Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 26199

Cassazione, sentenza n. 26199 del 8/09/2023

Sentenza n. 26199 del 08/09/2023

L’Ufficio aveva recuperato ritenute non operate nel 2003 sugli interessi corrisposti a una società olandese, qualificando come elusiva una complessa operazione di finanziamento e derivati; la decisione regionale aveva ritenuto tempestivo l’accertamento grazie al raddoppio dei termini. La Cassazione ha invece rilevato che, secondo la disciplina vigente nel periodo, le violazioni della dichiarazione del sostituto d’imposta non integravano i reati dichiarativi richiamati e non consentivano il raddoppio. Ha quindi accolto i primi due motivi relativi alla tardività dell’atto, dichiarando assorbite le ulteriori questioni.

  • Accertamento fiscale
  • Dichiarazioni
  • Sanzioni
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 26183

Cassazione, sentenza n. 26183 del 8/09/2023

IRES - Diniego rimborso - Redditi da risparmio - Pagamento di interessi.

Una società svizzera domandava il rimborso delle ritenute subite sugli interessi corrisposti da controllate italiane; i giudici di merito lo avevano negato pretendendo la prova della tassazione effettiva degli interessi in Svizzera. La Cassazione ha stabilito che l’Accordo tra Comunità europea e Confederazione elvetica richiede soltanto l’assoggettamento ordinario della beneficiaria all’imposta sugli utili, senza esenzioni, non l’effettivo pagamento dell’imposta sui singoli interessi. Accolti il primo e il terzo motivo, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso contro il silenzio-rifiuto.

  • IRES
  • Estero
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 26170

Cassazione, sentenza n. 26170 del 8/09/2023

Sentenza n. 26170 del 08/09/2023

Un fondo pensione olandese chiedeva il rimborso delle ritenute su interessi relativi a titoli di Stato e obbligazioni, producendo nel contenzioso documenti non trasmessi dopo un questionario dell’Agenzia. La Cassazione ha escluso l’inutilizzabilità perché la richiesta non conteneva lo specifico avvertimento circa la preclusione amministrativa e processuale; le contestazioni sulla qualità di beneficiario effettivo miravano invece a una rivalutazione dei fatti già accertati dal giudice regionale. Il ricorso principale dell’Agenzia è stato rigettato, con assorbimento del ricorso incidentale condizionato.

N. 26079

Cassazione, sentenza n. 26079 del 7/09/2023

Sentenza n. 26079 del 07/09/2023

La controversia concerneva un credito per la tassa sulle emissioni, riportato nelle dichiarazioni annuali e utilizzabile in compensazione, che l’Agenzia delle Dogane aveva drasticamente ridotto applicando il termine biennale previsto per le accise. La Cassazione ha ribadito che il saldo creditorio derivante dagli acconti costituisce una modalità fisiologica di pagamento e, se riportato negli esercizi successivi, non è reclamabile prima della chiusura del rapporto tributario; il termine di rimborso decorre quindi dall’ultima dichiarazione annuale di consumo. Ha accolto il primo motivo, assorbendo le restanti censure.

  • Imposte indirette
  • Riscossione
  • Adempimenti
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 26056

Cassazione, sentenza n. 26056 del 7/09/2023

Sentenza n. 26056 del 07/09/2023

L’Agenzia delle Dogane contestava l’indebita applicazione del regime 42 a merci spedite dall’Italia alla Svizzera e poi reintrodotte, nonché la responsabilità del rappresentante fiscale per l’IVA all’importazione; i giudici di merito avevano invece escluso l’addebito valorizzandone diligenza e terzietà. La Cassazione ha accolto la censura sulla disciplina applicabile allo status unionale delle merci e ai presupposti dell’esenzione, rilevando che la contestazione non riguardava una successiva evasione del destinatario, ma l’originaria insussistenza del regime 42. Il primo motivo è stato accolto e il secondo assorbito.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 25685

Cassazione, sentenza n. 25685 del 7/09/2023

Sentenza n. 25685 del 07/09/2023

Una società svizzera chiedeva il rimborso dell’IVA assolta su beni acquistati in Italia e spediti direttamente in un altro Stato membro; l’Agenzia sosteneva che fosse necessaria la nomina di un rappresentante fiscale e che fossero state compiute operazioni attive in Italia. La Cassazione ha qualificato l’acquisto come ordinaria cessione imponibile e ha affermato che il soggetto extra-UE può ottenere il rimborso mediante la procedura prevista per gli operatori esteri, ricorrendo la reciprocità, senza rappresentante fiscale. Non risultando operazioni attive territorialmente rilevanti, ha rigettato il ricorso dell’Agenzia.

N. 25967

Cassazione, sentenza n. 25967 del 6/09/2023

Sentenza n. 25967 del 06/09/2023

La lite riguardava il rimborso dell’IVA chiesto da una società svizzera per due acquisti da fornitori italiani, con consegna dei beni rispettivamente in Svizzera e in Germania. La Cassazione ha negato il rimborso erariale per l’operazione destinata in Svizzera, qualificata come esportazione non imponibile: l’imposta erroneamente versata va richiesta al cedente, salvo comprovata eccessiva difficoltà, qui neppure prospettata. Ha invece riconosciuto il rimborso per la cessione con consegna in Germania, imponibile in Italia e non accompagnata da operazioni attive territorialmente rilevanti, decidendo la causa nel merito.

N. 25961

Cassazione, sentenza n. 25961 del 6/09/2023

Sentenza n. 25961 del 06/09/2023

La controversia riguardava il rimborso dell’IVA addebitata a una società svizzera per beni acquistati da un’impresa italiana e trasportati in Svizzera. La Cassazione ha qualificato l’operazione come esportazione non imponibile: l’imposta erroneamente versata al cedente deve essere chiesta a quest’ultimo, salvo che il recupero risulti eccessivamente difficile, circostanza neppure prospettata; resta quindi estraneo il requisito di reciprocità. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata e, decidendo nel merito, la Corte ha rigettato il ricorso originario della contribuente.

N. 25890

Cassazione, sentenza n. 25890 del 5/09/2023

Sentenza n. 25890 del 05/09/2023

La CTR aveva annullato accertamenti per imposte dirette e IVA, valorizzando l’archiviazione penale e precedenti di merito favorevoli sulla realtà di operazioni circolari nel mercato elettrico. La Cassazione ha chiarito che il decreto di archiviazione non vincola il giudice tributario e che decisioni relative ad altri soggetti non sostituiscono la valutazione complessiva degli indizi addotti dall’Ufficio. Rigettata la censura sulla motivazione apparente, la Corte ha accolto il secondo e il terzo motivo, assorbito il quarto, cassando con rinvio per un nuovo esame del quadro presuntivo.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25880

Cassazione, sentenza n. 25880 del 5/09/2023

Sentenza n. 25880 del 05/09/2023

Il contribuente, qualificato dalla CTR come gestore di fatto e regista di una frode carosello attuata mediante una società cartiera, contestava la propria responsabilità personale per le sanzioni tributarie. La Cassazione ha affermato che la regola che pone le sanzioni esclusivamente a carico della persona giuridica non opera quando questa costituisca una mera finzione utilizzata a vantaggio dell’autore materiale degli illeciti; la diversa qualificazione giuridica non integra ultrapetizione se restano invariati fatti e domanda. Il ricorso è stato integralmente rigettato.

N. 25877

Cassazione, sentenza n. 25877 del 5/09/2023

Sentenza n. 25877 del 05/09/2023

La controversia concerneva un accertamento analitico su ricavi imputati a un esercizio diverso e su costi ritenuti non documentati, non inerenti o riferibili a operazioni inesistenti, con conseguenze anche ai fini IVA. La Cassazione ha escluso l’inammissibilità dell’appello notificato all’imprenditore individuale dopo il conferimento dell’azienda in una società, configurando una successione a titolo particolare che non estingue la parte originaria. Ha inoltre ribadito che il contribuente deve provare esistenza, inerenza e coerenza economica dei costi mediante documentazione idonea, non essendo sufficiente la sola contabilizzazione.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRPEF
  • IRAP
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 25822

Cassazione, ordinanza n. 25822 del 5/09/2023

Tassa automobilistica - Requisiti esenzione - Portatori di handicap - Omesso invio dell'avviso di fissazione di trattazione in udienza - Costituzione in giudizio - Riconoscimento dei requisiti sanitari.

La Regione contestava l’esenzione dalla tassa automobilistica riconosciuta per tre annualità a una contribuente con grave deficit deambulatorio, lamentando anche di non avere ricevuto l’avviso di trattazione in primo grado. La Cassazione ha escluso la violazione del diritto di difesa perché la comunicazione dell’udienza presuppone la costituzione in giudizio; nel merito, ha ritenuto sufficiente il riconoscimento dei requisiti sanitari, risalente a epoca anteriore all’istanza, senza attribuire alla Regione margini discrezionali. Il ricorso regionale è stato rigettato.

  • Autovetture e Fisco
  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25778

Cassazione, sentenza n. 25778 del 5/09/2023

Sentenza n. 25778 del 05/09/2023

Un pensionato trasferito in Tunisia chiedeva il rimborso delle ritenute IRPEF applicate prima della detassazione della pensione, invocando la Convenzione contro le doppie imposizioni. La Cassazione ha rilevato che la CTR aveva omesso di esaminare la documentazione sulla residenza fiscale e aveva applicato impropriamente la presunzione prevista per i trasferimenti verso Stati a fiscalità privilegiata; ha invece escluso sia la motivazione postuma sia un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo. Accolti quattro motivi, assorbito uno e rigettati gli altri due, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 25891

Cassazione, sentenza n. 25891 del 5/09/2023

Sentenza n. 25891 del 05/09/2023

L’accertamento aveva disconosciuto la detrazione IVA relativa, da un lato, a un’operazione ritenuta soggettivamente inesistente e, dall’altro, a una cessione di merce non ancora nazionalizzata. Sul primo rilievo, l’Agenzia contestava che la CTR avesse esaminato isolatamente gli indizi della conoscibilità della frode, anziché valutarli complessivamente; la Corte ha richiamato la verifica della possibilità, secondo diligenza professionale, di percepire il meccanismo fraudolento. Quanto al secondo rilievo, la contribuente sosteneva che la fatturazione bastasse a rendere detraibile l’imposta, benché la CTR avesse escluso la territorialità dell’operazione; la Corte è quindi passata all’esame del ricorso incidentale.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25753

Cassazione, sentenza n. 25753 del 4/09/2023

Sentenza n. 25753 del 04/09/2023

L’Ufficio aveva determinato la plusvalenza da cessione d’azienda assumendo come corrispettivo il valore definito ai fini dell’imposta di registro, incrementato per effetto di una definizione agevolata. La Cassazione ha affermato che tale valore, da solo, non consente di presumere un maggior prezzo ai fini delle imposte sui redditi: occorrono ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti, mentre l’aumento previsto dalla definizione discendeva dalla legge e non da una dichiarazione sul corrispettivo. Accolto il ricorso, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Operazioni straordinarie
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 25690

Cassazione, ordinanza n. 25690 del 4/09/2023

IRPEF - Redditi percepiti nella seconda parte dell'anno d'imposta - Istanza di rimborso - Conflitto di residenza - Convenzione Italia Francia - Principio del frazionamento del periodo d'imposta.

Il contribuente, trasferitosi in Francia nel corso del 2012, chiedeva il rimborso dell’IRPEF sui redditi della seconda parte dell’anno, invocando il frazionamento del periodo d’imposta. La Cassazione ha escluso tale soluzione: essendo rimasto residente in Italia per la maggior parte dell’anno, era soggetto alla tassazione italiana per l’intero periodo, mentre il Commentario OCSE costituisce ausilio interpretativo non vincolante e non integra norme prive di lacune. La doppia imposizione è neutralizzabile mediante il credito d’imposta previsto dalla Convenzione Italia-Francia; il ricorso è stato rigettato.

N. 25685

Cassazione, sentenza n. 25685 del 4/09/2023

IVA - Rimborso - Soggetto con stabile organizzazione.

Una società estera con stabile organizzazione italiana chiedeva il rimborso agevolato dell’IVA relativa anche a operazioni svolte direttamente dalla casa madre; la CTR lo aveva riconosciuto, reputando meramente formale il diniego. La Cassazione ha stabilito che la posizione IVA del soggetto non residente confluisce integralmente in quella della stabile organizzazione effettiva e operativa, anche per le operazioni che non la coinvolgono direttamente. Ne consegue l’inapplicabilità del rimborso previsto per i non residenti privi di stabile organizzazione, dovendo il credito essere recuperato mediante il meccanismo ordinario della detrazione; il motivo dell’Agenzia è stato ritenuto fondato.

N. 25575

Cassazione, sentenza n. 25575 del 1/09/2023

Sentenza n. 25575 del 01/09/2023

Due ricorsi riuniti riguardavano distinte cartelle IVA: una per il debito dichiarato e non integralmente rateizzato, l’altra per il recupero del credito riportato nell’anno successivo mediante una dichiarazione integrativa che modificava la liquidazione da mensile a trimestrale. Per il primo giudizio la Corte dichiara l’estinzione dopo definizione agevolata, rinuncia e accettazione dell’Agenzia; precisa però che ciò non travolge automaticamente la seconda pretesa, fondata su un controllo autonomo. Nel secondo giudizio dichiara inammissibili le censure riportate sul giudicato penale, sulle sanzioni e sul ne bis in idem.

N. 25633

Cassazione, sentenza n. 25633 del 1/09/2023

Sentenza n. 25633 del 01/09/2023

La controversia concerne il rimborso del 90% delle imposte versate nel 1990-1992 per il sisma della Sicilia orientale, già riconosciuto in sede di rinvio per i tributi diversi dall’IVA in forza del giudicato formatosi nel precedente giudizio di cassazione. L’Agenzia sosteneva che la disciplina unionale sugli aiuti di Stato impedisse il beneficio anche sulle imposte dirette; la Corte dichiara inammissibile, per difetto di precisione, la censura sull’istanza di rimborso e ritiene infondate le altre. Resta quindi ferma la decisione favorevole al rimborso dei tributi diversi dall’IVA.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25626

Cassazione, sentenza n. 25626 del 1/09/2023

Sentenza n. 25626 del 01/09/2023

L’accertamento recuperava un rimborso IVA annuale, ritenuto insussistente perché nell’anno interessato mancavano operazioni attive utili al confronto tra aliquote; la contribuente contestava anche firma, delega e assenza di contraddittorio. La Corte reputa ammissibile la produzione in appello della delega di firma e respinge le relative censure, ma accoglie il motivo sul contraddittorio endoprocedimentale per un tributo armonizzato. Il giudice regionale avrebbe dovuto esaminare le difese prospettate e valutarne la possibile incidenza sull’azione amministrativa; gli altri motivi, compreso il ricorso incidentale sulle sanzioni, restano assorbiti.

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