Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 25663

Cassazione, sentenza n. 25663 del 31/08/2022

Sentenza n. 25663 del 31/08/2022

L’accertamento IRPEF era fondato su versamenti rilevati su conti intestati al contribuente, a un familiare e a due società; la CTR aveva escluso parte delle movimentazioni dalla ripresa. La Cassazione chiarisce che, per i conti di terzi, l’Ufficio deve prima provare anche presuntivamente la disponibilità di fatto, mentre la delega a operare e gli stretti rapporti familiari possono costituire elementi qualificati; spetta poi al contribuente giustificare analiticamente ogni movimento. Sono accolti i primi due motivi erariali relativi al conto familiare, mentre le censure sui conti societari sono inammissibili e il ricorso incidentale non trova accoglimento.

N. 25611

Cassazione, sentenza n. 25611 del 31/08/2022

Sentenza n. 25611 del 31/08/2022

La società contestava la maggiore rendita attribuita a un impianto eolico, nella quale l’Ufficio aveva incluso la torre; la CTR l’aveva qualificata come costruzione per stabilità, consistenza e ancoraggio al suolo. La Cassazione respinge le censure sulla motivazione e sulle asserite omissioni relative alle componenti della stima, ma chiarisce che l’inclusione catastale non può dipendere dalle sole caratteristiche materiali: occorre verificare la funzione della torre nel processo produttivo. Accolto il primo motivo e respinti gli altri, la decisione è cassata con rinvio per il riesame della rendita.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25634

Cassazione, sentenza n. 25634 del 31/08/2022

Sentenza n. 25634 del 31/08/2022

Il contribuente contestava le cartelle TARSU per due annualità, sostenendo l’irragionevolezza della tariffa applicata alle sale cinematografiche e invocando il potere di disapplicazione del giudice tributario; la CTR aveva respinto gli appelli. La Cassazione precisa che il giudicato relativo ad altre annualità non si estende alla tariffa, elemento variabile, ma che il giudicato amministrativo sulla legittimità della stessa delibera impedisce al giudice tributario di disapplicarla. Riuniti i procedimenti, la Corte rigetta entrambi i ricorsi e conferma la pretesa tariffaria.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25610

Cassazione, sentenza n. 25610 del 31/08/2022

Sentenza n. 25610 del 31/08/2022

La lite concerne l’imposta di registro applicabile a una sentenza civile che, dichiarata la nullità di clausole bancarie sull’anatocismo, aveva disposto la restituzione delle somme indebitamente riscosse. La Cassazione stabilisce che anche la nullità parziale rientra tra i provvedimenti soggetti a registro in misura fissa, poiché la restituzione ripristina la situazione precedente e non costituisce adempimento di un’obbligazione contrattuale valida; il principio di alternatività con l’IVA è quindi irrilevante. Confermata la decisione d’appello, il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è rigettato.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25633

Cassazione, sentenza n. 25633 del 31/08/2022

Sentenza n. 25633 del 31/08/2022

La CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello contro un avviso TIA perché consegnato direttamente al protocollo comunale, ma recante sulla copia soltanto il timbro di ricezione, privo della firma dell’impiegato addetto. La Cassazione ribadisce che, per questa modalità di notificazione, la sottoscrizione consente di identificare chi ha ricevuto l’atto; la sua mancanza rende la notifica inesistente, non semplicemente nulla. Poiché l’inesistenza non è sanabile per raggiungimento dello scopo, la Corte rigetta il ricorso, restando assorbite le contestazioni sul merito dell’avviso.

N. 25609

Cassazione, sentenza n. 25609 del 31/08/2022

Sentenza n. 25609 del 31/08/2022

L’accertamento recuperava, tra l’altro, IVA detratta su servizi finanziari collegati alla vendita di autoveicoli, ritenuti esenti dalla CTR, oltre a costi per un’imbarcazione e a una plusvalenza. La Cassazione conferma il giudizio di non inerenza dei costi dell’imbarcazione e dichiara inammissibile la censura sulla plusvalenza, ma qualifica i servizi diretti a procurare finanziamenti agli acquirenti come accessori alla vendita: interesse dei clienti e obiettivo economico rendono l’operazione unitaria. Accolto tale motivo, la sentenza è cassata e il ricorso originario è accolto sul corrispondente profilo IVA.

N. 25632

Cassazione, sentenza n. 25632 del 31/08/2022

Sentenza n. 25632 del 31/08/2022

Il contribuente contestava le cartelle TARSU per due annualità, sostenendo l’irragionevolezza della tariffa applicata alle sale cinematografiche e invocando il potere di disapplicazione del giudice tributario; la CTR aveva respinto gli appelli. La Cassazione precisa che il giudicato relativo ad altre annualità non si estende alla tariffa, elemento variabile, ma che il giudicato amministrativo sulla legittimità della stessa delibera impedisce al giudice tributario di disapplicarla. Riuniti i procedimenti, la Corte rigetta entrambi i ricorsi e conferma la pretesa tariffaria.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25608

Cassazione, sentenza n. 25608 del 31/08/2022

Sentenza n. 25608 del 31/08/2022

La società aveva impugnato un accertamento relativo a deduzioni IRES e IRAP, detrazioni IVA e tassazione di una plusvalenza, ma era risultata soccombente nei due gradi di merito. La Cassazione ritiene legittimo il giudizio di non inerenza dei costi dell’imbarcazione e inammissibile la doglianza sulla plusvalenza; accoglie invece la censura IVA, poiché i servizi per ottenere finanziamenti agli acquirenti erano strumentali alla vendita dei veicoli e formavano con essa un’operazione economica unitaria. La decisione è cassata sul solo profilo accolto e la relativa ripresa è annullata nel merito.

N. 25631

Cassazione, sentenza n. 25631 del 31/08/2022

Sentenza n. 25631 del 31/08/2022

Una società chiedeva il rimborso della TARSU, contestando le tariffe e l’inclusione delle aree scoperte destinate all’esposizione di autovetture; la CTR aveva riconosciuto il rimborso. La Cassazione rileva anzitutto che la questione sulla competenza ad approvare le tariffe non era stata riproposta in appello ed era quindi coperta da giudicato interno; afferma inoltre che le aree operative sono presuntivamente produttive di rifiuti, salvo prova contraria e tempestiva denuncia delle condizioni di esclusione. Accolti i primi cinque motivi comunali, la Corte cassa e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso originario.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25607

Cassazione, sentenza n. 25607 del 31/08/2022

Sentenza n. 25607 del 31/08/2022

Un prestatore aveva applicato l’aliquota IVA agevolata a lavori eseguiti nell’ambito di un appalto; la CTR, pur confermando la maggiore imposta e negando incertezze interpretative, aveva escluso le sanzioni per assenza di intento fraudolento e di danno erariale, ipotizzando la detrazione del committente. La Cassazione afferma che l’errata aliquota, traducendosi nell’omesso versamento della maggiore IVA, integra una violazione sostanziale e non meramente formale: né l’assenza di frode né la possibile detrazione costituiscono cause di non punibilità. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte decide nel merito confermando anche le sanzioni.

N. 25629

Cassazione, sentenza n. 25629 del 31/08/2022

Notifica - Natura - Conoscenza dell'atto - Validità dell'atto notificato.

La controversia riguardava una cartella fondata su un avviso di liquidazione per la revoca dell’agevolazione prima casa, che la contribuente assumeva non correttamente notificato. La Corte ha affermato che, ai fini della decadenza dal potere impositivo, rileva il momento in cui l’ente compie gli adempimenti necessari alla notifica, secondo il principio di scissione degli effetti; la notificazione condiziona l’efficacia dell’atto tributario, ma i suoi eventuali vizi non incidono sull’esistenza e validità dell’atto. I primi due motivi sono stati ritenuti infondati, il terzo inammissibile e il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento e riscossione
  • Accertamento fiscale
  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 25589

Cassazione, ordinanza n. 25589 del 31/08/2022

TARI - Servizio non svolto in maniera idonea - Riduzione o esenzione.

La contribuente chiedeva di estendere alla TARI di un’annualità il giudicato formatosi sull’anno successivo e contestava il tributo per le modalità del servizio pubblico, documentando lo smaltimento affidato a un operatore privato. La Cassazione esclude l’efficacia esterna del giudicato, perché modalità ed estensione della raccolta sono elementi variabili da verificare per ciascun periodo; precisa però che le fatture del servizio privato non potevano essere considerate irrilevanti rispetto alla prova di riduzione o esenzione. Rigettato il primo motivo e accolti gli altri quattro, la decisione è cassata con rinvio alla CTR.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25628

Cassazione, sentenza n. 25628 del 31/08/2022

Sentenza n. 25628 del 31/08/2022

L’accertamento contestava a una società con sede in Svizzera la residenza fiscale in Italia, con conseguenti maggiori IRES, IVA e IRAP; i giudici di merito avevano annullato la pretesa, ritenendo inidonee le presunzioni invocate dall’Amministrazione. La Cassazione non ha esaminato i motivi sulla localizzazione della sede effettiva e sulla prova delle decisioni strategiche, perché l’Agenzia delle Entrate ha rinunciato ritualmente al ricorso dopo un accordo transattivo. Il giudizio è stato dichiarato estinto per cessazione della materia del contendere, con integrale compensazione delle spese.

N. 25561

Cassazione, sentenza n. 25561 del 31/08/2022

Sentenza n. 25561 del 31/08/2022

La società contestava un accertamento ICI che aveva riqualificato come edificabili cortili già pertinenziali a fabbricati, richiamando la saturazione edificatoria dell’area e la successiva bonifica delle cisterne presenti. La Cassazione conferma la valutazione della CTR: frazionamento, convenzione urbanistica, richiesta del titolo edilizio e programmata demolizione esprimevano la volontà di eliminare il vincolo pertinenziale e inserire i terreni in un nuovo insediamento commerciale e direzionale. Ritenute adeguatamente motivate sia la sentenza sia la pretesa comunale, e implicitamente respinte le censure incompatibili con la decisione, il ricorso è rigettato.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 25548

Cassazione, sentenza n. 25548 del 30/08/2022

Sentenza n. 25548 del 30/08/2022

Una società incaricata della gestione di parcheggi comunali contestava la TARSU, sostenendo di non detenere le aree e richiamando l’assenza dei presupposti della TOSAP; il giudice d’appello aveva invece confermato il tributo, mentre le sanzioni erano state annullate in primo grado. La Cassazione ha distinto i presupposti dei due tributi e affermato che, per la TARSU, il contratto va esaminato per verificare l’affidamento della detenzione e custodia di aree suscettibili di produrre rifiuti. Ritenuta adeguata l’interpretazione del contratto e autonoma la caducazione delle sanzioni, ha rigettato il ricorso.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 25547

Cassazione, sentenza n. 25547 del 30/08/2022

Sentenza n. 25547 del 30/08/2022

La controversia riguardava una cartella e un avviso di pagamento TARSU, con particolare riferimento alla tariffa applicata agli esercizi alberghieri; dopo l’accoglimento dell’appello comunale, la contribuente aveva proposto ricorso per cassazione. Nelle more, la stessa decisione regionale impugnata è stata revocata sul punto da una sentenza passata in giudicato. Poiché l’interesse a impugnare deve permanere fino alla decisione, la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse e ha compensato integralmente le spese processuali.

N. 25490

Cassazione, sentenza n. 25490 del 30/08/2022

Sentenza n. 25490 del 30/08/2022

La revoca delle agevolazioni “prima casa” dipendeva dalla qualificazione come abitazione di lusso di un fabbricato, in ragione della superficie utile, con conseguenti maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale e relative sanzioni. La Cassazione ha precisato che, nel giudizio di rinvio, le ragioni fondanti l’atto impositivo restano acquisite e le mere difese dell’Amministrazione possono essere sviluppate senza ampliare il tema del giudizio, mentre l’istruzione rimane sostanzialmente chiusa salvo specifiche eccezioni. Ritenute infondate anche le contestazioni sul calcolo della superficie e sulle spese, ha rigettato il ricorso.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 25489

Cassazione, sentenza n. 25489 del 30/08/2022

Sentenza n. 25489 del 30/08/2022

Gli acquirenti contestavano la revoca dell’agevolazione “prima casa”, con recupero della maggiore IVA e dell’imposta sostitutiva sul mutuo, sostenendo che locali di sgombero e terreno agricolo non dovessero concorrere alla qualificazione dell’immobile come abitazione di lusso. La Cassazione ha ritenuto adeguatamente motivata la decisione regionale, fondata sulla superficie dell’abitazione superiore a 200 metri quadrati e sull’area scoperta pertinenziale, escludendo che le doglianze probatorie consentissero una nuova valutazione del materiale istruttorio. Ha respinto anche le censure sulle sanzioni e rigettato integralmente il ricorso.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IVA
  • Immobili
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 25488

Cassazione, sentenza n. 25488 del 30/08/2022

Sentenza n. 25488 del 30/08/2022

Il contribuente chiedeva il rimborso delle ritenute applicate al capitale ricevuto da un fondo pensione aziendale, sostenendo l’applicabilità dell’aliquota del 12,5% al rendimento; nel giudizio di rinvio la Commissione regionale aveva riconosciuto tale aliquota sull’intera somma. La Cassazione ha chiarito che il regime ridotto riguarda soltanto il rendimento derivante dall’effettivo investimento sul mercato e che il contribuente deve provarne natura e misura, senza potersi limitare alla certificazione del datore di lavoro. Accolti i primi tre motivi dell’Amministrazione, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato la domanda di rimborso.

N. 25487

Cassazione, sentenza n. 25487 del 30/08/2022

Sentenza n. 25487 del 30/08/2022

A seguito dell’omessa dichiarazione dei redditi per un periodo anteriore al fallimento, l’Amministrazione aveva determinato induttivamente maggiori imponibili IRES e IRAP e notificato l’avviso alla curatela; i giudici di merito avevano annullato la pretesa. La Cassazione ha escluso che possa esistere un periodo privo di un soggetto obbligato alla dichiarazione e ha ritenuto legittime sia la notifica al curatore, quale rappresentante processuale del fallito, sia l’utilizzazione dell’imponibile IVA dichiarato dall’impresa tra i dati disponibili per l’accertamento induttivo. Ha accolto il ricorso e rinviato alla Commissione regionale in diversa composizione.

  • Dichiarazioni
  • Accertamento fiscale
  • Procedure concorsuali
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario

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