Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 26472

Cassazione, sentenza n. 26472 del 13/09/2023

Sentenza n. 26472 del 13/09/2023

La CTR aveva dichiarato tardivo l’appello dell’agente della riscossione contro la decisione relativa a una cartella per IRPEF e IVA, considerando efficace la notificazione postale della sentenza presso la sede dell’ente. La Cassazione ha confermato che, nel rito tributario, la spedizione diretta alla sede dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione fa decorrere il termine breve anche se l’ente aveva eletto domicilio presso un procuratore. L’inammissibilità dell’appello impediva inoltre l’esame officioso delle sopravvenute condizioni per impugnare ruolo e cartella; il ricorso è stato rigettato.

N. 26468

Cassazione, sentenza n. 26468 del 13/09/2023

Sentenza n. 26468 del 13/09/2023

L’agente della riscossione contestava la tardività del proprio appello in una lite relativa a una cartella per IRAP e IVA, sostenendo che la notificazione della sentenza presso la sede dell’ente non potesse sostituire quella al procuratore domiciliatario. La Cassazione ha invece ritenuto valida la consegna eseguita dall’ufficiale giudiziario all’addetto alla ricezione: nel processo tributario essa costituisce consegna a mani proprie dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e avvia il termine breve di sessanta giorni. Il ricorso è stato rigettato con condanna dell’ente alle spese.

N. 26465

Cassazione, sentenza n. 26465 del 13/09/2023

Sentenza n. 26465 del 13/09/2023

La CTR aveva dichiarato tardivo l’appello dell’agente della riscossione contro l’annullamento di più cartelle conosciute mediante estratto di ruolo, ritenendo efficace la notificazione della sentenza direttamente presso la sede dell’ente. La Cassazione ha affermato che la disciplina speciale tributaria consente tale consegna a mani proprie anche quando sia stato eletto domicilio presso un procuratore, con conseguente decorrenza del termine breve d’impugnazione. L’inammissibilità dell’appello precludeva l’esame delle condizioni sopravvenute per impugnare ruolo e cartelle; il ricorso è stato rigettato.

N. 26446

Cassazione, sentenza n. 26446 del 13/09/2023

Sentenza n. 26446 del 13/09/2023

Una società assicurativa chiedeva il rimborso dell’addizionale IRES dell’8,5% applicata per il 2013, prospettandone il contrasto con principi costituzionali e con la disciplina europea, anche sugli aiuti di Stato. La Cassazione ha richiamato le pronunce costituzionali che avevano ritenuto giustificato il prelievo temporaneo e ha escluso discriminazioni o vantaggi selettivi, poiché la misura colpiva le imprese dei settori individuati già soggette a IRES; ha inoltre ritenuto adeguata la motivazione della CTR e non necessario il rinvio pregiudiziale. Il ricorso è stato rigettato.

N. 26445

Cassazione, sentenza n. 26445 del 13/09/2023

Sentenza n. 26445 del 13/09/2023

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione contestava la tardività del proprio appello contro una decisione riguardante dieci cartelle, sostenendo che la notificazione postale della sentenza presso la sede dell’ente non fosse idonea perché non eseguita al procuratore costituito. La Cassazione ha applicato la disciplina speciale del processo tributario, secondo cui la spedizione in plico raccomandato senza busta alla sede dell’agente costituisce valida consegna a mani proprie e fa decorrere il termine breve, anche in presenza di domicilio eletto. Ha quindi confermato l’inammissibilità dell’appello e rigettato il ricorso.

N. 26443

Cassazione, sentenza n. 26443 del 13/09/2023

Sentenza n. 26443 del 13/09/2023

L’Agenzia delle Entrate aveva recuperato maggiore IRES, negando la participation exemption sulla plusvalenza da azioni iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie, perché riteneva l’operazione elusiva; i giudici di merito avevano confermato la pretesa, riducendo però la sanzione al minimo. La Cassazione ha giudicato logica e coerente la valutazione presuntiva fondata sull’acquisto dei titoli, sulla successiva cessione delle opzioni call e sull’assenza di un investimento durevole, precisando che gli indizi possono anche essere successivi al fatto da provare. Nel testo fornito risultano respinti i primi due motivi, ma non è riportato l’esito complessivo del ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
N. 26439

Cassazione, sentenza n. 26439 del 13/09/2023

Sentenza n. 26439 del 13/09/2023

La controversia riguardava la tardività dell’appello dell’agente della riscossione contro l’annullamento di avvisi di iscrizione ipotecaria riferiti a cinquantadue cartelle. La Cassazione ha ritenuto valida, ai fini della decorrenza del termine breve, la notificazione della sentenza mediante consegna diretta presso la sede dell’agente, anche se questo era assistito da un procuratore: nel rito tributario prevalgono le specifiche regole degli artt. 16, 17 e 38 del d.lgs. n. 546/1992. Il ricorso dell’agente della riscossione è stato quindi rigettato.

N. 26428

Cassazione, sentenza n. 26428 del 13/09/2023

Sentenza n. 26428 del 13/09/2023

La lite concerneva avvisi di accertamento IRPEF dichiarati nulli in appello per difetto di delega del funzionario sottoscrittore; durante il giudizio di cassazione alcuni atti erano stati definiti in via agevolata. La Corte ha dichiarato parzialmente estinto il processo per gli avvisi regolarmente definiti e, per quelli residui, ha stabilito che la notificazione postale della sentenza d’appello direttamente presso l’ente impositore fa decorrere il termine breve di sessanta giorni, anche se effettuata insieme a un’istanza di sgravio. Poiché il ricorso dell’Agenzia era successivo a tale termine, è stato dichiarato inammissibile.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Pace Fiscale
N. 37138

Cassazione, sentenza n. 37138 del 12/09/2023

Penale tributario - Erogazioni sotto forma di credito di imposta - Differenza tra prodotto e profitto.

Nel procedimento cautelare relativo a crediti Superbonus asseritamente generati mediante documentazione falsa, gli indagati contestavano la consumazione dell’indebita percezione e la sequestrabilità sia dei crediti sia del ricavato della loro cessione. La Cassazione ha ritenuto che il reato previsto dall’art. 316-ter c.p. si consumi già con il riconoscimento del credito d’imposta immediatamente monetizzabile, senza attendere la compensazione. Ha inoltre distinto il prodotto, costituito dal credito illecitamente creato, dal profitto derivante dalla sua cessione, reputandoli entrambi sequestrabili; i ricorsi sono stati rigettati.

  • Superbonus
  • Bonus edilizi
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 26396

Cassazione, ordinanza n. 26396 del 12/09/2023

IRPEF - Rimborsi spese - Spese di viaggio.

Un medico specialista chiedeva il rimborso dell’IRPEF applicata alle somme ricevute per viaggi verso ambulatori situati fuori dal comune di residenza; il giudice regionale le aveva considerate compensi accessori imponibili. La Cassazione ha chiarito che, quando le prestazioni fuori sede sono effettive e il rimborso è parametrato ai chilometri percorsi e al costo del carburante, le somme hanno funzione restitutoria, non retributiva, e non sono assoggettabili a IRPEF. Il ricorso è stato accolto e la sentenza cassata con rinvio per verificare e quantificare le spese documentate.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Processo tributario
N. 26395

Cassazione, sentenza n. 26395 del 12/09/2023

Sentenza n. 26395 del 12/09/2023

Una società chiedeva il rimborso dell’imposta di consumo versata su oli lubrificanti non denaturati, sostenendo che fossero stati destinati alla produzione di colle adesive e quindi a un uso esente. La Cassazione ha stabilito che, per impiegare oli non denaturati in esenzione o ottenere il rimborso dell’imposta già assolta, è necessaria la preventiva denuncia all’amministrazione doganale prevista dal d.m. n. 557/1996; l’autorizzazione ottenuta per oli denaturati non è sufficiente. Poiché la specifica procedura non era stata attivata, il diniego di rimborso è stato confermato e il ricorso rigettato.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Adempimenti
  • Contenzioso
N. 26394

Cassazione, sentenza n. 26394 del 12/09/2023

Sentenza n. 26394 del 12/09/2023

La controversia riguardava maggiore IRES e sanzioni conseguenti al disconoscimento della participation exemption su azioni iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie, operazione che l’Ufficio e i giudici di merito avevano ritenuto elusiva. La Cassazione ha reputato corretta la valutazione presuntiva della CTR: acquisto dei titoli, cessione delle opzioni call, successiva vendita e andamento crescente delle azioni costituivano elementi precisi e concordanti dell’assenza di un investimento durevole; anche fatti successivi possono concorrere all’inferenza. Nel testo fornito risultano respinti i primi due motivi, ma non compare la decisione conclusiva sull’intero ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
N. 26393

Cassazione, sentenza n. 26393 del 12/09/2023

Sentenza n. 26393 del 12/09/2023

L’importatore chiedeva lo sgravio o il rimborso dei dazi su tubi dichiarati di origine indiana ma risultati cinesi, nonché la restituzione del dazio antidumping in relazione all’annullamento del regolamento europeo applicabile al produttore indicato. La Cassazione ha escluso il diritto alla rispedizione agevolata, poiché la difformità era emersa soltanto dal controllo doganale e non era stata rilevata dall’importatore prima dell’ispezione. Ha però riscontrato l’omessa pronuncia sulla restituzione collegata all’annullamento del regolamento: accolto il primo motivo e respinto il secondo, ha cassato con rinvio per verificare anche l’effettivo produttore della merce.

N. 26385

Cassazione, sentenza n. 26385 del 12/09/2023

Sentenza n. 26385 del 12/09/2023

L’amministrazione doganale aveva rettificato la classificazione di prodotti siderurgici importati, richiedendo dazi antidumping e compensativi e applicando sanzioni; il giudice regionale aveva ritenuto tempestivo l’atto nonostante i vizi della prima notificazione. La Cassazione ha escluso che il rifiuto del plico da parte di un soggetto non identificato con il destinatario equivalesse a consegna e ha rilevato che il secondo avviso, unico atto impugnato, era stato notificato oltre il termine triennale. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario dell’importatore.

N. 26382

Cassazione, sentenza n. 26382 del 12/09/2023

Sentenza n. 26382 del 12/09/2023

Gli avvisi recuperavano l’IVA detratta su operazioni circolari di trading energetico che l’Agenzia riteneva oggettivamente inesistenti; la CTR, riformando il rigetto di primo grado, aveva invece escluso tale presupposto richiamando l’archiviazione penale e pronunce favorevoli relative a operazioni analoghe. La Cassazione respinge il motivo sulla motivazione apparente, ritenendo comprensibile l’iter seguito dalla CTR e insussistente la denunciata contraddittorietà. Il testo fornito espone poi le ulteriori censure dell’Agenzia sull’efficacia dei precedenti, sulla prova dell’inesistenza e sulla detrazione IVA, ma non contiene la relativa decisione né l’esito finale del ricorso.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 26374

Cassazione, sentenza n. 26374 del 12/09/2023

Sentenza n. 26374 del 12/09/2023

L’accertamento recuperava l’IVA detratta su scambi circolari di energia che l’Ufficio considerava oggettivamente inesistenti; la CTR aveva confermato la ripresa e, accogliendo l’appello incidentale dell’Agenzia, ripristinato integralmente le sanzioni. La Cassazione reputa adeguata la motivazione regionale e conferma l’indetraibilità dell’imposta in mancanza di un effettivo acquisto, anche se l’IVA fatturata era stata versata e non risultava perdita di gettito. Accoglie invece la censura sulla sanzione pari al 100% dell’imposta indebitamente detratta, giudicata sproporzionata; il testo fornito non riporta il dispositivo conclusivo.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 26368

Cassazione, ordinanza n. 26368 del 12/09/2023

Accertamento - Contratti di sponsorizzazione - Spese di pubblicità.

L’Ufficio aveva recuperato costi dedotti ai fini IRPEF e IRAP e IVA detratta per sponsorizzazioni sportive ritenute non documentate, non congrue e non inerenti; la CTR, diversamente dal primo giudice, aveva confermato l’accertamento. La Cassazione precisa che l’art. 90, comma 8, della legge n. 289/2002 stabilisce una presunzione assoluta di natura pubblicitaria, senza ulteriori verifiche di congruità e inerenza, soltanto quando siano provati l’effettivo pagamento destinato alla promozione e la specifica attività del beneficiario. Poiché la CTR aveva accertato irregolarità documentali incompatibili con tali condizioni, la Corte corregge la motivazione, rigetta il ricorso e pone le spese a carico del ricorrente.

N. 26285

Cassazione, ordinanza n. 26285 del 11/09/2023

Istanza di rimborso - IRPEF - ILOR - Soggetti colpiti dal sisma del 13 e 16 dicembre 1990 - Agevolazioni tributarie - Esclusione per svolgimento attività di impresa - Regolamento de minimis - Verifiche sulla compatibilità del rimborso con la normativa Euro-unitaria.

La controversia riguardava il rimborso del 90% di IRPEF e ILOR versate per il 1990 e 1991 da un soggetto colpito dal sisma siciliano del 1990, riconosciuto nei precedenti gradi senza verifiche sulla disciplina europea degli aiuti. La Cassazione ha affermato che la nozione euro-unitaria di impresa comprende ogni attività economica di offerta di beni o servizi, incluse le libere professioni, e impone di verificare soglia de minimis o compatibilità dell’aiuto. Accolto il primo motivo dell’Agenzia, ha cassato con rinvio, assorbendo il secondo.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRPEF
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
  • Estero
N. 26222

Cassazione, sentenza n. 26222 del 8/09/2023

Sentenza n. 26222 del 08/09/2023

Un fondo pensione olandese chiedeva il rimborso delle ritenute applicate agli interessi su titoli di Stato e obbligazioni, producendo in giudizio documenti non trasmessi in risposta a un questionario dell’Agenzia. La Cassazione ha escluso la preclusione documentale perché l’Ufficio non aveva formulato lo specifico avvertimento sulle conseguenze processuali dell’omissione; ha inoltre giudicato inammissibili le censure volte a riesaminare l’accertamento di merito sulla qualità di beneficiario effettivo. Il ricorso principale dell’Agenzia è stato rigettato e quello incidentale condizionato dichiarato assorbito.

N. 26204

Cassazione, sentenza n. 26204 del 8/09/2023

Sentenza n. 26204 del 08/09/2023

L’accertamento contestava l’omessa applicazione di ritenute sugli interessi di finanziamenti concessi da una società olandese, nell’ambito di un’operazione con obbligazioni convertibili e derivati qualificata dall’Ufficio come elusiva. La Cassazione ha respinto le doglianze sulla ritenuta, sull’abusività dell’operazione e sui vizi motivazionali, rilevando anche che l’omesso esame di singoli elementi istruttori non equivale all’omesso esame di un fatto decisivo già considerato. Ha tuttavia cassato senza rinvio la decisione limitatamente alle sanzioni, da ridurre nei termini indicati in motivazione, rigettando il resto.

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