Lavoro sportivo

Disciplina del lavoro sportivo dopo la Riforma dello Sport: figura del lavoratore sportivo, rapporti di lavoro subordinato, autonomo e di collaborazione coordinata e continuativa nell'area del dilettantismo. Analizziamo la franchigia annua esente, le soglie contributive e fiscali, l'iscrizione al Registro delle Attivita Sportive e gli adempimenti verso INPS e Libro Unico. Guide operative su inquadramento di istruttori e collaboratori, compensi, ritenute e gestione dei co.co.co. sportivi.

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7apr 2026
Lavoro sportivo

Premi sportivi dilettantistici: niente rimborsi per le ritenute 2025

Per i premi agli atleti dilettanti, il DL 38/2026 ha ripristinato dal 28 marzo al 31 dicembre l’esenzione dalla ritenuta del 20% entro 300 euro, applicata con criterio «tutto o niente»: oltre soglia, la ritenuta grava sull’intero premio. Il limite va verificato sul totale dei premi ricevuti nell’intero anno 2026, inclusi quelli pagati prima del 28 marzo. Le ritenute operate nel 2025, invece, non possono essere recuperate, perché il D.Lgs. 192/2025 ha cancellato la norma che prevedeva il rimborso. ASD e SSD devono controllare il cumulo prima del pagamento.

1apr 2026
Fattura elettronica

Lavoratori sportivi con partita IVA: come funziona l’esenzione da 15.000 euro e come si gestisce in fattura dal 15 maggio 2026

Dal 15 maggio 2026 la fattura elettronica potrà indicare con la stringa XML ESENZSPORT i compensi dei lavoratori sportivi dilettanti con partita IVA esenti IRPEF fino a 15.000 euro annui, secondo le specifiche 1.9.1. La soglia fiscale è cumulativa e distinta dalla franchigia contributiva INPS di 5.000 euro; fino al 2027 resta la riduzione del 50% dell’imponibile pensionistico. ASD, SSD e professionisti devono acquisire l’autocertificazione, applicare il regime corretto e verificare campo XML, versamenti e comunicazioni prima dell’emissione.

30mar 2026
Lavoro sportivo

Premi sportivi dilettantistici: esenzione ritenuta fino a 300 euro torna con il DL 38/2026

Dal 28 marzo al 31 dicembre 2026 i premi sportivi dilettantistici fino a 300 euro complessivi, corrisposti dallo stesso sostituto d’imposta, non subiscono la ritenuta del 20%. La soglia è rigida: fino a 300 euro l’esenzione è totale, mentre un importo superiore fa scattare la trattenuta sull’intera somma. ASD, SSD e sostituti devono verificare rapporto, cumulo dei premi e adempimenti, considerando anche il periodo 1° gennaio-27 marzo. La misura dipende dalla conversione del DL 38/2026 entro 60 giorni e, allo stato, non è garantita dal 2027.

17mar 2026
Lavoro sportivo

Compensi agenti sportivi non residenti: la sentenza che chiarisce la tassazione

La sentenza n. 136/2026 della Corte tributaria di Cagliari considera, salvo prova contraria, l’attività dell’agente sportivo non residente una mediazione e non una prestazione professionale di lavoro autonomo. Per i club questo incide sulla ritenuta alla fonte, contestata dal Fisco nella misura del 30%, e sugli adempimenti collegati al pagamento dei compensi. La qualificazione dipende dall’attività concreta: chi sostiene una diversa natura deve dimostrarla, distinguendo l’intermediazione dalla consulenza e verificando anche gli eventuali profili contributivi e fiscali.

4mar 2026
Dichiarazioni

Certificazione unica 2026 enti sportivi: guida alla compilazione con esempi pratici

La CU 2026 certifica i compensi corrisposti dagli enti sportivi nel 2025 e richiede ad ASD e SSD di inquadrare correttamente ogni rapporto, applicare la franchigia fiscale di 15.000 euro quando spettante e compilare i campi previsti per co.co.co., lavoro subordinato, professionisti, atleti e collaboratori amministrativo-gestionali. Le scadenze e i codici sono cambiati, mentre previdenza Inps, assicurazione Inail e sanzioni dipendono dalla natura della prestazione. Prima dell’invio occorre riconciliare pagamenti, contratti e conguagli.

17feb 2026
Lavoro sportivo

Monocommittenza lavoro sportivo: limiti e deroghe per professionisti

Il professionista sportivo con partita Iva può lavorare per una sola ASD o SSD, ma la monocommittenza non qualifica automaticamente il rapporto come autonomo. Occorre verificare come l’attività viene organizzata, quanto il collaboratore sia soggetto a direttive e coordinamento e se ricorrano le deroghe del settore sportivo. L’etero-organizzazione può condurre alla riqualificazione, con effetti su tutele, imposte, contributi e comunicazioni. Società e associazioni devono formalizzare incarico e autonomia effettiva, controllando soglie fiscali e adempimenti RASD.

10feb 2026
Dichiarazioni

Certificazione Unica 2026 enti sportivi: ecco tutti i nuovi campi del modello

Per ASD e SSD la Certificazione Unica 2026, riferita ai redditi 2025, cambia in modo sostanziale la rilevazione dei compensi e dei rapporti di lavoro sportivo. Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 15707 del 15 gennaio 2026 introduce campi per indicare la durata del rapporto, le somme che non concorrono al reddito, i conguagli effettuati da altri sostituti e nuovi dati nella sezione dedicata. Restano quindi essenziali la corretta qualificazione del rapporto e il controllo delle soglie fiscali e contributive prima dell’invio.

4feb 2026
Lavoro sportivo

Certificazione unica 2026 sportivi: somma esente e detrazioni sportivi dilettantistici

La CU 2026 introduce indicazioni specifiche per i compensi degli sportivi dilettantistici, dando evidenza alla somma esente prevista dalla legge di Bilancio 2025 e all’eventuale ulteriore detrazione. Il punto 720 consente di dettagliare il reddito sportivo rilevante, così da collegare correttamente compensi, franchigia e imposta dovuta. ASD e SSD devono applicare le istruzioni in base alla natura del rapporto, distinguendo lavoro dipendente e collaborazione sportiva, per evitare errori nella certificazione e nella successiva dichiarazione dei redditi.