Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 976

Cassazione, sentenza n. 976 del 17/01/2018

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI - IMPOSTA DI REGISTRO - DETERMINAZIONE DELLA BASE IMPONIBILE - PRESTAZIONI DI GARANZIE REALI O PERSONALI Fideiussioni prestate da più persone, con atti separati, connotate da vincolo di solidarietà passiva in relazione al medesimo rapporto debitorio principale - Enunciazione in un unico decreto ingiuntivo - Conseguenze - Applicazione di un'unica imposta proporzionale su di una fideiussione e di un'imposta fissa su ciascuna delle altre fideiussioni.

L’Agenzia contestava il rimborso della maggiore imposta di registro applicata a quattro fideiussioni, contenute in lettere distinte ma riferite allo stesso debito ed enunciate in un unico decreto ingiuntivo. La Corte ha affermato che, in presenza della responsabilità solidale cumulativa derivante dalla pluralità di garanzie sul medesimo debito, l’imposta proporzionale si applica a una sola fideiussione e quella fissa alle altre, senza che occorrano contestualità o reciproca consapevolezza dei garanti. Il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato, con condanna alle spese.

N. 960

Cassazione, sentenza n. 960 del 17/01/2018

Sentenza n. 960 del 17/01/2018

L’Agenzia aveva recuperato IVA, IRAP e IRPEF per operazioni soggettivamente inesistenti nel commercio di pellet e per cessioni in sospensione d’imposta fondate su una dichiarazione d’intento ritenuta falsa. La CTR aveva accolto l’appello del contribuente, giudicando non provata la sua partecipazione consapevole alla frode e valorizzando la regolarità contabile e le verifiche eseguite sulle controparti. La Cassazione, respinte le eccezioni preliminari contro l’ammissibilità del ricorso erariale, ha accolto i primi due motivi relativi alla valutazione delle risultanze probatorie compiuta in appello.

  • IVA
  • IRAP
  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 975

Cassazione, sentenza n. 975 del 17/01/2018

Imposte di registro, ipotecarie e catastali - Trust - Trasferimento di immobile - Beni attribuiti al trust - Regime di tassazione residuale - Art. 11 Tariffa, Parte Prima, allegata al DPR n. 131 del 1986 - Imposta in misura fissa.

La controversia riguardava la tassazione del trasferimento di un immobile tra trust, che l’Amministrazione e la CTR avevano assoggettato a imposta di registro proporzionale. La Corte ha escluso che il passaggio gratuito e interinale al trustee, destinato alla gestione segregata dei beni e non al suo arricchimento definitivo, costituisca di per sé una prestazione onerosa a contenuto patrimoniale; anche le imposte ipotecaria e catastale sono fisse in assenza di un trasferimento definitivo. Ritenuta apparente la motivazione sul concreto assetto negoziale, ha accolto tre motivi, cassato la sentenza e rinviato alla CTR.

  • Trust
  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 959

Cassazione, sentenza n. 959 del 17/01/2018

TRIBUTI (IN GENERALE) - ACCERTAMENTO TRIBUTARIO (NOZIONE) - IN GENERE - Indagini della G.d.F. in cooperazione con uffici finanziari ed indagini svolte in veste di P.G. - Distinzione - Garanzie rispettivamente applicabili - Utilizzazione delle

Una società contestava accertamenti IVA, IRPEG e IRAP fondati su un processo verbale della Guardia di Finanza e relativi a costi per operazioni con società ritenute cartiere, sostenendo l’inutilizzabilità dei risultati acquisiti senza le garanzie previste per le indagini penali. La Cassazione ha distinto l’attività amministrativa di verifica da quella di polizia giudiziaria: i dati sono utilizzabili fiscalmente se rispettano le specifiche norme tributarie, anche quando emergano profili penali. Esaminate anche le ulteriori doglianze procedimentali e motivazionali, la Corte ha rigettato il ricorso e condannato la società alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 1481

Cassazione, sentenza n. 1481 del 15/01/2018

Dogane - Vigilanza, controlli e poteri degli organi doganali - impiego veicolo nella commissione del reato di contrabbando - Confisca obbligatoria sulla base di modifiche strutturali e stabili sul mezzo - esclusione.

Il ricorrente, condannato per contrabbando di tabacco lavorato estero, contestava la confisca dell’autovettura utilizzata per il trasporto, sostenendo che il mezzo non fosse stato modificato stabilmente e che la misura non fosse applicabile agli stranieri. La Cassazione ha escluso entrambe le tesi: la confisca patrimoniale prescinde dalla presenza del soggetto nel territorio nazionale ed è obbligatoria per il veicolo di proprietà dell’indagato impiegato nel contrabbando, senza necessità di trasformazioni strutturali. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese e al versamento in favore della Cassa delle ammende.

N. 624

Cassazione, sentenza n. 624 del 12/01/2018

Sentenza n. 624 del 12/01/2018

Una società contestava un sollecito di pagamento per imposta di registro, sostenendo di non avere ricevuto la cartella e l’avviso di liquidazione presupposti; i giudici di merito avevano dichiarato inammissibile il ricorso. La Cassazione riconosce che il sollecito è autonomamente impugnabile, ma accerta la ritualità della notifica della cartella presso la sede sociale e dichiara inammissibili, perché nuove, le ulteriori contestazioni. Poiché gli atti presupposti non erano stati tempestivamente impugnati, la pretesa era definitiva: il ricorso è rigettato.

  • Riscossione
  • Imposta di registro
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 623

Cassazione, sentenza n. 623 del 12/01/2018

Sentenza n. 623 del 12/01/2018

L’accertamento analitico-induttivo ricostruiva maggiori ricavi sulla base di movimentazioni bancarie non contabilizzate né analiticamente giustificate; in sede di rinvio, la Commissione regionale aveva tuttavia rideterminato il reddito applicando percentuali di ricarico e addossando all’Ufficio la prova dei costi. La Cassazione afferma che i dati bancari fondano la presunzione, mentre il contribuente deve provare l’irrilevanza di ciascun movimento e documentare costi inerenti e dichiarati. Accoglie quindi il ricorso dell’Agenzia, cassa la sentenza e rinvia per un nuovo esame.

N. 622

Cassazione, ordinanza n. 622 del 12/01/2018

Accertamento IVA - Agevolazione del 10% - Creazioni ed interpretazioni nel campo della musica.

La controversia riguardava l’aliquota IVA del 10% applicata da una società produttrice a pacchetti di servizi destinati agli organizzatori di concerti, ritenuti agevolabili dai giudici di merito. La Cassazione distingue le prestazioni rese direttamente al pubblico e i contratti di scrittura artistica dalle attività organizzative e tecniche fatturate dal produttore all’organizzatore: queste ultime, pur necessarie allo spettacolo, non rientrano nell’agevolazione. La sentenza è cassata e, decidendo nel merito, la Corte rigetta il ricorso originario della contribuente.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 610

Cassazione, sentenza n. 610 del 12/01/2018

Dichiarazione dei redditi - Unico - Indebito utilizzo di un credito d'imposta riconosciuto dall'art. 11 I. n. 449/97 - Definizione agevolata - Art. 9-bis L. n. 289/02 - Omesso versamento - Decadenza condono.

Una società contestava il recupero di un credito d’imposta per il commercio, non indicato nel quadro RU, e le conseguenze dell’incompleto pagamento della definizione agevolata relativa all’IVA; i giudici di merito avevano accolto le sue ragioni. La Cassazione qualifica l’indicazione del credito come manifestazione negoziale necessaria, la cui omissione determina decadenza, salvo prova di un vizio della volontà; rileva inoltre l’inapplicabilità della definizione agli omessi versamenti IVA. Accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa e rigetta nel merito il ricorso originario.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Dichiarazioni
  • IVA
  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
N. 609

Cassazione, sentenza n. 609 del 12/01/2018

Sentenza n. 609 del 12/01/2018

La lite riguardava un accertamento di maggiori ricavi, con recuperi IVA e IRAP e rettifica induttiva ai fini IRPEG; l’Agenzia contestava anche il riconoscimento di una maggiore perdita risultante dal bilancio ma non recepita mediante dichiarazione integrativa. La Cassazione dichiara inammissibili le censure principali per carenze di autosufficienza, precisando comunque che il contribuente può opporre in giudizio errori dichiarativi alla maggiore pretesa. Sono inammissibili anche i motivi incidentali, perché non investono l’intera motivazione o non consentono di verificare l’estensione della rettifica; entrambi i ricorsi sono rigettati.

  • Accertamento fiscale
  • Dichiarazioni
  • IVA
  • IRAP
  • IRES
  • Processo tributario
N. 608

Cassazione, sentenza n. 608 del 12/01/2018

Sentenza n. 608 del 12/01/2018

Il destinatario dell’avviso quale autore della violazione era coinvolto nella controversia su maggiori ricavi, recuperi IVA e IRAP e rettifica induttiva ai fini IRPEG; l’Agenzia denunciava omissione di pronuncia e contestava l’utilizzo di una maggiore perdita di bilancio non recepita in una dichiarazione integrativa. La Cassazione giudica inammissibili tali motivi per difetto di autosufficienza e rileva che gli errori dichiarativi possono comunque essere opposti alla pretesa in giudizio. Dichiara inammissibili anche le censure incidentali e rigetta entrambi i ricorsi.

  • Accertamento fiscale
  • Dichiarazioni
  • IVA
  • IRAP
  • IRES
  • Processo tributario
N. 607

Cassazione, sentenza n. 607 del 12/01/2018

Sentenza n. 607 del 12/01/2018

L’Agenzia impugnava la decisione che aveva annullato recuperi IVA per fatture ritenute soggettivamente inesistenti e riprese IRES e IRAP relative a costi non di competenza o non documentati; la Commissione regionale aveva valorizzato un’assoluzione penale e ritenuto insufficiente la prova dell’Ufficio. La Cassazione richiama la necessità, nel processo tributario, di valutare autonomamente il complessivo quadro indiziario, senza attribuire automatica efficacia alla pronuncia penale. Il testo fornito è però incompleto e non contiene la decisione conclusiva sui sei motivi né il dispositivo, sicché l’esito finale non è ricostruibile.

  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 606

Cassazione, sentenza n. 606 del 12/01/2018

Sentenza n. 606 del 12/01/2018

La controversia verteva sulla non imponibilità IVA di operazioni triangolari nelle quali i beni, ceduti tra operatori nazionali, erano destinati sin dall’origine a un cliente di altro Stato membro; la Commissione regionale aveva annullato le riprese valorizzando la documentazione del trasporto. La Cassazione conferma che rilevano la comune volontà originaria di destinare i beni all’estero e la relativa rappresentazione documentale, senza necessità che il primo cedente stipuli personalmente il trasporto. Il ricorso dell’Agenzia è dichiarato inammissibile; le impugnazioni tardive della società diventano inefficaci.

N. 605

Cassazione, sentenza n. 605 del 12/01/2018

Sentenza n. 605 del 12/01/2018

L’accertamento recuperava IRPEG, IVA e IRAP in relazione a fatture per operazioni soggettivamente inesistenti nel commercio di autovetture importate; la Commissione regionale aveva riconosciuto la detrazione IVA valorizzando l’assoluzione penale dell’amministratore. La Cassazione esclude che la pronuncia penale fosse stata trattata formalmente come giudicato, ma rileva che il giudice tributario non aveva spiegato perché ne condividesse gli accertamenti secondo le proprie regole probatorie. Accoglie due motivi dell’Agenzia, rigetta il ricorso incidentale, cassa e rinvia per una nuova decisione motivata.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Autovetture e Fisco
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 603

Cassazione, sentenza n. 603 del 12/01/2018

Sentenza n. 603 del 12/01/2018

Il contribuente chiedeva la revocazione di una precedente sentenza di Cassazione, deducendo incertezza e irregolarità nella comunicazione dell’udienza, dopo che il primo tentativo presso il domiciliatario trasferito era fallito. La Corte distingue l’omissione dell’avviso, astrattamente rilevante come errore revocatorio, dalla mera deduzione di nullità della comunicazione; accerta inoltre che le date contestate riguardavano atti diversi e che la notifica in cancelleria era consentita. Dichiara quindi inammissibile il ricorso, ravvisa colpa grave e condanna il ricorrente anche a un’ulteriore somma.

N. 602

Cassazione, sentenza n. 602 del 12/01/2018

IMPUGNAZIONI CIVILI - REVOCAZIONE (GIUDIZIO DI) - IN GENERE - Revocazione delle decisioni della Corte di cassazione - Omessa comunicazione della fissazione di udienza a tutte le parti costituite - Errore revocatorio - Configurabilità - Fondamento - Nullità della comunicazione - Errore revocatorio - Configurabilità - Esclusione.

Il contribuente chiedeva la revocazione di una precedente sentenza di cassazione, deducendo l’incertezza e l’irritualità della comunicazione relativa all’udienza, mentre l’Agenzia delle Entrate resisteva. La Corte ha distinto l’omesso avviso, fatto processuale suscettibile di errore revocatorio, dalla nullità della comunicazione, che integra invece un errore di diritto; ha inoltre escluso, in concreto, l’asserito contrasto tra le date. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese e a un’ulteriore somma per colpa grave.

N. 459

Cassazione, sentenza n. 459 del 11/01/2018

Sentenza n. 459 del 11/01/2018

Il giudizio aveva origine dall’impugnazione di una cartella per TARSU 2008, che la contribuente riteneva infondata perché lo smaltimento dei rifiuti speciali assimilati agli urbani era curato privatamente dal consorzio cui aderiva. I giudici di merito avevano disapplicato il regolamento comunale e il Comune aveva presentato ricorso per cassazione. Sopravvenuto un accordo transattivo con rinuncia ai giudizi, la Corte ha dichiarato estinto il processo; non ha disposto sulle spese, poiché gli intimati non si erano costituiti.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
N. 436

Cassazione, sentenza n. 436 del 11/01/2018

Sentenza n. 436 del 11/01/2018

L’accertamento IRPEF aveva qualificato come compensi professionali non dichiarati i prelevamenti rilevati sul conto bancario di una lavoratrice autonoma, applicando la presunzione prevista per le indagini finanziarie. La Corte ha osservato che l’estensione di tale presunzione ai compensi dei lavoratori autonomi era stata dichiarata costituzionalmente illegittima e che il maggior reddito era stato ricostruito esclusivamente su quella base. Ha quindi accolto i primi tre motivi, cassato la sentenza e, non occorrendo ulteriori accertamenti, accolto nel merito il ricorso introduttivo della contribuente, compensando le spese.

  • IRPEF
  • Professionisti
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 458

Cassazione, sentenza n. 458 del 11/01/2018

Sentenza n. 458 del 11/01/2018

La controversia riguardava una cartella TARSU 2009 emessa senza previo avviso di accertamento sulla base della dichiarazione presentata dal precedente utilizzatore dell’immobile in leasing; la CTR l’aveva ritenuta legittima. La Cassazione ha stabilito che la liquidazione diretta sulla base dei ruoli precedenti presuppone elementi soggettivi e oggettivi invariati: il passaggio della detenzione dall’utilizzatore alla concedente impediva di imputare a quest’ultima la dichiarazione altrui. Accolto il motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR per riesaminare cartella, domanda restitutoria e spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
N. 457

Cassazione, sentenza n. 457 del 11/01/2018

Sentenza n. 457 del 11/01/2018

Erano contestate cartelle TARSU 2004 e 2005 emesse senza previo accertamento, sulla base della denuncia del precedente utilizzatore dell’immobile in leasing; la CTR le aveva ritenute valide e aveva escluso che fosse provata l’inutilizzabilità del bene. La Cassazione ha affermato che il mutamento del detentore modifica un elemento strutturale del rapporto tributario e rende necessario l’avviso di accertamento, non potendosi riferire al nuovo obbligato la dichiarazione altrui. Ha accolto il primo motivo, assorbito quello sull’inutilizzabilità, cassato la decisione e rinviato alla CTR.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso

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