliquota ordinaria e poi rettificarla al ricorrere dei requisiti. Poiché l’unico motivo cumulava censure eterogenee, non coglieva la ratio della decisione e introduceva anche questioni nuove, il ricorso è dichiarato inammissibile.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2363

Cassazione, sentenza n. 2363 del 27/01/2022

Sentenza n. 2363 del 27/01/2022

L’Amministrazione impugnava la decisione che aveva annullato una cartella, ritenendo già formato un giudicato esterno per l’identità della controversia con quella definita da una precedente sentenza tributaria. La Cassazione precisa che chi contesta l’esistenza o l’interpretazione del giudicato esterno deve riprodurre integralmente nel ricorso la decisione invocata, non essendo sufficienti richiami parziali alla motivazione. Poiché l’Agenzia non aveva assolto tale onere di specificità, i motivi relativi al giudicato sono dichiarati inammissibili, il restante motivo è assorbito e il ricorso viene rigettato.

N. 2362

Cassazione, sentenza n. 2362 del 27/01/2022

Sentenza n. 2362 del 27/01/2022

La controversia riguardava un accertamento relativo, tra l’altro, alla detrazione IVA e alla deducibilità di spese connesse alla compravendita e assegnazione di alloggi ai soci di una cooperativa. La Cassazione conferma che l’avviso non è invalido per la mancata esplicitazione della valutazione delle osservazioni al verbale e che, ai fini IVA, l’attività propria va individuata considerando quella concretamente svolta in modo prevalente: la sola previsione statutaria non esclude l’occasionalità dell’operazione. Le ulteriori doglianze, fondate su documenti non trascritti o questioni nuove, sono inammissibili; il ricorso è rigettato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2361

Cassazione, sentenza n. 2361 del 27/01/2022

Sentenza n. 2361 del 27/01/2022

Gli accertamenti contestavano a una società di persone la deduzione di costi relativi a operazioni soggettivamente inesistenti e imputavano per trasparenza il maggiore reddito ai soci; la lite della società su IVA e IRAP era stata nel frattempo definita in via agevolata. La Cassazione afferma che tali costi possono essere dedotti soltanto se rispettano, oltre all’inerenza, anche effettività, competenza, certezza e determinatezza o determinabilità. Poiché la CTR aveva verificato l’inerenza ma non la determinabilità, la Corte accoglie il motivo riferito ai soci, cassa la sentenza e rinvia; dichiara estinto il giudizio della società.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2360

Cassazione, sentenza n. 2360 del 27/01/2022

Sentenza n. 2360 del 27/01/2022

La lite verteva sull’applicazione del reverse charge alle cessioni di materiali ferrosi, sulla deducibilità dei costi per acquisti da privati e sulle relative sanzioni; il giudizio sull’avviso di accertamento era stato definito in via agevolata. La Cassazione rileva che la CTR aveva esaminato gli elementi dell’Ufficio, ma aveva ritenuto non provata la trasformazione dei rottami in materia prima e aveva accertato l’effettivo sostenimento dei costi, sulla base delle risultanze disponibili. Non essendo consentito riesaminare il merito delle prove, la Corte rigetta il ricorso sull’atto di contestazione e dichiara estinto il giudizio sull’accertamento.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2359

Cassazione, sentenza n. 2359 del 27/01/2022

Sentenza n. 2359 del 27/01/2022

L’Amministrazione contestava l’applicazione del reverse charge alle cessioni di rottami e la deduzione di costi riferiti ad acquisti da privati; la controversia sull’avviso di accertamento era stata successivamente definita in via agevolata. La Cassazione osserva che la CTR aveva valutato gli indizi dell’Ufficio, ritenendo che le lavorazioni non avessero mutato la natura dei materiali e che i costi fossero stati realmente sostenuti negli importi contabilizzati. Trattandosi di accertamenti di fatto non riesaminabili in sede di legittimità, la Corte rigetta il ricorso relativo alle sanzioni e dichiara estinto il giudizio sull’avviso.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2358

Cassazione, sentenza n. 2358 del 27/01/2022

Sentenza n. 2358 del 27/01/2022

La controversia riguardava il reverse charge applicato alle cessioni di rottami, la deduzione di costi per operazioni soggettivamente inesistenti e per bolli, nonché le sanzioni; la lite sull’avviso di accertamento era stata definita in via agevolata. La Cassazione conferma che i costi di operazioni soggettivamente inesistenti possono essere deducibili, anche in caso di consapevolezza della frode, se non direttamente impiegati nel reato e conformi ai requisiti fiscali, qui coperti in parte da giudicato interno. Ritenute infondate o inammissibili le altre censure probatorie, rigetta il ricorso sulle sanzioni e dichiara estinto il giudizio sull’accertamento.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2357

Cassazione, sentenza n. 2357 del 27/01/2022

Sentenza n. 2357 del 27/01/2022

La questione riguardava la sanzione applicabile per l’irregolare assolvimento dell’IVA mediante inversione contabile su una fattura emessa da un soggetto estero. La CTR aveva accertato che l’imposta era stata comunque assolta attraverso l’annotazione nel registro degli acquisti e, non essendo dovuto alcun ulteriore tributo, aveva qualificato la violazione come formale, applicando la sanzione meno grave prevista dalla disciplina allora vigente. La Cassazione ritiene tale accertamento decisivo, esclude l’applicabilità della sanzione prevista per l’omesso versamento e rigetta il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, compensando le spese.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2041

Cassazione, sentenza n. 2041 del 25/01/2022

Sentenza n. 2041 del 25/01/2022

La controversia riguardava una cartella per IRPEG, IRAP e IVA fondata su accertamenti asseritamente non notificati; la CTR aveva confermato l’annullamento, ravvisando un giudicato interno sulla motivazione della cartella e considerando tardive le difese dell’Ufficio. La Cassazione ha escluso il pregiudizio derivante dall’omessa comunicazione dell’udienza, poiché l’Agenzia vi aveva partecipato senza eccezioni, ma ha accolto le censure sul giudicato e sulle preclusioni difensive: il richiamo della CTP alla cartella era mera argomentazione e la costituzione tardiva non impediva di contestare i fatti, le norme invocate e produrre documenti.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2040

Cassazione, sentenza n. 2040 del 25/01/2022

Sentenza n. 2040 del 25/01/2022

La controversia concerneva l’imposta di registro sulla sentenza che, rideterminato l’indennizzo per arricchimento senza causa relativo a lavori eseguiti dopo la scadenza dell’appalto, aveva ordinato la restituzione al Comune delle somme eccedenti. Diversamente dalla CTR, la Cassazione ha escluso l’alternatività IVA-registro: l’indennizzo non remunera una prestazione sinallagmatica, ma riequilibra uno spostamento patrimoniale privo di causa, e neppure la restituzione costituisce corrispettivo soggetto a IVA. È stata quindi accolta la censura dell’Agenzia contro l’applicazione dell’imposta di registro in misura fissa per tale ragione.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • IVA
  • Contenzioso
N. 2039

Cassazione, sentenza n. 2039 del 25/01/2022

Sentenza n. 2039 del 25/01/2022

Il giudizio riguardava accertamenti ICI su un terreno edificabile, confermati dalla CTR nonostante le contestazioni sulla temporanea inedificabilità e sul valore attribuito all’area. La Cassazione non ha esaminato tali questioni sostanziali: l’avviso di ricevimento dell’appello comunale non recava una data di spedizione certificata da stampigliatura meccanografica o timbro postale, mentre la consegna era avvenuta oltre il termine. Ha pertanto accolto il ricorso, cassato senza rinvio la sentenza e dichiarato inammissibile l’appello del Comune, con passaggio in giudicato della decisione favorevole al contribuente.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 2037

Cassazione, sentenza n. 2037 del 25/01/2022

Sentenza n. 2037 del 25/01/2022

La proprietaria contestava la maggiore rendita attribuita a un immobile commerciale mediante comparazione con tre unità ritenute non omogenee; la CTP aveva accolto il ricorso, mentre la CTR aveva giudicato corretto il metodo estimativo dell’Agenzia. La Cassazione ha precisato che la conferma dell’atto impositivo non comporta mancata contestazione dei fatti dedotti dal contribuente, poiché le ragioni dell’Amministrazione erano già espresse nell’avviso. Le ulteriori doglianze miravano invece a una nuova valutazione del materiale istruttorio, estranea al giudizio di legittimità; il ricorso è stato quindi rigettato.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2036

Cassazione, sentenza n. 2036 del 25/01/2022

Sentenza n. 2036 del 25/01/2022

La società contestava il classamento e la maggiore rendita di due impianti fotovoltaici in categoria D/1, sostenendo che gli avvisi DOCFA non spiegassero adeguatamente il diverso metodo estimativo adottato. La Cassazione ha rilevato che l’Ufficio non aveva disatteso i dati oggettivi forniti dalla contribuente, ma ne aveva compiuto una diversa valutazione economica: in tale situazione l’indicazione degli elementi tecnici e della rendita soddisfa l’obbligo motivazionale, mentre la stima resta contestabile nel merito. Poiché le censure tendevano a rimettere in discussione la valutazione estimativa, il ricorso è stato rigettato.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2035

Cassazione, sentenza n. 2035 del 25/01/2022

Sentenza n. 2035 del 25/01/2022

La contribuente contestava il classamento in categoria A/2 di undici unità immobiliari dichiarate mediante DOCFA come A/3, denunciando carenze motivazionali e mancato contraddittorio preventivo. La Cassazione ha ritenuto adeguata la motivazione della CTR e dell’avviso, poiché quest’ultimo indicava dati oggettivi, classe e rendita, senza che fosse specificato quali elementi fattuali dichiarati fossero stati disattesi. Ha inoltre escluso un obbligo generalizzato di contraddittorio endoprocedimentale per il tributo non armonizzato in esame, in assenza di una previsione specifica e di concrete difese pretermesse; il ricorso è stato rigettato.

N. 2034

Cassazione, sentenza n. 2034 del 25/01/2022

Sentenza n. 2034 del 25/01/2022

Il giudizio riguardava accertamenti ICI su un terreno edificabile, confermati dalla CTR nonostante le contestazioni sulla temporanea inedificabilità e sul valore attribuito all’area. La Cassazione non ha esaminato tali questioni sostanziali: l’avviso di ricevimento dell’appello comunale non recava una data di spedizione certificata da stampigliatura meccanografica o timbro postale, mentre la consegna era avvenuta oltre il termine. Ha pertanto accolto il ricorso, cassato senza rinvio la sentenza e dichiarato inammissibile l’appello del Comune, con passaggio in giudicato della decisione favorevole al contribuente.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 2031

Cassazione, sentenza n. 2031 del 24/01/2022

Sentenza n. 2031 del 24/01/2022

Una società sanitaria a partecipazione mista chiedeva il rimborso parziale di IRPEG e IRES, invocando la riduzione prevista per gli enti ospedalieri; la CTR aveva riconosciuto il beneficio, salvo l’annualità 2003. La Cassazione ha affermato che, quando la non debenza è prospettata sin dall’origine per un’agevolazione soggettiva, il termine di 48 mesi decorre da ciascun acconto: l’istanza relativa al 2004 era quindi tardiva. Ha inoltre censurato come apparente la motivazione sulle ritenute relative agli interessi attivi e, interpretando restrittivamente la nozione agevolativa di ente ospedaliero, ha accolto le pertinenti doglianze dell’Agenzia.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2030

Cassazione, sentenza n. 2030 del 24/01/2022

Sentenza n. 2030 del 24/01/2022

Uno studio infermieristico associato chiedeva il rimborso dell’IRAP per tre annualità e contestava la cartella relativa a interessi e sanzioni, negando l’esistenza di un’autonoma organizzazione. La Cassazione ha confermato che l’esercizio collettivo di una professione fa presumere l’organizzazione di mezzi, la collaborazione reciproca e la sostituibilità degli associati, salvo prova che il reddito derivi esclusivamente dal lavoro individuale; la CTR aveva inoltre valutato spese, immobile e collaborazioni. Non essendo stata fornita prova contraria e mirando altre censure a una nuova valutazione dei fatti, il ricorso è stato rigettato.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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