Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 21200

Cassazione, sentenza n. 21200 del 29/07/2024

Sentenza n. 21200 del 29/07/2024

L’Ufficio aveva recuperato imposta di registro e imposte ipocatastali per la decadenza dall’agevolazione sulla piccola proprietà contadina, assumendo il mancato mantenimento quinquennale della qualifica professionale richiesta. La Corte ritiene adeguata la motivazione per relationem, poiché l’avviso riproduceva il contenuto essenziale della nota provinciale, ed esclude un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per il controllo “a tavolino”; considera inoltre corretta la valutazione sull’onere della prova e non ravvisa vizi motivazionali. Il ricorso dei contribuenti è rigettato, restando confermata la pretesa tributaria.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 21109

Cassazione, sentenza n. 21109 del 29/07/2024

Sentenza n. 21109 del 29/07/2024

La controversia concerneva le sanzioni per infedele dichiarazione IVA contestate a chi era indicato dall’Ufficio come amministratore di fatto e socio occulto di una società inserita in una frode mediante fatture soggettivamente inesistenti; entrambi i gradi di merito avevano respinto l’impugnazione. La Cassazione esclude che il superamento del termine di trenta giorni per deliberare dopo la riserva produca nullità e ricorda che riunione e separazione delle cause dipendono da valutazioni discrezionali del giudice. Ritiene inoltre sufficientemente specifica la ricostruzione probatoria della CTR e non fondate le contestazioni processuali e motivazionali del ricorrente.

  • IVA
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21189

Cassazione, sentenza n. 21189 del 29/07/2024

Sentenza n. 21189 del 29/07/2024

La controversia riguarda la TARES applicata integralmente a una struttura alberghiera aperta solo per alcuni mesi, nonostante il giudice regionale avesse riconosciuto equitativamente una riduzione di un terzo disapplicando il regolamento comunale. La Corte afferma che la riduzione per uso stagionale dipende da una scelta discrezionale del Comune e non può essere introdotta dal giudice in assenza di una fonte normativa primaria o regolamentare, né mediante un criterio equitativo sostitutivo. Accolto il ricorso comunale, la sentenza è cassata e, decidendo nel merito, viene rigettato il ricorso originario della contribuente.

N. 21104

Cassazione, sentenza n. 21104 del 29/07/2024

Sentenza n. 21104 del 29/07/2024

Il giudizio riguardava le sanzioni collegate a dichiarazioni IVA infedeli di una società ritenuta coinvolta in una frode carosello, addebitate anche al soggetto indicato come amministratore di fatto e socio occulto; CTP e CTR avevano respinto le sue difese. La Cassazione esclude effetti invalidanti dal ritardo nella deliberazione oltre trenta giorni, poiché tale termine non è assistito da sanzione processuale. Ritiene inoltre che, nonostante alcune imprecisioni ed estranee considerazioni, la CTR abbia esaminato i motivi effettivamente devoluti e motivato sul ruolo attribuito al contribuente, giudicando infondate le censure proposte.

  • IVA
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21187

Cassazione, sentenza n. 21187 del 29/07/2024

Sentenza n. 21187 del 29/07/2024

L’accertamento IRPEF imputava al socio di una società di capitali a ristretta base partecipativa una quota degli utili extracontabili definitivamente accertati in capo alla società; il giudice regionale aveva ritenuto superata la presunzione per l’assenza di legami familiari, i contrasti tra soci e l’estraneità alla gestione. La Corte precisa che il contribuente deve provare la mancata realizzazione o distribuzione degli utili, il loro accantonamento o reinvestimento, oppure l’appropriazione da parte di altro soggetto. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la decisione è cassata con rinvio per una nuova valutazione complessiva degli indizi.

  • IRPEF
  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 21092

Cassazione, sentenza n. 21092 del 29/07/2024

Accertamento - Responsabilità persona giuridica - Responsabilità consulente fiscale

L’Agenzia aveva irrogato sanzioni al consulente fiscale, già amministratore della società, contestandogli di avere concorso nella dichiarazione IVA mediante il consapevole inserimento di poste passive fittizie; i giudici di merito avevano annullato l’atto, ritenendo necessaria la prova che la società fosse uno schermo creato nel suo esclusivo interesse. La Cassazione chiarisce che la riferibilità delle sanzioni alla persona giuridica non esclude la responsabilità concorsuale dell’estraneo professionista, trattandosi di piani distinti. Accolti il primo e il terzo motivo, la sentenza è cassata con rinvio per valutare l’allegata partecipazione e le relative prove.

  • Sanzioni
  • IVA
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21023

Cassazione, sentenza n. 21023 del 26/07/2024

Sentenza n. 21023 del 26/07/2024

Un consulente fiscale aveva impugnato le sanzioni per il contestato concorso in una frode relativa alla detrazione IVA su operazioni soggettivamente inesistenti; CTP e CTR avevano annullato la pretesa, non ravvisando elementi concreti di partecipazione attiva e consapevole. La Cassazione considera adeguata la motivazione della CTR e rileva che le doglianze dell’Agenzia miravano, sotto forma di violazione di legge e omesso esame, a ottenere una nuova valutazione delle prove, preclusa in sede di legittimità e, per un motivo, anche dalla doppia conforme. Il ricorso dell’Agenzia è rigettato, con condanna alle spese.

  • IVA
  • Sanzioni
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21006

Cassazione, sentenza n. 21006 del 26/07/2024

Sentenza n. 21006 del 26/07/2024

La società contestava la competenza dell’Ufficio antifrode della Direzione regionale a svolgere la verifica su rapporti commerciali fittizi, poiché non rientrava tra i contribuenti di maggiori dimensioni; la CTR aveva respinto l’eccezione. La Cassazione conferma che la riserva attribuita alle Direzioni regionali per i grandi contribuenti non elimina il loro generale potere di accesso, ispezione e verifica nei confronti di altri soggetti, quando previsto dall’organizzazione dell’Agenzia, con successiva utilizzazione dei risultati da parte della Direzione provinciale. Rigetta quindi il ricorso principale e dichiara tardivo, dunque inammissibile, quello incidentale dell’Agenzia.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21000

Cassazione, sentenza n. 21000 del 26/07/2024

Sentenza n. 21000 del 26/07/2024

La controversia riguardava sanzioni notificate al soggetto ritenuto amministratore di fatto di una società, per le quali era stata chiesta la definizione agevolata; la CTR aveva respinto l’appello dell’Agenzia esaminando il merito della responsabilità. La Cassazione accerta però che il diniego non era stato impugnato e che l’istanza di trattazione del ricorso contro l’atto sanzionatorio era stata depositata dopo il termine perentorio del 31 dicembre 2018: tale omissione determina l’estinzione del processo. Accolto il secondo motivo e assorbita la questione sulla responsabilità, la Corte cassa e dichiara l’estinzione limitatamente a quel ricorso.

N. 20999

Cassazione, sentenza n. 20999 del 26/07/2024

Sentenza n. 20999 del 26/07/2024

La CTR aveva annullato l’atto separato che applicava sanzioni per fatture relative a operazioni oggettivamente inesistenti e per compensazione di crediti inesistenti, ritenendo necessaria l’irrogazione contestuale agli accertamenti e insufficiente la motivazione. La Cassazione qualifica le violazioni come collegate al tributo e conferma che doveva seguirsi il procedimento immediato; precisa però che l’erronea procedura separata non determina nullità, non prevista dalla legge, in assenza di una divergenza rilevante o di concreto pregiudizio difensivo. Ritiene inoltre ammissibile la motivazione per relationem ad atti già notificati e cassa con rinvio per nuovo esame.

N. 20960

Cassazione, sentenza n. 20960 del 26/07/2024

Sentenza n. 20960 del 26/07/2024

Gli accertamenti imputavano redditi e sanzioni ai soggetti ritenuti soci e amministratori di fatto di una società di fatto celata dietro una cooperativa, mentre il consulente fiscale era stato escluso dal concorso nei gradi di merito. La Cassazione afferma che le dichiarazioni raccolte nel procedimento penale sono utilizzabili come indizi insieme agli altri elementi probatori e che non è consentita in legittimità una nuova valutazione dei fatti. Conferma inoltre la responsabilità personale degli amministratori quando l’ente sia uno schermo operante nel loro interesse, respingendo le contestazioni esaminate anche quanto all’estraneità del consulente.

  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
  • Società di persone
N. 20907

Cassazione, sentenza n. 20907 del 26/07/2024

Sentenza n. 20907 del 26/07/2024

La controversia riguardava sanzioni notificate alla persona ritenuta amministratrice di fatto di una società, nonché gli effetti della domanda di definizione agevolata sulla prosecuzione del processo. La Cassazione stabilisce che l’omessa tempestiva istanza di trattazione entro il 31 dicembre 2018 determina l’estinzione, rilevando che l’istanza era stata depositata soltanto il 23 gennaio 2019 e che il relativo diniego non era stato impugnato. Accoglie quindi il secondo motivo dell’Agenzia, assorbe quello sulla responsabilità sanzionatoria e dichiara estinto il processo limitatamente all’impugnazione degli atti sanzionatori.

N. 20719

Cassazione, sentenza n. 20719 del 25/07/2024

Sentenza n. 20719 del 25/07/2024

La controversia investiva riprese IRES, IRAP e IVA relative, tra l’altro, a costi infragruppo non documentati, competenza temporale, ammortamenti, autovetture e svalutazione di partecipazioni. La Cassazione conferma che il contribuente deve provare esistenza, inerenza e coerenza economica dei costi e, ai fini IVA, può integrare fatture generiche con elementi idonei; ritiene inoltre applicabile alle auto in uso promiscuo il criterio della maggior parte del periodo d’imposta. Accoglie la censura sul contrasto insanabile tra motivazione e dispositivo riguardo alle sanzioni, ma il dispositivo conclusivo non è presente nei dati forniti.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Autovetture e Fisco
  • Contenzioso
N. 20710

Cassazione, sentenza n. 20710 del 25/07/2024

Sentenza n. 20710 del 25/07/2024

Gli accertamenti recuperavano IRES, IVA e IRAP per fatture riferite a operazioni soggettivamente inesistenti; il primo giudice aveva ammesso la deduzione dei costi ma negato la detrazione IVA, mentre il giudice regionale aveva escluso anche la deducibilità. La Cassazione precisa che i costi di tali operazioni non sono automaticamente indeducibili, ma restano soggetti ai requisiti di effettività, inerenza, competenza, certezza e determinabilità, la cui prova grava sul contribuente. Riuniti i procedimenti, rigetta entrambi i ricorsi e condanna il ricorrente alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20707

Cassazione, sentenza n. 20707 del 25/07/2024

Sentenza n. 20707 del 25/07/2024

La lite concerneva sanzioni tributarie irrogate all’amministratore di fatto per violazioni riferite a una società di capitali, che i giudici di merito avevano posto esclusivamente a carico dell’ente. La Cassazione conferma che la sola amministrazione di fatto non basta, ma rileva l’eventuale uso della società come schermo per fini personali; censura tuttavia la pretesa di una “certezza matematica”, essendo utilizzabili presunzioni gravi, precise e concordanti e dichiarazioni confessorie. Ritiene fondato il terzo motivo e respinge quelli incidentali; il dispositivo finale non è riportato nei dati.

  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20697

Cassazione, sentenza n. 20697 del 25/07/2024

Illeciti tributari - Sanzioni - Professionista sanzionabile per violazioni della società

La controversia riguardava sanzioni applicate a un professionista esterno per il concorso in violazioni tributarie realizzate attraverso operazioni societarie, responsabilità esclusa dai giudici di merito per difetto di un interesse personale dimostrato. La Cassazione afferma che l’esclusiva riferibilità delle sanzioni alla persona giuridica non impedisce di sanzionare il terzo che abbia consapevolmente fornito un contributo causale, materiale o morale, all’illecito. Accoglie il primo motivo, dichiara inammissibile il secondo, cassa la decisione e rinvia al giudice tributario regionale in diversa composizione.

  • Sanzioni
  • Professionisti
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20692

Cassazione, sentenza n. 20692 del 25/07/2024

Sentenza n. 20692 del 25/07/2024

L’accertamento aveva contestato a una società sportiva dilettantistica la distribuzione indiretta di utili, con perdita della decommercializzazione e recuperi IVA, IRES e IRAP; il giudice regionale aveva accolto l’appello dell’Agenzia, riconoscendo anche responsabilità al liquidatore. Nell’estratto, la Cassazione considera ammissibili le argomentazioni difensive dell’Ufficio e ribadisce che, per l’IRAP, spetta al contribuente provare i costi deducibili e la loro corretta rilevazione. I relativi motivi sono dichiarati infondati, ma dai dati forniti non emerge il dispositivo conclusivo sugli ulteriori motivi di ricorso.

  • Enti Sportivi dilettantistici
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 20689

Cassazione, sentenza n. 20689 del 25/07/2024

Sentenza n. 20689 del 25/07/2024

Il contribuente contestava un accertamento notificatogli quale amministratore di fatto, deducendo anche l’esclusiva responsabilità della società e vizi nella quantificazione di IRES, IRAP e IVA. La Cassazione rileva che il giudice regionale, nonostante la tempestiva richiesta di discussione, aveva deciso sulla base degli atti senza motivare l’impossibilità del collegamento da remoto né disporre la trattazione scritta con i termini prescritti. Accoglie quindi il primo motivo per violazione del contraddittorio, assorbe gli altri, cassa la sentenza e rinvia al giudice tributario regionale in diversa composizione.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
N. 20676

Cassazione, sentenza n. 20676 del 25/07/2024

Sentenza n. 20676 del 25/07/2024

Una società chiedeva il rimborso dell’eccedenza IVA maturata nel 2012 e riportata nella dichiarazione 2015, dopo avere omesso, perché tardive, le dichiarazioni dei due periodi intermedi. La Cassazione chiarisce che il rimborso della minore eccedenza del triennio richiede la presentazione delle dichiarazioni di tutti e tre i periodi e il regolare riporto del credito: il diniego dipende quindi dall’assenza di tale requisito formale, non dalla decadenza biennale affermata dal giudice regionale. Corretta la motivazione, rigetta il ricorso e compensa integralmente le spese.

  • IVA
  • Dichiarazioni
  • Adempimenti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20834

Cassazione, sentenza n. 20834 del 25/07/2024

Sentenza n. 20834 del 25/07/2024

Un imprenditore contestava l’accertamento induttivo di ricavi non dichiarati ai fini delle imposte dirette, IRAP e IVA, lamentando il mancato riconoscimento di ulteriori costi e una motivazione insufficiente. La Cassazione ritiene adeguato il percorso argomentativo della decisione regionale, che aveva considerato legittima la ricostruzione presuntiva e non idonea la documentazione offerta dal contribuente. Le ulteriori doglianze sono dichiarate inammissibili per difetto di autosufficienza, non essendo stati riportati compiutamente l’avviso e il relativo report; il ricorso è pertanto rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Processo tributario

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