Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 17678

Cassazione, sentenza n. 17678 del 26/06/2024

Sentenza n. 17678 del 26/06/2024

La contribuente contestava il rigetto dell’impugnazione relativa a ventidue cartelle e a successivi dinieghi di sgravio in autotutela, deducendo anche prescrizione e cessazione della materia del contendere. La Cassazione ha rilevato che l’estratto di ruolo non è autonomamente impugnabile fuori dai casi specifici di pregiudizio previsti dalla legge e che tali condizioni non erano state dimostrate; il diniego di autotutela su atti definitivi può inoltre essere censurato soltanto per vizi propri e per ragioni di interesse generale, non per riesaminare la pretesa tributaria. Il ricorso è stato integralmente rigettato.

  • Riscossione
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 17673

Cassazione, sentenza n. 17673 del 26/06/2024

Sentenza n. 17673 del 26/06/2024

La controversia riguardava un avviso per l’addizionale erariale sul bollo automobilistico del 2014, confermato in appello, del quale la contribuente contestava anche la compatibilità costituzionale e sovranazionale, la sottoscrizione e la liquidazione delle spese. La Cassazione ha ritenuto il cosiddetto superbollo coerente con la capacità contributiva, manifestamente infondate o generiche le ulteriori contestazioni e legittimo il rimborso delle spese all’Amministrazione difesa dai propri funzionari. Ha pertanto rigettato il ricorso, confermando l’esito sfavorevole alla contribuente.

  • Autovetture e Fisco
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 17669

Cassazione, sentenza n. 17669 del 26/06/2024

Sentenza n. 17669 del 26/06/2024

L’Amministrazione contestava la detrazione dell’IVA fatturata per la costruzione di un impianto fotovoltaico, poiché l’opera risultava già realizzata per l’originaria committente prima del subentro della società che aveva ricevuto e pagato le fatture. La Cassazione ha affermato che, nelle prestazioni di servizi, il fatto generatore coincide con l’esecuzione materiale: per le opere ultimate nel 2010, fatturazione e detrazione competevano quindi nell’ambito del rapporto con la precedente committente, mentre il pagamento successivo poteva configurare adempimento del terzo. Ha accolto il ricorso dell’Amministrazione e rinviato per verificare quali attività successive al subentro fossero effettivamente riferibili alla contribuente.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 17657

Cassazione, sentenza n. 17657 del 26/06/2024

Sentenza n. 17657 del 26/06/2024

La controversia riguardava la sanzione per la tardiva registrazione di una locazione pluriennale, regolarizzata mediante ravvedimento operoso: l’Ufficio pretendeva di commisurarla all’imposta relativa all’intera durata, mentre i giudici di merito avevano considerato soltanto la prima annualità. La Cassazione ha confermato che, quando il contribuente opta legittimamente per il versamento annuale, l’imposta dovuta al momento della registrazione riguarda la singola annualità e non quelle non ancora scadute; su tale importo deve quindi essere calcolata la sanzione. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato rigettato.

  • Imposta di registro
  • Locazione immobili
  • Sanzioni
  • Adempimenti
  • Contenzioso
N. 17654

Cassazione, sentenza n. 17654 del 26/06/2024

Sentenza n. 17654 del 26/06/2024

Il giudizio riguardava la riqualificazione, ai fini dell’imposta di registro, di una cessione di quote societarie come compravendita immobiliare, confermata dai giudici di merito sulla base della funzione economica complessiva dell’operazione. Nel corso del giudizio di cassazione, l’Agenzia delle Entrate ha annullato in autotutela l’avviso di liquidazione, dichiarando che nulla era più dovuto. Su conforme richiesta delle parti, la Corte ha pertanto dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere e ha compensato integralmente le spese, senza applicare il raddoppio del contributo unificato.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Società
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 17645

Cassazione, sentenza n. 17645 del 26/06/2024

Sentenza n. 17645 del 26/06/2024

La controversia concerneva l’imposta di registro applicata a una sentenza civile di condanna, rispetto alla quale una società coobbligata sosteneva l’applicabilità della misura fissa e del principio di alternatività IVA/registro. La Cassazione non ha esaminato tali questioni nel merito: la società non aveva appellato la decisione di primo grado, divenuta definitiva nei suoi confronti. Poiché le obbligazioni tributarie solidali restano processualmente autonome e il giudicato formatosi per un debitore non risente delle vicende del giudizio promosso dall’altro, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 17642

Cassazione, sentenza n. 17642 del 26/06/2024

Sentenza n. 17642 del 26/06/2024

La lite riguardava la registrazione d’ufficio di un contratto verbale di cessione di ramo d’azienda, che il giudice regionale aveva ricostruito attraverso una pluralità di operazioni collegate, applicando l’articolo 20 del testo unico dell’imposta di registro. La Cassazione ha ritenuto tale criterio inconferente: per un contratto verbale occorre verificare gli specifici presupposti della registrazione d’ufficio, mediante prova diretta, presunzione legale o indizi gravi, precisi e concordanti sul trasferimento di un complesso organizzato. Nel testo fornito risultano accolti il primo motivo e la censura sull’omessa pronuncia relativa alla reiterazione delle sanzioni, mentre è respinta quella sull’autotutela riduttiva; il dispositivo finale non è riportato.

  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Imprese
  • Autotutela
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 17639

Cassazione, sentenza n. 17639 del 26/06/2024

Sentenza n. 17639 del 26/06/2024

La controversia riguardava un avviso di rettifica e liquidazione per la registrazione d’ufficio di una cessione verbale di ramo d’azienda, con contestazione anche del valore di avviamento e dell’esercizio dell’autotutela sostitutiva. La Cassazione ha ritenuto errato ricostruire il trasferimento mediante atti collegati ai sensi dell’articolo 20: trattandosi di contratto verbale, il giudice doveva verificare i presupposti autonomi della registrazione d’ufficio e la presenza di indizi gravi, precisi e concordanti circa un complesso organizzato idoneo all’attività d’impresa. Nel testo fornito il primo motivo è accolto e il secondo, relativo all’autotutela riduttiva, è respinto; la parte contenente l’esame degli altri motivi e il dispositivo non è riportata.

  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Imprese
  • Autotutela
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 17638

Cassazione, sentenza n. 17638 del 26/06/2024

Sentenza n. 17638 del 26/06/2024

La controversia riguardava una cartella per tasse automobilistiche, confermata nei due gradi di merito sulla base di documenti relativi alla notifica degli atti interruttivi della prescrizione. La Cassazione ha stabilito che i documenti tardivamente prodotti in primo grado sono utilizzabili in appello solo se la parte si costituisce tempestivamente e ne rinnova il deposito secondo legge; poiché la Regione era rimasta contumace, tali prove non potevano essere esaminate. Accertata così la prescrizione triennale dei crediti, la Corte ha accolto il primo motivo, assorbito gli altri, cassato la sentenza e annullato la cartella.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 17635

Cassazione, sentenza n. 17635 del 26/06/2024

Sentenza n. 17635 del 26/06/2024

L’Agenzia aveva riqualificato come cessione d’azienda la cessione totalitaria delle quote societarie, ottenendo in appello la conferma dell’imposta di registro liquidata. La Cassazione ha chiarito che l’art. 20 del testo unico impone di tassare l’atto presentato secondo i suoi effetti giuridici, senza valorizzare la sostanza economica dell’operazione: la cessione riguarda le partecipazioni, mentre l’azienda resta della società; un’eventuale funzione antielusiva richiede la distinta disciplina dell’abuso del diritto. Dichiarato inammissibile il primo motivo processuale, la Corte ha accolto il secondo, cassato la decisione e accolto il ricorso originario.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 17628

Cassazione, sentenza n. 17628 del 26/06/2024

Sentenza n. 17628 del 26/06/2024

La controversia concerneva la riqualificazione, ai fini dell’imposta di registro, della cessione totalitaria di quote societarie come cessione d’azienda, ritenuta legittima nei gradi di merito in ragione della funzione economica dell’operazione. La Cassazione ha affermato che la tassazione deve riferirsi agli effetti giuridici dell’atto presentato: oggetto della cessione sono le partecipazioni, non l’azienda rimasta alla società, mentre l’eventuale finalità antielusiva va perseguita con la disciplina specifica dell’abuso del diritto. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la Corte ha cassato la sentenza e accolto il ricorso originario.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 17624

Cassazione, sentenza n. 17624 del 26/06/2024

Sentenza n. 17624 del 26/06/2024

La contribuente contestava la rettifica, mediante procedura DOCFA, di classe, consistenza e rendita di quattro unità immobiliari; i giudici di merito avevano reputato sufficiente l’indicazione dei dati oggettivi e della classe attribuita. La Cassazione ha invece stabilito che, quando viene modificato il numero dei vani dichiarati, l’Amministrazione deve motivare specificamente la rettifica, poiché la consistenza dipende da dati fattuali relativi a destinazione, struttura ed estensione dei vani. Accolto il primo motivo, assorbito il terzo e respinto il secondo, la Corte ha cassato con rinvio per un nuovo esame.

N. 17687

Cassazione, sentenza n. 17687 del 26/06/2024

Sentenza n. 17687 del 26/06/2024

La società contestava un accertamento per omesso pagamento dell’imposta provinciale di trascrizione sulle immatricolazioni di autovetture, sostenendo l’illegittimità del ripristino della tariffa minima e l’omessa allegazione della delibera richiamata. La Cassazione afferma che la Provincia non può fissare la tariffa sotto la soglia ministeriale e che il suo ripristino in autotutela non determina successione retroattiva di regimi, restando dovuta l’imposta. Poiché l’avviso riproduceva inoltre il contenuto essenziale della delibera e questa aveva ricondotto la tassazione alla legalità, il ricorso è rigettato.

  • Tributi locali
  • Autovetture e Fisco
  • Autotutela
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 17614

Cassazione, ordinanza n. 17614 del 26/06/2024

Istanza di rimborso - Avviso di liquidazione - Imposta di registro - Perdita capitale sociale - Ricostituzione in aumento - Ripianamento mediante riserva di rivalutazione monetaria - Revocazione sentenze della Corte di Cassazione - Presupposto di un errore di fatto

L’Agenzia chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva dichiarato inammissibile un precedente ricorso, sostenendo che la continuità soggettiva della società intimata risultasse da un documento presente nel fascicolo del giudizio di merito. La Cassazione ha escluso l’errore revocatorio: l’omessa considerazione di documenti non specificamente richiamati nel ricorso attiene alla valutazione dell’autosufficienza, mentre l’errore di fatto deve riguardare atti interni al giudizio di legittimità, essere immediatamente rilevabile e incidere autonomamente sulla decisione. Il ricorso per revocazione è stato pertanto dichiarato inammissibile, con condanna dell’Amministrazione alle spese.

  • Imposta di registro
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 17684

Cassazione, sentenza n. 17684 del 26/06/2024

Sentenza n. 17684 del 26/06/2024

La Regione contestava la dichiarata prescrizione di una cartella per tassa automobilistica 2009, notificata dopo un avviso di accertamento rimasto inoppugnato. La Cassazione stabilisce che la prescrizione triennale decorre dal sessantesimo giorno successivo alla notifica dell’accertamento, quando questo diviene definitivo e il credito esigibile, e che il nuovo termine conseguente all’interruzione si calcola dalla medesima data, senza differirne la scadenza al 31 dicembre. Poiché la cartella era stata notificata prima del compimento del triennio, il ricorso regionale è accolto e quello originario della contribuente è rigettato.

  • Tributi locali
  • Autovetture e Fisco
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 17501

Cassazione, sentenza n. 17501 del 25/06/2024

Sentenza n. 17501 del 25/06/2024

L’Amministrazione doganale aveva richiesto IVA all’importazione e sanzioni al rappresentante doganale indiretto, quale coobbligato solidale dell’importatore, per operazioni accompagnate da false dichiarazioni d’intento. Dopo che il giudice d’appello aveva escluso tale responsabilità, l’Amministrazione ha proposto ricorso sostenendo l’obbligazione solidale e un dovere di diligenza qualificata; successivamente, preso atto di un recente orientamento di legittimità favorevole all’esclusione della responsabilità per l’imposta, ha rinunciato all’impugnazione. La Cassazione ha quindi dichiarato estinto il ricorso, senza provvedere sulle spese poiché la parte intimata non si era costituita.

N. 17500

Cassazione, sentenza n. 17500 del 25/06/2024

Sentenza n. 17500 del 25/06/2024

La controversia riguardava il diniego di rimborso di un credito IVA, confermato in appello perché la società aveva compiuto poche operazioni e non avrebbe dimostrato un’attività commerciale stabile. La Cassazione ha precisato che, per detrazione o rimborso dell’IVA sugli acquisti, occorre verificare l’effettiva inerenza e strumentalità rispetto all’attività esercitata o programmata, senza richiedere necessariamente operazioni attive, potendo rilevare anche attività preparatorie. Poiché il giudice regionale non aveva svolto tale verifica, la Corte ha accolto il primo motivo, assorbito il secondo, dichiarato inammissibile il terzo e cassato con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 17494

Cassazione, sentenza n. 17494 del 25/06/2024

Sentenza n. 17494 del 25/06/2024

La lite originaria riguardava un’intimazione di pagamento per accise, contestata per prescrizione; durante il giudizio la contribuente aveva inoltre impugnato il diniego di definizione agevolata, sostenendo che il coinvolgimento sostanziale dell’ente impositore fosse sufficiente. La Cassazione ha chiarito che la definizione prevista dalla legge n. 197/2022 richiede che l’Agenzia delle Entrate o l’Agenzia delle Dogane sia parte in senso formale, perché evocata, chiamata o intervenuta entro il 1° gennaio 2023; non basta una lite contro la sola Agenzia delle Entrate-Riscossione. Ha quindi ritenuto inammissibile il primo motivo contro il diniego e infondato il secondo; il testo disponibile non riporta il dispositivo finale.

N. 17461

Cassazione, sentenza n. 17461 del 25/06/2024

Sentenza n. 17461 del 25/06/2024

L’accertamento aveva qualificato come reddito diverso l’uso gratuito di un immobile riconducibile, secondo l’Ufficio, a una società commerciale, mentre il giudice d’appello ne aveva accertato la proprietà in capo a una società semplice. La Cassazione ha affermato che la disciplina sui beni dell’impresa concessi ai soci non si applica agli immobili concessi da società semplici; ha tuttavia accolto anche il ricorso incidentale dell’Agenzia, poiché il giudice regionale non aveva valutato congiuntamente gli indizi allegati a sostegno della simulazione dell’enfiteusi e della diversa titolarità del bene. La sentenza è stata cassata con rinvio per nuovo esame.

  • IRPEF
  • Immobili
  • Società semplice
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 17441

Cassazione, sentenza n. 17441 del 25/06/2024

Sentenza n. 17441 del 25/06/2024

L’accertamento imputava al contribuente un reddito diverso per l’uso gratuito di un immobile ritenuto concesso da una società a lui riconducibile; la CTR aveva però individuato come proprietaria e concedente una società semplice. La Cassazione afferma che l’art. 67, comma 1, lett. h-ter, TUIR non si applica agli immobili concessi in godimento al socio da società semplici, che non svolgono attività d’impresa. Ha tuttavia accolto anche il ricorso incidentale dell’Ufficio sull’omessa valutazione complessiva degli indizi relativi alla simulazione dell’enfiteusi, cassando con rinvio per nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Società semplice
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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