Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 20737

Cassazione, sentenza n. 20737 del 18/07/2023

Sentenza n. 20737 del 18/07/2023

L’atto impugnato recuperava il debito IVA del 2008 compensato mediante un credito, riportato dagli anni precedenti, che l’Amministrazione riteneva artificiosamente creato. La Corte ha escluso che la sola esposizione in dichiarazione o il mancato tempestivo controllo producano la cristallizzazione del credito: l’Amministrazione può contestarne l’esistenza e recuperare il debito successivamente compensato, senza duplicare per ciò stesso la pretesa. Le contestazioni sulla valutazione degli indizi e sulla motivazione sono state respinte; quella sulla duplicazione delle sanzioni è stata dichiarata tardiva, con rigetto integrale del ricorso.

N. 20681

Cassazione, sentenza n. 20681 del 17/07/2023

Sentenza n. 20681 del 17/07/2023

I giudici regionali avevano annullato l’accertamento notificato personalmente alle socie, ritenendo determinante che la società fosse già cancellata dal registro delle imprese e che la disciplina sul differimento quinquennale dell’estinzione non fosse retroattiva. La Corte ha invece chiarito che gli ex soci succedono nei rapporti non definiti della società estinta e sono legittimati processualmente anche se non abbiano ricevuto somme in liquidazione; tale legittimazione non comporta automaticamente responsabilità per il debito. Ha quindi accolto il ricorso dell’Amministrazione e cassato con rinvio per l’esame della pretesa.

N. 20677

Cassazione, sentenza n. 20677 del 17/07/2023

Sentenza n. 20677 del 17/07/2023

Gli eredi di un socio contestavano il recupero di un rimborso IVA ottenuto dalla società, negando la propria responsabilità e invocando l’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario. La Corte ha stabilito che spetta all’erede provare la tempestiva formazione dell’inventario e ha giudicato apparente la motivazione con cui il giudice regionale aveva escluso la qualità di accomandatario senza esaminare il quadro documentale; ha inoltre ricordato che anche l’accomandante risponde nei limiti della quota conferita. Accolti tre motivi dell’Amministrazione, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IVA
  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 20618

Cassazione, sentenza n. 20618 del 17/07/2023

Sentenza n. 20618 del 17/07/2023

Una società madre francese chiedeva il pagamento del credito d’imposta previsto dalla convenzione Italia-Francia sui dividendi ricevuti dalla controllata italiana; l’Amministrazione e i giudici di merito lo avevano negato per il regime francese di esclusione del 95 per cento dei dividendi. La Corte ha ritenuto compatibili, previa verifica concreta, il regime della direttiva madre-figlia e il beneficio convenzionale, precisando che non occorre l’effettivo prelievo estero, ma l’inclusione del dividendo nei redditi imponibili. Poiché tale inclusione era già accertata, ha cassato la sentenza e accolto nel merito il ricorso originario.

N. 20605

Cassazione, sentenza n. 20605 del 17/07/2023

Sentenza n. 20605 del 17/07/2023

Il contribuente impugnava accertamenti IRES e IRAP collegati a fatture ritenute oggettivamente inesistenti e alla responsabilità attribuitagli rispetto a società successivamente cancellate, formulando anche censure sui termini e sulle sanzioni. La Corte ha accolto soltanto i motivi concernenti il raddoppio dei termini per l’IRAP e la trasmissione al socio delle sanzioni tributarie, rigettando le restanti doglianze, comprese quelle sulla conoscenza dei processi verbali e sulla qualificazione delle operazioni. La decisione regionale è stata pertanto cassata, nei limiti dei motivi accolti, con rinvio per un nuovo giudizio.

  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • IRES
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 20603

Cassazione, sentenza n. 20603 del 17/07/2023

Sentenza n. 20603 del 17/07/2023

La società conferitaria di un ramo d’azienda contestava la cartella emessa per ritenute non versate dalla conferente, invocando la preventiva escussione del debitore principale e l’efficacia liberatoria del certificato fiscale ottenuto dopo il conferimento. La Corte ha escluso che l’inosservanza del beneficio di escussione renda nulla la cartella, atto anteriore all’esecuzione, e ha negato l’effetto liberatorio del certificato, poiché il debito emergeva da una dichiarazione presentata soltanto in seguito. Non risultando allora un pericolo per la riscossione che imponesse controlli anticipati, il ricorso è stato integralmente rigettato.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 20577

Cassazione, sentenza n. 20577 del 17/07/2023

Avviso di accertamento - IRPEF - Tassazione maggiori ricavi - Illeciti fiscali internazionali - Dividendi società estera.

L’accertamento recuperava a IRPEF dividendi distribuiti da una società spagnola a un residente italiano; il giudice regionale li aveva esclusi dall’imposizione nazionale perché già assoggettati in Spagna a ritenuta del 15 per cento. La Corte ha chiarito che la convenzione Italia-Spagna attribuisce in via generale la potestà impositiva allo Stato di residenza del beneficiario, consentendo anche il prelievo nello Stato della società entro quel limite; l’imposta estera va detratta da quella italiana, non la sostituisce. Respinte le censure sulla notifica e sulla motivazione, ha accolto il motivo sostanziale e cassato con rinvio.

N. 20559

Cassazione, sentenza n. 20559 del 17/07/2023

Sentenza n. 20559 del 17/07/2023

La controversia riguarda il rimborso dell’IVA connessa a buoni sconto e buoni rimborso riconosciuti ai consumatori finali, univocamente collegati alle operazioni originarie tra produttore e rivenditore. La Cassazione afferma che la procedura delle note di variazione non è obbligatoria: il contribuente può ricorrere all’azione generale di rimborso, entro il termine biennale applicabile. Ritenuto non più sindacabile l’accertamento della CTR sui collegamenti e sulla proporzionale imputazione degli importi, la Corte rigetta il ricorso dell’Agenzia delle entrate e conferma il rimborso riconosciuto per l’annualità tempestiva.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20552

Cassazione, sentenza n. 20552 del 17/07/2023

Sentenza n. 20552 del 17/07/2023

La lite concerne il rimborso di imposte dirette e IVA previsto per i soggetti colpiti dal sisma siciliano del 1990, richiesto dal socio di una società di persone già cancellata. La Cassazione riconosce la legittimazione del socio quale successore dell’ente estinto e dichiara inammissibile, per carente riproduzione dell’istanza, la censura relativa all’indicazione e alla prova del credito. Ritiene invece fondata la contestazione sul rimborso delle imposte dirette riferite a reddito d’impresa, poiché il beneficio è incompatibile con il mercato interno salvo la ricorrenza delle specifiche eccezioni unionali indicate nella decisione della Commissione europea.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
  • IVA
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 20544

Cassazione, sentenza n. 20544 del 17/07/2023

Sentenza n. 20544 del 17/07/2023

La società chiedeva il rimborso del costo della fideiussione prestata per ottenere un rimborso IVA infrannuale, negato nei precedenti gradi perché non collegato a un’attività accertatrice. La Cassazione riconosce portata generale al diritto previsto dallo Statuto del contribuente: la garanzia può costituire un onere necessario anche per conseguire un legittimo rimborso, dovendosi evitare che il relativo sistema esponga il soggetto passivo a rischi finanziari. Accoglie quindi il ricorso, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie la domanda originaria, compensando le spese.

N. 20537

Cassazione, sentenza n. 20537 del 17/07/2023

Sentenza n. 20537 del 17/07/2023

La controversia riguarda le sanzioni applicate per avere compensato crediti IVA oltre il limite allora vigente, successivamente elevato da 516.456,90 a 700.000 euro. La Cassazione conferma che l’innalzamento del tetto riduce la condotta sanzionabile e, nei processi ancora pendenti, opera quale disciplina più favorevole: resta sanzionabile soltanto l’omesso versamento corrispondente agli importi eccedenti il nuovo limite. Poiché la compensazione contestata rientrava nel limite sopravvenuto, la Corte rigetta il ricorso dell’Agenzia delle entrate e conferma la non applicabilità delle sanzioni.

N. 20530

Cassazione, sentenza n. 20530 del 17/07/2023

Sentenza n. 20530 del 17/07/2023

La CTR aveva respinto una domanda di rimborso IVA ritenendo provato il precedente pagamento mediante titoli di Stato e prescritto il credito, sulla base anche di un documento prodotto tardivamente e di un’eccezione sollevata soltanto in appello. La Cassazione precisa che i nuovi documenti devono essere depositati entro il termine perentorio di venti giorni liberi prima dell’udienza e che la prescrizione del credito IVA, non rilevabile d’ufficio, non può essere proposta per la prima volta in appello. Accoglie i relativi motivi, cassa la sentenza e rinvia al giudice tributario regionale.

  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento e riscossione
N. 20524

Cassazione, ordinanza n. 20524 del 17/07/2023

Reati tributari - Sospensione condizionale della pena concordata - Richiesta di pagamento del debito tributario d'ufficio.

La controversia riguarda la rivalsa dell’IVA accertata sui compensi di un veterinario libero professionista incaricato da un’azienda sanitaria mediante contratto di diritto privato. La Cassazione attribuisce la domanda alla giurisdizione ordinaria, trattandosi di rapporto privatistico, e nega l’esenzione: le prestazioni veterinarie non sono cure rese alla persona e l’esclusione prevista per l’attività pubblica richiede che questa sia svolta direttamente dall’ente, tramite propri dipendenti e in veste autoritativa. Il ricorso dell’azienda sanitaria è pertanto rigettato, con condanna alle spese.

N. 20364

Cassazione, sentenza n. 20364 del 14/07/2023

Sentenza n. 20364 del 14/07/2023

La controversia riguarda un accertamento di maggiori IRES, IRAP e IVA fondato su documentazione extracontabile della società, recante valori immobiliari superiori ai prezzi dichiarati, e su dati comparativi relativi all’edilizia convenzionata. La Cassazione ritiene adeguata la motivazione della decisione regionale e considera inammissibili le censure volte a ottenere una diversa valutazione delle presunzioni e dei contratti di finanziamento; precisa inoltre che i fatti riferiti dagli accertatori, se non specificamente contestati, possono essere utilizzati. Sono giudicate infondate o inammissibili anche le doglianze esaminate sulle sanzioni e sulla motivazione dell’accertamento.

N. 20335

Cassazione, sentenza n. 20335 del 14/07/2023

Sentenza n. 20335 del 14/07/2023

La controversia concerne il recupero di dazi antidumping e IVA su elementi di fissaggio dichiarati di origine thailandese, ma ritenuti dall’Amministrazione in larga parte prodotti in Cina e soltanto trasbordati in Thailandia. Il giudice regionale aveva limitato temporalmente il recupero e valutato diversamente gli indizi relativi ai vari periodi d’importazione; la Cassazione rigetta il primo motivo dell’Agenzia, ma accoglie il secondo, ravvisando un errore nella decisione impugnata sul profilo probatorio contestato. La sentenza è cassata con rinvio al giudice tributario di secondo grado di Bolzano; gli altri motivi restano assorbiti.

  • Estero
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 20322

Cassazione, ordinanza n. 20322 del 14/07/2023

Ordinanza n. 20322 del 14/07/2023

Una contribuente aveva riproposto il ricorso contro il silenzio-rifiuto sull’istanza di rimborso IRPEF, dopo che un precedente ricorso notificato non era stato depositato presso la commissione tributaria. La Cassazione afferma che, nelle liti da rimborso, l’inammissibilità del primo giudizio per una ragione processuale non impedisce una nuova domanda finché il diritto alla restituzione non sia prescritto; le valutazioni di merito svolte dal giudice regionale dopo la declaratoria d’inammissibilità erano invece irrilevanti. Accolto il secondo motivo, la decisione è cassata con rinvio per un nuovo esame.

N. 20218

Cassazione, sentenza n. 20218 del 14/07/2023

Sentenza n. 20218 del 14/07/2023

La controversia riguarda il rapporto tra imposta comunale sulla pubblicità e canone dovuto per la locazione o occupazione degli spazi destinati agli impianti pubblicitari. La Cassazione chiarisce che il CIMP sostituisce l’imposta soltanto mediante l’apposito regolamento comunale: il piano generale degli impianti o una previsione meramente programmatica non bastano; finché il CIMP non è istituito, il canone per gli spazi può aggiungersi all’imposta e non soggiace al limite tariffario del 25% previsto per il CIMP. Accolto il ricorso dell’ente impositore, la sentenza è cassata con rinvio.

N. 20419

Cassazione, sentenza n. 20419 del 14/07/2023

Sentenza n. 20419 del 14/07/2023

L’accertamento contestava costi IRAP e detrazione IVA relativi a fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, applicando il raddoppio dei termini per l’emersione di possibili fatti penalmente rilevanti. La Cassazione considera tardiva la ripresa IRAP, poiché le relative violazioni non sono presidiate da sanzioni penali, ma reputa applicabile il termine raddoppiato all’IVA anche quando la denuncia sia successiva alla scadenza ordinaria. Esclude inoltre che il reverse charge renda sempre detraibile l’imposta: per operazioni soggettivamente inesistenti, accertato l’elemento psicologico, mancano i requisiti sostanziali della detrazione.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Reverse Charge
  • Contenzioso
N. 20414

Cassazione, sentenza n. 20414 del 14/07/2023

Sentenza n. 20414 del 14/07/2023

La controversia concerne un avviso per IRAP e IVA fondato sull’utilizzo, in reverse charge, di fatture relative a operazioni soggettivamente inesistenti, notificato applicando il raddoppio dei termini. La Cassazione ritiene tardivo l’accertamento IRAP, non essendo le violazioni dell’imposta assistite da sanzioni penali, mentre considera legittimo il termine raddoppiato per l’IVA in presenza dei presupposti dell’obbligo di denuncia. Respinge inoltre la tesi della detraibilità automatica nel reverse charge: per operazioni soggettivamente inesistenti, quando sia provato l’elemento psicologico, l’IVA non può essere neutralizzata per mancanza dei requisiti sostanziali.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Reverse Charge
  • Contenzioso
N. 20409

Cassazione, sentenza n. 20409 del 14/07/2023

Sentenza n. 20409 del 14/07/2023

Gli avvisi per IRES, IRAP e IVA erano stati annullati nei gradi di merito per decadenza, poiché fondati su rilievi diversi da quelli che avevano determinato l’obbligo di denuncia penale. La Cassazione chiarisce che il raddoppio dei termini consegue all’emersione di seri indizi di reato e non viene meno se i successivi accertamenti ridimensionano la pretesa o l’atto definitivo utilizza elementi privi di rilevanza penale, salvo un impiego pretestuoso della disciplina. Accoglie il ricorso dell’Agenzia delle entrate, cassa la sentenza e rinvia al giudice tributario regionale.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
  • IRES

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