Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 23409

Cassazione, ordinanza n. 23409 del 30/08/2024

Accertamento - Dichiarazione tardiva

La controversia riguardava un accertamento induttivo ai fini IRES, IRAP e IVA, fondato sull’asserita omissione della dichiarazione, presentata però entro novanta giorni dalla scadenza dopo l’avvio della verifica. La Cassazione ha stabilito che l’inizio di accessi o verifiche preclude il ravvedimento con sanzione ridotta, ma non rende invalida la dichiarazione tardiva né la equipara a quella omessa ai fini dell’accertamento induttivo. Ha quindi rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, confermando l’esito favorevole alla contribuente.

N. 23402

Cassazione, sentenza n. 23402 del 30/08/2024

Sentenza n. 23402 del 30/08/2024

Una società chiedeva il rimborso dell’IVA relativa a beni strumentali, sostenendo che gli acquisti fossero preparatori a un’attività alberghiera; l’Amministrazione aveva negato il credito, richiamando anche l’esercizio di attività esenti e la non operatività. La Cassazione ha rilevato che non erano stati adeguatamente identificati e documentati i beni e i servizi né la loro funzionalità all’iniziativa programmata; ha inoltre escluso l’efficacia del giudicato relativo a una diversa annualità e respinto le censure sulla motivazione del diniego. Il ricorso della contribuente è stato quindi rigettato.

N. 23273

Cassazione, sentenza n. 23273 del 28/08/2024

Sentenza n. 23273 del 28/08/2024

Nei giudizi riuniti si discuteva del rimborso di un credito IVA maturato prima del fallimento, successivamente riportato in dichiarazione, e della cartella emessa per recuperare il medesimo importo. La Cassazione ha affermato che il rimborso per cessazione effettiva dell’attività sorge con tale cessazione e che l’esposizione del credito da parte del curatore manifesta la volontà di conservarlo e ottenerne il rimborso, soggetto a prescrizione decennale. Rigettati i ricorsi principali dell’Agenzia, è rimasto confermato anche l’annullamento della cartella; gli incidentali sono stati assorbiti.

  • IVA
  • Riscossione
  • Procedure concorsuali
  • Processo tributario
N. 23251

Cassazione, ordinanza n. 23251 del 28/08/2024

Processo tributario - Motivazione per relationem

Il ricorso introduttivo contro un accertamento IRES e IRAP chiedeva l’annullamento dell’atto mediante un generico rinvio ai motivi contenuti in un documento allegato, già riferiti ad altre impugnazioni. La Cassazione ha confermato che ogni ricorso tributario deve essere autonomo, poiché oggetto e causa della domanda sono delimitati dai motivi formulati contro il singolo atto: il richiamo per relationem a motivi esterni al ricorso non soddisfa tale requisito, anche se l’allegato è notificato alla controparte. È stato pertanto rigettato il ricorso contro la declaratoria d’inammissibilità.

N. 23229

Cassazione, sentenza n. 23229 del 28/08/2024

Sentenza n. 23229 del 28/08/2024

L’Amministrazione aveva irrogato a una professionista sanzioni connesse a violazioni IVA e IRAP attribuite a società coinvolte, secondo la contestazione erariale, in operazioni fraudolente; il giudice regionale aveva escluso in via generale la responsabilità del consulente. La Cassazione ha chiarito che la responsabilità esclusiva della persona giuridica non impedisce il concorso del terzo quando questi partecipi autonomamente e con interesse proprio alla finalità illecita, conseguendo un beneficio ulteriore rispetto al normale compenso professionale. Accolto il motivo dell’Agenzia, la verifica della condotta concreta è rimessa al giudice di merito.

N. 23228

Cassazione, sentenza n. 23228 del 28/08/2024

Sentenza n. 23228 del 28/08/2024

La controversia concerneva sanzioni IVA e IRAP applicate a una consulente per il presunto concorso nelle violazioni attribuite a società assistite; la decisione d’appello le aveva annullate ritenendo sanzionabile esclusivamente la persona giuridica. La Cassazione ha escluso tale automatismo: il terzo può rispondere quando la sua condotta integri una compartecipazione interessata e autonoma, diretta a ottenere vantaggi illeciti propri, ulteriori rispetto al compenso professionale. La sentenza regionale, che non aveva esaminato gli addebiti concreti, è stata quindi censurata affinché il giudice di merito svolga il necessario accertamento fattuale.

  • Sanzioni
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
  • Professionisti
N. 23196

Cassazione, sentenza n. 23196 del 27/08/2024

Sentenza n. 23196 del 27/08/2024

L’Agenzia aveva contestato a una professionista il concorso in violazioni IVA e IRAP riferite a una cooperativa, mentre il giudice regionale aveva annullato le sanzioni reputando incompatibile la responsabilità del terzo con quella della persona giuridica. La Cassazione ha ritenuto adeguata, sebbene sintetica, la motivazione d’appello, ma erronea la soluzione giuridica: il consulente è sanzionabile se partecipa consapevolmente alla condotta illecita perseguendo un autonomo beneficio, diverso dal mero corrispettivo professionale. Accolto il motivo sostanziale dell’Amministrazione, occorre riesaminare in fatto gli specifici addebiti.

N. 23172

Cassazione, sentenza n. 23172 del 27/08/2024

Sentenza n. 23172 del 27/08/2024

Il giudizio riguardava sanzioni IVA e IRAP contestate a una consulente per il presunto concorso nelle violazioni fiscali di una cooperativa; la Commissione regionale le aveva annullate, escludendo che un terzo potesse concorrere nell’illecito della persona giuridica. La Cassazione ha affermato che tale esclusione non è assoluta: occorre verificare se il professionista abbia superato la normale collaborazione, partecipando autonomamente al disegno illecito per conseguire vantaggi propri ulteriori al compenso. Accolto il ricorso erariale sul punto, la condotta concretamente contestata dovrà essere valutata dal giudice di merito.

  • Sanzioni
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
  • Professionisti
N. 23167

Cassazione, sentenza n. 23167 del 27/08/2024

Sentenza n. 23167 del 27/08/2024

La controversia investiva sanzioni irrogate a una consulente per il concorso nelle violazioni IVA e IRAP attribuite a cooperative coinvolte, secondo l’accertamento, in fatturazioni per operazioni inesistenti; i giudici di merito ne avevano confermato la responsabilità. La Cassazione ha però rilevato che, dopo la presentazione di deduzioni difensive, l’atto sanzionatorio deve spiegare specificamente perché esse siano disattese, non essendo sufficiente riprodurne il contenuto. Ha quindi accolto il primo motivo, assorbito gli altri, cassato la sentenza e rinviato per verificare se l’atto contenesse la prescritta motivazione rafforzata.

N. 23084

Cassazione, ordinanza n. 23084 del 26/08/2024

IVA - Cessione per la rivendita su E-bay

La controversia riguardava merci esposte e rivendute su eBay da un soggetto che operava in proprio, mentre il giudice regionale aveva qualificato i prelievi dal negozio come vendite al dettaglio documentabili con scontrino. La Cassazione afferma che l’attività diretta del rivenditore sulla piattaforma, compresa la negoziazione del prezzo, non esclude un contratto di commissione e il conseguente passaggio imponibile IVA tra committente e commissionario. Accoglie quindi il ricorso dell’Agenzia, cassa la sentenza e rinvia al giudice tributario regionale.

  • IVA
  • E-commerce
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 23075

Cassazione, sentenza n. 23075 del 26/08/2024

Sentenza n. 23075 del 26/08/2024

L’Ufficio aveva riqualificato la cessione totalitaria di partecipazioni societarie come cessione d’azienda, applicando l’imposta di registro proporzionale; i giudici di merito avevano confermato la ripresa, valorizzando gli effetti economici dell’operazione. La Cassazione riconosce efficacia retroattiva alla formulazione dell’articolo 20 che circoscrive l’interpretazione agli elementi desumibili dall’atto registrato, escludendo quelli extratestuali e gli atti collegati. Accoglie pertanto i motivi contro la riqualificazione, cassa la decisione impugnata e dichiara assorbita la distinta censura della società fiduciaria.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Società
  • Processo tributario
N. 23070

Cassazione, sentenza n. 23070 del 26/08/2024

Sentenza n. 23070 del 26/08/2024

La contribuente aveva impugnato una cartella relativa all’INVIM deducendone originariamente l’omessa notifica, per poi contestare con memoria e in appello specifiche irregolarità della consegna e il mancato invio della raccomandata informativa. La Cassazione chiarisce che la generica deduzione dell’omessa notifica non comprende ogni possibile vizio del procedimento notificatorio: le nuove contestazioni modificavano la causa petendi ed erano precluse perché non introdotte mediante rituali motivi aggiunti. Il ricorso viene quindi respinto, restando irrilevanti le prove riferite alle eccezioni tardive.

N. 23126

Cassazione, sentenza n. 23126 del 26/08/2024

Sentenza n. 23126 del 26/08/2024

L’Amministrazione aveva irrogato sanzioni per violazioni dichiarative e contabili al soggetto ritenuto amministratore di fatto di una società, sostenendone il concorso negli illeciti fiscali. La Cassazione ha precisato che l’esistenza di un amministratore di fatto non rende automaticamente fittizia la società: per sanzionare la persona fisica occorrono riscontri sulla natura artificiosa dell’ente o su un autonomo beneficio personale derivante dalla condotta. Poiché l’Ufficio aveva riconosciuto l’effettiva esistenza della società e definito con essa il rapporto fiscale e sanzionatorio, la Corte ha ritenuto coerente la decisione regionale e infondato il ricorso erariale.

  • Sanzioni
  • Processo tributario
  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
N. 23122

Cassazione, sentenza n. 23122 del 26/08/2024

Sentenza n. 23122 del 26/08/2024

Gli avvisi recuperavano IVA su operazioni soggettivamente inesistenti e costi ritenuti non inerenti, contestando il coinvolgimento della società in una frode mediante cartiere; i giudici di merito avevano tuttavia sottratto dalla pretesa IVA per il 2008-2009 quanto già confiscato per equivalente. La Cassazione dichiara inammissibili le censure sulla valutazione degli indizi e respinge il richiamo al ne bis in idem, poiché le sanzioni riguardavano soggetti distinti. Conferma inoltre che il recupero del medesimo debito IVA, dopo la confisca, determinerebbe un’indebita duplicazione.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 23089

Cassazione, sentenza n. 23089 del 26/08/2024

Sentenza n. 23089 del 26/08/2024

L’accertamento recuperava ricavi non contabilizzati, con maggiori IRES, IVA e IRAP, valorizzando l’antieconomicità di operazioni infragruppo e canoni immobiliari inferiori ai parametri considerati normali. La Cassazione ritiene valida la delega di firma individuata mediante qualifica, esclude un obbligo generalizzato di contraddittorio per i tributi non armonizzati e, per l’IVA, rileva il mancato superamento della prova di resistenza. Le ulteriori contestazioni miravano in parte a un riesame delle valutazioni di merito e non conducono all’annullamento dell’accertamento.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 23015

Cassazione, sentenza n. 23015 del 21/08/2024

Sentenza n. 23015 del 21/08/2024

L’avviso aveva assoggettato a imposta proporzionale di registro due finanziamenti enunciati nella documentazione allegata a una delibera di aumento di capitale, uno fruttifero e uno infruttifero. La Cassazione riconosce che il mutuo fruttifero, pur esente, rientra astrattamente nel campo IVA e beneficia quindi dell’alternatività IVA-registro, mentre esclude tale conclusione per il prestito infruttifero, privo di corrispettivo. Accoglie nei relativi limiti il motivo sul finanziamento fruttifero e non accoglie le ulteriori contestazioni sulla qualificazione delle disposizioni e sulla motivazione.

  • Imposta di registro
  • IVA
  • Imposte indirette
  • Finanziamenti
  • Processo tributario
N. 23014

Cassazione, sentenza n. 23014 del 21/08/2024

Sentenza n. 23014 del 21/08/2024

La controversia riguardava l’imposta di registro su una compravendita sottoposta a condizione sospensiva, inizialmente autoliquidata in misura fissa; in revocazione, il giudice regionale aveva valorizzato documenti tardivamente conosciuti dal notaio e qualificato la condizione come potestativa mista. La Cassazione ritiene inammissibile la censura dell’Agenzia sull’incolpevole ignoranza dei documenti, perché diretta a una diversa ricostruzione probatoria, e conferma che l’avveramento dipendeva anche dalla decisione di un terzo. Rigetta pertanto il ricorso dell’Amministrazione.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 23013

Cassazione, sentenza n. 23013 del 21/08/2024

Sentenza n. 23013 del 21/08/2024

Il Comune aveva richiesto l’IMU 2012 su diversi immobili e i giudici di merito avevano respinto l’impugnazione del contribuente. Quest’ultimo ha rinunciato al ricorso per cassazione dopo il deposito dell’ultima difesa comunale e dopo la pubblicazione di decisioni sfavorevoli su analoghe controversie relative ad altre annualità. La Corte dichiara estinto il giudizio per rinuncia ma, considerata la tardività dell’iniziativa, condanna il ricorrente alle spese; esclude invece l’applicazione dell’ulteriore contributo unificato.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 23010

Cassazione, sentenza n. 23010 del 21/08/2024

Sentenza n. 23010 del 21/08/2024

Il giudizio verteva sull’iscrizione a ruolo di sanzioni per ritardato od omesso pagamento dell’imposta di registro mentre era ancora pendente il ricorso per cassazione; il giudice regionale l’aveva ritenuta illegittima. Nel corso del giudizio le contribuenti hanno però perfezionato una definizione agevolata della controversia e l’Agenzia ha chiesto che ne fosse dichiarata l’estinzione. La Cassazione dichiara cessata la materia del contendere, assorbe il ricorso incidentale condizionato e lascia le spese a carico di chi le ha anticipate.

  • Imposta di registro
  • Sanzioni
  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
N. 23007

Cassazione, sentenza n. 23007 del 21/08/2024

Sentenza n. 23007 del 21/08/2024

La controversia riguardava un avviso comunale di pagamento della TARI per il 2015, confermato in entrambi i gradi di merito. Durante il giudizio di cassazione le parti hanno comunicato di avere raggiunto un accordo bonario e la contribuente ha rinunciato al ricorso, con accettazione del Comune. La Corte dichiara conseguentemente estinto il giudizio per rinuncia, compensa integralmente le spese e precisa che l’estinzione non comporta l’ulteriore contributo unificato previsto per il rigetto o l’inammissibilità dell’impugnazione.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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