Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 30695

Cassazione, sentenza n. 30695 del 3/11/2023

Sentenza n. 30695 del 03/11/2023

La lite concerneva avvisi relativi al canone collegato all’imposta comunale sulla pubblicità per impianti collocati sul suolo comunale; la CTR aveva confermato la ricostruzione dell’emolumento come somma dell’imposta e di una distinta componente concessoria. La Cassazione non esamina le contestazioni tributarie nel merito: chi impugna senza essere stato parte del precedente grado deve allegare e documentare il proprio subentro nella posizione processuale della parte originaria, anche mediante gli atti relativi a trasformazioni o fusioni societarie. Poiché la ricorrente non aveva depositato documentazione pertinente, il ricorso è dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società
N. 30685

Cassazione, sentenza n. 30685 del 3/11/2023

Sentenza n. 30685 del 03/11/2023

La controversia riguardava più avvisi sul canone connesso all’imposta comunale sulla pubblicità per impianti installati sul suolo comunale; la CTR aveva respinto l’appello della contribuente, distinguendo la componente tributaria dal canone concessorio. La Cassazione arresta però l’esame sulle questioni processuali: la società che ricorre dichiarandosi succeduta, per fusioni e cambio di denominazione, alla parte del giudizio di merito deve provare tale successione mediante il rituale deposito dei relativi atti. Non essendovi traccia dei documenti indicati soltanto nella memoria, il ricorso è dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società
N. 30508

Cassazione, sentenza n. 30508 del 3/11/2023

Sentenza n. 30508 del 03/11/2023

La controversia riguardava canoni per impianti pubblicitari comunali, la riduzione tariffaria subordinata alla denuncia degli impianti, la prescrizione e l’applicazione dell’IVA; la Corte d’appello aveva respinto tutte le contestazioni. La Cassazione ritiene omesso l’esame della documentazione potenzialmente decisiva sulla tempestiva denuncia, ma conferma sia la pronuncia implicita sulla proroga del pagamento sia l’imponibilità IVA della concessione, poiché l’ente locale non risultava aver agito con potestà esclusivamente pubblicistiche. Accolto soltanto il primo motivo, cassa parzialmente la sentenza e rinvia alla Corte d’appello per i necessari accertamenti e le spese.

  • IVA
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 30492

Cassazione, sentenza n. 30492 del 2/11/2023

Demanio idrico -- Tribunale regionale delle acque pubbliche - giurisdizione in sede di legittimità' - controversie relative a provvedimenti in materia di demanialità delle acque pubbliche - Giurisdizione autorità giudiziaria ordinaria - Questioni attinenti al diritto di acquisto di area demaniale.

La controversia concerneva la restituzione delle somme versate per l’occupazione senza titolo concessorio di un terreno demaniale fluviale e la contrapposta pretesa risarcitoria delle amministrazioni; i giudici di merito avevano riconosciuto la giurisdizione ordinaria e rideterminato l’indennizzo. La Cassazione ha confermato che il giudice specializzato delle acque interviene soltanto nelle cause incidenti sul regime delle acque, mentre spettano al giudice ordinario le questioni sul diritto di detenere o acquistare l’area e sui conseguenti rapporti patrimoniali. Ha rigettato sia il ricorso principale dell’Agenzia del Demanio sia quello incidentale della Regione.

N. 30485

Cassazione, sentenza n. 30485 del 2/11/2023

Sentenza n. 30485 del 02/11/2023

Una società controllante chiedeva la revocazione della precedente sentenza che aveva confermato il recupero di compensazioni IVA di gruppo riferite a un credito della controllata ritenuto derivante da operazioni inesistenti. Allegava che la Corte avesse confuso il destinatario cui non era stato notificato l’accertamento prodromico. La Cassazione ha escluso un errore percettivo evidente e decisivo: la questione della notifica era stata controversa e la doglianza investiva la valutazione degli atti e l’interpretazione delle norme e dei precedenti, quindi un eventuale errore di giudizio. Il ricorso per revocazione è stato dichiarato inammissibile.

N. 30480

Cassazione, ordinanza n. 30480 del 2/11/2023

Rimborso Irpef - Licenziamento - Indennità sostitutiva - Tassazione separata - Contestazione dell'aliquota applicata - Termine di decadenza ex art. 38 DPR 602/73.

Il contribuente aveva chiesto il rimborso dell’IRPEF trattenuta sull’indennità sostitutiva della reintegrazione, contestando l’aliquota applicata; la CTR aveva giudicato inammissibile perché nuova l’eccezione dell’Agenzia sulla tardività dell’istanza. La Cassazione ha stabilito che la decadenza dal diritto al rimborso prevista dall’art. 38 del DPR 602/1973, essendo regolata da termini indisponibili posti nell’interesse pubblico, è rilevabile d’ufficio e può essere dedotta per la prima volta in appello, salvo giudicato interno. Ha quindi accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado per un nuovo esame.

N. 30472

Cassazione, sentenza n. 30472 del 2/11/2023

Sentenza n. 30472 del 02/11/2023

Il giudizio riguardava l’esenzione dalle imposte di registro e di bollo per un atto aggiuntivo che rinegoziava modalità e tempi di rimborso di un mutuo fondiario; la CTR aveva escluso il beneficio perché non veniva erogata nuova finanza. La Cassazione ha considerato fondata, nella valutazione virtuale della lite, l’inclusione della rinegoziazione funzionale al completamento del finanziamento già utilizzato, distinguendola dalla mera sistemazione di debiti scaduti. Sopravvenuto l’annullamento dell’avviso in autotutela, ha dichiarato estinto il procedimento per cessazione della materia del contendere, compensando le spese per l’assenza di precedenti specifici.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Autotutela
  • Processo tributario
N. 30470

Cassazione, sentenza n. 30470 del 2/11/2023

Sentenza n. 30470 del 02/11/2023

Una controllante aveva proposto revocazione contro la sentenza che, in materia di compensazione IVA di gruppo, aveva ritenuto legittimo il recupero di un credito della controllata reputato collegato a operazioni inesistenti. Secondo la ricorrente, la Corte avrebbe confuso l’omessa notifica dell’accertamento alla controllante con quella alla controllata. La Cassazione ha rilevato che il punto era stato discusso nel giudizio e che la contestazione richiedeva valutazioni interpretative sugli atti, sulle norme e sui precedenti, incompatibili con l’errore materiale immediatamente percepibile richiesto per la revocazione. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile.

N. 30402

Cassazione, ordinanza n. 30402 del 2/11/2023

Rimborsi - Natura compensativa degli interessi - Decorrenza - Esclusione dalla tassazione.

La società contestava la decorrenza degli interessi riconosciuti su un rimborso IRES volto a eliminare una doppia imposizione derivante dalla diversa imputazione temporale di componenti reddituali, poi definita mediante accertamento con adesione. I giudici di merito avevano fatto decorrere gli interessi dal perfezionamento dell’adesione, mentre la contribuente indicava il precedente versamento non dovuto. La Cassazione ha accolto la censura: gli interessi sui rimborsi hanno natura compensativa, reintegrano il mancato godimento della somma versata e, ai sensi dell’art. 44 del DPR 602/1973, decorrono dall’esborso indebito, non dal successivo atto di adesione.

N. 30497

Cassazione, sentenza n. 30497 del 2/11/2023

Sentenza n. 30497 del 02/11/2023

La lite verteva su avvisi relativi al canone collegato all’imposta comunale sulla pubblicità per impianti posti sul suolo comunale; la CTR aveva distinto l’imposta dalla componente concessoria e respinto le censure tariffarie. La Cassazione non affronta tali questioni, poiché il soggetto che impugna senza coincidere con la parte del precedente grado deve allegare e provare la propria successione nella posizione processuale, depositando ritualmente gli atti societari pertinenti. La documentazione richiamata dalla ricorrente non risultava agli atti ed era comunque riferita in modo non pertinente: il ricorso è dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società
N. 30496

Cassazione, sentenza n. 30496 del 2/11/2023

Sentenza n. 30496 del 02/11/2023

La controversia riguardava l’applicazione dell’esenzione dalle imposte di registro e di bollo a un accordo che modificava tempi e modalità di restituzione di un mutuo fondiario già erogato; la CTR l’aveva negata per assenza di nuova provvista. La Cassazione ha ritenuto fondata, ai fini delle spese, la tesi dell’applicabilità del regime agevolato alla rinegoziazione funzionale alla conclusione del finanziamento, distinguendola dal ripianamento di debiti scaduti. Poiché l’Amministrazione aveva annullato l’avviso in autotutela, ha dichiarato estinto il procedimento per cessata materia del contendere e compensato le spese.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Autotutela
  • Processo tributario
N. 30493

Cassazione, sentenza n. 30493 del 2/11/2023

Obbligazione tributaria -Esenzione - Mancanza di liquidità - Causa di forza maggiore-non sussiste.

Una società contestava la revoca delle imposte di registro, ipotecaria e catastale agevolate, sostenendo che il ritrasferimento tardivo dell’immobile dipendesse dalla procedura di concordato preventivo, dai tempi delle autorizzazioni e dalla carenza di liquidità; la CTR aveva invece confermato il recupero ordinario. La Cassazione ha escluso la forza maggiore, che richiede circostanze anormali, imprevedibili, irresistibili e non imputabili, nonostante l’adozione delle cautele possibili: né la crisi aziendale né la temporanea illiquidità bastano. Ha inoltre ritenuto infondate le censure esaminate sulla delega di firma, sul contraddittorio preventivo e sulla motivazione degli interessi.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Procedure concorsuali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 30346

Cassazione, ordinanza n. 30346 del 31/10/2023

Imposte sui redditi - Cessione di terreno - Plusvalenza - Insistenza di immobili da demolire e ricostruire - Ammissibilità di ulteriori volumetrie.

L’Agenzia aveva assoggettato a IRPEF la plusvalenza derivante dalla cessione di un complesso immobiliare, qualificandola come vendita di terreno edificabile perché alcuni fabbricati erano destinati alla demolizione e residuava capacità edificatoria; la CTR aveva confermato l’accertamento. La Cassazione ha ribadito che l’alternativa tra terreno edificato e non edificato non ammette categorie intermedie: la vendita di edifici non può essere riqualificata in cessione di area edificabile in base all’intenzione di demolire, ricostruire o utilizzare ulteriori volumetrie. Accolto il motivo sulla violazione di legge, ha cassato la decisione e, pronunciando nel merito, annullato l’avviso.

N. 43778

Cassazione, sentenza n. 43778 del 30/10/2023

Penale tributario - Dichiarazione fraudolenta - Condanna - Fatture oggettivamente o soggettivamente inesistenti.

Tre imputati impugnavano le condanne per reati tributari e fallimentari collegati all’emissione o all’utilizzo in dichiarazione di fatture relative a prestazioni ritenute inesistenti o sovrafatturate, contestando anche la correlazione tra accusa e sentenza e la prova del dolo. La Cassazione ha precisato che la dichiarazione fraudolenta comprende l’inesistenza oggettiva totale o parziale, quella soggettiva e la sovrafatturazione qualitativa; la condanna per inesistenza parziale, a fronte di una contestazione di inesistenza totale, non determina quindi una diversa qualificazione del fatto. Tutti i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili.

N. 29960

Cassazione, ordinanza n. 29960 del 27/10/2023

Accertamento - Rendita catastale - Classificazione degli impianti in categoria D/1 - Immobili a destinazione speciale e particolare - Stima diretta - Manufatti impiegati nel processo produttivo.

La controversia riguardava la rendita catastale di una centrale geotermica in categoria D/1 e, in particolare, l’inclusione dei pozzi di produzione e reiniezione nella stima diretta conseguente alla DOCFA del 2016. La Cassazione afferma che, dal 2016, sono escluse le componenti funzionali allo specifico processo produttivo, anche se stabilmente infisse o strutturalmente connesse al fabbricato, rilevando la loro strumentalità produttiva e non la consistenza fisica. Ha quindi rigettato il ricorso dell’Agenzia, assorbito quello incidentale e compensato le spese.

  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Tributi locali
  • Processo tributario
N. 29936

Cassazione, sentenza n. 29936 del 27/10/2023

Sentenza n. 29936 del 27/10/2023

Gli accertamenti recuperavano maggiori imposte sul presupposto che un leasing immobiliare infragruppo, preferito all’acquisto diretto, integrasse abuso del diritto per il vantaggio derivante dalla deduzione dei canoni; la commissione regionale aveva condiviso tale ricostruzione, escludendo però le sanzioni. La Cassazione ha respinto o dichiarato inammissibili varie censure delle società e ne ha accolte altre, rilevando anche omissioni di pronuncia. Ha inoltre accolto il ricorso incidentale dell’Agenzia: l’abuso del diritto non esclude le sanzioni amministrative tributarie, che restano conseguenza dell’accertamento, ferma la distinta irrilevanza penale richiamata nella decisione.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
  • Società, imprese e Professionisti
N. 29775

Cassazione, sentenza n. 29775 del 26/10/2023

Accertamento - Imposte dirette e IVA - Esclusione da Società personali - Efficacia da delibera della società - Art. 2287 cod. civ. - Delibera di esclusione del socio - Decorrenza di trenta giorni dalla comunicazione al socio escluso - Esclusione immediata - Irrilevanza.

La controversia concerneva l’imputazione per trasparenza di utili extracontabili di una società di persone dopo l’esclusione di un socio deliberata poco prima della chiusura dell’esercizio. La Cassazione chiarisce che i redditi spettano ai soci individuati al momento dell’approvazione del rendiconto e che l’esclusione, anche se dichiarata immediata, produce effetti soltanto trenta giorni dopo la comunicazione, non potendo la delibera derogare a tale termine. Accolti entrambi i ricorsi, le sentenze regionali sono state cassate con rinvio al giudice tributario piemontese in diversa composizione.

  • IRPEF
  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 29774

Cassazione, sentenza n. 29774 del 26/10/2023

Sentenza n. 29774 del 26/10/2023

Gli avvisi avevano redistribuito tra i soci rimasti gli utili extracontabili inizialmente imputati anche a un socio escluso nel corso dell’esercizio; la commissione regionale aveva ritenuto l’esclusione immediatamente efficace. La Cassazione stabilisce invece che, anche quando la delibera disponga diversamente, lo status di socio cessa soltanto dopo trenta giorni dalla comunicazione e che la compagine rilevante per l’imputazione ex articolo 5 TUIR è quella esistente all’approvazione del rendiconto. I ricorsi sono stati accolti e le decisioni cassate con rinvio alla Corte tributaria regionale in diversa composizione.

  • IRPEF
  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 29728

Cassazione, sentenza n. 29728 del 26/10/2023

Sentenza n. 29728 del 26/10/2023

La lite riguardava il rimborso dei dazi antidumping pagati per importazioni da un esportatore rispetto al quale il regolamento istitutivo era stato annullato e i dazi successivamente reintrodotti. La Cassazione esclude la retroattività del nuovo regolamento, ma precisa che il termine triennale per il rimborso decorre dalla notifica dei dazi, senza essere differito dalla sentenza europea di annullamento, che non costituisce forza maggiore. Accolto il solo motivo sulla decadenza, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario, compensando le spese.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29707

Cassazione, sentenza n. 29707 del 26/10/2023

Processo tributario - Sentenza passata in giudicato - Condebitore solidale.

Un avviso di liquidazione proporzionale dell’imposta di registro, relativo a una cessione di crediti con funzione di garanzia, era stato confermato nei confronti di un coobbligato, mentre un altro condebitore ne aveva ottenuto l’annullamento con sentenza definitiva per ragioni oggettive. La Cassazione riconosce l’estensione del giudicato favorevole al condebitore estraneo, purché non esista un giudicato contrario, l’eccezione sia tempestiva e la decisione non dipenda da ragioni personali. Ha accolto il primo motivo, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario, con compensazione delle spese.

  • Imposta di registro
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Imposte indirette

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