Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 16264

Cassazione, sentenza n. 16264 del 11/06/2024

Sentenza n. 16264 del 11/06/2024

Gli accertamenti IRES e IRAP avevano recuperato la quota di ammortamento dell’avviamento relativo a un ramo d’azienda, considerando elusiva la riorganizzazione societaria e indebito il vantaggio fiscale conseguito. La Cassazione ritiene insufficiente la motivazione della CTR, fondata sul risparmio rispetto a una fusione alternativa senza valutare le ragioni organizzative addotte dalla contribuente e la possibile prosecuzione separata delle attività. Accolti il primo e il terzo motivo e assorbiti gli altri, le sentenze sono cassate con rinvio per verificare se il trasferimento perseguisse esclusivamente un vantaggio fiscale.

N. 16257

Cassazione, sentenza n. 16257 del 11/06/2024

Sentenza n. 16257 del 11/06/2024

La controversia concerneva l’imputazione IRPEF al socio accomandante dei maggiori redditi accertati presso una società in accomandita semplice e le relative sanzioni. La Cassazione dichiara estinto, per definizione agevolata, il giudizio sulle annualità 2006-2008 e ritiene per il 2009 non apparente la motivazione che aveva confermato il ribaltamento del reddito societario; ribadisce inoltre che il reddito delle società di persone è imputato ai soci per trasparenza, indipendentemente dalla percezione. Nei passaggi forniti non è riportato l’esito conclusivo dei motivi riguardanti le sanzioni.

  • IRPEF
  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 16254

Cassazione, sentenza n. 16254 del 11/06/2024

Sentenza n. 16254 del 11/06/2024

Un decreto ingiuntivo, relativo a un credito acquisito mediante factoring, enunciava una ricognizione di debito che la CTR aveva assoggettato all’imposta di registro proporzionale dell’1%. La Cassazione qualifica il mero riconoscimento come atto ricognitivo privo di autonomi effetti reali o obbligatori, dal quale deriva soltanto un’agevolazione probatoria: la scrittura privata non autenticata sconta pertanto l’imposta fissa in caso d’uso. Accolto il ricorso, la Corte cassa la decisione e, non occorrendo altri accertamenti, accoglie nel merito il ricorso originario, compensando le spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
N. 16253

Cassazione, sentenza n. 16253 del 11/06/2024

Sentenza n. 16253 del 11/06/2024

L’accertamento IVA riguardava cessioni gratuite di campioni di piastrelle, contrassegnati sulle confezioni anziché sui singoli prodotti, e la distinta ripresa relativa agli espositori. La Cassazione afferma che la disciplina richiede il contrassegno, ma non una marcatura indelebile su ciascun bene, essendo sufficiente un’etichettatura idonea alla funzione promozionale; rileva inoltre che la CTR aveva tacitamente deciso sulla cessione degli espositori senza fornire motivazione. Accolti il terzo e il nono motivo, con assorbimento delle questioni connesse, la sentenza è cassata con rinvio per nuovo esame.

N. 16248

Cassazione, sentenza n. 16248 del 11/06/2024

Sentenza n. 16248 del 11/06/2024

La controversia riguardava la decadenza dalle agevolazioni sulle imposte di registro, ipotecaria e catastale dopo la rivendita infragruppo di immobili abitativi, ritenuta dalla CTR abusiva perché effettuata vicino alla scadenza triennale. La Cassazione conferma che l’abuso richiede operazioni prive di sostanza economica, vantaggi fiscali indebiti e loro essenzialità, mentre spetta al contribuente dimostrare valide ragioni extrafiscali non marginali; giudica infondate o inammissibili le censure sulla qualificazione dell’operazione e sullo scomputo delle imposte. Il ricorso viene pertanto respinto, restando ferma la decisione d’appello.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Società
  • Contenzioso
N. 16243

Cassazione, sentenza n. 16243 del 11/06/2024

Sentenza n. 16243 del 11/06/2024

Gli avvisi recuperavano IRPEF, IVA e IRAP su ricavi da cessioni di materiale ferroso, in annualità per le quali il contribuente aveva omesso la dichiarazione; la CTR aveva richiesto all’Ufficio ulteriori riscontri, come la prova dei pagamenti. La Cassazione chiarisce che, nell’accertamento d’ufficio per omessa dichiarazione, l’Amministrazione può impiegare dati comunque acquisiti e presunzioni prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, spettando poi al contribuente fornire prova contraria. Accolto il primo motivo erariale e assorbito il secondo, la sentenza è cassata con rinvio per nuovo esame.

N. 16105

Cassazione, sentenza n. 16105 del 10/06/2024

Sentenza n. 16105 del 10/06/2024

La controversia residua riguardava la decorrenza degli interessi sul rimborso della maggiore IRES versata per il 2004 in conseguenza della deduzione forfettaria di una quota dell’IRAP. La Corte rileva che il giudice regionale aveva aderito acriticamente alla decisione di primo grado e ai conteggi dell’Amministrazione, senza spiegare perché gli interessi non dovessero decorrere dalla data dei versamenti, come specificamente richiesto dalla contribuente. La motivazione è quindi soltanto apparente: accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è cassata con rinvio al giudice tributario regionale in diversa composizione.

N. 16104

Cassazione, sentenza n. 16104 del 10/06/2024

Sentenza n. 16104 del 10/06/2024

La decisione regionale aveva confermato l’annullamento di un accertamento TARES, limitandosi ad affermare che mancava un minimo di effettivo utilizzo del servizio collegato al tributo. La Corte ritiene tale motivazione apparente, perché non espone le ragioni della pronuncia di primo grado, non esamina i motivi d’appello del Comune e non indica i riferimenti giuridici e fattuali del criterio adottato. Senza pronunciarsi sulla fondatezza sostanziale del prelievo, accoglie la censura processuale, dichiara assorbiti gli altri motivi e cassa la sentenza con rinvio al giudice tributario regionale in diversa composizione.

  • Tributi locali
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 16100

Cassazione, sentenza n. 16100 del 10/06/2024

Sentenza n. 16100 del 10/06/2024

I giudici di merito avevano riconosciuto il rimborso della TARSU versata da una struttura alberghiera, disapplicando le tariffe comunali perché non distinguevano le camere dalle parti comuni. La Corte afferma che gli esercizi alberghieri costituiscono una categoria unitariamente caratterizzata da omogenea potenzialità di produzione dei rifiuti e che la disciplina non impone di differenziare, all’interno della struttura, le singole zone; le tariffe devono invece essere correlate alla capacità produttiva e ai costi del servizio. Accolto il ricorso comunale, la sentenza è cassata e, decidendo nel merito, viene rigettata l’impugnazione originaria del contribuente.

  • Tributi locali
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 16096

Cassazione, sentenza n. 16096 del 10/06/2024

Sentenza n. 16096 del 10/06/2024

La controversia verteva sul rimborso della TARSU corrisposta da un esercizio alberghiero, accordato nei gradi di merito per l’asserita illegittimità delle tariffe comunali che non separavano le aree destinate a camere dalle parti comuni. La Corte considera legittima la valutazione unitaria della struttura ricettiva, poiché la categoria alberghiera esprime un’omogenea capacità potenziale di produrre rifiuti e il sistema non prescrive tariffe differenziate per le sue diverse zone. Il ricorso del Comune è accolto; cassata la pronuncia impugnata, la Corte decide nel merito rigettando il ricorso originario della contribuente.

  • Tributi locali
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 16033

Cassazione, sentenza n. 16033 del 10/06/2024

Sentenza n. 16033 del 10/06/2024

La controversia riguardava la decorrenza degli interessi sul rimborso della maggiore IRES versata, conseguente alla deduzione forfettaria del 10% dell’IRAP, essendo rimasto contestato il periodo anteriore all’entrata in vigore della relativa disciplina. La Cassazione rileva che la CTR aveva aderito acriticamente alla decisione di primo grado, senza rispondere alla specifica questione sulla decorrenza degli interessi né rendere ricostruibile il proprio percorso logico. Accoglie quindi il primo motivo, assorbe il secondo, cassa la sentenza e rinvia al giudice tributario regionale in diversa composizione.

N. 15967

Cassazione, sentenza n. 15967 del 7/06/2024

Sentenza n. 15967 del 07/06/2024

La controversia concerneva crediti ceduti relativi al rimborso della maggiore IRES derivante dalla deducibilità dell’IRAP, già oggetto di domande presentate dalla cedente e poi azionati autonomamente dalla cessionaria. La Cassazione esclude la duplicazione dei giudizi, poiché la litispendenza in favore della causa promossa dalla cessionaria era ormai coperta da giudicato, e riconosce che il cessionario può agire contro il rifiuto dell’Amministrazione nei limiti indicati. Rileva tuttavia che la verifica della CTR non aveva considerato alcune perdite e pagamenti riferiti ad annualità estranee al perimetro normativo del rimborso, imponendo sul punto un nuovo esame.

N. 15966

Cassazione, sentenza n. 15966 del 7/06/2024

Sentenza n. 15966 del 07/06/2024

L’accertamento recuperava un maggiore imponibile consolidato attraverso plurime riprese, tra cui erogazioni liberali, accantonamento per il trattamento di fine mandato, manutenzioni su immobile locato, omaggi aziendali e presunte cessioni non contabilizzate. Sul profilo delle liberalità, la Cassazione precisa che la deduzione richiede non solo la previsione statutaria di finalità assistenziali, ma anche il loro effettivo perseguimento da parte dell’ente beneficiario, circostanza che deve essere provata dal contribuente dopo la contestazione dell’Ufficio. Respinge pertanto le censure processuali e sostanziali riferite a tale ripresa, confermandone la legittimità.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Agevolazioni Fiscali
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 15964

Cassazione, sentenza n. 15964 del 7/06/2024

Sentenza n. 15964 del 07/06/2024

L’Ufficio aveva riqualificato come vendita con riserva di proprietà una compravendita immobiliare sospensivamente condizionata al pagamento del prezzo, applicando l’imposta di registro proporzionale anziché fissa; i giudici di merito avevano confermato la ripresa. La Cassazione osserva che la retroattività convenzionale dell’effetto traslativo al momento della stipula è propria del meccanismo condizionale e incompatibile con la vendita con riserva, nella quale il trasferimento opera dal pagamento. Accoglie il primo motivo, cassa senza rinvio, accoglie il ricorso originario e annulla l’atto impositivo.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 15963

Cassazione, sentenza n. 15963 del 7/06/2024

Sentenza n. 15963 del 07/06/2024

Una società impugnava la cartella relativa al contributo annuale dovuto all’Autorità garante della concorrenza, contestando l’assenza di un previo avviso e la compatibilità della disciplina con principi costituzionali ed europei. La Cassazione chiarisce che l’impugnazione di un’intimazione o di un avviso bonario non tipizzato è facoltativa e che la mancata opposizione non impedisce di contestare la successiva cartella; tale rilievo non comporta però cassazione, poiché le doglianze erano state comunque esaminate. Esclude inoltre la necessità di un avviso prodromico e ritiene infondate le contestazioni sulla disciplina del contributo, confermando l’esito sfavorevole alla contribuente.

  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 15960

Cassazione, sentenza n. 15960 del 7/06/2024

Sentenza n. 15960 del 07/06/2024

La contribuente contestava il recupero delle erogazioni liberali dedotte dal reddito d’impresa, sostenendo che l’ente beneficiario perseguisse statutariamente finalità assistenziali e che la legge non imponesse l’utilizzo immediato o integrale delle somme. La Cassazione afferma che lo scopo statutario è necessario ma non sufficiente: la deduzione richiede l’effettivo svolgimento di attività funzionale alle finalità previste, da provare a seguito della contestazione dell’Ufficio. Poiché la CTR aveva accertato il mancato concreto impiego delle risorse nelle attività dichiarate, la Corte respinge anche le censure sulla motivazione e rigetta il ricorso.

N. 15956

Cassazione, sentenza n. 15956 del 7/06/2024

Sentenza n. 15956 del 07/06/2024

L’accertamento aveva rideterminato IRPEF, IRAP e IVA di una ditta individuale mediante indagini finanziarie, recupero di costi e disconoscimento della detrazione IVA su acquisti considerati parte di un’unica cessione di ramo d’azienda. La Cassazione ritiene che la CTR abbia esaminato adeguatamente sia le movimentazioni bancarie sia gli elementi dai quali desumere il trasferimento di un compendio aziendale, anziché di singoli beni; questa ricostruzione fattuale non può essere rivalutata in sede di legittimità. Conferma quindi l’assoggettamento dell’operazione all’imposta di registro, la conseguente indetraibilità dell’IVA e rigetta il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • IRPEF
  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
N. 15948

Cassazione, sentenza n. 15948 del 7/06/2024

Sentenza n. 15948 del 07/06/2024

Il cessionario di un ramo d’azienda era stato chiamato a rispondere in solido dei debiti tributari della cedente per l’anno della cessione e per le due annualità precedenti. La Cassazione conferma il raddoppio dei termini, fondato secondo la disciplina applicabile sull’astratta sussistenza di fatti soggetti a denuncia penale, e reputa sufficientemente motivati gli avvisi; distingue però la responsabilità ordinaria del cessionario, soggetta a limiti, da quella senza limitazioni prevista quando la cessione sia attuata in frode dei crediti tributari. Accoglie pertanto le censure sulla qualificazione della cessione e sull’applicazione della responsabilità solidale nei termini indicati.

  • Accertamento fiscale
  • Operazioni straordinarie
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Società, imprese e Professionisti
N. 15999

Cassazione, sentenza n. 15999 del 7/06/2024

Sentenza n. 15999 del 07/06/2024

Un socio accomandante contestava gli accertamenti IRPEF derivanti dall’imputazione per trasparenza dei maggiori redditi della società, deducendo decadenza dell’Ufficio, mancata percezione degli utili e inapplicabilità delle sanzioni. La Cassazione afferma che i presupposti dell’obbligo di denuncia riferiti agli organi della società in accomandita semplice determinano, secondo la disciplina temporale applicabile, il raddoppio dei termini anche per il reddito imputato ai soci accomandanti; inoltre, il reddito societario derivante da attività illecita pertinente all’azione sociale è imputabile pro quota anche al socio non concorrente nel reato. Il ricorso è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Società di persone
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 15975

Cassazione, sentenza n. 15975 del 7/06/2024

Sentenza n. 15975 del 07/06/2024

La contribuente chiedeva il rimborso dell’imposta di registro proporzionale applicata al trasferimento, nell’ambito di una procedura concorsuale, di beni qualificati dall’Amministrazione come complesso aziendale, sostenendo che si trattasse invece di beni non autonomamente idonei all’esercizio dell’impresa e quindi soggetti a IVA. La Cassazione considera adeguatamente motivata la valutazione della CTR sull’interdipendenza e sulla potenziale funzionalità produttiva dei beni, nonostante la necessità di manutenzione e aggiornamento. Ribadita l’esclusione dall’IVA delle cessioni di aziende o rami, dichiara il ricorso inammissibile e conferma l’imposta di registro.

  • Imposta di registro
  • IVA
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Procedure concorsuali

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