Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 5957

Cassazione, sentenza n. 5957 del 5/03/2024

Sentenza n. 5957 del 05/03/2024

Il contribuente aveva impugnato gli estratti di ruolo relativi a due cartelle per imposte dirette, IVA e imposta di registro, sostenendo di non avere mai ricevuto gli atti e contestando anche numerosi profili della riscossione. La Cassazione ha ricondotto l’azione alla contestazione diretta di ruolo e cartelle asseritamente non notificati, applicando ai giudizi pendenti la disciplina che ammette tale tutela soltanto quando il debitore dimostri uno degli specifici pregiudizi legislativamente indicati. In assenza di tale presupposto, l’azione è stata qualificata come improponibile, senza spazio per il riesame delle ulteriori doglianze.

  • Riscossione
  • Processo tributario
  • IVA
  • Imposta di registro
N. 5955

Cassazione, sentenza n. 5955 del 5/03/2024

Sentenza n. 5955 del 05/03/2024

Una società in liquidazione aveva impugnato gli estratti di ruolo riferiti a quattro cartelle per IVA e IRAP, lamentandone l’omessa notificazione e deducendo ulteriori vizi della formazione e della riscossione dei crediti. La Cassazione ha applicato la disciplina sopravvenuta, valevole anche nei processi pendenti, secondo cui ruolo e cartella asseritamente non notificati sono direttamente impugnabili solo se il debitore dimostra uno degli specifici pregiudizi previsti dalla legge. Mancando tale condizione, l’azione di accertamento negativo è stata ritenuta improponibile e le ulteriori contestazioni non potevano condurre all’annullamento richiesto.

  • Riscossione
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
N. 5924

Cassazione, sentenza n. 5924 del 5/03/2024

Sentenza n. 5924 del 05/03/2024

La controversia riguardava il conferimento di immobili italiani in una società formalmente stabilita nel Regno Unito e l’applicabilità dell’imposta di registro in misura fissa, oltre alla rettifica del valore dei cespiti. La Cassazione ha ritenuto non decisivo il solo dato formale della sede estera, confermando l’accertamento di merito sull’assenza di una sede effettiva e di attività economica all’estero; ha inoltre escluso che la fattispecie richiedesse la procedura propria dell’abuso del diritto. Sono state respinte anche le contestazioni sui diversi criteri di valutazione degli immobili, consentiti dalla disciplina del valore venale.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Società
  • Estero
  • Accertamento fiscale
N. 5887

Cassazione, sentenza n. 5887 del 5/03/2024

Sentenza n. 5887 del 05/03/2024

A seguito di controllo automatizzato, l’Agenzia aveva disconosciuto crediti riportati nei modelli 770, ritenendo tardive le dichiarazioni integrative relative alle annualità precedenti. La Cassazione ha confermato che, secondo la disciplina applicabile all’epoca, l’integrativa a favore del contribuente doveva essere presentata entro il termine della dichiarazione del periodo d’imposta successivo; quella trasmessa nel 2011 per crediti anteriori era quindi tardiva. Le ulteriori censure sul rimborso e sull’esame delle irregolarità sono state dichiarate inammissibili, assorbite o infondate, con rigetto del ricorso e condanna della contribuente alle spese.

  • Dichiarazioni
  • Modello 770
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 5859

Cassazione, sentenza n. 5859 del 5/03/2024

Sentenza n. 5859 del 05/03/2024

La controversia riguardava la rettifica, ai fini IRPEF e IRAP, del prezzo applicato nel 1999 nelle cessioni tra società italiane dello stesso gruppo, ritenuto antieconomico dall’Amministrazione. La Corte ha precisato che l’art. 110 TUIR non opera automaticamente nel transfer pricing domestico, ma l’art. 9 consente di valutare valore normale, libera concorrenza e sostanza economica: provate transazioni collegate a prezzo apparentemente inferiore al normale, spetta al contribuente giustificarle, anche mediante vantaggi compensativi. Ritenuta conforme a tali criteri la decisione di rinvio, la Cassazione ha respinto il ricorso, comprese le censure sulle sanzioni.

N. 5827

Cassazione, sentenza n. 5827 del 5/03/2024

Sentenza n. 5827 del 05/03/2024

L’accertamento aveva disconosciuto la natura non commerciale di un’associazione sportiva dilettantistica e richiesto imposte, IVA e sanzioni anche a due soggetti indicati come responsabili solidali; la CTR ne aveva confermato la responsabilità. La Cassazione non ha esaminato il merito delle relative contestazioni: poiché associazione e altri interessati avevano partecipato al primo grado, la causa era inscindibile e il giudice d’appello avrebbe dovuto ordinare l’integrazione del contraddittorio. Ha quindi dichiarato nulla la sentenza impugnata e rinviato alla Corte tributaria pugliese, in diversa composizione, affinché integri il contraddittorio.

  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5818

Cassazione, ordinanza n. 5818 del 5/03/2024

Notifiche - Irreperibilità - Attività messo notificatore

Nel giudizio sul pignoramento fondato su più cartelle, la Corte ha escluso l’omessa pronuncia sulla prescrizione, ma ha dichiarato nulla la notifica di due intimazioni: l’assenza del nominativo su citofono e cassetta postale non prova l’irreperibilità assoluta senza ulteriori ricerche, da documentare nella relata. Ha inoltre distinto la prescrizione decennale dei crediti IRPEF da quella quinquennale di sanzioni e interessi. Ha deciso nel merito sulla nullità delle notifiche e rinviato per riesaminare un’altra cartella limitatamente ai crediti IRPEF.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5811

Cassazione, sentenza n. 5811 del 5/03/2024

Sentenza n. 5811 del 05/03/2024

La controversia concerneva domande di rimborso della maggiore IRES collegata alla deducibilità dell’IRAP, alcune presentate anche telematicamente e in parte relative a crediti successivamente ceduti. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la decisione sulla revocazione e respinto il ricorso principale della cessionaria; ha invece rilevato che la CTR non si era pronunciata sulla distinta domanda, solo cartacea, riguardante la rideterminazione della perdita fiscale del 2003 riportabile nel 2007. Accolto sul punto il ricorso incidentale, ha disposto il rinvio al giudice tributario di secondo grado.

N. 5625

Cassazione, sentenza n. 5625 del 4/03/2024

Sentenza n. 5625 del 04/03/2024

Gli avvisi relativi al 2005 e 2006 recuperavano IVA e IRAP per cessioni nazionali non imponibili fondate su dichiarazioni d’intento contestate e per acquisti ritenuti soggettivamente inesistenti; i giudici di merito avevano ritenuto insufficiente la prova della consapevolezza della società. La Cassazione non ha esaminato le contrapposte censure, avendo entrambe le parti attestato il regolare perfezionamento della definizione agevolata della lite. Ha dichiarato estinto il giudizio per cessata materia del contendere, posto le spese a carico di chi le aveva anticipate ed escluso il raddoppio del contributo unificato.

  • IVA
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
N. 5778

Cassazione, sentenza n. 5778 del 4/03/2024

Sentenza n. 5778 del 04/03/2024

Una società esportatrice abituale chiedeva il rimborso dell’IVA versata ratealmente dopo un accertamento per acquisti oltre il plafond, mentre i giudici di merito avevano qualificato la violazione come sostanziale e negato detrazione e rimborso. La Corte ha giudicato fondate le censure, chiarendo che il plafond dell’art. 8, lettera c), incide sull’esecutività del debito IVA e serve a compensarlo con i crediti dell’esportatore. Ha inoltre ritenuto estranea alla fattispecie la disciplina della rivalsa successiva dell’art. 60, riferita al rapporto tra cedente e cessionario dopo l’accertamento.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5727

Cassazione, sentenza n. 5727 del 4/03/2024

Sentenza n. 5727 del 04/03/2024

Il contribuente, rientrato in Italia dopo attività lavorativa all’estero, chiedeva il rimborso di IRPEF e addizionali invocando le agevolazioni della legge n. 238 del 2010; la CTR lo aveva escluso, ritenendo non provata l’autonomia del datore italiano e configurando un distacco. La Cassazione ha rilevato un travisamento della prova: la documentazione mostrava l’alterità giuridica tra il precedente datore estero e quello italiano, decisiva ai fini del beneficio, senza che l’appartenenza al medesimo gruppo eliminasse automaticamente l’autonomia societaria. Ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato per un nuovo giudizio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRPEF
  • Estero
  • Lavoro e previdenza
  • Processo tributario
N. 5637

Cassazione, ordinanza n. 5637 del 4/03/2024

Riscossione - Cartella di pagamento - Procedura esecutiva - Pignoramento

La controversia riguardava una cartella per IRAP, IRPEG e IVA notificata a una società il cui patrimonio e le cui partecipazioni erano stati sequestrati e confiscati; i giudici di merito avevano sospeso la riscossione equiparando la cartella a un atto esecutivo. La Cassazione ha chiarito che il titolo della pretesa è il ruolo, mentre la cartella ne comunica il contenuto e intima il pagamento, senza avviare l’esecuzione forzata, che comincia con il pignoramento. Ha quindi accolto il ricorso dell’agente della riscossione, cassato la decisione e rinviato al giudice tributario regionale.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5632

Cassazione, sentenza n. 5632 del 4/03/2024

Sentenza n. 5632 del 04/03/2024

La lite verteva sulla tassazione di una sentenza di divisione immobiliare che assegnava beni subordinandone formalmente il trasferimento al pagamento di conguagli, nonché sulle agevolazioni per la piccola proprietà contadina. La Cassazione ha stabilito che il conguaglio perequa le quote e non costituisce condizione di efficacia della divisione: la pronuncia è quindi soggetta alle imposte proporzionali di registro e ipotecaria. Ha inoltre applicato la disciplina successiva, con imposte di registro e ipotecaria fisse e catastale all’1%; accolto il ricorso dell’Agenzia, ha cassato la sentenza e rigettato nel merito l’originaria impugnazione.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 5631

Cassazione, sentenza n. 5631 del 4/03/2024

Sentenza n. 5631 del 04/03/2024

Gli accertamenti riguardavano più annualità e contestavano recuperi IVA per operazioni fraudolente, detrazioni indebite e cessioni nazionali trattate come non imponibili sulla base di dichiarazioni d’intento ritenute false; la CTR aveva considerato provata la conoscenza o conoscibilità delle irregolarità. La Cassazione non ha deciso tali questioni nel merito, poiché società e Agenzia hanno dichiarato il perfezionamento della definizione agevolata della controversia. Ha pertanto dichiarato estinto il giudizio per cessata materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le aveva anticipate ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5607

Cassazione, sentenza n. 5607 del 1/03/2024

Sentenza n. 5607 del 01/03/2024

La controversia riguarda un accertamento fondato anche sugli studi di settore per IRPEF, IVA e IRAP 2008, ridotto dalla Commissione regionale mediante una valutazione equitativa delle circostanze economiche e familiari. La Cassazione esclude la motivazione apparente, l’omessa pronuncia e la necessità di un ulteriore contraddittorio, rilevando che quello previsto per l’accertamento standardizzato era stato instaurato e che il contribuente non aveva formulato specifiche allegazioni rilevanti per l’IVA. Dichiara inoltre inammissibili varie censure probatorie; il testo fornito si interrompe durante l’esame dell’ultimo motivo e non riporta il dispositivo conclusivo.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IRPEF
  • IVA
  • IRAP
N. 5595

Cassazione, sentenza n. 5595 del 1/03/2024

Sentenza n. 5595 del 01/03/2024

L’accertamento assoggettava a IRPEF per il 2003 il reddito da lavoro dipendente prodotto in Kazakhstan, applicando anche una sanzione; la Commissione regionale aveva invece escluso residenza fiscale e obblighi dichiarativi italiani in ragione della permanenza all’estero per oltre 183 giorni. La Cassazione afferma che tale permanenza non basta a escludere la residenza in Italia, quando vi rimangano domicilio, famiglia, abitazione e interessi patrimoniali. In base alla Convenzione Italia-Kazakhstan, l’attività svolta nell’altro Stato determina potestà impositiva concorrente, salva la disciplina contro la doppia imposizione; il motivo dell’Agenzia è accolto.

  • Estero
  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 5563

Cassazione, sentenza n. 5563 del 1/03/2024

Sentenza n. 5563 del 01/03/2024

Per il 2001 l’Ufficio aveva recuperato a IRPEF il reddito da lavoro dipendente percepito in Kazakhstan e applicato la relativa sanzione, mentre la Commissione regionale aveva ritenuto il contribuente fiscalmente residente all’estero perché presente nel Paese per più di 183 giorni. La Cassazione precisa che i criteri italiani di residenza operano alternativamente e che la permanenza all’estero non esclude il domicilio in Italia, desumibile dai legami familiari, immobiliari e finanziari non contestati. La Convenzione consente quindi la tassazione concorrente del reddito; il ricorso dell’Agenzia è accolto.

  • Estero
  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 5558

Cassazione, sentenza n. 5558 del 1/03/2024

Sentenza n. 5558 del 01/03/2024

La lite concerne l’IRPEF e le sanzioni richieste per il 2004 sui compensi da lavoro dipendente svolto in Kazakhstan; la Commissione regionale aveva escluso ogni obbligo italiano valorizzando il soggiorno estero superiore a 183 giorni. La Cassazione ritiene invece che tale dato non elimini la residenza fiscale italiana quando permangano domicilio, famiglia, abitazione e centro degli interessi in Italia. Interpreta inoltre l’articolo 15 della Convenzione nel senso della potestà impositiva concorrente, poiché il lavoro era svolto nell’altro Stato, e accoglie il primo motivo dell’Agenzia; il testo non riporta la decisione sul secondo.

  • Estero
  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Sanzioni
N. 5550

Cassazione, sentenza n. 5550 del 1/03/2024

Sentenza n. 5550 del 01/03/2024

L’avviso aveva assoggettato a IRPEF per il 2005 il reddito da lavoro dipendente prodotto in Kazakhstan, senza nuove sanzioni per effetto del cumulo con quelle riferite ad altre annualità. La Commissione regionale aveva escluso la residenza e l’obbligo dichiarativo italiani sulla base della permanenza all’estero per oltre 183 giorni. La Cassazione afferma che tale circostanza non è decisiva se domicilio, famiglia, abitazione e interessi restano in Italia e interpreta la Convenzione come attributiva di potestà impositiva concorrente; accoglie pertanto il primo motivo dell’Agenzia, mentre l’esito ulteriore non è riportato.

  • Estero
  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 5524

Cassazione, sentenza n. 5524 del 1/03/2024

Sentenza n. 5524 del 01/03/2024

La controversia riguarda l’IRPEF e le sanzioni applicate per il 2002 sul reddito da lavoro dipendente svolto in Kazakhstan, annullate in appello perché il soggiorno estero aveva superato 183 giorni. La Cassazione rileva che la residenza fiscale italiana può discendere alternativamente dall’iscrizione anagrafica, dalla residenza o dal domicilio e che, nel caso esaminato, i legami familiari, immobiliari e finanziari in Italia non erano contestati. La Convenzione Italia-Kazakhstan consente la tassazione concorrente quando il lavoro è esercitato nell’altro Stato; viene quindi accolto il ricorso dell’Agenzia.

  • Estero
  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Sanzioni

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