Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 21879

Cassazione, ordinanza n. 21879 del 7/09/2018

Ordinanza n. 21879 del 07/09/2018

La controversia riguarda la tempestività di un accertamento IRES, IVA e IRAP per il 2006, che la CTR aveva negato ritenendo necessario acquisire gli elementi di reato prima della scadenza del termine ordinario. Per la disciplina applicabile, la Corte precisa che i termini raddoppiati sono autonomi e operano automaticamente quando sussiste l’obbligo di denuncia per reati tributari, senza configurare proroga o riapertura di termini già scaduti. Il raddoppio vale quindi per IRES e IVA, ma non per IRAP, priva di sanzioni penali: la sentenza è cassata limitatamente alle prime due imposte, con rinvio.

N. 21808

Cassazione, sentenza n. 21808 del 7/09/2018

Sentenza n. 21808 del 07/09/2018

L’accertamento recuperava maggiori ricavi per vendite sottocosto a società controllate, costi di trasporto non provati e maggiore IVA sulle capsule da caffè, alle quali era stata applicata l’aliquota del 4 per cento. La Cassazione ha ritenuto non decisive la fattura per spese di telemarketing e l’elencazione dei destinatari dei trasporti, confermando che spettava alla contribuente documentare l’inerenza dei costi. Ha inoltre escluso l’aliquota agevolata in assenza della prova che le forniture fossero destinate a enti o collettività, rigettando il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
  • Società, imprese e Professionisti
N. 21827

Cassazione, sentenza n. 21827 del 7/09/2018

Sentenza n. 21827 del 07/09/2018

Nel giudizio originato da un accertamento sintetico, il contribuente contestava in Cassazione la liquidazione delle spese dei due gradi di merito, ritenuta inferiore ai minimi tariffari e priva delle spese vive documentate. La Corte ha ricordato che la riduzione di una nota spese specifica deve essere motivata, ma il ricorrente deve indicare analiticamente scaglione, voci, importi e spese asseritamente omesse. Poiché tali elementi non erano riprodotti nel ricorso, questo è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese del giudizio di legittimità.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 21767

Cassazione, ordinanza n. 21767 del 7/09/2018

Accertamento - IRES, IVA ed IRAP - Prestazioni di consulenza - Contraddittorio endoprocedimentale - Tributi armonizzati.

Per un accertamento a tavolino relativo a costi di consulenza, la CTR aveva escluso in via generale la necessità del contraddittorio endoprocedimentale e confermato le riprese IRES, IRAP e IVA. La Cassazione ha distinto i tributi non armonizzati, per i quali l’obbligo opera soltanto se previsto dalla normativa nazionale, dall’IVA, per la quale la violazione può invalidare l’atto se il contribuente prospetta difese concrete e non pretestuose potenzialmente rilevanti. Ha accolto il motivo nei limiti delle riprese IVA, dichiarato inammissibile quello sull’inerenza dei costi e rinviato alla CTR.

N. 21826

Cassazione, sentenza n. 21826 del 7/09/2018

Sentenza n. 21826 del 07/09/2018

Il contribuente aveva impugnato un’intimazione di pagamento sostenendo, tra l’altro, l’irregolare notificazione della cartella e dell’avviso di rettifica; la CTR aveva invece ritenuto entrambi gli atti ritualmente notificati e ormai definitivi. La Cassazione ha rilevato che la motivazione della sentenza regionale richiamava una cartella diversa da quella oggetto del giudizio e, quindi, non giustificava la decisione sulla concreta controversia. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR della Basilicata in diversa composizione.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 21760

Cassazione, ordinanza n. 21760 del 7/09/2018

Tributi locali - ICI - Accertamento - Categoria catastale - Procedura DOCFA.

Il Comune contestava la decorrenza attribuita dalla CTR alla nuova categoria e rendita catastale, rettificate dopo una dichiarazione DOCFA, ai fini dell’ICI dovuta per il 2006. La Cassazione ha confermato che le variazioni catastali producono effetti sulla base imponibile dall’anno successivo alla loro annotazione anche quando la rendita sia determinata mediante procedura DOCFA, in coerenza con esigenze di uniformità ed eguaglianza. Ha inoltre ritenuto sufficientemente specifico l’appello della contribuente e dichiarato inammissibile il ricorso dell’amministrazione comunale.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 21825

Cassazione, sentenza n. 21825 del 7/09/2018

Sentenza n. 21825 del 07/09/2018

La controversia riguardava una cartella per imposte riferite al 1991 e 1992, rispetto alla quale il contribuente sosteneva di non avere richiesto la sospensione prevista dopo il sisma siciliano e di avere pagato, senza poter più conservare le ricevute oltre il decennio. La Cassazione ha stabilito che il beneficio non operava automaticamente, ma richiedeva una domanda, e che spettava all’Amministrazione provare la sua fruizione. Mancando tale prova, la Corte ha cassato la decisione regionale e, decidendo nel merito, ha annullato la cartella.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 21824

Cassazione, sentenza n. 21824 del 7/09/2018

Sentenza n. 21824 del 07/09/2018

I ricorsi riuniti riguardavano accertamenti fondati sulla pretesa natura elusiva di una riorganizzazione con fusione e ammortamento del disavanzo, nonché sulla mancata contabilizzazione di royalties per l’uso di marchi. La Cassazione ha attribuito efficacia preclusiva al giudicato che aveva escluso l’elusività dell’operazione anche per le altre annualità interessate dalle quote di ammortamento. Ha invece accolto le censure relative alle royalties, ritenendo insufficiente la motivazione delle decisioni regionali sulla concessione gratuita dei marchi, e ha disposto la cassazione con rinvio nei limiti dei motivi accolti, regolando distintamente gli altri ricorsi.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 21823

Cassazione, sentenza n. 21823 del 7/09/2018

Sentenza n. 21823 del 07/09/2018

L’accertamento contestava oneri finanziari e componenti positivi non contabilizzati, determinati induttivamente dopo una risposta al questionario giudicata non pertinente e insufficiente; la CTR aveva confermato il metodo induttivo ma ridotto i maggiori ricavi. La Cassazione ha ritenuto legittima, in linea di principio, l’assimilazione della produzione documentale inidonea a una sostanziale omissione, respingendo le relative doglianze. Ha però giudicato apodittica la rideterminazione dei ricavi e rilevato l’omessa pronuncia sui costi correlati e sulle sanzioni, cassando la sentenza con rinvio sui motivi accolti.

N. 21822

Cassazione, sentenza n. 21822 del 7/09/2018

Sentenza n. 21822 del 07/09/2018

La controversia riguardava un accertamento reiterato dopo l’annullamento in autotutela del precedente atto, oltre alla deducibilità di costi verso soggetti di Paesi a fiscalità privilegiata e di provvigioni e prestazioni commerciali. La Cassazione ha confermato che l’Amministrazione può sostituire nei termini un atto invalido, salvo elusione o violazione del giudicato, e ha respinto le doglianze della società sui costi esteri, non adeguatamente provati. Ha invece giudicato insufficiente la motivazione sull’inerenza e certezza degli altri costi, accogliendo sul punto il ricorso dell’Agenzia e rinviando alla CTR.

  • Autotutela
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Processo tributario
  • Estero
N. 21819

Cassazione, sentenza n. 21819 del 7/09/2018

Sentenza n. 21819 del 07/09/2018

La CTR aveva annullato un accertamento IVA per fatture soggettivamente inesistenti, emesso prima dei sessanta giorni dalla chiusura della verifica, ritenendo non dimostrate le ragioni d’urgenza. La Cassazione ha precisato che l’invalidità dipende dall’effettiva assenza dell’urgenza, non dalla sua mancata esposizione nell’atto, e che la relativa prova grava sull’Amministrazione. Il rimborso IVA richiesto e la supposta partecipazione a una frode potevano astrattamente giustificare l’anticipazione, ma la CTR doveva verificarne lo specifico riferimento al contribuente e al rapporto controverso; la sentenza è stata quindi cassata con rinvio.

N. 21818

Cassazione, sentenza n. 21818 del 7/09/2018

Sentenza n. 21818 del 07/09/2018

Per l’anno 2002 la CTR aveva dichiarato nullo un accertamento IVA relativo a fatture soggettivamente inesistenti, perché notificato senza attendere sessanta giorni dal processo verbale e senza valide ragioni d’urgenza. La Cassazione ha chiarito che rileva l’effettiva esistenza dell’urgenza, da provare a cura dell’Amministrazione, non la sua mera enunciazione nell’atto. La richiesta di rimborso IVA e l’ipotizzata frode potevano costituire ragioni astrattamente idonee, ma occorreva verificarne il collegamento specifico con il contribuente e il rapporto tributario; la causa è stata rinviata alla CTR.

N. 21817

Cassazione, sentenza n. 21817 del 7/09/2018

Sentenza n. 21817 del 07/09/2018

La CTR aveva annullato l’accertamento IVA per il 2003, concernente fatture soggettivamente inesistenti, reputando ingiustificata la notifica anteriore al decorso di sessanta giorni dal verbale di verifica. La Cassazione ha affermato che il vizio deriva dall’assenza concreta dell’urgenza, che l’Amministrazione deve provare, e non dalla sola omissione della sua motivazione nell’atto. Il rimborso IVA ottenuto e la supposta frode erano circostanze astrattamente idonee, ma la CTR avrebbe dovuto accertarne la riferibilità specifica alla società e al rapporto controverso; la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 21694

Cassazione, ordinanza n. 21694 del 6/09/2018

Impresa e mercato -Concorrenza e trasparenza - Fallimento - Atti pregiudizievoli - Azione revocatoria fallimentare - Mandato irrevocabile all'incasso e cessione di credito - Differenze - Atti solutori oggetto di irrevocabilità - Esclusione.

La controversia riguardava la revocabilità di rimesse affluite sul conto scoperto di un’impresa poi fallita, che la banca qualificava come pagamenti connessi a cessioni di credito. La Cassazione ha rilevato che il giudice di merito aveva invece ricostruito le operazioni come mandato all’incasso: la titolarità dei crediti restava al mandante e le somme riscosse riducevano l’esposizione verso la banca, assumendo funzione solutoria autonomamente revocabile. Le censure sulla diversa qualificazione negoziale e sulla revocabilità sono state dichiarate inammissibili, con conseguente inammissibilità del ricorso.

  • Procedure concorsuali
  • Crisi impresa
  • Rapporto banca impresa
  • Contenzioso
N. 21602

Cassazione, ordinanza n. 21602 del 4/09/2018

Contenzioso- Rapporto tra processo tributario e altri processi - Fallimento - Ricorso presentato dal fallito - Inammissibilità.

L’ex legale rappresentante di una società fallita aveva proposto, anche in proprio, revocazione contro una precedente decisione che aveva confermato un accertamento per IVA, IRAP e IRPEG fondato su ricavi non contabilizzati e acquisti senza fattura. La Cassazione ha escluso la legittimazione personale e ha ribadito che il fallito può agire eccezionalmente soltanto dinanzi al totale disinteresse degli organi della procedura. Poiché il curatore, autorizzato dal giudice delegato, aveva deliberatamente scelto di non promuovere la revocazione, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile senza esaminarne i motivi.

  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
N. 39517

Cassazione, sentenza n. 39517 del 3/09/2018

Violazioni e sanzioni - Sanzioni penali - Reati fallimentari - Concordato preventivo - Condotte distrattive - Disposizione di cui all'art. 236, comma secondo, della l. fall. - Applicabilità.

Nel giudizio cautelare per fatti di bancarotta connessi a condotte distrattive anteriori o concomitanti a un concordato preventivo in continuità, la difesa contestava l’applicazione dell’art. 236 della legge fallimentare e la permanenza delle esigenze cautelari. La Cassazione ha escluso che il mancato richiamo espresso al concordato in continuità determini un’area di impunità, poiché la norma tutela le ragioni dei creditori indipendentemente dalla natura conservativa o liquidatoria della procedura. Ritenuta adeguata anche la motivazione cautelare, ha rigettato il ricorso e condannato il ricorrente alle spese.

  • Crisi impresa
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
N. 39413

Cassazione, sentenza n. 39413 del 3/09/2018

Omessi versamenti previdenziali per più mensilità - Tenuità del fatto - Articolo 131 bis codice penale.

La Corte d’appello aveva escluso la particolare tenuità del fatto per l’omesso versamento di ritenute previdenziali, considerando ostativa la pluralità delle mensilità interessate. La Cassazione ha precisato che le omissioni mensili, quando solo cumulativamente superano la soglia annua di punibilità, integrano momenti esecutivi di un reato unitario e non implicano automaticamente abitualità; l’istituto può applicarsi se il superamento della soglia è contenuto. La sentenza è stata annullata limitatamente all’art. 131-bis cod. pen., con rinvio per un nuovo esame.

N. 21583

Cassazione, ordinanza n. 21583 del 3/09/2018

Contenzioso- Rapporto tra processo tributario e altri processi - Fallimento - Passività fallimentari - Dichiarazione del giudice ex art. 642 c.p.c. - Decreto ingiuntivo - Opposizione al Fallimento - Esclusione.

Una creditrice ammessa al passivo in chirografo sosteneva l’opponibilità al fallimento del decreto ingiuntivo non opposto, benché la dichiarazione di esecutorietà fosse successiva all’apertura della procedura. La Cassazione ha ribadito che il giudicato formale e sostanziale si forma soltanto con il decreto ex art. 647 c.p.c., previa verifica della notificazione: né il decorso del termine per l’opposizione né la provvisoria esecutorietà sono sufficienti. Ha quindi rigettato il ricorso, senza pronuncia sulle spese per mancata costituzione del fallimento.

  • Procedure concorsuali
  • Crisi impresa
  • Contenzioso
N. 21297

Cassazione, sentenza n. 21297 del 29/08/2018

Sentenza n. 21297 del 29/08/2018

L’Amministrazione contestava la non imponibilità IVA di lavori e acquisti destinati a navi extracomunitarie, poiché mancavano documenti attestanti la temporanea importazione e, per i beni, le prescritte bollette doganali o lettere d’intento. La Cassazione ha chiarito che nazionalità estera della nave e contratto d’appalto non bastano: il contribuente deve provare i presupposti del regime, anche mediante il costituto in arrivo. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte ha cassato la sentenza e rigettato nel merito l’impugnazione originaria, compensando le spese.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 21295

Cassazione, ordinanza n. 21295 del 29/08/2018

Accertamento - Attività di promotore finanziario - Studi di settore.

Un promotore finanziario monomandatario contestava l’accertamento standardizzato di maggiori ricavi, deducendo che esclusiva contrattuale, provvigioni predeterminate, registri obbligatori e certificazione annuale dell’istituto mandante rendevano impossibili compensi non dichiarati. La Cassazione ha ritenuto che la Commissione regionale avesse omesso di esaminare tali circostanze decisive, limitandosi a considerare la crisi del mercato; ha tuttavia confermato, in astratto, l’idoneità dei parametri a fondare l’accertamento, salva la prova contraria. Accolto il relativo motivo, ha cassato la decisione con rinvio per una nuova valutazione.

  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA

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