Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 33216

Cassazione, sentenza n. 33216 del 21/12/2018

Sentenza n. 33216 del 21/12/2018

La contribuente aveva impugnato un accertamento IRPEF dopo aver presentato istanza di accertamento con adesione; i giudici di merito avevano dichiarato tardivo il ricorso, equiparando un precedente invito ordinario a fornire chiarimenti all’invito specifico preclusivo dell’adesione. La Corte precisa che la preclusione opera soltanto se l’invito contiene tutti gli elementi richiesti per la definizione, mentre un generico invito istruttorio non impedisce l’istanza né la sospensione per novanta giorni del termine d’impugnazione. Accoglie il relativo motivo, rigetta quello sulla rimessione al primo giudice, assorbe le questioni di merito e rinvia alla Commissione regionale.

N. 33236

Cassazione, sentenza n. 33236 del 21/12/2018

Sentenza n. 33236 del 21/12/2018

La contribuente contestava i compensi di riscossione applicati in una cartella emessa a seguito dell’iscrizione provvisoria di imposte accertate, sostenendone la natura sanzionatoria e l’illegittima retroattività; i giudici di merito avevano accolto tale impostazione. La Cassazione qualifica invece l’aggio come corrispettivo retributivo dell’attività di riscossione e individua la disciplina applicabile in base al momento d’inizio di quest’ultima, non all’annualità dei tributi recuperati, escludendo altresì i prospettati dubbi costituzionali e sugli aiuti di Stato. Accolti due motivi, la sentenza è cassata e il ricorso originario della società è rigettato nel merito.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33215

Cassazione, sentenza n. 33215 del 21/12/2018

Sentenza n. 33215 del 21/12/2018

L’Agenzia delle entrate sosteneva che una banca con sede in Marocco avesse operato in Italia mediante una stabile organizzazione personale, costituita dai soggetti incaricati di trasferire all’estero le rimesse raccolte. La Corte ha precisato che occorrono un agente non indipendente e l’esercizio abituale del potere di concludere contratti per l’impresa estera, da accertare anche sul piano sostanziale. Ritenuti sporadici gli atti del funzionario e meramente esecutiva l’attività dell’altro soggetto, ha rigettato il ricorso principale, assorbito quello incidentale e compensato le spese.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33235

Cassazione, sentenza n. 33235 del 21/12/2018

Sentenza n. 33235 del 21/12/2018

L’Agenzia aveva ricondotto in Italia la residenza fiscale di una società lussemburghese titolare di marchi, contestando l’omessa dichiarazione e recuperando imposte dirette e IRAP; i giudici di merito avevano valorizzato la direzione impartita dall’Italia e il vantaggio fiscale perseguito. La Cassazione chiarisce che la localizzazione in uno Stato più favorevole non costituisce da sola abuso: occorre verificare, mediante un complesso di fattori, se l’insediamento estero sia una costruzione puramente artificiosa priva di attività economica reale. Poiché la CTR non aveva valutato l’attività comunque svolta in Lussemburgo, la Corte ritiene fondato il quarto motivo e assorbite le altre censure.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Società
  • Contenzioso
N. 33234

Cassazione, sentenza n. 33234 del 21/12/2018

Sentenza n. 33234 del 21/12/2018

Per il periodo d’imposta 2005/2006 l’Ufficio aveva considerato fiscalmente residente in Italia una società costituita in Lussemburgo, recuperando imposte dirette e IRAP; la CTR aveva confermato l’accertamento richiamando l’eterodirezione dall’Italia e la convenienza fiscale dell’operazione. La Cassazione afferma che occorre accertare la sede effettiva attraverso molteplici elementi e verificare se l’entità estera sia una costruzione puramente artificiosa, poiché il vantaggio fiscale non basta a configurare abuso della libertà di stabilimento. Non avendo la CTR esaminato l’attività svolta in Lussemburgo, la Corte accoglie la relativa censura e dichiara assorbiti i restanti motivi.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Società
  • Contenzioso
N. 33233

Cassazione, sentenza n. 33233 del 21/12/2018

Sentenza n. 33233 del 21/12/2018

Dopo avere acquistato con aliquota di registro agevolata un’area edificabile, la società l’aveva rivenduta prima dell’edificazione; l’Ufficio aveva revocato il beneficio e richiesto imposte, interessi e sanzioni, seguiti dalla cartella di pagamento. La Cassazione stabilisce che la rivendita non comporta l’obbligo di denuncia previsto dall’art. 19 del DPR 131/1986 e che opera il termine triennale decorrente dalla registrazione della compravendita; esclude inoltre la proroga connessa al condono, poiché l’evento di decadenza era successivo al termine per aderirvi. Dichiarata decaduta l’Amministrazione, la Corte accoglie nel merito i ricorsi contro revoca e cartella.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Riscossione
  • Contenzioso
N. 32954

Cassazione, sentenza n. 32954 del 20/12/2018

Sentenza n. 32954 del 20/12/2018

La CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello della società relativo all’aliquota IVA applicata all’importazione di vitamina B12, pur esaminandone anche le ragioni di merito. La Corte ha chiarito che, nel processo tributario, la riproposizione delle originarie contestazioni soddisfa l’onere di specificità quando contrasta inequivocabilmente la decisione di primo grado, anche senza formule particolari. Ha quindi accolto il motivo processuale, dichiarato inammissibile per difetto d’interesse quello sul merito dell’agevolazione, cassato la sentenza e rinviato alla CTR in diversa composizione.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IVA
  • Imposte indirette
N. 32953

Cassazione, sentenza n. 32953 del 20/12/2018

Sentenza n. 32953 del 20/12/2018

L’Amministrazione doganale contestava l’applicazione dell’IVA al 4% a confezioni di riso spezzato vendute come alimento per cani e gatti; i giudici di merito avevano distinto tra alimenti naturali semplici e miscele di più elementi. La Corte ha ritenuto non decisivo il termine “preparazioni”: l’aliquota dipende dal concreto condizionamento del prodotto per la vendita al minuto destinata all’alimentazione di cani e gatti, desumibile soprattutto dalla confezione e dalle relative indicazioni. Ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato alla CTR per un nuovo esame.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32592

Cassazione, sentenza n. 32592 del 20/12/2018

Sentenza n. 32592 del 20/12/2018

L’Agenzia delle dogane chiedeva alla banca girataria delle bollette doganali la restituzione del prefinanziamento riscosso, dopo avere accertato che l’esportatore non aveva effettuato le previste esportazioni. La Corte ha ribadito che la bolletta attestante il prefinanziamento incorpora un credito pecuniario certo, liquido ed esigibile prima dell’esportazione; il giratario estraneo al rapporto causale non risponde quindi dell’inadempimento dell’esportatore. Poiché il ricorso non offriva argomenti per superare l’orientamento consolidato, lo ha dichiarato inammissibile e ha condannato l’Agenzia alle spese.

  • Estero
  • Agevolazioni Fiscali
  • Finanziamenti
  • Contenzioso
N. 32958

Cassazione, sentenza n. 32958 del 20/12/2018

Sentenza n. 32958 del 20/12/2018

La controversia riguardava rettifiche delle rimanenze iniziali, costi imputati al 2003 e ricavi non contabilizzati, che i giudici di merito avevano escluso valorizzando il condono relativo al precedente esercizio. La Corte ha stabilito che il condono non rende inattendibili o immodificabili i dati riportati nei bilanci successivi e che i componenti del reddito d’impresa devono rispettare inderogabilmente il criterio di competenza; negli appalti rileva l’accettazione dei lavori ultimati, non il pagamento degli acconti. Ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rinviato alla CTR.

  • Pace Fiscale
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32957

Cassazione, sentenza n. 32957 del 20/12/2018

Sentenza n. 32957 del 20/12/2018

L’accertamento traeva origine da fatture relative a operazioni soggettivamente inesistenti, con recupero del maggior reddito della società di persone e conseguente imputazione ai soci. La Corte ha escluso l’efficacia automatica del giudicato riguardante una diversa annualità e ritenuto adeguata la motivazione dell’atto mediante richiamo al verbale della Guardia di Finanza. Ha tuttavia accolto il motivo della società sulla deducibilità dei costi, demandando al giudice di rinvio la verifica concreta di effettività, inerenza, competenza, certezza e determinabilità alla luce della disciplina sopravvenuta più favorevole.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32955

Cassazione, sentenza n. 32955 del 20/12/2018

Sentenza n. 32955 del 20/12/2018

Una società importatrice rivendicava l’aliquota IVA del 10% sulla vitamina B12, sostenendo che l’agevolazione dipendesse dalle caratteristiche oggettive del prodotto e spettasse anche all’intermediario commerciale. La Corte ha invece affermato che, secondo la disciplina nazionale applicabile, l’aliquota ridotta richiede il riscontro dell’effettiva destinazione del bene alla preparazione di mangimi e al consumo animale, non desumibile dal solo acquisto dell’intermediario. Esclusa anche la necessità del rinvio pregiudiziale, ha rigettato il ricorso e compensato le spese per la novità della questione.

N. 32792

Cassazione, sentenza n. 32792 del 19/12/2018

Sentenza n. 32792 del 19/12/2018

Una società alberghiera contestava la TARSU, invocando la chiusura stagionale e l’esclusione della superficie termale destinata a produrre rifiuti speciali; il Comune impugnava incidentalmente il capo favorevole relativo alle terme. La Corte ha affermato che disponibilità e detenzione dei locali fondano ordinariamente il tributo, mentre esenzioni e riduzioni richiedono una dichiarazione circostanziata e la prova dei relativi presupposti, non soddisfatte dalla generica comunicazione di chiusura e manutenzione. Ha rigettato il ricorso principale, accolto quello incidentale e, decidendo nel merito, respinto l’impugnazione originaria della contribuente.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32791

Cassazione, sentenza n. 32791 del 19/12/2018

Sentenza n. 32791 del 19/12/2018

La controversia riguardava la rettifica del valore di una cessione di ramo d’azienda e la conseguente maggiore imposta di registro, con contestazioni sulla proroga dei termini e sulla valutazione di una partecipazione societaria. La Corte ha confermato l’applicabilità della proroga biennale, rilevando che lo Statuto del contribuente non ha rango superiore alla legge ordinaria. Ha però giudicato insufficiente la motivazione della CTR, che aveva recepito il costo storico senza esaminare la quota effettivamente ceduta, la perizia e gli altri elementi dedotti; ha quindi cassato con rinvio, assorbendo le ulteriori censure.

  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32428

Cassazione, sentenza n. 32428 del 14/12/2018

Sentenza n. 32428 del 14/12/2018

La controversia riguarda la deduzione, da parte di un istituto di credito, di crediti svalutati integralmente e la loro qualificazione alternativa come perdite, oltre alla classificazione di talune spese come pubblicitarie o di rappresentanza. La Corte afferma che la svalutazione, anche totale, esprime una perdita probabile ma non ancora certa e definitiva, mentre la perdita richiede riscontri obiettivi di definitiva inesigibilità: la percentuale del 100% non basta, da sola, a mutarne la natura. Nel testo fornito non è riportata la statuizione conclusiva sui motivi di ricorso.

N. 32411

Cassazione, sentenza n. 32411 del 14/12/2018

Sentenza n. 32411 del 14/12/2018

L’accertamento contestava sia la deduzione integrale di una minusvalenza su una partecipazione posta in liquidazione volontaria, sia il carattere elusivo di una sequenza di finanziamento, rinuncia al credito e liquidazione della partecipata. La Corte afferma che la minusvalenza non ancora realizzata va dedotta fiscalmente in cinque quote, poiché la sola apertura della liquidazione non ne rende certi esistenza e ammontare; conferma però la valutazione regionale sulle valide ragioni economiche dell’operazione di gruppo. Accolto soltanto il primo motivo dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Società
  • Holding
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 32427

Cassazione, sentenza n. 32427 del 14/12/2018

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.) (TRIBUTI POSTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) - BASE IMPONIBILE - REDDITI PRODOTTI IN FORMA ASSOCIATA Avviso di accertamento unitario nei confronti dell'associazione e degli associati - Necessità - Esclusione - Conseguenze.

La controversia concerne accertamenti separati notificati ad associazioni professionali e associati, nonché la qualificazione come reddito d’impresa dei proventi di strutture sanitarie organizzate. La Corte chiarisce che l’unitarietà dell’accertamento richiesta per i redditi prodotti in forma associata non impone un unico atto, purché gli atti separati derivino dal medesimo accertamento; conferma inoltre la valutazione della struttura imprenditoriale compiuta nel merito. Rigetta i primi sei motivi, dichiara inammissibile la tardiva eccezione sulla decadenza e condanna i ricorrenti alle spese.

  • IRPEF
  • Professionisti
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 32410

Cassazione, sentenza n. 32410 del 14/12/2018

Sentenza n. 32410 del 14/12/2018

Gli accertamenti riguardavano le quote di ammortamento dell’avviamento iscritto a seguito di una fusione inversa e il costo di licenze temporanee su brevetti industriali. La Corte chiarisce che l’imposta sostitutiva sul disavanzo di fusione non impedisce di verificare negli esercizi successivi l’eccessiva deduzione degli ammortamenti; per i brevetti, la modalità di ammortamento dipende inoltre dal contenuto e dalla durata dei diritti attribuiti dal contratto, non dai soli principi contabili. Il ricorso dell’Agenzia è accolto integralmente, con cassazione della sentenza e rinvio al giudice regionale.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Operazioni straordinarie
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 32426

Cassazione, sentenza n. 32426 del 14/12/2018

Sentenza n. 32426 del 14/12/2018

La contribuente contestava una cartella derivante dal controllo di una dichiarazione congiunta relativa al 1995, sostenendo anche che la notificazione fosse tardiva; la CTR aveva invece giudicato tempestiva la cartella notificata nel 2002. La Corte applica la disciplina transitoria secondo cui, per dichiarazioni presentate entro il 31 dicembre 2001, la cartella deve essere notificata entro il quinto anno successivo alla presentazione: nel caso concreto il termine scadeva il 31 dicembre 2001. Accoglie il primo motivo, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, annulla la cartella.

N. 32409

Cassazione, sentenza n. 32409 del 14/12/2018

Sentenza n. 32409 del 14/12/2018

Nel giudizio di rinvio relativo a un accertamento IRPEG e ILOR per costi fittizi o non inerenti, il giudice regionale aveva richiamato i principi sulla tipicità degli atti impositivi e sulla necessaria documentazione delle spese, senza esaminare concretamente i motivi d’appello della curatela. La Corte rileva che il precedente rinvio imponeva ulteriori accertamenti sulle operazioni inesistenti, sui componenti reddituali e sulla tenuta delle scritture: la mancata pronuncia su tali contestazioni viola il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato. Il ricorso è accolto, con cassazione e nuovo rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Imprese
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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