Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 33404

Cassazione, sentenza n. 33404 del 27/12/2018

Sentenza n. 33404 del 27/12/2018

L’accertamento IRPEF imputava al contribuente somme provenienti da procedure concorsuali e impiegate da terzi per lavori su un immobile e per l’acquisto di un terreno a lui riferibili; i giudici di merito avevano confermato la pretesa sulla base degli elementi acquisiti nel procedimento penale. La Cassazione ritiene corretta l’applicazione dell’art. 37, comma 3, del DPR 600/1973 anche senza interposizione fittizia, mentre dichiara inammissibili le censure sull’allegazione degli atti, sulle presunzioni e sulla motivazione. Il ricorso è rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33424

Cassazione, sentenza n. 33424 del 27/12/2018

Sentenza n. 33424 del 27/12/2018

La controversia riguardava la TIA 2009 applicata a un complesso industriale; la contribuente sosteneva che fossero tassabili soltanto le superfici produttrici di rifiuti urbani, poiché quelli speciali pericolosi erano smaltiti autonomamente. La Cassazione ha confermato che, sino all’attuazione della TIA 2, restavano applicabili le discipline vigenti sulla TIA 1, avente natura tributaria, e che il gestore affidatario poteva applicare e riscuotere la tariffa determinata dal Comune. Le ulteriori contestazioni sulle superfici e sul servizio sono state dichiarate inammissibili per difetto di specificità o autosufficienza; il ricorso è stato quindi rigettato.

  • Tributi locali
  • Imprese
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33403

Cassazione, sentenza n. 33403 del 27/12/2018

Sentenza n. 33403 del 27/12/2018

La controversia riguardava l’assoggettamento a IRPEF, come reddito d’impresa, di un contributo AIMA percepito per un allevamento che l’Ufficio, sulla base delle verifiche della Guardia di Finanza, aveva ritenuto eccedente i limiti dell’attività agricola. La Cassazione esclude l’efficacia del giudicato relativo a IVA e diversa annualità e rileva che, accertate le dimensioni imprenditoriali dell’allevamento, spettava al contribuente offrire prova contraria circa il rispetto dei limiti quantitativi previsti dal TUIR. Le ulteriori censure investono valutazioni di fatto o muovono dall’indimostrata natura agricola dell’attività; il ricorso è rigettato.

N. 33423

Cassazione, sentenza n. 33423 del 27/12/2018

Sentenza n. 33423 del 27/12/2018

La società contestava la TIA dovuta dal 2006 al 2009 per un complesso industriale, affermando che la tariffa dovesse riguardare soltanto le aree produttrici di rifiuti urbani e non quelle con rifiuti speciali pericolosi smaltiti autonomamente. La Cassazione ha ritenuto generiche le censure sulle superfici e ha precisato che l’asserito errore circa il sopralluogo doveva essere dedotto mediante revocazione. Ha inoltre confermato la persistente applicabilità e la natura tributaria della TIA 1, nonché la competenza del gestore affidatario alla sua applicazione e riscossione; dichiarate inammissibili le residue doglianze, ha rigettato il ricorso.

  • Tributi locali
  • Imprese
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33402

Cassazione, sentenza n. 33402 del 27/12/2018

Sentenza n. 33402 del 27/12/2018

L’Ufficio aveva recuperato ai fini IRES e IRAP costi per servizi amministrativi e gestionali addebitati dalla capogruppo, mentre i giudici di merito ne avevano riconosciuto l’inerenza richiamando genericamente il riassetto organizzativo del gruppo. La Cassazione afferma che la controllata deve provare l’effettiva utilità, l’inerenza e la congruità dei servizi ricevuti mediante elementi obiettivamente determinabili e adeguatamente documentati; la CTR aveva inoltre omesso di esaminare le specifiche carenze indicate dall’Amministrazione. Il ricorso è accolto, la sentenza cassata e la causa rinviata alla CTR in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Società, imprese e Professionisti
  • Contenzioso
N. 33422

Cassazione, sentenza n. 33422 del 27/12/2018

Sentenza n. 33422 del 27/12/2018

La società aveva proposto un unico ricorso per cassazione contro tre sentenze concernenti TARSU di annualità diverse e due distinti magazzini, sostenendo, tra l’altro, l’esenzione per imballaggi terziari smaltiti autonomamente e l’assenza di produzione di rifiuti in un deposito di transito. La Cassazione ha chiarito che l’impugnazione cumulativa di più sentenze tributarie è ammessa soltanto quando le cause dipendano integralmente dalla medesima questione di diritto, relativa allo stesso rapporto d’imposta. Poiché le decisioni riguardavano atti, periodi e fattispecie differenti e i motivi non investivano tutte le sentenze, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33382

Cassazione, ordinanza n. 33382 del 27/12/2018

Ordinanza n. 33382 del 27/12/2018

Un commercialista aveva chiesto il rimborso dell’IRAP versata, sostenendo che la presenza nello studio di praticanti remunerati non integrasse un’autonoma organizzazione; la CTR aveva parzialmente accolto la domanda. La Cassazione precisa che la finalità normalmente formativa del praticantato non dispensa il giudice dal verificare in concreto se l’apporto dei praticanti, anche considerando la consistenza dei compensi, abbia incrementato la produttività e il reddito professionale. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la decisione è cassata con rinvio alla CTR dell’Emilia-Romagna per tale accertamento e per le spese.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33416

Cassazione, sentenza n. 33416 del 27/12/2018

Sentenza n. 33416 del 27/12/2018

L’Ufficio impugnava la decisione che aveva annullato riprese IRPEF e IRES relative, tra l’altro, ad ammortamenti di beni compresi in un affitto d’azienda, provvigioni imputate fuori competenza e una somma qualificata come contributo consortile. La Cassazione ha rilevato l’omessa motivazione sull’appello incidentale, l’erroneo riferimento alla disciplina dell’ammortamento dell’affittuario anziché alle quote pregresse inferiori al minimo, e la validità della motivazione per relationem quando gli atti siano conosciuti o riprodotti nel contenuto essenziale. Ha inoltre censurato l’omesso esame della possibile natura sanzionatoria del costo, cassando con rinvio alla CTR.

  • IRES
  • IRPEF
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33415

Cassazione, sentenza n. 33415 del 27/12/2018

Sentenza n. 33415 del 27/12/2018

L’accertamento recuperava a IRES e IRAP parte dei costi dedotti per l’indennità corrisposta alla cessazione di un rapporto di agenzia internazionale, ritenuta dall’Ufficio non coerente con gli accordi; i giudici di merito avevano invece concentrato il rigetto sulla prova dell’effettività e congruità dell’attività dell’agente. Riuniti i ricorsi contro la sentenza d’appello e quella sulla revocazione, la Cassazione ha censurato entrambe le motivazioni: la prima non valutava i documenti prodotti sulla prestazione e sull’indennità, la seconda non spiegava perché gli errori denunciati non fossero revocatori. Le due decisioni sono state cassate, nei limiti dei motivi accolti, con distinti rinvii alla CTR.

  • IRES
  • IRAP
  • Imprese
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33234

Cassazione, sentenza n. 33234 del 21/12/2018

Sentenza n. 33234 del 21/12/2018

Per il periodo d’imposta 2005/2006 l’Ufficio aveva considerato fiscalmente residente in Italia una società costituita in Lussemburgo, recuperando imposte dirette e IRAP; la CTR aveva confermato l’accertamento richiamando l’eterodirezione dall’Italia e la convenienza fiscale dell’operazione. La Cassazione afferma che occorre accertare la sede effettiva attraverso molteplici elementi e verificare se l’entità estera sia una costruzione puramente artificiosa, poiché il vantaggio fiscale non basta a configurare abuso della libertà di stabilimento. Non avendo la CTR esaminato l’attività svolta in Lussemburgo, la Corte accoglie la relativa censura e dichiara assorbiti i restanti motivi.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Società
  • Contenzioso
N. 33233

Cassazione, sentenza n. 33233 del 21/12/2018

Sentenza n. 33233 del 21/12/2018

Dopo avere acquistato con aliquota di registro agevolata un’area edificabile, la società l’aveva rivenduta prima dell’edificazione; l’Ufficio aveva revocato il beneficio e richiesto imposte, interessi e sanzioni, seguiti dalla cartella di pagamento. La Cassazione stabilisce che la rivendita non comporta l’obbligo di denuncia previsto dall’art. 19 del DPR 131/1986 e che opera il termine triennale decorrente dalla registrazione della compravendita; esclude inoltre la proroga connessa al condono, poiché l’evento di decadenza era successivo al termine per aderirvi. Dichiarata decaduta l’Amministrazione, la Corte accoglie nel merito i ricorsi contro revoca e cartella.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Riscossione
  • Contenzioso
N. 33232

Cassazione, sentenza n. 33232 del 21/12/2018

Sentenza n. 33232 del 21/12/2018

La società aveva acquistato un’area edificabile beneficiando dell’imposta di registro ridotta e delle imposte ipotecaria e catastale fisse, ma non aveva completato l’edificazione entro cinque anni; sosteneva che bastasse la tempestiva domanda di permesso e che i ritardi amministrativi fossero determinanti. La Cassazione, confermando i giudici di merito, interpreta rigorosamente l’agevolazione: è necessaria l’effettiva utilizzazione edificatoria nel quinquennio e i tempi per il permesso o per una variante urbanistica non costituiscono forza maggiore, perché non rappresentano eventi sopravvenuti imprevedibili e totalmente estranei al contribuente. Il ricorso è rigettato, con condanna alle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 33231

Cassazione, sentenza n. 33231 del 21/12/2018

Sentenza n. 33231 del 21/12/2018

L’avviso di liquidazione, relativo alla revoca di un’agevolazione sulle imposte di registro, ipotecaria e catastale per un terreno poi rivenduto, era stato notificato all’ex liquidatore dopo la cancellazione della società dal registro delle imprese. La Cassazione rileva che l’estinzione anteriore sia alla notifica dell’atto sia all’instaurazione del giudizio elimina la capacità processuale della società e la legittimazione dell’ex liquidatore a rappresentarla, determinando un vizio originario insanabile. La sentenza è quindi cassata senza rinvio e l’avviso, emesso verso un soggetto ormai inesistente, è dichiarato nullo; le spese dell’intero giudizio sono compensate.

  • Società di capitali
  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33230

Cassazione, sentenza n. 33230 del 21/12/2018

Sentenza n. 33230 del 21/12/2018

L’Ufficio aveva riqualificato come cessione di ramo d’azienda, soggetta a imposta di registro proporzionale, il trasferimento del 2009 di impianti radiotelevisivi e della relativa autorizzazione, mentre le contribuenti sostenevano che si trattasse della cessione di singoli beni soggetta a IVA. La Corte afferma che la disciplina sopravvenuta rende fiscalmente non rettificabili le qualificazioni attribuite dalle parti ai trasferimenti anteriori alla sua entrata in vigore e rileva l’assenza di componenti organizzative aziendali. Accoglie quindi il ricorso, cassa la sentenza regionale e, decidendo nel merito, accoglie l’impugnazione originaria, compensando le spese.

  • Imposta di registro
  • IVA
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33229

Cassazione, sentenza n. 33229 del 21/12/2018

Sentenza n. 33229 del 21/12/2018

L’Ufficio aveva assoggettato a imposta di registro proporzionale una cessione totalitaria di partecipazioni, qualificandola come cessione d’azienda; la contribuente contestava soprattutto l’insufficiente motivazione dell’avviso, integrata soltanto in giudizio mediante il richiamo ad altri atti. La Corte stabilisce che la riqualificazione deve indicare nell’atto impositivo i criteri e gli elementi concreti che la sorreggono, così da consentire la difesa e delimitare il contenzioso, senza successive integrazioni processuali. Accoglie il ricorso, cassa la decisione regionale e, decidendo nel merito, accoglie l’impugnazione originaria.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Società
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33228

Cassazione, sentenza n. 33228 del 21/12/2018

Sentenza n. 33228 del 21/12/2018

La controversia riguardava la rettifica, ai fini dell’imposta di registro, del valore di un terreno edificabile gravato da vincoli urbanistici e la successiva cartella notificata al venditore. La Corte conferma la valutazione regionale che aveva ritenuto congruo il valore dichiarato, considerando la perizia di parte come elemento liberamente apprezzabile e le limitazioni allo sfruttamento residenziale; respinge quindi il ricorso dell’Agenzia. Riunito il giudizio sulla cartella, estende al venditore gli effetti dell’annullamento dell’accertamento, accoglie il relativo ricorso, cassa la seconda sentenza e decide nel merito in favore del contribuente.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33227

Cassazione, sentenza n. 33227 del 21/12/2018

Sentenza n. 33227 del 21/12/2018

La contribuente aveva ottenuto nei due gradi di merito il rimborso dell’imposta di registro proporzionale versata su una fusione per incorporazione, ritenuta non assoggettabile a tale imposizione. La Corte non esamina il merito fiscale: accerta che il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato proposto oltre il termine decorrente dalla notificazione della sentenza regionale. Dichiara pertanto il ricorso inammissibile e condanna l’Amministrazione al rimborso delle spese processuali.

  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33223

Cassazione, sentenza n. 33223 del 21/12/2018

Sentenza n. 33223 del 21/12/2018

Gli eredi contestavano accertamenti relativi a disponibilità e movimentazioni su un conto svizzero non indicate nel quadro RW per il 2005-2007, sostenendo, tra l’altro, l’inapplicabilità retroattiva del raddoppio dei termini introdotto nel 2009. La Corte qualifica la disciplina come sostanziale, poiché incide sulla presunzione di imponibilità e sull’onere probatorio, e ne esclude l’applicazione ai periodi precedenti; ritiene invece utilizzabili i dati bancari trasmessi tramite cooperazione comunitaria e idonei a fondare presunzioni semplici. Accoglie i primi due motivi, rigetta gli altri e rinvia alla Commissione regionale in diversa composizione.

N. 33222

Cassazione, sentenza n. 33222 del 21/12/2018

Sentenza n. 33222 del 21/12/2018

L’accertamento recuperava maggior reddito IRES e IRAP e maggiore imponibile IVA, contestando canoni demaniali dedotti per competenza, fatture per operazioni inesistenti e costi verso soggetti situati in Paesi a fiscalità privilegiata. La Corte reputa insufficiente la motivazione regionale sulla certezza dei canoni prima del 2004, conferma invece i principi sull’onere probatorio relativo alle operazioni inesistenti e riconosce efficacia retroattiva al regime più favorevole dei costi non separatamente indicati, con applicazione delle sanzioni previste. Accoglie il secondo, quinto e sesto motivo, rigetta gli altri, assorbe il primo e rinvia alla Commissione regionale.

N. 33221

Cassazione, sentenza n. 33221 del 21/12/2018

Sentenza n. 33221 del 21/12/2018

L’Ufficio aveva imputato al donante la plusvalenza sulla successiva vendita, compiuta dalla coniuge poco dopo aver ricevuto un terreno edificabile, ritenendo la sequenza negoziale elusiva; la Commissione regionale aveva condiviso la ripresa. La Corte ribadisce che l’Amministrazione deve provare il disegno elusivo e l’alterazione degli schemi negoziali, mentre il contribuente deve allegare ragioni economiche alternative, e osserva che il solo risparmio fiscale o la mancata prova dell’integrale incasso non bastano senza indizi adeguatamente illustrati. Accoglie il motivo sul vizio motivazionale, cassa la sentenza e rinvia per un nuovo esame.

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