Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.954 documenti

N. 13928

Cassazione, ordinanza n. 13928 del 26/05/2025

IVA - Operazione antieconomica - Detrazione

L’accertamento riguardava la detrazione IVA connessa alla vendita antieconomica di autovetture usate; i giudici di merito avevano escluso che le presunzioni fondate sull’antieconomicità potessero incidere sull’IVA, richiamandone la neutralità. La Cassazione precisa che un’antieconomicità manifesta e macroscopica, dimostrata dall’Amministrazione, può costituire indizio della falsità dell’operazione o della carenza d’inerenza, ponendo sull’impresa la prova della realtà e dell’inerenza della prestazione. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la decisione è cassata limitatamente all’IVA, con rinvio per una nuova valutazione delle operazioni e dei costi.

  • IVA
  • Autovetture e Fisco
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13906

Cassazione, sentenza n. 13906 del 26/05/2025

Accertamento - Reddito da partecipazione

L’Agenzia delle Entrate aveva imputato al contribuente un reddito di partecipazione IRPEF, ritenendolo socio di fatto di due società estere; CTP e CTR avevano annullato l’accertamento per carenza di prova degli elementi societari. La Cassazione reputa effettiva la motivazione d’appello e rileva che l’Ufficio non aveva indicato puntualmente presunzioni idonee su fondo comune, affectio societatis, utili e perdite, mentre gli incarichi svolti in altre società non dimostravano la partecipazione contestata. Respinti anche i rilievi sul litisconsorzio, perché un ricorso manifestamente infondato può essere definito senza inutili integrazioni del contraddittorio, il ricorso erariale è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Processo tributario
N. 13903

Cassazione, sentenza n. 13903 del 26/05/2025

Sentenza n. 13903 del 26/05/2025

L’Amministrazione aveva attribuito al contribuente un reddito di partecipazione IRPEF, assumendo che fosse socio di fatto di due società estere; i giudici di merito avevano annullato l’avviso per mancata dimostrazione di fondo comune, affectio societatis, partecipazione all’alea e manifestazione esterna del vincolo. La Cassazione ritiene adeguata la motivazione della CTR e osserva che l’Ufficio aveva riproposto le proprie tesi senza precisare gli elementi presuntivi contrari. Esclusa inoltre la dedotta violazione del litisconsorzio necessario, la Corte rigetta integralmente il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Processo tributario
N. 14027

Cassazione, sentenza n. 14027 del 26/05/2025

Sentenza n. 14027 del 26/05/2025

Nel giudizio di cassazione il contribuente ha documentato l’adesione alla rottamazione-quater, l’accoglimento dell’istanza, la comunicazione del piano e il pagamento delle rate scadute, manifestando espressamente la volontà di rinunciare al ricorso. Poiché l’Amministrazione finanziaria non ha sollevato eccezioni, la Corte dichiara estinto il giudizio per rinuncia e compensa le spese. Trattandosi di estinzione, e non di rigetto, inammissibilità o improponibilità, esclude inoltre il raddoppio del contributo unificato previsto per il ricorrente non vittorioso.

N. 14026

Cassazione, sentenza n. 14026 del 26/05/2025

Sentenza n. 14026 del 26/05/2025

La controversia riguardava l’IMU 2012 e 2013 su immobili appartenenti a un’impresa in amministrazione straordinaria; i giudici di merito avevano differito il pagamento alla vendita dei beni, escludendo interessi e sanzioni in ragione della finalità liquidatoria della procedura. La Cassazione esclude il vizio di motivazione, ma ritiene fondata la censura del Comune: il regime dell’art. 10, comma 6, del D.Lgs. 504/1992 è agevolativo e di stretta interpretazione. Non può quindi estendersi all’amministrazione straordinaria, neppure quando questa abbia finalità liquidatoria.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Procedure concorsuali
  • Processo tributario
N. 14025

Cassazione, sentenza n. 14025 del 26/05/2025

Sentenza n. 14025 del 26/05/2025

Una società in amministrazione straordinaria contestava l’IMU 2014-2018, sostenendo che il differimento del versamento previsto per fallimento e liquidazione coatta amministrativa dovesse applicarsi anche alla propria procedura liquidatoria. La Corte qualifica tale disciplina come agevolativa e, dunque, insuscettibile di applicazione analogica o estensiva: l’amministrazione straordinaria resta distinta dalle procedure espressamente indicate, indipendentemente dal suo concreto sbocco liquidatorio. Respinte anche le doglianze sulle spese, la Cassazione rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al versamento di 2.500 euro alla Cassa delle ammende.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Procedure concorsuali
  • Processo tributario
N. 14024

Cassazione, sentenza n. 14024 del 26/05/2025

Sentenza n. 14024 del 26/05/2025

La controversia in materia di TARSU era giunta in Cassazione dopo una decisione pronunciata in sede di rinvio. La società contribuente ha documentato l’adesione alla rottamazione-quater e l’integrale pagamento, in unica soluzione, delle somme dovute; il Comune non ha formulato obiezioni. La Corte dichiara pertanto estinto il giudizio per rinuncia e compensa le spese, precisando che una pronuncia di estinzione non determina il raddoppio del contributo unificato previsto per i casi di rigetto, inammissibilità o improponibilità dell’impugnazione.

  • Tributi locali
  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14015

Cassazione, sentenza n. 14015 del 26/05/2025

Sentenza n. 14015 del 26/05/2025

Nel giudizio relativo all’IMU 2011, la società ricorrente ha riferito di avere aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge n. 197 del 2022 e di avere pagato le rate scadute, confermando espressamente la rinuncia al ricorso. In assenza di eccezioni dell’ente impositore, la Corte dichiara estinto il processo e compensa le spese. La natura estintiva della pronuncia esclude l’applicazione del raddoppio del contributo unificato, riservato alle diverse ipotesi di rigetto, inammissibilità o improponibilità dell’impugnazione.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 14012

Cassazione, sentenza n. 14012 del 26/05/2025

Sentenza n. 14012 del 26/05/2025

La controversia concerneva cartelle conosciute mediante estratto di ruolo da una società cancellata e poi fallita; l’appello era stato dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione, dopo che il curatore aveva escluso l’utilità dell’iniziativa. La Cassazione afferma che la mera inerzia oggettiva del curatore radica la legittimazione suppletiva del fallito, indipendentemente dalle ragioni dell’astensione, e rileva inoltre l’efficacia differita quinquennale della cancellazione societaria nei rapporti tributari. Accolto il secondo motivo e respinto quello sul patrocinio dell’agente della riscossione, la sentenza è cassata con rinvio al giudice tributario regionale.

  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
  • Società
N. 13888

Cassazione, sentenza n. 13888 del 25/05/2025

Sentenza n. 13888 del 25/05/2025

La controversia riguardava una cartella emessa mediante controllo automatizzato per recuperare un credito IVA detratto sulla base di una dichiarazione tardiva; CTP e CTR avevano riconosciuto il credito, ritenendone sussistenti i requisiti sostanziali. La Cassazione conferma che l’eccedenza può essere detratta, pur in assenza della dichiarazione annuale, se il diritto è esercitato nel termine biennale e sono provati i presupposti sostanziali. La CTR aveva implicitamente esaminato e respinto le contestazioni dell’Ufficio sull’esistenza del credito; il motivo sull’omesso esame è inoltre inammissibile per la doppia conforme, sicché il ricorso è rigettato.

N. 13886

Cassazione, sentenza n. 13886 del 25/05/2025

Sentenza n. 13886 del 25/05/2025

Un socio accomandatario aveva impugnato una cartella relativa ai debiti IVA e IRAP della società, sostenendo l’erroneità della notificazione personale, la decadenza dalla riscossione e la mancata preventiva escussione del patrimonio sociale; la CTR aveva confermato la sua responsabilità solidale. La Cassazione precisa che la cartella era rivolta al socio quale coobbligato, che la tempestiva notifica alla società impediva la decadenza anche nei suoi confronti e che non occorreva la previa intimazione prevista per l’esecuzione iniziata oltre un anno dopo la cartella. Poiché la società era cancellata e quindi certamente incapiente, il beneficio di escussione non operava; il ricorso è rigettato.

N. 13883

Cassazione, sentenza n. 13883 del 25/05/2025

Sentenza n. 13883 del 25/05/2025

Un socio accomandatario aveva impugnato una cartella per debiti IVA e IRAP della società relativi al 2005, deducendo vizi di notificazione, decadenza e violazione della preventiva escussione; la CTR aveva accolto gli appelli dell’Amministrazione e dell’agente della riscossione. La Cassazione afferma che l’atto era stato notificato al socio quale coobbligato, che la tempestiva notifica alla società valeva anche rispetto alla decadenza verso gli obbligati solidali e che nessuna intimazione preventiva era necessaria. Essendo stata la società cancellata, l’insufficienza del patrimonio sociale risultava certa e il beneficio di escussione non impediva la pretesa; il ricorso è rigettato.

N. 13792

Cassazione, sentenza n. 13792 del 23/05/2025

Sentenza n. 13792 del 23/05/2025

La controversia concerneva avvisi ICI su due immobili che il contribuente riteneva rurali; la CTR aveva escluso l’esenzione perché le unità, inizialmente presenti soltanto nel catasto terreni, erano state poi dichiarate nelle categorie non rurali A/3 e C/6. La Cassazione conferma che la ruralità rilevante ai fini dell’esenzione dipende dalle risultanze catastali e respinge anche le doglianze sulla tardiva costituzione del Comune e sulla motivazione degli avvisi. Accoglie però il motivo relativo all’omessa decisione sulle autonome questioni della tempestività dell’accertamento e dell’esenzione per abitazione principale, cassando la sentenza con rinvio.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13540

Cassazione, ordinanza n. 13540 del 20/05/2025

Tassazione Società - TFM - Deducibilità compensi Amministratori

L’accertamento IRES aveva recuperato la quota di accantonamento al trattamento di fine mandato degli amministratori eccedente il parametro previsto per il TFR; la CTR aveva equiparato fiscalmente i due istituti. La Cassazione esclude tale assimilazione: le quote di TFM sono deducibili per competenza quando il trattamento, compreso il relativo importo, risulta da un atto scritto con data certa anteriore all’inizio del rapporto; altrimenti opera il criterio di cassa previsto per i compensi degli amministratori. Accolto il ricorso, la Corte cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie l’impugnazione originaria della società.

N. 13361

Cassazione, ordinanza n. 13361 del 20/05/2025

Redditi d'impresa - Sopravvenienze attive - Anno d'imposta deposito sentenza

L’accertamento imputava a una persona fisica maggiori redditi di partecipazione derivanti, a cascata, dalla mancata dichiarazione di una sopravvenienza attiva della società partecipata, conseguente al disconoscimento giudiziale di interessi bancari dovuti. La Cassazione limita anzitutto gli effetti di un giudicato favorevole alla sola quota ricevuta per successione, senza estenderli alle partecipazioni proprie. Quanto alla competenza, afferma che il credito o il venir meno del debito diviene certo e obiettivamente determinabile con il deposito della sentenza esecutiva, salvo sospensione della sua efficacia, e riconosce fondata la censura dell’Agenzia relativa all’imputazione nell’anno del deposito.

  • IRES
  • Società di persone
  • Società, imprese e Professionisti
  • Processo tributario
N. 13358

Cassazione, ordinanza n. 13358 del 20/05/2025

Omessa dichiarazione - Professionista infedele

Il contribuente contestava un accertamento fondato sull’impiego di fatture oggettivamente inesistenti e sulla compensazione di un credito IVA, attribuendo le irregolarità ai professionisti incaricati e richiamando una sentenza penale assolutoria; i giudici di merito avevano confermato la pretesa. La Cassazione dichiara inammissibili le censure sulla motivazione dell’avviso e sul giudicato penale, poiché mancavano rispettivamente la riproduzione dell’atto e l’indicazione specifica dei fatti coincidenti e dell’irrevocabilità. Conferma inoltre che l’esimente richiede la prova sia della concreta vigilanza sull’intermediario sia di una frode difficilmente riconoscibile diretta a occultarne l’inadempimento; il ricorso non è accolto.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Dichiarazioni
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 13343

Cassazione, sentenza n. 13343 del 19/05/2025

Sentenza n. 13343 del 19/05/2025

Una società cessionaria chiedeva direttamente all’Agenzia delle Entrate il rimborso dell’IVA pagata in rivalsa sugli oneri generali del servizio elettrico; la CGT di secondo grado, riformando il primo grado, aveva riconosciuto sia la legittimazione sia l’esclusione degli oneri dalla base imponibile. La Cassazione ribadisce l’autonomia tra rapporto tributario, rivalsa e detrazione: ordinariamente solo il cedente che ha versato l’imposta può chiederne il rimborso all’Erario, mentre il cessionario deve agire contro il cedente, salvo comprovata impossibilità o eccessiva difficoltà. Accoglie quindi il primo motivo dell’Agenzia e dichiara assorbita la questione sulla base imponibile.

N. 13340

Cassazione, sentenza n. 13340 del 19/05/2025

Sentenza n. 13340 del 19/05/2025

La controversia riguarda il rimborso dell’IVA assolta in rivalsa sugli oneri generali del servizio elettrico, riconosciuto dalla giustizia tributaria di secondo grado direttamente alla cessionaria per la quota non detraibile. La Cassazione distingue il rapporto tributario tra Erario e fornitore da quello civilistico di rivalsa: di regola, solo il fornitore che abbia versato l’imposta è legittimato a chiederne il rimborso, mentre il cessionario deve agire verso di lui, salvo recupero impossibile o eccessivamente difficile. È accolto il motivo sulla legittimazione sostanziale; resta assorbita la questione dell’inclusione degli oneri nella base imponibile.

N. 13338

Cassazione, sentenza n. 13338 del 19/05/2025

Sentenza n. 13338 del 19/05/2025

La giustizia tributaria di merito aveva riconosciuto alla cessionaria il rimborso diretto dell’IVA applicata agli oneri generali del servizio elettrico, valorizzando anche il versamento mediante split payment. La Cassazione afferma che la scissione dei pagamenti modifica soltanto la riscossione: il fornitore resta debitore dell’imposta e, ordinariamente, unico legittimato al rimborso verso l’Erario; l’azione diretta del cessionario è eccezionale e richiede che il recupero dal fornitore sia impossibile o eccessivamente difficile. Il primo motivo dell’Agenzia è accolto; sono assorbite le questioni sulla base imponibile e sulla motivazione della sentenza.

N. 13202

Cassazione, ordinanza n. 13202 del 19/05/2025

IVA - Detrazioni - Inerenza dei costi

L’accertamento aveva recuperato IRES, IVA e IRAP contestando, tra l’altro, costi per royalties riferiti a una licenza di marchio formalmente scaduta; il giudice d’appello ne aveva negato la rilevanza fiscale. La Cassazione chiarisce che in materia IVA l’inerenza va valutata qualitativamente rispetto all’attività d’impresa e provata dal contribuente, senza far discendere automaticamente l’indetraibilità dalla mancata deducibilità ai fini diretti; inoltre, il contratto poteva proseguire per fatti concludenti, non essendo richiesta la forma scritta. Accolti tre motivi, la sentenza è cassata con rinvio.

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  • Processo tributario

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