Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 2557

Cassazione, sentenza n. 2557 del 26/01/2024

Sentenza n. 2557 del 26/01/2024

La ripresa riguardava l’IVA detratta su beni e servizi, finanziati con contributi comunitari, destinati all’organizzazione di eventi e convegni che il giudice regionale aveva ritenuto estranei all’attività imprenditoriale e riconducibili a spese di rappresentanza. La Cassazione chiarisce che la provenienza pubblica dei mezzi finanziari è ininfluente, mentre occorre l’effettiva inerenza degli acquisti a operazioni imponibili o ad attività preparatorie oggettivamente funzionali all’impresa. Confermato il difetto d’inerenza e la natura rappresentativa delle spese, il ricorso è rigettato.

  • IVA
  • Spese di rappresentanza
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 2552

Cassazione, sentenza n. 2552 del 26/01/2024

Sentenza n. 2552 del 26/01/2024

Il contribuente aveva impugnato un’intimazione relativa a una cartella IVA, contestando fin dal primo grado la notifica eseguita, in situazione di irreperibilità relativa, mediante deposito comunale e affissione senza raccomandata informativa. La Cassazione afferma che la successiva declaratoria d’illegittimità costituzionale della disciplina notificatoria opera sui rapporti ancora pendenti, mentre incontra il limite dei rapporti ormai definitivi. Poiché il vizio dell’atto presupposto era stato tempestivamente dedotto, la Corte ritiene fondato il sesto motivo, con assorbimento delle ulteriori censure.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2550

Cassazione, sentenza n. 2550 del 26/01/2024

Sentenza n. 2550 del 26/01/2024

La controversia riguardava trentasei intimazioni riferite in parte a crediti tributari e in parte previdenziali, annullate dai giudici di merito per mancata produzione delle cartelle presupposte. La Cassazione chiarisce che il giudice tributario deve individuare la natura dei crediti, spettando al giudice ordinario quelli previdenziali, e che la prova della notifica della cartella può essere fornita mediante estratto di ruolo e relativa relata o avviso di ricevimento, senza produrre la cartella stessa. Accolti entrambi i motivi, la decisione è cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Lavoro e previdenza
N. 2547

Cassazione, sentenza n. 2547 del 26/01/2024

Sentenza n. 2547 del 26/01/2024

I ricorsi contro due avvisi IVA erano stati dichiarati inammissibili perché notificati nel 2013 tramite un operatore postale privato, sebbene ricevuti dall’Agenzia entro il cinquantanovesimo giorno dalla notificazione degli atti impositivi. La Cassazione qualifica tale notificazione come nulla, non inesistente: il vizio è sanato dalla costituzione dell’Amministrazione quando la ricezione sia avvenuta entro il termine d’impugnazione, mentre la consegna all’operatore privo di titolo non certifica legalmente la data di spedizione. Accolti i primi tre motivi, la sentenza è cassata con rinvio per la decisione di merito.

N. 2519

Cassazione, sentenza n. 2519 del 26/01/2024

Sentenza n. 2519 del 26/01/2024

La controversia riuniva l’impugnazione di un accertamento IRES, IRAP e IVA e quella dell’intimazione emessa dopo la rideterminazione giudiziale dell’imponibile. La Corte ha dichiarato inammissibili le censure nuove sui vizi di delega e sottoscrizione, non risultando comprese nel giudizio d’appello, e ha ritenuto parzialmente fondato il ricorso della contribuente, con conseguente necessità di rideterminare anche le sanzioni. Ha inoltre accolto il ricorso dell’Agenzia sull’intimazione, reputando erronea la tesi secondo cui, dopo la sentenza di primo grado, occorresse un nuovo avviso di accertamento.

  • Accertamento e riscossione
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 2518

Cassazione, sentenza n. 2518 del 26/01/2024

Sentenza n. 2518 del 26/01/2024

Un ente sanitario aveva chiesto il rimborso delle sanzioni versate mediante ravvedimento operoso per ritenute IRPEF e IRAP pagate con un giorno di ritardo, invocando la successiva esclusione delle sanzioni per determinati versamenti tardivi degli enti pubblici. La Corte ha affermato che il ravvedimento, quale scelta volontaria, consente la restituzione soltanto per errori formali riconoscibili e che la sopravvenuta non punibilità non legittima la ripetizione delle sanzioni già pagate. Accolto il ricorso dell’Agenzia, ha cassato la sentenza e rigettato nel merito la domanda di rimborso.

N. 2517

Cassazione, sentenza n. 2517 del 26/01/2024

Sentenza n. 2517 del 26/01/2024

L’accertamento recuperava, ai fini IRES e IRAP, una sopravvenienza attiva derivante dall’insussistenza di passività iscritte negli esercizi precedenti. La Corte ha escluso, per un controllo “a tavolino” relativo a tributi non armonizzati, un obbligo generalizzato di contraddittorio endoprocedimentale e ha ribadito che la sopravvenienza è imponibile nell’esercizio in cui diviene giuridicamente certa la cessazione della passività, senza che la sua rilevanza possa dipendere dalla discrezionale annotazione contabile del contribuente. Ritenuta corretta la decisione regionale e inammissibile la censura sulle spese, ha rigettato il ricorso.

N. 2509

Cassazione, sentenza n. 2509 del 26/01/2024

Sentenza n. 2509 del 26/01/2024

Gli avvisi avevano qualificato come redditi da attività commerciale occasionale i corrispettivi ricavati dalla vendita di oggetti d’arte e antiquariato; la contribuente contestava, tra l’altro, la provenienza dei beni, la natura commerciale dell’operazione e le sanzioni. La Corte ha rilevato che il giudice regionale non aveva modificato i presupposti dell’accertamento, ma valutato la medesima tesi dell’Ufficio sulla base delle risultanze istruttorie. Le ulteriori doglianze miravano in larga parte a ottenere una nuova valutazione dei fatti o denunciavano vizi insussistenti; il ricorso è stato respinto.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Attività economiche
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 2494

Cassazione, sentenza n. 2494 del 26/01/2024

Sentenza n. 2494 del 26/01/2024

Accertamenti bancari avevano determinato maggiori ricavi della società e utili extracontabili imputati ai soci di una compagine ristretta. La Corte ha giudicato incomprensibile la motivazione regionale e ha ribadito che versamenti e, per l’impresa, prelevamenti sono presuntivamente reddituali salvo prova analitica contraria; gli utili extracontabili si presumono inoltre distribuiti ai soci, senza applicazione del regime dei dividendi formalmente deliberati. Dichiarato estinto per definizione agevolata il giudizio relativo a un socio, ha accolto il ricorso dell’Agenzia verso gli altri contribuenti, cassando con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRPEF
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 2465

Cassazione, sentenza n. 2465 del 25/01/2024

Sentenza n. 2465 del 25/01/2024

La controversia riguardava la deducibilità, ai fini IRES e IRAP, dell’ammortamento del costo sostenuto da una società italiana per l’usufrutto di un marchio della controllante statunitense, nonché la ritenuta applicabile al corrispettivo. La Corte ha valorizzato il giudicato formatosi, per altre annualità, sul medesimo titolo negoziale e ha accolto le censure sulla deducibilità. Quanto alla ritenuta, ha richiesto l’accertamento concreto del contenuto dell’accordo per qualificare il pagamento, secondo la convenzione applicabile, come utile d’impresa o canone; ha quindi cassato in parte e rinviato su tale profilo.

N. 2464

Cassazione, sentenza n. 2464 del 25/01/2024

Sentenza n. 2464 del 25/01/2024

L’Agenzia contestava, ai fini IRAP, la deduzione della quota di ammortamento del costo sostenuto per l’usufrutto di un marchio infragruppo, deducendo antieconomicità, difetto d’inerenza ed erroneo riparto dell’onere probatorio. La Corte non ha esaminato il merito: la sentenza d’appello era stata depositata il 18 settembre 2017 e il ricorso erariale era stato avviato alla notificazione soltanto il 30 marzo 2018, oltre il termine semestrale scaduto il 19 marzo. Ha pertanto dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando il passaggio in giudicato della decisione favorevole alla contribuente.

N. 2437

Cassazione, ordinanza n. 2437 del 25/01/2024

IVA - Diniego di autotutela - Impugnabilità - Limiti

Una società aveva impugnato il diniego di autotutela relativo a un’intimazione definitiva per responsabilità solidale nell’IVA non versata dal cedente, ottenendo ragione nei due gradi di merito. La Corte ha precisato che il sindacato sul diniego può riguardare soltanto l’illegittimità del rifiuto rispetto a ragioni di rilevante interesse generale, non la fondatezza della pretesa ormai definitiva né il solo interesse del contribuente a evitare l’imposizione. Accolto il ricorso dell’Agenzia e assorbita l’ulteriore censura, ha cassato la decisione e dichiarato inammissibile il ricorso originario.

N. 2288

Cassazione, sentenza n. 2288 del 23/01/2024

Sentenza n. 2288 del 23/01/2024

La lite concerneva l’acquisto nel 2014 di terreni agricoli e la revoca dell’agevolazione per i territori montani, nonché la possibilità di applicare il diverso beneficio per la piccola proprietà contadina. La Corte ha ritenuto la prima agevolazione soppressa dal 2014 al 2016 e solo successivamente reintrodotta con norma innovativa; ha però distinto l’errata indicazione del beneficio dalla decadenza, affermando che l’Amministrazione deve verificare gli altri regimi agevolati vigenti chiaramente desumibili dall’atto. Ha quindi rigettato sia il ricorso dell’Agenzia sia quello incidentale della contribuente.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 2273

Cassazione, sentenza n. 2273 del 23/01/2024

Sentenza n. 2273 del 23/01/2024

La controversia riguardava l’applicazione proporzionale, anziché fissa, delle imposte ipotecaria e catastale alla compravendita soggetta a IVA di un immobile in costruzione e non ancora utilizzabile; il notaio contestava anche il contrasto dell’operato amministrativo con precedenti circolari. Prima dell’udienza, il ricorrente ha rinunciato per sopravvenuta definizione agevolata della cartella e pagamento del dovuto, con accettazione dell’Agenzia. La Corte non ha quindi esaminato i motivi e ha dichiarato estinto il giudizio, compensando integralmente le spese.

  • Imposte indirette
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2268

Cassazione, sentenza n. 2268 del 23/01/2024

Sentenza n. 2268 del 23/01/2024

Una società contestava la TARES 2013 applicata alle superfici di un opificio collegate alla lavorazione di lamiere, sostenendo che anche tali aree producessero rifiuti speciali e denunciando la motivazione apparente della sentenza d’appello. La Corte ha ribadito che il collegamento funzionale con l’area produttiva non esclude da solo il tributo: l’esenzione riguarda la parte in cui, per struttura e destinazione, si formano esclusivamente rifiuti speciali, secondo un accertamento di fatto riservato al giudice di merito. Escluso anche il vizio motivazionale, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.

N. 2267

Cassazione, sentenza n. 2267 del 23/01/2024

Sentenza n. 2267 del 23/01/2024

Il giudizio concerneva una cartella TARSU per più annualità, della quale i giudici di merito avevano già escluso una parte per decadenza; in Cassazione erano contestati, fra l’altro, il contraddittorio con l’ente impositore e la specificità dell’appello. La Corte ha rilevato d’ufficio l’annullamento automatico previsto per i singoli carichi fino a mille euro affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2010, applicabile anche ai tributi locali e operante indipendentemente dallo sgravio formale. Ha pertanto dichiarato cessata la materia del contendere e compensato le spese dell’intero giudizio.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2265

Cassazione, sentenza n. 2265 del 23/01/2024

Sentenza n. 2265 del 23/01/2024

La controversia riguardava la TARSU richiesta alla concedente di un ramo d’azienda, rimasta formalmente intestataria dei locali perché non aveva presentato la denuncia di cessazione; la contribuente sosteneva che il ricorso e il contratto prodotto provassero comunque la cessata detenzione. In pendenza del giudizio, la ricorrente ha documentato l’adesione alla definizione agevolata dei carichi e il pagamento delle rate previste. Senza pronunciarsi sulla questione sostanziale, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio e compensato le spese tra le parti.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2291

Cassazione, sentenza n. 2291 del 23/01/2024

Sentenza n. 2291 del 23/01/2024

L’Agenzia aveva assoggettato una delibera comunale attributiva di maggiore cubatura, concessa in cambio della realizzazione di alloggi per anziani, al regime previsto per i trasferimenti di diritti reali immobiliari. Confermando l’esito dei gradi di merito, la Corte ha stabilito che i diritti edificatori non hanno natura reale, anche quando siano costituiti o attribuiti mediante un atto pubblico anziché ceduti tra privati. La delibera non era quindi soggetta alla specifica disposizione tariffaria invocata dall’Ufficio ai fini dell’imposta di registro; il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 2132

Cassazione, sentenza n. 2132 del 22/01/2024

Sentenza n. 2132 del 22/01/2024

Una società chiedeva il rimborso dell’imposta sostitutiva versata per rivalutare un compendio immobiliare, sostenendo che una successiva pronuncia della Corte EDU ne attestasse la perdita della proprietà già prima dei pagamenti. La Cassazione ha rilevato che quella decisione non conteneva un accertamento vincolante sulla data della perdita e che la domanda civile formulata anche in via principale per la restituzione del bene non integrava una rinuncia univoca; ha inoltre qualificato la rivalutazione come scelta volontaria non revocabile secondo le regole dell’indebito tributario. Sono stati dichiarati inammissibili sia il ricorso principale sia quello incidentale condizionato.

  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2126

Cassazione, sentenza n. 2126 del 22/01/2024

Sentenza n. 2126 del 22/01/2024

Un medico specialista convenzionato domandava il rimborso delle ritenute IRPEF operate sui rimborsi chilometrici ricevuti per raggiungere ambulatori fuori dal comune di residenza; entrambi i giudici di merito avevano accolto la pretesa. La Cassazione ha affermato che il rimborso forfettario di accesso alla sede lavorativa non coincide con l’indennità per trasferta temporanea prevista dall’articolo 51, comma 5, TUIR e ricade quindi nel reddito dipendente imponibile. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, ha cassato la sentenza e respinto nel merito il ricorso originario.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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