Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 11886

Cassazione, sentenza n. 11886 del 3/05/2024

Sentenza n. 11886 del 03/05/2024

La controversia riguarda gli interessi maturati su un credito IVA rimborsato dopo periodi coperti da fermo amministrativo e sequestro conservativo. La Cassazione qualifica gli interessi ex art. 38-bis come moratori: essi maturano durante un fermo illegittimo, ma non durante un fermo legittimo o un sequestro conservativo, senza spettanza di interessi compensativi. La Corte accoglie parzialmente il quarto motivo della contribuente, riconoscendo gli interessi moratori dalla cessazione del sequestro fino al pagamento, mentre rigetta le altre censure principali esaminate.

  • IVA
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11855

Cassazione, sentenza n. 11855 del 2/05/2024

Sentenza n. 11855 del 02/05/2024

L’Agenzia delle entrate aveva impugnato la decisione regionale che, rispetto ad avvisi per IVA e ritenute non versate, aveva escluso il recupero dell’imposta su una compravendita immobiliare successivamente dichiarata simulata, valorizzando l’impossibilità concreta di attivare il rimborso. La Cassazione non esamina però le sette censure erariali: agli atti risultava soltanto l’avvio della notificazione del ricorso, senza cartolina di ricevimento né altra prova del suo perfezionamento verso la società rimasta intimata. Il ricorso è pertanto dichiarato inammissibile, senza pronuncia sulle spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11853

Cassazione, sentenza n. 11853 del 2/05/2024

Sentenza n. 11853 del 02/05/2024

La controversia riguardava la TARSU dovuta per un pontile galleggiante e gli spazi acquei destinati all’ormeggio, nonché la legittimazione dell’Unione di Comuni a riscuotere annualità anteriori all’affidamento del servizio. La Cassazione ha affermato che il trasferimento delle funzioni comprende anche i rapporti tributari pregressi non prescritti e che la nozione di aree scoperte può includere gli spazi acquei anche prima della loro specifica classificazione regolamentare. Ritenuti infondati i tre motivi, la Corte ha rigettato il ricorso, confermando l’atto impositivo.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11852

Cassazione, sentenza n. 11852 del 2/05/2024

Sentenza n. 11852 del 02/05/2024

L’Agenzia delle Entrate contestava i ricavi dichiarati da una cooperativa sulla base dello scostamento dallo studio di settore, mentre i giudici di merito avevano annullato l’accertamento. La Cassazione ha ribadito che gli standard costituiscono presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza emergono soltanto dal contraddittorio, e che l’atto deve spiegare l’applicabilità concreta dello studio e il mancato accoglimento delle giustificazioni offerte. La richiesta erariale implicava invece un riesame dei fatti, inammissibile in sede di legittimità: ricorso rigettato e spese poste a carico dell’Agenzia.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società, imprese e Professionisti
N. 11835

Cassazione, sentenza n. 11835 del 2/05/2024

Sentenza n. 11835 del 02/05/2024

La società chiedeva il rimborso di un credito IVA derivante da trasferimenti immobiliari che l’Amministrazione considerava cessione d’azienda, prospettando in alternativa la partecipazione a una frode. La Cassazione ha escluso che la scadenza dei termini di accertamento impedisca di contestare l’esistenza del credito chiesto a rimborso e ha ritenuto insussistente la nullità per mancato contraddittorio, in assenza della necessaria prova di resistenza. Ha inoltre giudicato non contraddittorie le motivazioni alternative del diniego e inammissibile la censura contro la qualificazione delle operazioni come cessione d’azienda, confermando così il mancato rimborso.

  • IVA
  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Operazioni straordinarie
N. 11833

Cassazione, sentenza n. 11833 del 2/05/2024

Sentenza n. 11833 del 02/05/2024

La Regione aveva richiesto ecotassa e sanzioni ai proprietari di un’area utilizzata per il deposito di rifiuti, nonostante la loro precedente assoluzione penale dall’accusa di discarica abusiva. La Cassazione ha escluso l’efficacia vincolante automatica del giudicato penale nel processo tributario e ha riconosciuto la responsabilità solidale prevista per il proprietario che non impedisca l’utilizzo dell’area né presenti la prescritta denuncia. Ha inoltre ribadito che quanto conferito in discarica si presume rifiuto e che spetta a chi invoca esenzione o aliquota ridotta provarne la diversa natura, disattendendo le censure dei contribuenti.

  • Tributi locali
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11818

Cassazione, sentenza n. 11818 del 2/05/2024

Sentenza n. 11818 del 02/05/2024

Un professionista aveva impugnato la cartella emessa per imposta, sanzione e interessi conseguenti a un visto di conformità infedele apposto su un modello 730, contestando la competenza dell’ufficio provinciale che aveva formato il ruolo. La Cassazione ha stabilito che tale responsabilità ha anche funzione punitiva e che l’iscrizione compete inderogabilmente alla direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate individuata dal domicilio fiscale del trasgressore. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata e il ricorso originario accolto nel merito per nullità dell’atto, con compensazione delle spese.

  • Dichiarazioni
  • Adempimenti
  • Sanzioni
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11806

Cassazione, sentenza n. 11806 del 2/05/2024

Sentenza n. 11806 del 02/05/2024

La cartella traeva origine dal controllo formale di un modello 730 e dal recupero, nei confronti del professionista autore di un visto infedele, dell’imposta, della sanzione e degli interessi riferibili al contribuente assistito. Riformando l’esito dei gradi precedenti, la Cassazione ha riconosciuto che l’articolo 39 attribuisce la relativa iscrizione a ruolo alla direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate competente per il domicilio fiscale del trasgressore, senza possibilità di deroga. L’atto formato dall’ufficio provinciale è stato quindi dichiarato illegittimo; cassata la decisione d’appello, il ricorso introduttivo è stato accolto e le spese compensate.

  • Dichiarazioni
  • Adempimenti
  • Sanzioni
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11799

Cassazione, sentenza n. 11799 del 2/05/2024

Sentenza n. 11799 del 02/05/2024

Dopo il controllo formale della dichiarazione, un ufficio provinciale aveva iscritto a ruolo, a carico del professionista che aveva rilasciato un visto infedele, imposta, sanzione e interessi successivamente richiesti con cartella. La Cassazione ha ritenuto che la competenza funzionale e territoriale appartenga invece alla direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate individuata in base al domicilio fiscale del trasgressore e che la violazione di tale regola determini l’illegittimità dell’atto. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la Corte ha cassato la sentenza e accolto nel merito il ricorso originario, compensando le spese.

N. 11875

Cassazione, sentenza n. 11875 del 2/05/2024

Sentenza n. 11875 del 02/05/2024

Un professionista aveva impugnato un accertamento induttivo fondato su indagini finanziarie e la successiva cartella, contestando tra l’altro movimentazioni bancarie, contraddittorio, motivazione e determinazione del reddito. La CTR aveva preliminarmente dichiarato inammissibile l’appello per totale carenza di motivi specifici, esaminandone poi il merito soltanto ad abundantiam. Poiché il ricorso per cassazione censurava esclusivamente le argomentazioni di merito senza investire l’assorbente pronuncia processuale, la Corte lo dichiara inammissibile e pone le spese a carico del ricorrente.

N. 11791

Cassazione, sentenza n. 11791 del 2/05/2024

Accertamento - Automezzi - Costi deducibili

L’accertamento aveva recuperato IRES, IRAP e IVA, contestando anche la deduzione dei costi relativi agli automezzi e delle spese sostenute su un immobile condotto in locazione. La Cassazione ha chiarito che il limite di deducibilità del 20 per cento previsto dall’articolo 164 TUIR opera per l’IRES, ma non per l’IRAP, la cui base imponibile segue l’articolo 5 del decreto legislativo n. 446 del 1997; ha inoltre qualificato gli interventi descritti come manutenzione ordinaria, integralmente deducibile nell’esercizio. Accolti i primi due motivi, la causa è stata rinviata al giudice tributario regionale.

  • IRAP
  • IRES
  • Autovetture e Fisco
  • Accertamento fiscale
  • Società, imprese e Professionisti
  • Processo tributario
N. 11873

Cassazione, sentenza n. 11873 del 2/05/2024

Sentenza n. 11873 del 02/05/2024

La controversia concerne il rimborso delle ritenute IRPEF applicate dall’INPS a una pensione percepita da un contribuente ritenuto residente in Bangladesh; per le annualità più risalenti era già maturato il giudicato sulla decadenza. La Cassazione afferma che, ai fini della convenzione contro le doppie imposizioni, rileva l’assoggettamento potenziale e illimitato all’imposizione nello Stato di residenza, indipendentemente dall’effettivo prelievo. Dichiarate inammissibili le contestazioni sulla residenza e sulla certificazione e infondate le altre censure, la Corte rigetta il ricorso dell’Agenzia delle entrate.

N. 11790

Cassazione, sentenza n. 11790 del 2/05/2024

Sentenza n. 11790 del 02/05/2024

La controversia concerneva una cartella notificata al professionista responsabile di un visto di conformità infedele, dopo che un ufficio provinciale aveva iscritto a ruolo imposta, sanzione e interessi risultanti dal controllo formale della dichiarazione assistita. La Cassazione ha attribuito la competenza alla direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate individuata secondo il domicilio fiscale del trasgressore, rilevando che la responsabilità prevista dalla disciplina applicabile svolge anche una funzione punitiva. Poiché tale competenza legale non è derogabile, la Corte ha cassato la sentenza, annullato l’atto accogliendo il ricorso originario e dichiarato assorbiti gli ulteriori motivi.

  • Dichiarazioni
  • Adempimenti
  • Sanzioni
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11869

Cassazione, sentenza n. 11869 del 2/05/2024

Sentenza n. 11869 del 02/05/2024

Un soggetto indicato come autore della violazione aveva impugnato un’intimazione di pagamento riferita a debiti di un’associazione sportiva, sostenendo di non avere ricevuto personalmente l’accertamento presupposto e chiedendo la definizione agevolata della lite. La CTR aveva invece accertato la notifica personale dell’atto impositivo; la Cassazione ritiene quindi l’intimazione un atto meramente riscossivo, contestabile solo per vizi propri e non definibile ai sensi dell’art. 6 del D.L. n. 119/2018. Le ulteriori doglianze sulla responsabilità sono precluse e il ricorso è dichiarato inammissibile.

  • Riscossione
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Enti Sportivi dilettantistici
N. 11754

Cassazione, sentenza n. 11754 del 2/05/2024

Sentenza n. 11754 del 02/05/2024

Un professionista contestava l’accertamento induttivo di maggiori ricavi, imposte dirette, IVA e IRAP, già confermato in entrambi i gradi di merito, deducendo numerosi vizi probatori, motivazionali e processuali. La Cassazione ha escluso la nullità per mancata indicazione della data di deliberazione, ritenuto inammissibili le doglianze sul rinvio dell’udienza e sulla valutazione delle prove, e considerato implicitamente respinta l’istanza cautelare con la decisione sul merito. Ha inoltre giudicato la motivazione d’appello non apparente e rilevato che la doppia conforme precludeva il riesame dei fatti prospettato dal contribuente.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11868

Cassazione, sentenza n. 11868 del 2/05/2024

Sentenza n. 11868 del 02/05/2024

Una società consolidata aveva chiesto il rimborso IRES dell’agevolazione “Tremonti ambiente” mediante dichiarazioni integrative, ripartendo il costo dell’investimento energetico su tre esercizi. La Cassazione riconosce la legittimazione della singola consolidata e la possibilità di far valere giudizialmente il rimborso nonostante l’integrativa tardiva, ma esclude, in assenza di una disposizione autorizzativa, la ripartizione pluriennale: l’intero investimento agevolabile va riferito all’anno d’iscrizione del costo delle immobilizzazioni nello stato patrimoniale. Accolto il primo motivo dell’Agenzia, la sentenza è cassata sul punto con rinvio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRES
  • Dichiarazioni
  • Imprese
  • Sostenibilità
N. 11718

Cassazione, sentenza n. 11718 del 2/05/2024

Sentenza n. 11718 del 02/05/2024

L’accertamento recuperava IVA e sanzioni per fatture relative a operazioni soggettivamente inesistenti, sul presupposto del consapevole coinvolgimento della società in una frode carosello; la CTR aveva confermato la pretesa valorizzando gli elementi del PVC e negando la buona fede. La Cassazione ha chiarito che la sentenza penale non definitiva non ha automatica efficacia nel giudizio tributario e che i poteri istruttori officiosi non suppliscono alle carenze probatorie delle parti. Ha quindi disatteso i primi nove motivi, ritenendo inammissibile la censura sul PVC e adeguatamente valutati gli indizi; dai dati trasmessi non risultano l’esame del decimo motivo e il dispositivo finale.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11867

Cassazione, sentenza n. 11867 del 2/05/2024

Sentenza n. 11867 del 02/05/2024

Nel giudizio di rinvio relativo a un accertamento IRPEF, IRAP e IVA fondato su movimentazioni bancarie, la CTR aveva ridotto anche i versamenti non giustificati e annullato la ripresa IVA. La Cassazione precisa che il giudice del rinvio può riesaminare soltanto le questioni demandategli dalla pronuncia rescindente: doveva quindi mantenere invariato l’ammontare già accertato dei versamenti e verificare, per l’IVA, la deduzione dell’omesso contraddittorio e la relativa prova di resistenza. Accolti entrambi i motivi dell’Agenzia, la sentenza è cassata con nuovo rinvio.

N. 11712

Cassazione, sentenza n. 11712 del 2/05/2024

Sentenza n. 11712 del 02/05/2024

La società estera chiedeva il rimborso delle imposte recuperate presso la consociata italiana sulle royalties, invocando la disciplina unionale; dopo il rigetto in primo grado, la CTR aveva accolto l’appello. La Cassazione ha giudicato nulla tale decisione perché la motivazione, limitata a un’esposizione astratta delle norme, non applicava il quadro giuridico ai fatti controversi. Accolto il primo motivo dell’Agenzia e assorbito il secondo, ha cassato con rinvio, demandando al giudice territoriale anche l’accertamento fattuale della legittimazione al rimborso, collegata all’eventuale manleva della consociata italiana.

N. 11862

Cassazione, sentenza n. 11862 del 2/05/2024

Sentenza n. 11862 del 02/05/2024

La controversia riguarda il recupero dell’IVA e delle sanzioni per fatture relative a operazioni soggettivamente inesistenti, che la CTR aveva collegato al consapevole coinvolgimento della società in una frode. La Cassazione chiarisce che la sentenza penale non produce automaticamente giudicato nel processo tributario e, se priva dell’attestazione di definitività, non impone neppure il valore indiziario normalmente riconosciuto; inoltre i poteri istruttori officiosi non possono supplire alle carenze probatorie delle parti. Nell’estratto fornito la Corte disattende le relative censure, senza che sia riportato l’esito complessivo del ricorso.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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