Cassazione, sentenza n. 21311 del 30/07/2024
Sentenza n. 21311 del 30/07/2024
L’accertamento 2007 contestava una frode IVA mediante operazioni soggettivamente inesistenti e riferiva alla società a ristretta base alcuni prelevamenti eseguiti sui conti dei soci; la CTR aveva escluso entrambe le riprese per insufficienza della prova erariale. La Cassazione chiarisce che, provata presuntivamente la pertinenza dei conti alla società, spetta a questa dimostrare l’estraneità delle singole operazioni; per la detrazione IVA occorre invece valutare unitariamente gli indizi sulla conoscenza o conoscibilità della frode e sulla diligenza adottata. Accoglie i relativi motivi, cassa e rinvia per un nuovo esame.
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