Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 20101

Cassazione, sentenza n. 20101 del 22/07/2024

Sentenza n. 20101 del 22/07/2024

L’accertamento riguardava il trattamento IRES e IRAP dei ricavi da voli abbinati alle crociere, la deducibilità degli interessi su finanziamenti destinati all’acquisto di navi soggette a tonnage tax e, ai fini del transfer pricing, la riqualificazione di un rapporto con una controllata estera come finanziamento. I giudici di merito avevano annullato le prime due riprese e confermato la terza; Agenzia e contribuente hanno proposto impugnazioni poi riunite. L’estratto fornito espone motivi e principi sulla motivazione della sentenza, ma non riporta la decisione conclusiva della Cassazione.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20081

Cassazione, sentenza n. 20081 del 22/07/2024

Sentenza n. 20081 del 22/07/2024

La controversia concerneva una cartella per IRPEG, IVA e ritenute risultanti da controlli automatizzati, confermata dal giudice del rinvio per insufficiente prova dei crediti e dei pagamenti allegati dalla curatela. La Cassazione esclude l’omessa pronuncia e la motivazione apparente: le censure miravano, in realtà, a una nuova valutazione del materiale documentale. Precisa inoltre che l’erronea interpretazione delle dichiarazioni fiscali integra un errore di giudizio, non l’errore di fatto necessario per la revocazione; rigetta quindi il ricorso e pone le spese a carico della ricorrente.

  • Riscossione
  • IVA
  • Adempimenti
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20060

Cassazione, sentenza n. 20060 del 22/07/2024

Sentenza n. 20060 del 22/07/2024

Gli accertamenti IRES, IRAP e IVA contestavano operazioni infragruppo ritenute oggettivamente inesistenti; le società censuravano, tra l’altro, il raddoppio dei termini, la valutazione delle prove e l’omessa notifica alla controllante nell’IVA di gruppo. La Cassazione afferma che, per la disciplina applicabile, il raddoppio consegue all’obbligo di denuncia penale, indipendentemente dalla sua presentazione, e che le aderenti all’IVA di gruppo conservano autonomia tributaria, senza obbligo di notificare alla capogruppo l’accertamento della partecipante. Respinte anche le doglianze probatorie e sulle spese, il ricorso è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Società
  • Processo tributario
N. 20054

Cassazione, sentenza n. 20054 del 22/07/2024

Sentenza n. 20054 del 22/07/2024

L’accertamento attribuiva a una persona trasferita in un Paese a fiscalità privilegiata la residenza fiscale italiana per il 2007; i giudici di merito avevano invece richiesto all’Agenzia di dimostrare la permanenza in Italia del centro degli interessi. La Cassazione rileva che la disciplina allora vigente poneva una presunzione relativa di residenza e trasferiva al contribuente l’onere della prova contraria; chiarisce inoltre che i nuovi criteri introdotti dal 2024 non operano retroattivamente. Accoglie il primo motivo, cassa la sentenza e rinvia, assorbendo la censura motivazionale e respingendo quella sull’omessa pronuncia.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20041

Cassazione, sentenza n. 20041 del 22/07/2024

Sentenza n. 20041 del 22/07/2024

La lite riguardava la residenza fiscale italiana, per il 2008, di una persona cancellata dall’anagrafe e trasferita in un Paese a fiscalità privilegiata; la CTR aveva accolto l’appello dell’Agenzia. La Cassazione chiarisce che, per le fattispecie anteriori al 2024, il domicilio coincide con il centro degli affari e degli interessi vitali gestiti abitualmente in modo riconoscibile dai terzi, mentre i legami familiari non hanno priorità isolata; opera inoltre la presunzione relativa prevista per il trasferimento nel Paese considerato. Il primo motivo degli eredi è dichiarato inammissibile; l’estratto non riporta l’esito complessivo del ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20037

Cassazione, sentenza n. 20037 del 22/07/2024

Sentenza n. 20037 del 22/07/2024

La concessionaria comunale aveva richiesto la TARI per l’intera superficie di un complesso logistico, disconoscendo l’esclusione dichiarata per locali nei quali, secondo la contribuente, si producevano rifiuti speciali; la CTR aveva ritenuto legittimo l’avviso di pagamento. La Cassazione stabilisce che la riscossione diretta senza previo accertamento è ammessa solo quando restano immutate le condizioni dichiarate: se l’ente intende rettificarle, occorre un motivato avviso di accertamento. Accoglie pertanto il secondo motivo, assorbe il primo e, decidendo nel merito, annulla l’atto impugnato.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20017

Cassazione, sentenza n. 20017 del 19/07/2024

Sentenza n. 20017 del 19/07/2024

L’accertamento IRES, IRAP e IVA comprendeva ricavi non contabilizzati e costi imputati a esercizi diversi; la CTR aveva escluso due riprese, confermando sul primo punto una pronuncia resa benché la società non avesse formulato una specifica contestazione. La Cassazione ravvisa la violazione della corrispondenza tra chiesto e pronunciato e ribadisce che le regole di competenza temporale del reddito d’impresa sono inderogabili, restando possibile chiedere il rimborso dell’imposta eventualmente versata in eccesso. Accoglie il primo e il terzo motivo dell’Agenzia, assorbe il secondo, cassa e rinvia per nuovo giudizio.

N. 20014

Cassazione, sentenza n. 20014 del 19/07/2024

Sentenza n. 20014 del 19/07/2024

L’Agenzia aveva contestato al liquidatore di una società estinta la responsabilità personale per il mancato pagamento di debiti fiscali; la CTR aveva annullato l’atto, rilevando d’ufficio l’incompetenza territoriale e reputando necessaria una pretesa tributaria definitiva. La Cassazione afferma che l’incompetenza territoriale dell’ufficio costituisce un vizio da eccepire tempestivamente e non rilevabile d’ufficio. Chiarisce inoltre che la responsabilità del liquidatore è autonoma, civilistica e fondata sulla sua condotta, sicché la preventiva iscrizione a ruolo del debito societario non condiziona l’accertamento; accoglie il ricorso, cassa e rinvia.

  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20011

Cassazione, sentenza n. 20011 del 19/07/2024

Sentenza n. 20011 del 19/07/2024

La controversia riguardava la detrazione dell’IVA su una fattura per attività di ricerca emessa dopo il conferimento di un ramo d’azienda: l’Agenzia e la CTR ritenevano trasferito alla conferitaria il relativo rapporto, mentre la conferente sosteneva che fosse rimasto escluso. La Cassazione accoglie la censura sull’interpretazione negoziale, affermando che la comune intenzione delle parti deve essere ricercata coordinando tutte le clausole e gli allegati, senza isolare singole espressioni; rileva, in particolare, l’omesso esame della perizia richiamata dall’atto di conferimento. Il primo motivo è accolto e gli altri sono dichiarati assorbiti.

  • IVA
  • Operazioni straordinarie
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20002

Cassazione, sentenza n. 20002 del 19/07/2024

Sentenza n. 20002 del 19/07/2024

L’accertamento IRES muoveva dalla ritenuta esterovestizione di una controllata formalmente stabilita in Romania, che i giudici di merito avevano considerato amministrata di fatto in Italia sulla base della documentazione acquisita in verifica. La Cassazione precisa che l’individuazione della sede effettiva richiede una valutazione concreta delle funzioni direttive e delle risultanze sostanziali, ma dichiara inammissibile il ricorso: i motivi non individuavano specifici vizi processuali e sollecitavano una nuova valutazione dei fatti, preclusa anche dalla doppia conforme. Restano ferme le statuizioni d’appello, compresa la riduzione della ricostruzione reddituale.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Estero
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 19982

Cassazione, sentenza n. 19982 del 19/07/2024

Sentenza n. 19982 del 19/07/2024

L’accertamento relativo al 2010 aveva considerato fiscalmente residente in Italia una persona iscritta nel Principato di Monaco, valorizzandone gli interessi economici, patrimoniali e personali rimasti nel territorio nazionale. La Cassazione afferma che la nuova disciplina del domicilio introdotta dal d.lgs. n. 209/2023 opera soltanto per fattispecie dal 1° gennaio 2024; per i periodi precedenti rileva il centro degli affari e degli interessi vitali, gestito abitualmente e riconoscibile dai terzi, senza automatica prevalenza dei legami familiari. Il ricorso è dichiarato inammissibile perché chiedeva una rivalutazione fattuale e richiamava genericamente gli atti di merito.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Estero
  • Processo tributario
N. 19926

Cassazione, sentenza n. 19926 del 19/07/2024

Sentenza n. 19926 del 19/07/2024

La controversia riguardava il rimborso del credito d’imposta convenzionale sui dividendi distribuiti da una controllata italiana alla società madre francese, già beneficiaria dell’esenzione prevista dalla disciplina madre-figlia. La Cassazione conferma che i due meccanismi non sono incompatibili e che, per il beneficio convenzionale, è sufficiente verificare l’inclusione del dividendo nel complesso dei redditi imponibili in Francia, senza richiedere un effettivo prelievo sullo specifico provento. Il giudice di rinvio aveva compiuto tale accertamento nei limiti del precedente annullamento; i motivi dell’Agenzia delle Entrate sono quindi rigettati.

N. 20024

Cassazione, sentenza n. 20024 del 19/07/2024

Sentenza n. 20024 del 19/07/2024

Un ex liquidatore aveva impugnato l’accertamento IRES e IVA emesso verso una società già cancellata e successivamente fallita, sostenendo di esserne destinatario e di poter subire future pretese personali; i giudici di merito avevano dichiarato il ricorso inammissibile. La Cassazione distingue il debito sociale dall’autonoma responsabilità del liquidatore: dopo l’estinzione, quest’ultimo non è legittimato a impugnare l’accertamento rivolto alla società, mentre nelle controversie patrimoniali del fallimento agisce il curatore, salvo ipotesi qui non dedotte. Il ricorso è rigettato e gli altri motivi restano assorbiti.

  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Crisi impresa
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19891

Cassazione, sentenza n. 19891 del 18/07/2024

Sentenza n. 19891 del 18/07/2024

Una società aveva impugnato una successiva “verifica pagamento bolletta TIA”, contestando la tassazione delle superfici in cui assumeva di produrre rifiuti speciali, mentre i giudici di merito avevano ritenuto ormai definitiva la pretesa per la mancata tempestiva impugnazione del precedente avviso di pagamento. La Cassazione stabilisce che l’impugnazione di un atto atipico recante una pretesa tributaria è una facoltà, non un onere: la sua omissione non determina decadenza né cristallizza l’imposizione. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è cassata con rinvio per l’esame anche del fondamento della pretesa.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Riscossione
N. 19888

Cassazione, sentenza n. 19888 del 18/07/2024

Sentenza n. 19888 del 18/07/2024

Il Comune contestava l’esclusione della quota variabile TARI per magazzini adibiti alla logistica, riconosciuta in appello sul presupposto che l’attività producesse, per sua natura, imballaggi terziari avviati autonomamente a smaltimento. La Cassazione esclude l’efficacia del giudicato relativo ad annualità diverse, poiché tipologia dei rifiuti e modalità di gestione sono elementi variabili; afferma però che il contribuente deve provare natura dei rifiuti, superfici interessate ed effettivo conferimento a operatori autorizzati, non essendo sufficiente desumerli dall’attività svolta. Accoglie pertanto i motivi comunali concernenti imponibilità e prova, imponendo un nuovo esame.

  • Tributi locali
  • Adempimenti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19875

Cassazione, ordinanza n. 19875 del 18/07/2024

Diritto comunitario - Aiuti di Stato - Recupero - Ordinamento unionale - Distinzione tra imprenditore e lavoratore autonomo - Attività di operatore economico di offerta di beni o servizi al mercato

Il giudizio riguardava l’ottemperanza a una decisione definitiva che aveva riconosciuto il rimborso IRPEF collegato alle agevolazioni per il sisma siciliano del 1990, successivamente interessate da una decisione europea sul recupero degli aiuti di Stato. La Cassazione chiarisce che il giudice dell’ottemperanza può precisare gli obblighi derivanti dal giudicato e verificarne la compatibilità con i principi unionali e con la decisione della Commissione europea; ai fini unionali, inoltre, l’attività professionale di offerta di servizi integra attività economica, senza distinzione dall’impresa. Accoglie il ricorso dell’Agenzia e rinvia per tale verifica, compresi gli eventuali limiti de minimis.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRPEF
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19843

Cassazione, sentenza n. 19843 del 18/07/2024

Accertamento - Residenza Montecarlo - Pagamento imposte

L’accertamento per il 2009 aveva ricondotto in Italia la residenza fiscale di una persona iscritta nel Principato di Monaco, sulla base della permanenza nel territorio nazionale del centro dei suoi interessi. La Cassazione precisa che la definizione di domicilio introdotta dal d.lgs. n. 209/2023 vale soltanto per fattispecie dal 1° gennaio 2024; anteriormente, il domicilio coincide con il centro degli affari e degli interessi vitali, individuato soprattutto attraverso la gestione abituale e riconoscibile degli interessi economico-patrimoniali. Il ricorso è dichiarato inammissibile perché generico, non autosufficiente e diretto a riesaminare il merito e la decisione di primo grado.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Estero
  • Processo tributario
N. 19834

Cassazione, ordinanza n. 19834 del 18/07/2024

Spese giudiziali - Difensore antistatario - Omessa pronuncia sull'istanza di distrazione - Procedimento di correzione degli errori materiali

In una precedente controversia tributaria la Corte aveva condannato la parte soccombente alle spese, omettendo però la distrazione in favore del difensore che si era dichiarato antistatario nella memoria illustrativa. La Cassazione afferma che tale omissione si rimedia mediante il procedimento di correzione degli errori materiali e che il difensore è legittimato a promuoverlo quando abbia formulato una specifica richiesta, ammissibile anche nella memoria quale ultimo atto d’interlocuzione con il collegio. Il ricorso è accolto e il dispositivo viene integrato con la distrazione; non sono liquidate ulteriori spese, data la natura amministrativa del procedimento.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19684

Cassazione, ordinanza n. 19684 del 17/07/2024

IMU - Accertamento abitazione principale - Diversa residenza dei coniugi

Il contribuente contestava gli accertamenti IMU per il 2014 e 2015, sostenendo di poter scegliere come abitazione principale un immobile nel quale risiedevano la convivente e la figlia, ma non lui anagraficamente; entrambi i giudici di merito avevano negato l’agevolazione. La Cassazione afferma che l’esenzione per coniugi o componenti dell’unione civile con dimore separate richiede comunque, per ciascun immobile agevolato, la residenza anagrafica del relativo possessore. Ritenuti infondati o inammissibili anche i rilievi sul contraddittorio preventivo e sul ravvedimento, la Corte rigetta il ricorso.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 28725

Cassazione, sentenza n. 28725 del 17/07/2024

Penale tributario - Confisca - Sottrazione fraudolenta e profitto confiscabile

Il pubblico ministero contestava la limitazione del sequestro preventivo al debito tributario residuo, chiedendone l’estensione all’intero valore dei beni asseritamente sottratti alla garanzia erariale, molto superiore al credito fiscale. La Cassazione chiarisce che, nel delitto di sottrazione fraudolenta, il profitto confiscabile è il valore dei beni idonei a garantire la riscossione e va parametrato all’intero debito erariale, incluse sanzioni e accessori, tenendo conto dei limiti previsti per ipoteca e pignoramento; l’integrale pagamento esclude il mantenimento del vincolo. L’ordinanza è annullata con rinvio per rideterminare i beni sequestrabili.

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