Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 25486

Cassazione, sentenza n. 25486 del 30/08/2022

Sentenza n. 25486 del 30/08/2022

La cessionaria d’azienda aveva impugnato una cartella che le attribuiva, in via sussidiaria, debiti tributari della cedente e aveva poi contestato il diniego di definizione agevolata, motivato dall’Amministrazione con la natura meramente esattiva dell’atto. La Cassazione ha valorizzato la natura sostanziale della cartella: quando rappresenta il primo atto che comunica al cessionario una pretesa determinata nell’esistenza e nell’importo, essa è impugnabile anche nel merito ed è equiparabile a un atto impositivo ai fini della definizione. La motivazione ha quindi riconosciuto integrato tale presupposto nella controversia esaminata.

  • Riscossione
  • Pace Fiscale
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 25471

Cassazione, sentenza n. 25471 del 29/08/2022

Sentenza n. 25471 del 29/08/2022

La controversia riguardava il recupero di IRES, IRAP e IVA su commissioni relative a un prestito di azioni ritenuto simulato e sui costi di un’imbarcazione acquisita in leasing, giudicati non inerenti. La Cassazione ha confermato che, dimostrata anche per presunzioni la fittizietà del costo, spetta al contribuente provarne l’effettività, senza che bastino fatture, scritture regolari o pagamenti; l’inerenza richiede inoltre un collegamento qualitativo con l’attività d’impresa. Ritenute adeguate le valutazioni sulla documentazione carente e sull’uso sporadico dell’imbarcazione, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 25322

Cassazione, ordinanza n. 25322 del 25/08/2022

Accertamento - Maggior imponibile per costi indeducibili - Imputazione degli utili - Società a ristretta base partecipativa.

L’Agenzia delle Entrate contestava la decisione regionale che aveva escluso l’imputazione al socio del maggior reddito derivante dal disconoscimento di costi dedotti da una società a ristretta base partecipativa. La Cassazione ha affermato che la presunzione di distribuzione pro quota degli utili extracontabili opera anche quando il maggior reddito dipenda da costi inesistenti o indeducibili, salvo prova che gli utili siano stati accantonati o reinvestiti. Accolto il ricorso dell’Amministrazione, la sentenza è stata cassata con rinvio alla Commissione tributaria regionale in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 25316

Cassazione, sentenza n. 25316 del 24/08/2022

Sentenza n. 25316 del 24/08/2022

La lite verteva sulla detrazione IVA e sulla deducibilità dei costi connessi a operazioni soggettivamente inesistenti, oltre che su fatture emesse senza addebito d’imposta; una sola cartella collegata all’accertamento era stata definita in via agevolata. La Cassazione ha confermato l’indetraibilità dell’IVA perché la CTR aveva escluso la buona fede sulla base di elementi ulteriori alla mera fittizietà dei fornitori e ha ritenuto implicitamente accertati, per i costi, inerenza, competenza, certezza e determinatezza. Sono stati rigettati sia il ricorso della contribuente sia quello incidentale dell’Agenzia, con compensazione delle spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 25315

Cassazione, sentenza n. 25315 del 24/08/2022

Sentenza n. 25315 del 24/08/2022

Gli eredi contestavano una cartella per omessi o tardivi versamenti IRPEF, deducendo vizi di notifica, mancato avviso bonario e intrasmissibilità delle sanzioni. La Cassazione ha ritenuto sanati dalla loro costituzione i profili relativi alla notifica dell’appello e ha escluso che, per meri omessi o tardivi versamenti risultanti dal controllo automatizzato, fosse sempre necessaria una preventiva comunicazione di irregolarità. Ha però applicato il principio personale delle sanzioni tributarie, che non si trasmettono agli eredi, annullando la cartella limitatamente a tali importi e rigettando gli altri motivi.

N. 25201

Cassazione, sentenza n. 25201 del 24/08/2022

Sentenza n. 25201 del 24/08/2022

L’Agenzia delle Entrate impugnava l’annullamento di una rettifica del classamento catastale adottata nell’ambito della revisione di una microzona, sostenendo anche che il termine annuale per correggere la rendita proposta tramite DOCFA non fosse perentorio. La Cassazione ha condiviso la natura ordinatoria di quel termine, ma ha ribadito che il riclassamento massivo deve indicare rigorosamente le concrete trasformazioni della microzona e le specifiche caratteristiche edilizie dell’unità, non bastando richiami generici alla rivalutazione dell’area. Poiché l’avviso non soddisfaceva tale obbligo motivazionale, il ricorso dell’Amministrazione è stato rigettato.

N. 25198

Cassazione, sentenza n. 25198 del 24/08/2022

Sentenza n. 25198 del 24/08/2022

Dopo l’impugnazione di un avviso ICI, il Comune lo aveva annullato in autotutela riconoscendo che il versamento non era stato contabilizzato; i giudici di merito avevano dichiarato cessata la materia del contendere compensando le spese. La Cassazione ha precisato che il contribuente può adire direttamente il giudice senza previa istanza di autotutela e che l’errore del concessionario non esonera l’ente impositore. Giudicate illogiche le ragioni della compensazione e non indicate ulteriori circostanze gravi ed eccezionali, la Corte ha cassato la sentenza con rinvio per una nuova regolazione delle spese.

  • Tributi locali
  • Autotutela
  • Processo tributario
N. 25197

Cassazione, sentenza n. 25197 del 24/08/2022

Sentenza n. 25197 del 24/08/2022

Il contribuente aveva impugnato un’iscrizione ipotecaria collegata al recupero dell’imposta di registro per decadenza dall’agevolazione prima casa, contestando le notifiche dell’avviso di liquidazione e della cartella. La Cassazione ha rilevato che le censure prospettavano un travisamento delle risultanze documentali, deducibile mediante revocazione e non con ricorso di legittimità; divenuta definitiva la cartella non tempestivamente impugnata, la pretesa tributaria risultava ormai irretrattabile. I primi quattro motivi sono stati dichiarati inammissibili, quello sull’applicabilità dell’agevolazione è rimasto assorbito e il ricorso è stato rigettato.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 25196

Cassazione, sentenza n. 25196 del 24/08/2022

Sentenza n. 25196 del 24/08/2022

Una società madre francese chiedeva il credito d’imposta convenzionale sui dividendi ricevuti dalla controllata italiana, nonostante l’esonero dalle ritenute previsto dalla disciplina europea; i giudici di merito avevano negato il rimborso per assenza di tassazione effettiva in Francia e per ritenuta alternatività dei benefici. La Cassazione ha escluso tale incompatibilità e ha affermato che basta l’inclusione dei dividendi tra i redditi imponibili nello Stato di residenza, indipendentemente dal prelievo concretamente applicato, ferma la ritenuta convenzionale dovuta. Ha quindi cassato la sentenza e accolto nel merito il ricorso originario della contribuente.

N. 25195

Cassazione, sentenza n. 25195 del 24/08/2022

Sentenza n. 25195 del 24/08/2022

L’Agenzia delle Entrate negava a un ente previdenziale pubblico svizzero il rimborso dell’imposta sui dividendi italiani eccedente l’aliquota convenzionale, sostenendo che l’esenzione fiscale in Svizzera escludesse la residenza convenzionale e che mancasse la qualità di beneficiario effettivo. La Cassazione ha chiarito che è sufficiente la soggezione potenziale alla potestà impositiva dello Stato di residenza, anche senza prelievo effettivo, e ha confermato che l’ente disponeva giuridicamente ed economicamente dei proventi destinati alla propria attività istituzionale. Il ricorso dell’Amministrazione è stato pertanto rigettato.

N. 25194

Cassazione, sentenza n. 25194 del 24/08/2022

Sentenza n. 25194 del 24/08/2022

Una società in liquidazione aveva impugnato il diniego di disapplicazione dei minimi imponibili previsti per le società non operative; la CTR aveva confermato la competenza del giudice del luogo in cui aveva sede una direzione provinciale coinvolta nel procedimento. La Cassazione ha stabilito che, quando il diniego è emesso dalla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, la competenza territoriale appartiene alla Commissione tributaria provinciale della relativa sede, senza rilievo per il parere reso da altro ufficio. Accolto il motivo pregiudiziale, ha cassato la sentenza, assorbito le altre questioni e indicato il giudice competente per la riassunzione.

  • Società
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 25193

Cassazione, sentenza n. 25193 del 24/08/2022

Sentenza n. 25193 del 24/08/2022

La controversia riguardava il diniego parziale del rimborso delle ritenute applicate all’incentivo all’esodo percepito da una lavoratrice residente in Francia, dopo periodi di lavoro svolti anche in Italia. La Cassazione qualifica l’incentivo come corrispettivo del consenso alla cessazione anticipata del rapporto e, quindi, come remunerazione dipendente dal lavoro, riconducibile all’art. 15 della Convenzione Italia-Francia anziché alle pensioni e remunerazioni analoghe dell’art. 18. Il ricorso della contribuente è rigettato, con compensazione delle spese.

N. 25192

Cassazione, sentenza n. 25192 del 24/08/2022

Sentenza n. 25192 del 24/08/2022

L’accertamento contestava deduzioni di costi e detrazioni IVA connesse ad acquisti di autoveicoli mediante società cartiere, oltre ad altre componenti negative ritenute non inerenti. La Cassazione afferma che, provata anche presuntivamente dall’Amministrazione la conoscenza o conoscibilità della frode, spetta al contribuente dimostrare la massima diligenza esigibile; prezzi congrui, regolarità formale e modelli F24 parziali non bastavano, nel caso esaminato, a provare la buona fede. Accolti il primo e il terzo motivo, la sentenza è cassata con rinvio; il secondo motivo è dichiarato inammissibile.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Autovetture e Fisco
  • Imprese
N. 25190

Cassazione, sentenza n. 25190 del 24/08/2022

Sentenza n. 25190 del 24/08/2022

Una società chiedeva il rimborso delle tasse di concessione governativa versate sugli abbonamenti di telefonia mobile, contestandone il presupposto e la compatibilità costituzionale ed europea; i giudici tributari avevano negato il rimborso. In Cassazione la contribuente ha depositato una rinuncia non notificata né accettata dall’Agenzia, quindi inidonea a estinguere il processo ma indicativa del sopravvenuto difetto d’interesse. Il ricorso è dichiarato inammissibile, con spese a carico della ricorrente e senza raddoppio del contributo unificato.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25189

Cassazione, sentenza n. 25189 del 24/08/2022

Sentenza n. 25189 del 24/08/2022

Gli accertamenti qualificavano come fiscalmente residente in Italia un agente di commercio formalmente residente all’estero, recuperando imposte sui redditi, IVA, IRAP e sanzioni. La Cassazione conferma che l’iscrizione anagrafica estera non esclude la residenza fiscale quando elementi presuntivi collochino in Italia il centro degli interessi economici e personali; ritiene inoltre competente l’ufficio del domicilio fiscale indicato dal contribuente e nega la deduzione forfetaria dei costi nell’accertamento fondato su indagini bancarie. Accoglie però le censure per omessa pronuncia su IRAP, territorialità IVA e sanzioni, cassando con rinvio.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • IRPEF
  • IVA
  • IRAP
N. 25165

Cassazione, ordinanza n. 25165 del 23/08/2022

Notifica - Detenzione all'estero - Querela di falso - Sospensione del processo.

Il contribuente contestava la notifica di avvisi di accertamento, sostenendo di essere detenuto all’estero alla data delle consegne e di non avere sottoscritto le relative attestazioni; durante l’appello aveva documentato la proposizione di querela di falso. La Cassazione afferma che l’avviso di ricevimento sottoscritto dall’agente postale fa fede fino a querela di falso e che il giudice tributario, non potendo decidere la questione neppure incidentalmente, deve sospendere il processo sino alla definizione del relativo giudizio. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la decisione regionale è cassata con rinvio.

N. 24880

Cassazione, sentenza n. 24880 del 18/08/2022

Sentenza n. 24880 del 18/08/2022

La controversia riguardava un accertamento IRES, IRAP e IVA che aveva azzerato perdite pregresse riportate nel 2007 e disconosciuto i costi di un’imbarcazione in leasing. La Cassazione afferma che il contribuente può contestare nell’annualità successiva la rettifica delle perdite riportate, poiché ogni periodo richiede un autonomo accertamento; conferma invece la valutazione di non inerenza dei costi dell’imbarcazione, fondata sull’uso personale, sulla marginalità del noleggio e sulla marcata sproporzione economica. Accolto il secondo motivo, la sentenza è cassata limitatamente a esso con rinvio.

N. 24731

Cassazione, sentenza n. 24731 del 11/08/2022

Sentenza n. 24731 del 11/08/2022

La contribuente contestava la determinazione del valore di aree edificabili ai fini ICI, invocando sia un precedente giudicato sia i valori e l’abbattimento previsti da una delibera comunale. La Cassazione esclude l’efficacia vincolante del precedente, poiché edificabilità e valore venale possono variare tra annualità, e precisa che le delibere comunali sui valori hanno funzione presuntiva, non impedendo un diverso accertamento fondato su informazioni specifiche, come le perizie prodotte dall’ente. I motivi diretti a disconoscere tale valutazione e il relativo supporto probatorio non sono accolti.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 24728

Cassazione, sentenza n. 24728 del 11/08/2022

Sentenza n. 24728 del 11/08/2022

La lite concerneva le accise sull’alcol etilico sottratto mediante furto da un deposito fiscale, rispetto alle quali la società chiedeva l’abbuono equiparando la sottrazione al caso fortuito o alla forza maggiore. La Cassazione ritiene che il furto determini lo svincolo irregolare dal regime sospensivo e l’immissione in consumo, senza impedire la commerciabilità del prodotto; il depositario risponde quindi dell’imposta secondo un criterio oggettivo, salvo distruzione o dispersione della merce. I motivi della società sono giudicati infondati; il ricorso contro il Ministero è inoltre dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione.

N. 24726

Cassazione, sentenza n. 24726 del 11/08/2022

Sentenza n. 24726 del 11/08/2022

La CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello dell’Agenzia perché, entro trenta giorni dalla spedizione postale, non era stata depositata la relativa ricevuta. La Cassazione chiarisce che può bastare l’avviso di ricevimento, se la data di spedizione è certificata dall’ufficio postale, e che il termine per la costituzione dell’appellante decorre dalla ricezione del plico da parte del destinatario, non dalla spedizione. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è cassata con rinvio per verificare la documentazione postale e la tempestività della costituzione.

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