Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 1945

Cassazione, sentenza n. 1945 del 23/01/2023

Sentenza n. 1945 del 23/01/2023

Nel giudizio di ottemperanza relativo al rimborso di IRPEF e ILOR versate per gli anni 1990-1992 da un soggetto colpito dal sisma, l’Agenzia chiedeva di applicare la sopravvenuta riduzione del 50% connessa ai limiti delle risorse stanziate. La Corte ha escluso che tali limiti incidano sull’esistenza o sull’ammontare del diritto già riconosciuto con giudicato: l’eventuale incapienza riguarda soltanto le modalità di esecuzione, attivabili anche mediante commissario ad acta e ordine di pagamento in conto sospeso. Il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRPEF
  • Agevolazioni Fiscali
N. 1944

Cassazione, sentenza n. 1944 del 23/01/2023

Sentenza n. 1944 del 23/01/2023

Un contribuente contestava un accertamento bancario ai fini IRPEF, IRAP e IVA, lamentando l’assenza del processo verbale di constatazione e del contraddittorio preventivo; i giudici di merito avevano confermato le riprese sui versamenti. La Corte ha escluso l’obbligo generalizzato del verbale e del termine dilatorio per gli accertamenti “a tavolino”, precisando che, per i tributi armonizzati, il contribuente deve indicare concretamente le difese non pretestuose che avrebbe svolto. Sono state inoltre giudicate inammissibili le censure volte a ottenere una nuova valutazione della documentazione bancaria e infondata quella sul mancato ordine di esibizione.

N. 1915

Cassazione, sentenza n. 1915 del 23/01/2023

Pagamento dei contributi ambientali - materiale estratto da cava - -natura indennitaria non contributiva- controversia- competenza giurisdizione ordinaria.

Una società estrattiva impugnava i contributi ambientali richiesti dalla Regione per il materiale di cava, contestandone presupposti, durata, calcolo e compatibilità con principi costituzionali ed europei. La Corte ha ricordato che tali prelievi hanno natura indennitaria, poiché compensano l’onere pubblico di ripristino ambientale, e non tributaria; la relativa controversia appartiene quindi in via generale al giudice ordinario, pur essendosi nel caso formato il giudicato interno sulla giurisdizione tributaria. Ritenute infondate o inammissibili le singole censure, il ricorso è stato rigettato.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 1914

Cassazione, sentenza n. 1914 del 23/01/2023

Sentenza n. 1914 del 23/01/2023

Dopo il giudicato che aveva confermato la rettifica del valore di terreni ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, i contribuenti avevano chiesto la revocazione richiamando una perizia rinvenuta successivamente. La Corte ha stabilito che il documento decisivo richiesto per la revocazione deve preesistere alla sentenza e non può consistere in un atto formato dopo di essa; inoltre, una perizia stragiudiziale costituisce una mera allegazione difensiva o, al più, un indizio rimesso al giudice di merito. Il ricorso è stato pertanto rigettato.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1913

Cassazione, sentenza n. 1913 del 23/01/2023

Sentenza n. 1913 del 23/01/2023

L’agente della riscossione impugnava una sanzione per l’omesso riversamento all’Erario delle somme riscosse a rimborso delle spese di procedure esecutive, sostenendo la giurisdizione tributaria. La Corte ha confermato che la sanzione riguarda l’inadempimento di obblighi derivanti dal rapporto concessorio e non una violazione inerente a un rapporto tributario; la controversia resta quindi estranea al giudice tributario. L’omessa indicazione, nella pronuncia declinatoria, del giudice munito di giurisdizione non determina nullità, non essendo prevista una sanzione e restando esperibili i rimedi contro un eventuale conflitto negativo; il ricorso è stato rigettato.

N. 1912

Cassazione, sentenza n. 1912 del 23/01/2023

Sentenza n. 1912 del 23/01/2023

La controversia riguardava un’intimazione di pagamento fondata su una cartella per omesso versamento dell’imposta di registro dovuta su una sentenza; la società aveva contestato, tra l’altro, la regolarità delle notifiche e la tempestività dell’appello dell’Agenzia. In cassazione la contribuente ha documentato l’adesione alla definizione agevolata e l’integrale pagamento delle somme dovute, rinunciando alla prosecuzione dell’impugnazione. La Corte ha dichiarato estinto il procedimento per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le aveva anticipate ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.

N. 1846

Cassazione, sentenza n. 1846 del 20/01/2023

Sentenza n. 1846 del 20/01/2023

L’accertamento recuperava maggiori ricavi per differenze inventariali e costi ritenuti indeducibili ai fini IRPEG, IRAP e IVA; nel giudizio di rinvio la società aveva prodotto una relazione tecnica per spiegare le movimentazioni interne di magazzino. La Cassazione conferma che il rinvio è un giudizio a istruzione sostanzialmente chiusa e che una perizia di parte non può introdurre documenti mai prodotti prima, salvo le specifiche eccezioni previste. Dichiara inoltre inammissibile la censura sui costi perché generica e nuova, rigetta il ricorso principale e assorbe quello incidentale.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
  • Contabilità
N. 1818

Cassazione, sentenza n. 1818 del 20/01/2023

Sentenza n. 1818 del 20/01/2023

L’accertamento per il 2006 imputava a una professionista compensi e corrispettivi non dichiarati sulla base di versamenti e prelevamenti rilevati anche su conti di familiari; la CTR aveva confermato integralmente la pretesa. La Cassazione esclude che la mancata esibizione durante la verifica renda automaticamente inutilizzabili i documenti successivamente prodotti: occorrono richiesta specifica, avvertimento e sostanziale rifiuto, mentre le dichiarazioni di terzi possono avere valore indiziario. Conferma l’utilizzabilità, a determinate condizioni, dei conti familiari, ma esclude per i professionisti la presunzione sui prelevamenti; cassa con rinvio.

N. 1810

Cassazione, sentenza n. 1810 del 20/01/2023

Sentenza n. 1810 del 20/01/2023

L’accertamento per il 2007 recuperava compensi e corrispettivi non dichiarati da una professionista, valorizzando movimenti su conti personali e di familiari; la CTR aveva ritenuto preclusa la documentazione non esibita durante la verifica. La Cassazione afferma che tale preclusione richiede una richiesta puntuale, l’avvertimento sulle conseguenze e un sostanziale rifiuto, e riconosce possibile valore indiziario alle dichiarazioni di terzi. Restano utilizzabili, in presenza di elementi sintomatici, i conti familiari, ma non opera per i professionisti la presunzione di maggiori compensi sui prelevamenti: la sentenza è cassata con rinvio.

N. 1797

Cassazione, ordinanza n. 1797 del 20/01/2023

Contenzioso - Atti impugnabili - Impugnabilità bolletta TARI.

Una società aveva impugnato la bolletta TARI 2018, ma la CTR l’aveva ritenuta non autonomamente impugnabile, individuando nell’eventuale successivo accertamento il primo atto lesivo. La Cassazione afferma che l’elenco degli atti impugnabili non impedisce il ricorso contro atti atipici che rendano conoscibile una pretesa tributaria determinata e ne espongano le ragioni fattuali e giuridiche. Poiché la bolletta esprimeva compiutamente la pretesa del Comune, il ricorso è accolto e la sentenza è cassata con rinvio.

  • Tributi locali
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 1768

Cassazione, sentenza n. 1768 del 20/01/2023

Sentenza n. 1768 del 20/01/2023

Una società veicolo chiedeva il rimborso delle ritenute del 27% applicate agli interessi maturati sui conti destinati a un’operazione di cartolarizzazione, dopo l’estinzione dei titoli; la CTR aveva negato il diritto ritenendo applicabile la ritenuta a titolo d’imposta. La Cassazione precisa che la società veicolo è soggetto IRPEG/IRES e che tali ritenute operano a titolo di acconto, divenendo scomputabili o rimborsabili quando cessa il vincolo sul patrimonio separato. Accerta la cessazione del vincolo, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie la domanda originaria.

N. 1753

Cassazione, sentenza n. 1753 del 20/01/2023

Sentenza n. 1753 del 20/01/2023

Per l’anno 2007 l’Agenzia aveva contestato a una società formalmente stabilita in Portogallo la residenza fiscale italiana, recuperando IRES e IRAP; entrambi i giudici di merito avevano annullato l’accertamento. La Cassazione ribadisce che sede legale, sede dell’amministrazione e oggetto principale sono criteri alternativi e che la residenza italiana non richiede necessariamente una finalità elusiva; la sede dell’amministrazione coincide con il luogo dell’effettiva direzione. La CTR aveva però valutato elementi operativi portoghesi e distinto la direzione societaria dal normale controllo della capogruppo: il ricorso dell’Agenzia è respinto.

N. 1750

Cassazione, sentenza n. 1750 del 20/01/2023

Sentenza n. 1750 del 20/01/2023

Per l’anno 2001 l’Agenzia aveva considerato fiscalmente residente in Italia una società formalmente stabilita in Portogallo, recuperando IRPEG e IRAP; la CTR aveva confermato l’annullamento dell’accertamento. La Cassazione chiarisce che la sede dell’amministrazione va individuata nel luogo dell’effettiva direzione e che i criteri di residenza operano anche senza accertare uno scopo elusivo. Il giudice regionale aveva valorizzato la struttura operativa, le riunioni societarie e i rapporti bancari in Portogallo, distinguendoli dall’ordinario controllo della società italiana: il ricorso dell’Agenzia è pertanto rigettato.

N. 1749

Cassazione, sentenza n. 1749 del 20/01/2023

Sentenza n. 1749 del 20/01/2023

Per l’anno 2008 l’Agenzia aveva attribuito la residenza fiscale italiana a una società formalmente insediata in Portogallo, recuperando IRES e IRAP; i giudici di merito avevano escluso la prova dell’esterovestizione. La Cassazione ribadisce che la residenza dipende alternativamente da sede legale, sede dell’amministrazione o oggetto principale, senza necessaria coincidenza con una finalità elusiva, e identifica la sede amministrativa con l’effettivo centro direzionale. Poiché la CTR aveva fondato la localizzazione portoghese su elementi concreti e distinto il controllo della capogruppo dalla gestione della controllata, il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

N. 1743

Cassazione, sentenza n. 1743 del 20/01/2023

Sentenza n. 1743 del 20/01/2023

L’Agenzia delle Entrate aveva recuperato IRPEG e IRAP per il 2001, sostenendo che una società formalmente portoghese avesse in Italia la sede effettiva dell’amministrazione. La Cassazione chiarisce che i criteri di residenza fiscale sono alternativi e operano anche senza una finalità elusiva, mentre la sede amministrativa coincide con il luogo concreto di direzione; ritiene però corretta la valutazione della commissione regionale, fondata sulla struttura operativa, sulle riunioni societarie e sui rapporti bancari in Portogallo. Il ricorso dell’Amministrazione è quindi rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRES
  • IRAP
  • Estero
N. 1726

Cassazione, sentenza n. 1726 del 20/01/2023

Sentenza n. 1726 del 20/01/2023

Una società contestava il riconoscimento alla dipendente del superiore inquadramento previsto per le mansioni di operatore socio-sanitario, già accordato nei due gradi di merito sulla base dell’attività concretamente svolta. La Cassazione rileva sia la mancata indicazione specifica delle disposizioni collettive asseritamente violate, sia il corretto svolgimento dell’indagine trifasica: accertamento delle mansioni, individuazione delle qualifiche contrattuali e relativo confronto. Il ricorso datoriale è pertanto rigettato, con conferma del diritto all’inquadramento superiore e alle differenze retributive.

N. 1879

Cassazione, sentenza n. 1879 del 20/01/2023

Sentenza n. 1879 del 20/01/2023

L’Agenzia sosteneva che due società formalmente estere avessero residenza fiscale in Italia, perché l’oggetto principale della loro attività commerciale si sarebbe concretizzato sul territorio nazionale nell’ambito di una frode; il giudice d’appello aveva ritenuto insufficienti gli elementi addotti. La Corte ha chiarito che sede legale, sede dell’amministrazione e luogo dell’oggetto principale sono criteri alternativi e che quest’ultimo va riferito all’attività materiale effettivamente esercitata, valorizzando anche la presenza delle merci in Italia. Accolto il ricorso, la sentenza è stata cassata con rinvio per verificare il collegamento per la maggior parte del periodo d’imposta.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Società
  • IVA
  • IRAP
  • Contenzioso
N. 1875

Cassazione, sentenza n. 1875 del 20/01/2023

Sentenza n. 1875 del 20/01/2023

La controversia riguardava avvisi per IRPEF, IVA e IRAP fondati sulla ritenuta esterovestizione di una società e sull’imputazione del reddito ai soci; i giudici di merito avevano escluso la prova della sede effettiva in Italia. La Cassazione chiarisce che sede legale, sede dell’amministrazione e oggetto principale sono criteri paritetici e alternativi per stabilire la residenza fiscale. Tuttavia, gli elementi indicati dall’Agenzia sullo svolgimento dell’attività in Italia riguardavano un periodo successivo a quello accertato: il ricorso è quindi respinto e gli altri motivi restano assorbiti.

N. 1865

Cassazione, sentenza n. 1865 del 20/01/2023

Sentenza n. 1865 del 20/01/2023

Una cartella, emessa dopo controllo formale per ritenute d’acconto e contributo alla cassa professionale, era stata annullata in primo grado sulla base di più ragioni autonome; la CTR, accogliendo parzialmente l’appello dell’Agenzia, aveva confermato una residua pretesa. La Cassazione rileva che alcune autonome rationes decidendi, tra cui il difetto di motivazione della cartella e profili di merito, non erano state impugnate e si erano quindi consolidate per giudicato interno. Accoglie i primi tre motivi della contribuente e cassa senza rinvio la sentenza d’appello.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
N. 1648

Cassazione, sentenza n. 1648 del 19/01/2023

Sentenza n. 1648 del 19/01/2023

Una compagnia assicurativa chiedeva di escludere il proprio concorso di colpa nell’incasso, da parte di un soggetto non legittimato, di un assegno circolare non trasferibile spedito per posta ordinaria; i giudici di merito avevano ravvisato anche la responsabilità della banca negoziatrice. La Cassazione conferma che la spedizione ordinaria può costituire antecedente causale del danno, concorrente con la negligente identificazione del presentatore, e che la relativa valutazione concreta spetta al giudice di merito se logicamente motivata. Escluse l’apparenza della motivazione e le altre violazioni denunciate, rigetta il ricorso.

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