Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 28585

Cassazione, sentenza n. 28585 del 13/10/2023

Sentenza n. 28585 del 13/10/2023

La controversia riguardava il rimborso dell’addizionale del 10% sui compensi variabili di un dirigente: i giudici di merito avevano escluso il prelievo sia perché il bonus non superava il triplo della retribuzione fissa, sia perché il datore non era stato considerato operante nel settore finanziario. L’Agenzia ha censurato in cassazione soltanto la qualificazione soggettiva dell’impresa. Poiché la diversa e autonoma ragione relativa alla soglia del compenso non era stata specificamente impugnata e restava sufficiente a sostenere la decisione, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e posto le spese a carico dell’Agenzia.

N. 28522

Cassazione, sentenza n. 28522 del 12/10/2023

Sentenza n. 28522 del 12/10/2023

Una società chiedeva il rimborso dell’IRES versata sui risultati attribuiti da un’entità francese fiscalmente trasparente, sostenendo che il 95% delle somme dovesse essere escluso dall’imponibile come dividendo. La Corte esclude l’applicabilità dell’articolo 89 TUIR: l’entità estera non era autonomamente imponibile e i risultati erano imputati per trasparenza, sicché mancavano i presupposti economici e fiscali per la parziale detassazione. Respinto il primo motivo, la Corte ritiene inoltre insussistente la prospettata disparità di trattamento nelle operazioni unionali.

N. 28519

Cassazione, sentenza n. 28519 del 12/10/2023

Sentenza n. 28519 del 12/10/2023

Un dirigente chiedeva il rimborso dell’addizionale IRPEF del 10% trattenuta sui bonus, contestando sia i presupposti del prelievo sia l’assenza di un giudicato esterno favorevole. La Corte chiarisce che il giudicato non si estende alla mera interpretazione astratta della norma e che il settore finanziario comprende anche imprese di consulenza finanziaria non necessariamente vigilate, potenzialmente capaci di incidere sul mercato mediante incentivi retributivi. Poiché la decisione regionale rispettava tali principi, il ricorso è rigettato con condanna alle spese.

N. 28502

Cassazione, sentenza n. 28502 del 12/10/2023

Sentenza n. 28502 del 12/10/2023

Un dirigente e amministratore domandava il rimborso dell’addizionale IRPEF del 10% applicata ai bonus, invocando precedenti giudicati e contestando i requisiti soggettivi e oggettivi del prelievo. La Corte nega efficacia vincolante alle pronunce riguardanti altri contribuenti o la sola interpretazione astratta della norma e include nel settore finanziario anche le società di consulenza finanziaria, senza necessità di vigilanza o di effetti distorsivi concretamente verificatisi. La sentenza d’appello è confermata e il ricorso viene rigettato.

N. 28501

Cassazione, sentenza n. 28501 del 12/10/2023

Sentenza n. 28501 del 12/10/2023

L’Amministrazione doganale contestava la decisione regionale che aveva annullato un avviso di pagamento rivolto all’erede, limitandosi a richiamare l’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario. La Corte ravvisa una motivazione apparente, poiché il giudice d’appello non aveva spiegato l’incidenza del beneficio sulla pretesa né esaminato le questioni sulla sua trascrizione, sul compimento dell’inventario e sulla responsabilità per i debiti tributari ereditari. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento e riscossione
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
N. 28493

Cassazione, sentenza n. 28493 del 12/10/2023

Sentenza n. 28493 del 12/10/2023

La cessionaria di un credito IVA agiva contro il silenzio sul rimborso, mentre l’Agenzia opponeva debiti erariali della cedente e lamentava l’assenza del concessionario della riscossione nel giudizio. La Corte afferma che, nelle controversie sul rapporto tributario sostanziale, il contraddittore necessario è l’Agenzia e non il concessionario; inoltre, i poteri istruttori del giudice non possono supplire alle carenze probatorie dell’Amministrazione circa i controcrediti dedotti in compensazione. Il ricorso dell’Agenzia è pertanto rigettato con condanna alle spese.

N. 28459

Cassazione, ordinanza n. 28459 del 12/10/2023

ICI - Avviso di accertamento - Valore catastale - Contratto di locazione ad uso commerciale - Erroneo presupposto d'imposta permanente - Mutevole valore venale - Fatti suscettibili di variazione annuale.

Nel giudizio su un accertamento ICI, il contribuente invocava il valore immobiliare riconosciuto da precedenti sentenze definitive, mentre il giudice del rinvio aveva escluso l’ultrattività del giudicato per la successiva locazione commerciale. La Corte ribadisce che, per i tributi periodici, il giudicato esterno si estende solo a fatti con efficacia permanente o pluriennale e censura la mancata verifica della destinazione commerciale dell’immobile nelle annualità considerate dai precedenti giudizi. Accolto il primo motivo, l’ordinanza cassa la decisione e rinvia al giudice regionale.

N. 28447

Cassazione, ordinanza n. 28447 del 12/10/2023

Definizione agevolata - Tributi comunali - Applicazione.

La controversia riguardava un accertamento ICI sul valore imponibile di un terreno, confermato nei due gradi di merito, ma il contribuente aveva successivamente depositato domanda di definizione agevolata e prova del versamento della prima rata. La Corte rileva che il Comune aveva esteso la disciplina della definizione alle proprie controversie tributarie e che non risultava ancora notificato alcun diniego. Verificati gli adempimenti richiesti, dichiara estinto il procedimento e lascia le spese a carico di chi le aveva anticipate.

N. 28445

Cassazione, ordinanza n. 28445 del 12/10/2023

Avviso di accertamento - TARSU - Omissione oneri argomentativi - Vizio di travisamento contenuto nella Delibera comunale - Firma a stampa del funzionario legittima - Norma tributaria speciale - Requisiti soggettivi del funzionario.

Una società contestava un accertamento comunale sostenendo che la firma a stampa fosse priva di valida autorizzazione e che il giudice regionale avesse travisato la deliberazione prodotta dall’ente. La Corte giudica insufficientemente argomentato il dedotto travisamento e afferma che, per gli atti tributari locali generati da sistemi automatizzati, il nominativo stampato del responsabile può sostituire la firma autografa; la deliberazione di giunta che designa il funzionario ne dimostrava i requisiti. Il ricorso è integralmente respinto, con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 28532

Cassazione, sentenza n. 28532 del 12/10/2023

Sentenza n. 28532 del 12/10/2023

L’Amministrazione doganale aveva applicato dazi antidumping e sanzioni a transpallet provenienti dalla Cina, mentre i giudici di merito avevano rilevato che i prodotti disponevano anche di un sistema di pesatura. La Cassazione ha affermato che, secondo il regolamento europeo vigente all’epoca, i carrelli muniti di tale dispositivo, anche rimovibile, non erano concepiti soltanto per sollevare carichi e restavano fuori dalla misura antidumping; l’estensione ai sistemi non integrati è intervenuta solo con un regolamento successivo, non applicabile. Ha pertanto rigettato il ricorso dell’Agenzia e regolato le spese secondo soccombenza.

N. 28531

Cassazione, sentenza n. 28531 del 12/10/2023

Sentenza n. 28531 del 12/10/2023

La cessionaria di un credito IVA aveva impugnato il silenzio sull’istanza di rimborso; i giudici di merito avevano riconosciuto il credito, detratto un controcredito erariale, ritenendo cessato l’obbligo di garanzia per decorso dei termini di accertamento. La Cassazione ha confermato che la precedente comunicazione costituiva sospensione, non diniego, ma ha rilevato che essa esprimeva anche un’eccezione di compensazione fondata sui crediti erariali verso la cedente. Accolto il secondo motivo, ha disposto il rinvio affinché sia verificata l’opponibilità dei controcrediti in base al momento della loro insorgenza rispetto alla notificazione della cessione.

N. 28529

Cassazione, sentenza n. 28529 del 12/10/2023

Sentenza n. 28529 del 12/10/2023

Una consolidante chiedeva il rimborso dell’IRES versata sugli utili attribuiti da una partecipata francese trasparente, invocando l’esclusione del 95% prevista dall’articolo 89 TUIR; entrambi i giudici di merito avevano negato il beneficio. La Cassazione ha rilevato che l’entità francese non era autonomamente imponibile e che gli utili non avevano subito tassazione in Francia: mancavano quindi i presupposti per assimilare i proventi ai dividendi ammessi al regime invocato, senza che ciò producesse la dedotta discriminazione europea. Ha respinto tutti i motivi e rigettato il ricorso.

  • IRES
  • Estero
  • Società
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28528

Cassazione, sentenza n. 28528 del 12/10/2023

Sentenza n. 28528 del 12/10/2023

Il contribuente impugnava il diniego di autotutela relativo a un avviso di pagamento doganale già divenuto definitivo, deducendo garanzie unionali, violazione del ne bis in idem e mancato contraddittorio. La Corte afferma che il Codice doganale dell’Unione non consente di rimettere in discussione una decisione coperta da giudicato e che la pretesa, composta da tributi e interessi, non integra una sanzione; restano quindi inapplicabili anche le garanzie procedimentali invocate per l’istanza. Il ricorso è rigettato, con condanna alle spese.

  • Autotutela
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
N. 28233

Cassazione, ordinanza n. 28233 del 9/10/2023

Istanza di rimborso - Silenzio rifiuto - Impugnazione - Mancanza di documentazione in allegato alla domanda di rimborso- Principio di non contestazione.

Una contribuente chiedeva il rimborso parziale di IRPEF, ILOR e contributo sanitario, riconosciuto in appello nonostante l’assenza di documentazione dei versamenti, valorizzando la mancata contestazione dell’Ufficio. La Corte precisa che, nel giudizio di rimborso, il contribuente è attore sostanziale e deve allegare e provare i fatti costitutivi del credito; la non contestazione non supplisce alla prova quando l’Amministrazione neghi radicalmente l’esistenza del diritto. Accolto il secondo motivo, la sentenza è cassata con rinvio, mentre il primo è rigettato e il terzo assorbito.

N. 40797

Cassazione, sentenza n. 40797 del 6/10/2023

Penale tributario - Fallimento - Sequestro preventivo.

La questione riguardava la possibilità di mantenere il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per reati tributari su beni già attratti alla massa fallimentare, essendo il fallimento anteriore alla misura cautelare. Le Sezioni Unite hanno stabilito che lo spossessamento del debitore non ostacola il sequestro, poiché la confisca tributaria ha carattere obbligatorio e sanzionatorio e la potestà cautelare statale è esercitata per reprimere i reati, non per soddisfare il credito erariale. Ritenuta corretta la decisione sul mancato dissequestro, la Corte ha rigettato il ricorso della curatela.

  • Sanzioni
  • Procedure concorsuali
  • Crisi impresa
  • Contenzioso
N. 28199

Cassazione, sentenza n. 28199 del 6/10/2023

Sentenza n. 28199 del 06/10/2023

Un dirigente chiedeva il rimborso dell’addizionale IRPEF del 10% trattenuta sui compensi variabili, sostenendo che la società di consulenza presso cui lavorava non appartenesse al settore finanziario e invocando anche un giudicato esterno. La Corte ha escluso il giudicato e ha interpretato il settore finanziario come clausola generale comprendente anche la consulenza finanziaria, senza necessità di vigilanza o attività rivolta al pubblico; l’addizionale si applica alla parte variabile eccedente quella fissa. Poiché la decisione regionale rispettava tale principio, il ricorso è stato rigettato.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28158

Cassazione, sentenza n. 28158 del 6/10/2023

Sentenza n. 28158 del 06/10/2023

La controversia concerneva il rimborso dell’IRES versata nel 2010 su utili provenienti da un gruppo di interesse economico francese, che la società italiana riteneva esclusi per il 95% ai sensi dell’art. 89 TUIR. La Corte ha rilevato che il GIE, fiscalmente trasparente e non imponibile in quanto tale, non soddisfaceva i presupposti per la parziale detassazione e non rientrava nell’ambito soggettivo della direttiva madre-figlia; ha inoltre escluso le prospettate discriminazioni costituzionali ed eurounitarie. Il ricorso contro il diniego di rimborso è stato quindi rigettato.

N. 28154

Cassazione, sentenza n. 28154 del 6/10/2023

Sentenza n. 28154 del 06/10/2023

La società domandava il rimborso dell’IRES versata nel 2008, sostenendo che gli utili riversati da un gruppo di interesse economico francese dovessero beneficiare dell’esclusione del 95% prevista dall’art. 89 TUIR. La Cassazione ha ritenuto decisivo che il GIE fosse fiscalmente trasparente e non assoggettato autonomamente a imposta: mancavano quindi i presupposti della detassazione, né risultava applicabile la direttiva madre-figlia. Escluse anche le denunciate disparità rispetto alle operazioni interne e alla circolazione unionale dei capitali, la Corte ha rigettato integralmente il ricorso.

N. 28131

Cassazione, ordinanza n. 28131 del 5/10/2023

Processo Tributario - Appello - Legittimazione processuale.

La controversia nasceva da una cartella per IVA non versata; l’Agenzia delle Entrate, rimasta estranea al primo grado, aveva impugnato la decisione, ma la CTR aveva dichiarato inammissibile il suo appello per difetto di legittimazione. La Cassazione ha confermato che tra ente creditore e agente della riscossione non sussiste litisconsorzio necessario: se è convenuto soltanto il concessionario, spetta a quest’ultimo chiamare l’ente titolare del credito, mentre il giudice non deve integrare d’ufficio il contraddittorio. Poiché l’Agenzia non era stata parte né risultava qualificata come tale nella prima sentenza, il ricorso è stato rigettato.

N. 28100

Cassazione, sentenza n. 28100 del 5/10/2023

Sentenza n. 28100 del 05/10/2023

Una società chiedeva il rimborso delle ritenute applicate sui dividendi di fonte italiana, ma la CTR aveva respinto l’appello decidendo sugli atti nonostante la rituale richiesta di discussione pubblica, ritenuta implicitamente rinunciata perché non reiterata nella memoria conclusiva. La Cassazione ha escluso che la disciplina emergenziale imponesse un’ulteriore reiterazione dell’istanza e ha ravvisato una lesione del contraddittorio e del diritto di difesa. Senza esaminare le questioni sulla residenza fiscale e sulla percezione dei dividendi, ha cassato la sentenza e rinviato al giudice regionale in diversa composizione.

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