Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 2184

Cassazione, sentenza n. 2184 del 22/01/2024

Sentenza n. 2184 del 22/01/2024

Un medico ambulatoriale convenzionato chiedeva il rimborso delle ritenute IRPEF applicate alle indennità chilometriche percepite per raggiungere sedi di lavoro situate fuori dal comune di residenza; i giudici di merito avevano riconosciuto la natura non imponibile delle somme. La Cassazione ha invece distinto tale rimborso forfettario dalle indennità per trasferte temporanee disposte nell’interesse del datore di lavoro, riconducendolo al principio di onnicomprensività del reddito dipendente. Ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e respinto nel merito la domanda originaria.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2160

Cassazione, sentenza n. 2160 del 22/01/2024

Sentenza n. 2160 del 22/01/2024

L’accertamento recuperava IRES, IVA e IRAP dopo il disconoscimento di fatture passive che l’Ufficio riteneva riferite a operazioni oggettivamente inesistenti; la commissione regionale, riformando il primo grado, aveva valorizzato il sistema fraudolento ricostruito, reputando registrazioni e movimenti bancari funzionali alla sua copertura. La Cassazione ha dichiarato inammissibili le censure volte a ottenere una diversa valutazione delle prove e ha ritenuto infondata quella sul riparto dell’onere probatorio, rilevando che l’inesistenza può essere dimostrata anche mediante elementi indiziari o presuntivi. Nei passaggi disponibili risultano quindi confermate tali statuizioni sfavorevoli alla contribuente.

N. 2146

Cassazione, sentenza n. 2146 del 22/01/2024

Sentenza n. 2146 del 22/01/2024

La controversia concerneva la TARI 2018 e la riduzione del 40% riconosciuta in appello per le carenze del servizio di raccolta, tra cui la distanza dei contenitori. La Cassazione ha qualificato la riduzione come tecnica e spettante per legge: la relativa richiesta, inserita nell’impugnazione dell’atto, non costituisce domanda nuova e non richiede una preventiva istanza amministrativa; inoltre, nel processo tributario erano ammissibili i documenti prodotti per la prima volta in appello. Ritenute infondate tutte le censure del gestore, la Corte ne ha rigettato il ricorso.

N. 2133

Cassazione, sentenza n. 2133 del 22/01/2024

Sentenza n. 2133 del 22/01/2024

L’Ufficio aveva assoggettato a IRPEF e IVA, come reddito diverso, una quota del profitto derivante da condotte penalmente accertate; la commissione regionale aveva escluso la prova che le somme, formalmente affluite a una società distinta, fossero state percepite personalmente dal contribuente. La Cassazione ha chiarito che la sentenza penale non vincola automaticamente il giudice tributario, ma le sue risultanze possono essere valutate insieme alle presunzioni ammesse in tale processo. Ha ritenuto fondati i primi tre motivi dell’Agenzia, censurando l’omesso esame dell’ordine restitutorio e degli altri elementi indicati dall’Ufficio.

N. 2132

Cassazione, sentenza n. 2132 del 22/01/2024

Sentenza n. 2132 del 22/01/2024

Una società chiedeva il rimborso dell’imposta sostitutiva versata per rivalutare un compendio immobiliare, sostenendo che una successiva pronuncia della Corte EDU ne attestasse la perdita della proprietà già prima dei pagamenti. La Cassazione ha rilevato che quella decisione non conteneva un accertamento vincolante sulla data della perdita e che la domanda civile formulata anche in via principale per la restituzione del bene non integrava una rinuncia univoca; ha inoltre qualificato la rivalutazione come scelta volontaria non revocabile secondo le regole dell’indebito tributario. Sono stati dichiarati inammissibili sia il ricorso principale sia quello incidentale condizionato.

  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2126

Cassazione, sentenza n. 2126 del 22/01/2024

Sentenza n. 2126 del 22/01/2024

Un medico specialista convenzionato domandava il rimborso delle ritenute IRPEF operate sui rimborsi chilometrici ricevuti per raggiungere ambulatori fuori dal comune di residenza; entrambi i giudici di merito avevano accolto la pretesa. La Cassazione ha affermato che il rimborso forfettario di accesso alla sede lavorativa non coincide con l’indennità per trasferta temporanea prevista dall’articolo 51, comma 5, TUIR e ricade quindi nel reddito dipendente imponibile. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, ha cassato la sentenza e respinto nel merito il ricorso originario.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2124

Cassazione, sentenza n. 2124 del 22/01/2024

Sentenza n. 2124 del 22/01/2024

Il giudizio verteva sul rimborso delle ritenute IRPEF applicate alle indennità chilometriche riconosciute a un medico ambulatoriale per accedere a sedi lavorative poste fuori dal comune di residenza; la domanda era stata accolta nei due gradi di merito. La Cassazione ha distinto tali somme, determinate forfettariamente, dalle indennità per trasferte temporanee disposte nell’interesse del datore di lavoro e le ha incluse nel reddito dipendente secondo il principio di onnicomprensività. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la decisione e respinto nel merito la domanda del contribuente.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2120

Cassazione, sentenza n. 2120 del 22/01/2024

Sentenza n. 2120 del 22/01/2024

Gli avvisi avevano tassato ai fini IRPEF e IVA, come reddito diverso, le quote di un profitto illecito attribuite a due contribuenti; la commissione regionale, pur escludendo la decadenza dell’Ufficio, aveva negato che fosse provata la loro personale percezione delle somme confluite in una società distinta. La Cassazione ha dichiarato ammissibile il ricorso notificato durante la sospensione emergenziale dei termini, precisando che questa non rendeva nulli gli atti compiuti. Ha inoltre ritenuto fondati i primi tre motivi dell’Agenzia, censurando la valutazione dell’ordine restitutorio e delle risultanze penali rilevanti nel giudizio tributario.

N. 2119

Cassazione, sentenza n. 2119 del 22/01/2024

Sentenza n. 2119 del 22/01/2024

L’Agenzia aveva tassato come reddito d’impresa, per il 2001-2003, i compensi corrisposti da una società tedesca per un’attività continuativa di accoglienza e recupero svolta in Italia; il primo grado aveva annullato la pretesa, mentre la commissione regionale aveva riconosciuto una stabile organizzazione italiana e negato l’applicabilità della disciplina convenzionale sulle funzioni pubbliche. La Cassazione ha ritenuto non riesaminabili gli accertamenti fattuali sulla residenza e sull’organizzazione stabile, osservando inoltre che il soggetto erogatore era una società privata. Respinte anche le doglianze sulla doppia imposizione, sull’accertamento e sulle sanzioni, ha rigettato integralmente il ricorso.

  • Estero
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Contenzioso
N. 2566

Cassazione, sentenza n. 2566 del 22/01/2024

Reati tributari - Confisca - Somme percepite dopo la commissione del reato

La curatela chiedeva la restituzione di somme confluite sui conti societari dopo la consumazione di un reato di indebita compensazione, sostenendo che non costituissero profitto confiscabile in via diretta. La Corte ha affermato che, nei reati tributari, il risparmio d’imposta equivale a un accrescimento patrimoniale: per la fungibilità del denaro, anche le disponibilità sopravvenute possono essere confiscate direttamente, senza doverne provare la derivazione materiale dal reato; il previo sequestro non è condizione della confisca. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese processuali.

N. 2116

Cassazione, sentenza n. 2116 del 22/01/2024

Sentenza n. 2116 del 22/01/2024

L’Amministrazione aveva tassato i compensi percepiti da una contribuente residente in Germania per l’attività psicopedagogica svolta stabilmente in un immobile italiano; la CTR aveva annullato l’accertamento, ritenendo non provata una stabile organizzazione e non comunicate alcune informazioni del fisco tedesco. La Cassazione ha qualificato la struttura come base fissa equiparabile alla stabile organizzazione, valorizzandone disponibilità, permanenza, collegamento con l’attività e capacità produttiva. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e respinto nel merito il ricorso introduttivo della contribuente.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2235

Cassazione, sentenza n. 2235 del 22/01/2024

Sentenza n. 2235 del 22/01/2024

Gli accertamenti contestavano, tra l’altro, accantonamenti per ripristino ambientale, capitalizzazione degli oneri di abbancamento, ammortamenti e sanzioni per omessi versamenti. La Corte ha ritenuto che l’accantonamento obbligatorio non richiedesse una perizia giurata, che la relativa congruità spettasse al giudice di merito e che la qualificazione pluriennale degli oneri di abbancamento non fosse stata efficacemente censurata; ha invece escluso che i ritardi di pagamento dell’ente pubblico integrassero forza maggiore e ravvisato una motivazione apparente sugli ammortamenti dei terreni. Il testo fornito si interrompe prima degli ulteriori motivi e del dispositivo, sicché l’esito complessivo non è ricostruibile.

  • IRES
  • Contabilità e Bilancio
  • Contabilità
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 2115

Cassazione, sentenza n. 2115 del 22/01/2024

Processo tributario - Sospensione dei termini per emergenza sanitaria.

Il ricorso riguardava la condanna di un amministratore di fatto per bancarotta fraudolenta documentale, contestata per la sottrazione o distruzione delle scritture contabili che aveva impedito di ricostruire patrimonio e gestione della società fallita. La Cassazione ha ritenuto manifestamente infondate le censure sulla responsabilità e sul dolo, giudicando inoltre generica la richiesta dell’attenuante del danno di speciale tenuità: l’occultamento della contabilità impediva proprio di dimostrare l’entità del pregiudizio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese e al versamento alla Cassa delle ammende.

N. 2234

Cassazione, sentenza n. 2234 del 22/01/2024

Sentenza n. 2234 del 22/01/2024

Una società chiedeva il rimborso della maggiore IRES versata per non avere fruito della “Tremonti ter”, sostenendo che la revoca riguardasse soltanto la cessione dei macchinari fuori dallo Spazio economico europeo e non il loro trasferimento interno. La Corte ha invece interpretato la disposizione come riferita all’utilizzo concreto del bene: il beneficio viene revocato anche quando il beneficiario trasferisce il macchinario presso proprie strutture produttive extra SEE, pur senza cederlo a un terzo. Il ricorso è stato rigettato, con condanna della società alle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRES
  • Imprese
  • Estero
  • Contenzioso
N. 2230

Cassazione, sentenza n. 2230 del 22/01/2024

Sentenza n. 2230 del 22/01/2024

La società aveva promosso l’ottemperanza per ottenere il rimborso IRPEG dopo che una precedente ordinanza aveva annullato l’accertamento per inosservanza del termine procedimentale. La Corte ha precisato che il giudicato non può attribuire diritti ulteriori rispetto alla statuizione da eseguire e ha rilevato che quella stessa ordinanza, pur annullando l’atto, aveva accertato nel merito la mancata percezione dei dividendi e quindi l’inesistenza del credito d’imposta. Non essendovi alcun obbligo restitutorio o altro comando da attuare a carico dell’Amministrazione, il ricorso è stato rigettato.

N. 2227

Cassazione, sentenza n. 2227 del 22/01/2024

Sentenza n. 2227 del 22/01/2024

Il contribuente chiedeva il rimborso del 90% dell’IRPEF versata per il triennio agevolato successivo al sisma, comprese le ritenute applicate al trattamento di fine rapporto erogato nel 1990; l’Agenzia contestava sia l’inclusione del TFR sia l’ammontare rimborsabile. La Corte ha stabilito che il presupposto dell’imposta sul TFR si realizza al pagamento, sicché la ritenuta subita nel 1990 rientra temporalmente nell’agevolazione. Ha inoltre rinviato alla fase esecutiva gli eventuali limiti derivanti dalle risorse stanziate e ha rigettato il ricorso dell’Agenzia, condannandola alle spese.

  • IRPEF
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Lavoro e previdenza
N. 2042

Cassazione, sentenza n. 2042 del 19/01/2024

Sentenza n. 2042 del 19/01/2024

La controversia riguardava una cartella per la quota fissa della TIA applicata ad aree portuali, nelle quali la contribuente sosteneva di produrre esclusivamente rifiuti speciali smaltiti autonomamente. La Cassazione ha rilevato che, nel periodo interessato, la mancata istituzione dell’Autorità portuale lasciava al Comune la competenza sul servizio e sul prelievo; l’autonomo recupero dei rifiuti poteva incidere sulla quota variabile, ma non escludeva quella fissa, destinata ai costi generali del servizio. Ritenuto il giudice di rinvio conforme al precedente principio di diritto, ha giudicato infondati i motivi proposti.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 2029

Cassazione, sentenza n. 2029 del 19/01/2024

Processo tributario - Atti impugnabili - Fatture TIA

Due contribuenti avevano impugnato gli avvisi di pagamento per TARES e TARI su aree portuali, ottenendone in appello l’annullamento per difetto di motivazione; il gestore sosteneva che tali atti non fossero autonomamente impugnabili né soggetti agli obblighi propri degli atti impositivi. La Cassazione ha invece qualificato le richieste, anche se formulate come fatture, come atti relativi a un’entrata pubblicistica, facoltativamente impugnabili e soggetti all’obbligo di esporre presupposti e criteri di quantificazione. Poiché gli avvisi non consentivano di ricostruire gli importi richiesti, il ricorso è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • Processo tributario
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
N. 2083

Cassazione, sentenza n. 2083 del 19/01/2024

Sentenza n. 2083 del 19/01/2024

Una società contestava un accertamento TARSU per il 2009, deducendo tardivamente la decadenza del Comune e lamentando motivazione insufficiente e mancato riconoscimento della riduzione relativa ad aree produttive di rifiuti speciali. La Cassazione ha affermato che la decadenza dal potere impositivo è un’eccezione in senso stretto, da proporre nel ricorso introduttivo, e ha ritenuto adeguatamente motivato l’atto, che indicava superfici, tariffe, ubicazione e categoria. Ha inoltre ribadito che l’esclusione delle aree richiede specifiche informazioni e documentazione del contribuente, rigettando il ricorso.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 2074

Cassazione, sentenza n. 2074 del 19/01/2024

Sentenza n. 2074 del 19/01/2024

La controversia concerneva una cartella di complessivi 489 euro per TARSU relativa agli anni 2005 e 2009, la cui impugnazione era stata respinta in entrambi i gradi di merito. Durante il giudizio di cassazione è però intervenuto lo stralcio automatico previsto per i debiti residui fino a mille euro risultanti da carichi affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2010. Ritenuta la cartella compresa nell’ambito della disposizione, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere e ha compensato integralmente le spese.

  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Tributi locali
  • Processo tributario

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