Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 20576

Cassazione, sentenza n. 20576 del 24/07/2024

Sentenza n. 20576 del 24/07/2024

L’accertamento contestava a una società con sede a Malta l’esterovestizione, imponendo ricavi ai fini IRPEG e IVA e disconoscendo costi per diritti cinematografici; la CTR aveva escluso la pretesa richiamando anche una sentenza penale assolutoria. La Cassazione precisa che, nella disciplina applicabile, il contraddittorio generalizzato riguarda i tributi armonizzati previa concreta prova di resistenza, mentre per quelli non armonizzati occorre una specifica previsione; inoltre, l’assoluzione penale ha valore soltanto indiziario e, nella specie, non riguardava la sede effettiva. Accolti i primi due motivi dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 20558

Cassazione, sentenza n. 20558 del 24/07/2024

Sentenza n. 20558 del 24/07/2024

L’accertamento aveva negato la detrazione IVA sugli acquisti di quote di emissione, ritenuti inseriti in una frode carosello mediante fornitori fittizi; i giudici di merito avevano confermato la pretesa e le sanzioni. La Cassazione ribadisce che l’Agenzia deve provare, anche per presunzioni oggettive e specifiche, la fittizietà del fornitore e la conoscenza o conoscibilità della frode, dopo di che spetta al contribuente dimostrare la diligenza concretamente adottata. Le censure probatorie sono state dichiarate inammissibili o infondate; esclusi anche l’errore incolpevole e l’invocata riduzione sanzionatoria, il ricorso è stato respinto.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 14335

Cassazione, provvedimento n. 14335 del 23/07/2024

Provvedimento n. 14335 del 23/07/2024

Nel giudizio su un accertamento IMU era stato chiesto alla Cassazione se una società di progetto, subentrata nella concessione per l’accertamento e la riscossione locale, potesse operare senza iscrizione nell’albo previsto per i concessionari, mutuando i requisiti dalla propria socia unica aggiudicataria. La Corte non ha deciso il merito del quesito: ha verificato che la questione fosse necessaria, nuova, di puro diritto, interpretativamente complessa e suscettibile di riproporsi in numerosi giudizi. Ha quindi dichiarato ammissibile il rinvio pregiudiziale e lo ha assegnato alla Sezione tributaria.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 20469

Cassazione, sentenza n. 20469 del 23/07/2024

Sentenza n. 20469 del 23/07/2024

Un contribuente aveva impugnato l’estratto di ruolo deducendo di non avere ricevuto le cartelle, mentre il giudice regionale aveva attribuito efficacia vincolante a una precedente sentenza resa senza la partecipazione dell’Agenzia delle Entrate. La Cassazione esclude l’opponibilità di quel giudicato per difetto d’identità delle parti e ricorda che, nei processi pendenti, l’impugnazione della cartella non notificata richiede uno degli interessi qualificati previsti dall’art. 12, comma 4-bis, del D.P.R. 602/1973. Accolto il ricorso erariale, dichiara inammissibile l’originario ricorso e compensa le spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20428

Cassazione, sentenza n. 20428 del 23/07/2024

Sentenza n. 20428 del 23/07/2024

La controversia riguarda un ruolo straordinario relativo a sanzioni, giustificato dal giudice regionale con le richieste di concordato preventivo, la liquidazione e la difficoltà economica della società. La Cassazione afferma che tale riscossione eccezionale richiede un pericolo concreto e motivato, non integrato dalla sola difficoltà finanziaria o liquidazione; inoltre, l’annullamento anche non definitivo dell’atto presupposto impone lo sgravio corrispondente. Il ricorso è accolto, la sentenza cassata e, decidendo nel merito, la Corte accoglie il ricorso introduttivo, compensando le spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Sanzioni
  • Procedure concorsuali
  • Processo tributario
N. 20420

Cassazione, sentenza n. 20420 del 23/07/2024

Sentenza n. 20420 del 23/07/2024

Nel contenzioso su maggiori IRES, IVA e IRAP, la società aveva tempestivamente chiesto la discussione pubblica, anche da remoto, ma il giudice regionale aveva deciso in udienza non partecipata sulla base degli atti. La Cassazione stabilisce che, nel rito emergenziale, l’impossibilità del collegamento deve essere esplicitata e, in presenza dell’istanza, deve comunque garantirsi la trattazione scritta con i relativi termini. Accolti i primi tre motivi e assorbiti gli altri, dichiara nulla la sentenza per lesione del contraddittorio e rinvia al giudice tributario regionale.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
N. 20411

Cassazione, sentenza n. 20411 del 23/07/2024

Sentenza n. 20411 del 23/07/2024

La controversia concerne la rideterminazione induttiva del reddito d’impresa e dell’IVA, fondata su fatture ritenute inesistenti, forti divergenze rispetto al volume d’affari dichiarato e movimentazioni bancarie non giustificate; il contribuente contestava soprattutto la quantificazione presuntiva del reddito. La Cassazione ritiene infondato il primo motivo, considerando legittimo il ricorso agli elementi presuntivi indicati e richiamando, per l’IVA esposta nelle fatture, il principio di cartolarità. La parte disponibile della decisione non consente di individuare con certezza l’esito complessivo degli ulteriori motivi.

N. 20401

Cassazione, sentenza n. 20401 del 23/07/2024

Sentenza n. 20401 del 23/07/2024

Una cessionaria di crediti IVA aveva impugnato il silenzio-rifiuto e la sospensione dei rimborsi motivata da carichi pendenti della cedente sottoposta a liquidazione coatta. La Cassazione afferma che, nel giudizio di rimborso, l’Amministrazione può contestare anche in rinvio l’esistenza del credito, trattandosi di mera difesa; ritiene inoltre utilizzabile l’estratto di ruolo quale fondamento del fermo amministrativo, purché sussista un’idonea ragione di credito assistita dal fumus boni iuris. Il secondo motivo è rigettato e gli altri due dichiarati inammissibili, con condanna alle spese.

  • IVA
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
N. 20400

Cassazione, sentenza n. 20400 del 23/07/2024

Sentenza n. 20400 del 23/07/2024

La controversia verte sulla sospensione di rimborsi relativi a crediti IVA acquistati da una società in liquidazione coatta, opposta dall’Amministrazione per la presenza di carichi pendenti. La Cassazione precisa che l’Ufficio può sollevare anche nel giudizio di rinvio contestazioni sull’esistenza del credito chiesto a rimborso e che, nel quadro del fermo amministrativo, l’estratto di ruolo può documentare una ragione di credito dotata di fumus boni iuris. La Corte dichiara inammissibili il primo e il terzo motivo, rigetta il secondo e pone le spese a carico della ricorrente.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
N. 20397

Cassazione, sentenza n. 20397 del 23/07/2024

Sentenza n. 20397 del 23/07/2024

L’accertamento aveva rideterminato induttivamente reddito d’impresa, IRPEF, IRAP e IVA sulla base di fatture ritenute inesistenti, movimentazioni bancarie ingenti e incompatibilità tra struttura aziendale e volume d’affari; il contribuente contestava l’esistenza delle operazioni e il criterio di ripartizione del beneficio fiscale. La Cassazione giudica infondato il primo motivo e richiama, quanto all’IVA indicata in fatture per operazioni oggettivamente inesistenti, il principio di cartolarità e i limiti della regolarizzazione. Dai passaggi disponibili non emerge con certezza l’esito conclusivo degli altri motivi e dell’intero ricorso.

N. 20388

Cassazione, sentenza n. 20388 del 23/07/2024

Sentenza n. 20388 del 23/07/2024

Gli avvisi recuperavano IVA su contratti di leasing nautico, in parte riqualificati come compravendite e in parte contestati per l’utilizzo delle imbarcazioni nelle acque comunitarie. La Cassazione rileva che l’appello erariale riguardava soltanto alcuni contratti, sicché sugli altri si era formato giudicato per acquiescenza, e considera apparente e contraddittoria la motivazione regionale, incapace di distinguere i diversi rilievi e il relativo regime IVA. Accolti il sesto e il nono motivo, assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio al giudice tributario lombardo.

N. 20384

Cassazione, sentenza n. 20384 del 23/07/2024

Sentenza n. 20384 del 23/07/2024

La cessionaria di un credito d’imposta contestava il diniego di rimborso fondato su un controcredito erariale definitivo, lamentandone la motivazione insufficiente e l’omessa notifica degli atti riguardanti la cedente. La Corte ha chiarito che il diniego di rimborso non è un atto impositivo: può indicare soltanto le ragioni essenziali ed essere integrato in giudizio dall’Amministrazione. Ha inoltre escluso l’obbligo di notificare al cessionario gli atti relativi al rapporto tributario originario, dichiarando inammissibili due motivi, rigettando gli altri e confermando l’esito sfavorevole alla ricorrente.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20306

Cassazione, sentenza n. 20306 del 23/07/2024

Sentenza n. 20306 del 23/07/2024

La controversia riguardava una cartella emessa in Italia per recuperare IVA richiesta dall’autorità fiscale tedesca; il contribuente sosteneva di non avere ricevuto il titolo esecutivo estero, mentre il giudice regionale aveva annullato la decisione declinatoria della giurisdizione e disposto il rinvio al primo giudice. La Corte ha stabilito che, nella procedura di assistenza al recupero, il titolo estero è direttamente efficace e non deve essere notificato con la cartella né accompagnarla. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rinviato al giudice regionale.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • IVA
  • Estero
  • Processo tributario
N. 20301

Cassazione, sentenza n. 20301 del 23/07/2024

Sentenza n. 20301 del 23/07/2024

L’accertamento recuperava IRES, IVA e IRAP per fatture relative a operazioni soggettivamente inesistenti inserite in una frode intracomunitaria; i giudici di merito lo avevano annullato perché l’Agenzia non aveva provato la consapevole partecipazione della cessionaria. La Corte ha precisato che, oltre alla frode del cedente, l’Amministrazione può dimostrare anche per presunzioni la conoscibilità della frode secondo la diligenza dell’operatore medio, spettando poi al contribuente la prova contraria. Rilevato l’erroneo requisito della conoscenza effettiva, ha accolto il ricorso e rinviato per un nuovo esame.

N. 20290

Cassazione, ordinanza n. 20290 del 23/07/2024

IMU - Accertamento - Unità immobiliare a utilizzazione mista

Un ente contestava l’accertamento IMU relativo a un immobile unitariamente accatastato, utilizzato prevalentemente per il culto e in parte per un’attività commerciale, dichiarato però interamente esente. La Corte ha affermato che, per gli immobili a uso misto, l’esenzione opera proporzionalmente sulla porzione non commerciale anche senza autonoma identificazione catastale, purché tale utilizzo sia specificamente indicato nell’apposita dichiarazione, che assolve un imprescindibile onere informativo. Ha dichiarato inammissibile la censura sulla motivazione dell’accertamento e infondata quella relativa all’omessa dichiarazione richiesta per il beneficio.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Dichiarazioni
  • Processo tributario
N. 20235

Cassazione, sentenza n. 20235 del 22/07/2024

Sentenza n. 20235 del 22/07/2024

L’accertamento per IRES, IRAP e IVA del 2005, basato su un PVC relativo a una frode carosello e a operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti, era stato integralmente annullato in appello; connessi erano gli accertamenti sui redditi imputati ai soci della società a ristretta base. La Corte ha giudicato apparente e tautologica la motivazione regionale, incapace di spiegare il mancato rilievo degli elementi del PVC e riferita soltanto a parte delle operazioni contestate. Riuniti i procedimenti, ha accolto il ricorso sulla società, assorbito gli altri motivi e i ricorsi sui soci, cassando con rinvio.

  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 20233

Cassazione, sentenza n. 20233 del 22/07/2024

Sentenza n. 20233 del 22/07/2024

Per il 2006 l’Agenzia aveva contestato IRES, IRAP e IVA sulla base di un PVC concernente una frode carosello e operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti; i giudici di merito avevano annullato l’accertamento, con conseguenze anche sulla ripresa riferita al socio. La Corte ha ritenuto apparente la motivazione d’appello, perché generica, tautologica e inidonea a confrontarsi con i molteplici elementi indicati nel verbale, oltre che circoscritta solo a parte delle operazioni. Ha riunito i ricorsi, accolto quello relativo alla società, assorbito gli ulteriori motivi e il ricorso sul socio, quindi cassato con rinvio.

  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 20228

Cassazione, sentenza n. 20228 del 22/07/2024

Sentenza n. 20228 del 22/07/2024

La controversia verteva sull’accertamento IRES, IRAP e IVA del 2006, derivato da un PVC che attribuiva alla società operazioni inesistenti nell’ambito di una frode carosello, nonché sul connesso maggior reddito contestato al socio. La Corte ha rilevato che la sentenza regionale non rendeva comprensibile il percorso decisorio: non esaminava concretamente gli elementi del verbale e motivava sulla consapevolezza della frode soltanto rispetto a una parte delle riprese. Disposta la riunione, ha accolto il ricorso riguardante la società, dichiarato assorbiti gli altri motivi e il ricorso relativo al socio, cassando con rinvio.

N. 20188

Cassazione, sentenza n. 20188 del 22/07/2024

Sentenza n. 20188 del 22/07/2024

La cessionaria di un credito IVA, già richiesto a rimborso dalla società poi fallita, impugnava il diniego motivato dalla mancata prova documentale delle operazioni dalle quali il credito sarebbe sorto. La Corte ha ribadito che l’Amministrazione può contestare l’esistenza dell’eccedenza chiesta a rimborso anche dopo la scadenza dei termini per l’accertamento: tali termini riguardano le imposte dovute, mentre il contribuente resta onerato della prova dei fatti costitutivi del credito. Non essendo contestata la mancata produzione documentale, ha respinto anche le richieste di rinvio sovranazionale o costituzionale e rigettato il ricorso.

N. 20142

Cassazione, sentenza n. 20142 del 22/07/2024

Sentenza n. 20142 del 22/07/2024

Un professionista contestava un accertamento IRPEF, IVA e IRAP emesso 53 giorni dopo la consegna del PVC; la commissione regionale lo aveva ritenuto valido, considerando sufficiente l’imminente scadenza del termine di accertamento e comunque integro il diritto di difesa. La Corte ha affermato che l’inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni rende illegittimo l’atto anticipato, salvo specifiche ragioni d’urgenza provate dall’Ufficio, tra le quali non rientra la sola prossimità della decadenza. Ha accolto il primo motivo, assorbito quelli sull’accesso e sulle indagini bancarie, e rinviato per verificare eventuali diverse ragioni d’urgenza.

  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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